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2012, un sabato nella vasca - Via Cavour fra bulli, controlli e risse "su appuntamento"

2012, un sabato nella vasca - Via Cavour fra bulli, controlli e risse "su appuntamento"
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Chiara Cacciani  

La “vasca”?  Non è più quella di una volta. Parola dei ragazzi (più o meno) di ieri. Ma nemmeno le risse sono più quelle di una volta.Racconto dei ragazzi di oggi.

Nel primo sabato di controlli rinforzati dopo le risse e le segnalazioni di gruppetti di giovani “molesti”,   in via Cavour c'era anche  gazzettadiparma.it:  in diretta su Twitter per raccontare  il pomeriggio nel salotto della città  ma anche come è cambiato il rito parmigiano che si tramanda ormai di generazione in generazione. 

Sono le 15.30 quando sul “carpet” di sanpietrini inizia a sfilare una bella fetta di gioventù in versione primavera anticipata. Tra tante  braccia mezze nude c'è anche chi osa una canotta e  ballerine senza calze. I più numerosi sono trii e quartetti in  «divisa». Cambiano i colori ma non le forme: eccentriche con eccentriche, casual con casual e la “comunella” delle jeans skinny, occhiali e  maxiborsa palesemente firmati. Ancora più omogenei i maschi:  spesso solo le variabili cresta-cappellino-orecchino-catenina-tatuaggi variano il tema «sportivo».       Accanto a loro camminano tanti passeggini spinti da mamme e (soprattutto) papà e qualche coppia.    

Intanto in piazza Battisti un'auto della polizia municipale è parcheggiata in bella vista. Tre agenti consumeranno le suole per andare avanti e indietro. Al loro passaggio molte teste si voltano. «Che si venga qui in servizio al sabato pomeriggio, quando c'è tutta questa gente, è normale - racconta un vigile - Qualche ragazzino che ci prende in giro c'è sempre. Ma oggi meno: sembrano più tranquilli». Come dire: forse la notizia dei controlli si è sparsa.... Allo stesso modo non passa inosservata la volante della polizia che transita più volte in via Cavour e si avvia verso piazzale della Pace. «Eccovelo qui il luogo delle risse: qui e in piazzale della Pace- racconta un gruppi di ragazze - Capita praticamente ogni sabato: sempre la solita gente. Ormai si sa chi sono e ci si sta alla larga». Ma anche chi non lo sa ha il suo «metodo»: lo citano in tante, e piacerebbe a Lombroso: «Li riconosci dalle facce...». «Una volta è capitato anche a me di finire a fare a botte. Ma me l'ero cercata - ammette un diciassettenne- Ora sono tranquillo, non ci casco più». A svelare perchè se l'era cercata, una delle amiche della compagnia: «Un apprezzamento a una ragazza».  
        

Ad ascoltare i giovanissimi che frequentano via Cavour  le litigate che finiscono a botte, quelle che ultimamente sono finite spesso sui giornali, non nascono in realtà in «vasca». Lo racconta un gruppo di amici appostato davanti a Zara: «E' più facile che scoppino su appuntamento: sai, al sabato qui c'è tanta gente e non si va a scuola. Per chi vuole farsi vedere è l'ideale». La conferma arriva da Mariachiara, 18 anni, e Greta, 17, sedute sui gradini del Battistero: «E' gente che si conosce: litigano al telefono e poi si danno appuntamento in uno dei borghetti. E' per questo che non cambia molto se ci sono i vigili o la polizia: un luogo dove trovarsi e fare a botte lo trovano comunque». «Succede soprattutto dalle 17  in poi,  nei borghetti laterali - spiegano Alessandro e alcune compagne di classe - Noi abbiamo 13 anni, a quell'ora ce ne andiamo a casa». Ma il fascino della vasca resta: «qui - ripetono in tanti - si  incontrano gli amici, anche quelli che magari non vedi da tanto tempo e con cui non ti sei dato appuntamento. E poi ci interessano i negozi». 
Nel frattempo fa il suo ingresso invia Cavour il gruppetto «fischi e urla»: cappellino, camminata ciondolante, mani che battono il cinque e quel fischio insopportabile ad ogni ripartenza. Come ad annunciare: «Adesso arriviamo». Messaggio colto da molte giovanissime, che si scansano per non ricevere una spallato o ritrovarsi «circondate».

Anna, per mano la figlia più piccola, guarda la scena: «La vasca è molto  peggiorata rispetto a 10 anni fa, quando ci venivano i miei due figli più grandi. Non voglio sembrare bacchettona, ma più che punto di incontro, mi sembra un punto di ritrovo per chi vuol fare lite. Spero con la terza figlia di scamparla...». «Anche a me sembra molto cambiata - racconta Alice, commessa - Dieci anni fa, quando ci venivo io non c'erano ragazzini così piccoli. Oggi vedo 12enni che si atteggiano da ventenni. E che purtroppo sono totalmente inconsapevoli di quello che fanno».

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  • gazzettadiparma.it

    05 Marzo @ 12.41

    Qui mi intrometto io, perchè sul titolo dei nostri servizi si è già creato nei giorni scorsi un equivoco che voglio chiarire. In sintesi: 1) Già dallo scorso gennaio era mia intenzione di onorare il primo triste anniversario della scomparsa del cameraman Ezio Venturi (come poi ho scritto nell'articolo/amarcord) pubblicando i video della Vasca, la trasmissione che avevamo realizzato a Tv Parma negli anni '90. Il titolo ("Quando via Cavour era il regno dei ragazzi di Parma") non aveva, come invece qualcuno ha capito o ha voluto capire, un significato legato alla presenza oggi di tanti giovani non parmigiani doc, ma solo ricordare quando via Cavour era letteralmente gremita dai ragazzi. 2) Contemporaneamente, la cronaca aveva riproposto, la settimana precedente, proprio il tema di via Cavour in seguito ad alcuni episodi di cronaca che abbiamo regolarmente raccontato sia sul web che sulla gazzetta di carta. 3) Sabato scorso, unendo le due cose, abbiamo voluto raccontare la vasca 2012, con una fotogbrafia a 360 gradi, che ha messo insieme la cronaca, il problema risse (e abbiamo scoperto questa cosa curiossa delle "risse su appuntamento") e un po' di colore, che ci aiutasse a capire - pur nella sintesi parzialissima di qualche battuta - che cosa dicono i ragazzi di oggi, e magari anche come vedono la vasca i loro genitori che la vasca la frequentavano 20-30 anni fa. Tutto qui. Poi, ovviamente, se lei pensa a una inchiesta che vada in profondità sui giovani di Parma e sui loro problemi, allora bisogna varare una inchiesta lunga un anno o più. Che è quello che faremo. Promesso. Intanto grazie per le sue osservazioni, anche se in larga parte non le condivido. (Gabriele Balestrazzi)

    Rispondi

  • matteo

    05 Marzo @ 12.05

    @ Chiara Cacciani Capisco il suo punto di vista. Tuttavia mi è sembrato che il frame dei vostri servizi fosse comunque impostato sulla linea comparativa generazionale: tant'è che avete intitolato vostri interventi "quando la vasca era dei ragazzi di Parma". Posto che la "vasca" non è mai stato patrimonio di tutti i ragazzi di Parma e posto che sono padre anche io e non nascondo molte perplessità sul tipo di generazione che ci troviamo davanti, magari avrei indagato con più profondità l'argomento. Probabilmente mi chiederei "come vivono le persone" al di là delle paure che hanno, così magari scoprirei che molte tensioni sociali provengono proprio da processi di spersonalizzazione e annullamento delle relazioni sociali imposti dal tipo di organizzazione sociale più che da quattro minori "immigrati". Tant'è che trent'anni fa con la migrazione di molti meridionali ci sono stati problemi analoghi, ma la gente aveva meno paura. Magari scopriremmo meno "banalità" e problemi molto più grandi. Visto che una delle cose buone che ci ha offerto il sapere occidentale è la scoperta della "complessità", magari applicarla anche nei servizi giornalistici, che dovrebbero far parte del complesso culturale della nostra città e quindi "fare cultura", non sarebbe male.

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  • chiara cacciani

    04 Marzo @ 19.16

    Gentile matteo, quello che gazzettadiparma.it ha provato a fare sabato è stata una fotografia della "vasca" in una giornata particolare: una fotografia i cui contorni finiscono sempre lì, in via cavour. L'intenzione non era quella di fornire un trattato sociologico sui giovani parmigiani nè di fare raffronti con altre zone della città o altri tempi. Sarà banale, forse, ma in mezzo ai ragazzi che si ritrovano ci sono anche mamme e papà che camminano, guardano, hanno delle opinioni. A volte delle preoccupazioni che era doveroso raccontare. Accadeva probabilmente 20 anni fa e accade ancora. Forse perchè i giovani di ieri, quando diventano i genitori di oggi, cambiano punto di vista e - come ammetteva anna nell'intervista - si ritrovano a volte dalla parte dei "bacchettoni". Ma anche questa è la "vasca". Cordialmente.

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  • matteo

    04 Marzo @ 18.21

    @ Massimo Probabilmente è come dici tu se ti limiti a cosa succedeva in via Cavour. Io ho 32 anni e ero in compagnia a S. Lazzaro e ho tanti ricordi della Parma degli anni 90 a livello di compagnie e discoteche. E ti assicuro che i bulli c'erano eccome. Le risse pure. Episodi di violenza. E anche il problema della droga. Sicuramente, sono stati anni che non hanno vissuto il mondo giovanile delle compagnie "pesanti" degli anni 80, ma hanno avuto tante cose analoghe. Il problema dei "giovani" esiste fin dai tempi dei Romani. E tutti i "vecchi" hanno sempre passato la loro vita a dire che quando erano giovani loro i du brasè cacavano oro e l'acqua del laghetto del parco ducale si poteva bere. E poi la realtà era ben diversa. Basta saperla leggere senza pregiudizi.

    Rispondi

  • massimo

    04 Marzo @ 16.27

    @dav e matteo...negli anni 90 succedeva poco e niente...c'era un gruppetto di meridionali facinorosi sulla panchina della chiesa di via cavour e nel meta...tutto il resto era tranquillissimo.

    Rispondi

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