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Si è suicidato l'assassino di Virgy e del taxista Salvarani

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Stefano Rossi si è tolto la vita in carcere. E' il giovane che nel marzo 2006 uccise Virgy e il taxista Andrea Salvarani.

Per ora non si conoscono altri particolari. Rossi, il cui processo era arrivato alla sentenza definitiva di Cassazione, era detenuto da un paio d'anni nel carcere di via Burla, dopo essere stato recluso a Piacenza. La Suprema Corte, nel luglio 2011, aveva confermato per il duplice omicida l'ergastolo e l'isolamento diurno per due anni.

SI E' UCCISO CON UNA BOMBOLETTA DI GAS ? - Stefano Rossi sarebbe morto «per aver inalato il gas della bomboletta che tutti i detenuti detengono legittimamente». Lo sostiene Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, secondo cui «gli agenti lo hanno trovato durante il consueto giro di controllo e sono intervenuti immediatamente, ma nonostante ciò non sono riusciti a salvargli la vita».

«Continuiamo a chiedere all’amministrazione di proporre al ministro della giustizia la modifica del regolamento di esecuzione alla legge penitenziaria – ha detto ancora Durante - al fine di evitare che i detenuti continuino a tenere le bombolette che molte volte utilizzano per inalare il gas, come sostitutivo della droga. Spesso muoiono proprio a seguito dell’inalazione del gas, come, sembra, sia avvenuto al detenuto di Parma. Altre volte le stesse bombolette sono state utilizzate come corpi contundenti contro gli agenti, ovvero per farle esplodere nelle iniziative di protesta. Il Sappe ha anche proposto al ministro di sostituire le bombolette con altri sistemi più sicuri, ma al momento nessuna iniziativa sembra sia stata intrapresa».

L'ULTIMO ATTO DI UNA GRANDE TRAGEDIA - Stefano Rossi, il giovane che massacrò con decine di coltellate, il 28 marzo 2006, la studentessa Virginia Fereoli, 17 anni, in un parco di Felino, e poche ore più tardi il taxista Andrea Salvarani con un colpo di pistola, si è ucciso nel carcere della Burla dove era detenuto dall’epoca.

Il 3 febbraio del 2011 la corte di Cassazione aveva definitivamente condannato Stefano Rossi all’ergastolo con isolamento diurno di due anni. Il suo legale aveva più volte chiesto che al giovane fosse riconosciuta almeno la seminfermità mentale.

Nel 2006, Rossi uccise Maria Virginia Fereoli perchè era stato respinto dalla studentessa. La ragazza sarebbe stata attirata nel parco allo scopo di assassinarla. L’omicida si era infatti portato dietro una pistola, un coltello e un nunchaku, due bastoni collegati alle estremità da una catena di ferro.

Rossi aveva infierito con tantissime coltellate. Una volta giunto a Parma da Felino – gli aveva dato un passaggio un amico, poi accusato di favoreggiamento – Rossi chiamò il taxi di Andrea Salvarani e lo uccise con un colpo di pistola per rubargli l’auto, con cui tentò di fuggire. Poche ore dopo, però, il giovane si costituì ai carabinieri. 

IL LEGALE: "TRAGEDIA ANNUNCIATA" - «E' stata una tragedia annunciata». Commenta così il suicidio in carcere di Stefano Rossi il suo legale, l’avvocato Stefano Molinari. «E' una tragedia che si va ad aggiungere alla decine che interessano purtroppo ogni mese le carceri italiane. Quello di Stefano Rossi è solo l’ultimo caso di una lunga lista. Nel 2010 ci sono state 186 morti negli istituti italiani, nel 2011 184 e sono quasi tutti dovuti a suicidi».

No comment invece sugli appelli, più volte lanciati dallo stesso legale durante il processo, per ottenere l’infermità mentale. «Tornare su questo argomento oggi è purtroppo inutile», ha spiegato l’avvocato Molinari.

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SAPPE: TROPPE MORTI IN CARCERE  - Quello di Stefano Rossi, l’omicida-suicida nella sua cella, è l’ennesimo suicidio nella struttura penitenziaria di Parma. «Nonostante ogni buona intenzione da parte dell’Amministrazione penitenziaria - denuncia Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del sindacato autonomo di polizia penitenziaria – quella delle morti in carcere resta un problema insoluto e, probabilmente, irrisolvibile, considerate le enormi carenze di personale di polizia penitenziaria e di altre figure professionali, oltre, ovviamente, al sovraffollamento».

Durante ricorda infatti che «in Italia mancano 6.500 unità di personale tra agenti, sovrintendenti ed ispettori, in Emilia Romagna ne mancano 650. Anche a Parma mancano oltre cento unità di personale. Gli eventi critici, tra suicidi, tentativi di suicidio, aggressioni, gesti di autolesionismo e danneggiamento a beni dell’Amministrazione – conclude – superano i 200 al giorno nei 206 istituti del nostro Paese».

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  • enrico

    31 Marzo @ 19.45

    Pace all'anima sua. Ha dato tanto dolore, ma alla fine era uno squilibrato, anche se magari definito con termine caritatevole a personalità borderline. Contro la pazzia non vi sono rimedi. Non basta chiudere i manicomi per credere che la pazzia sia abolita per legge. Sono abolite solo le spese dello Stato; le famiglie lasciate invece sole. Anche da chi è salito sulle barricate della demagogia. ditemi se uno solo di coloro che tanto hanno sbraitato contro i manicomi ha mai veramente toccato con mano la solitudine dei familiari e dei pazienti? Avremmo dovuto cambiare l'organizzazione di queste strutture non abolirle tout court... Stefano Virgy Andrea sono vittime del massimalismo acritico e stupido dei populisti anni settanta Se poi vogliamo parlare del carcere a vita, vorrei un esempio di un condannato all'ergastolo che veramente finisca i suoi giorni in gattabuia (a meno che non si suicidi...)

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  • gigiprimo

    30 Marzo @ 19.11

    vignolipierluigi@alice.it

    Per Annamaria. Hai contato quanti si sono ammazzati fuori dalle carceri per problemi fiscali?

    Rispondi

    • annamaria

      02 Aprile @ 02.04

      Francamente non capisco cosa voglia dire. Ribadisco che lo Stato non deve uccidere, deve, questo si, dare la certezza della pena e se un reato richiede l'ergastolo, che lo sia fin in fondo. Ma chiedere che uno Stato adotti la pena di morte significa, a mio parere, legalizzare l'omicidio ( oppure non si chiama più così se lo fa lo Stato?): Perchè invece non trovare il modo di far lavorare i detenuti? Ci sono molte proposte in giro e pure convenienti (per lo stato cioè per noi). Io non sono buonista, ma credo di appartenere alla maggioranza degli italiani che chiede pene sicure, non la pena di morte .E poi quali sarebbero i reati che avrebbero questo onore? Solo quelli nominati da Stefano? E allora perchè non i reati finanziari che portano la gente sul lastrico e spesso al suicidio e che sono ben più numerosi dei delitti ? allora sa quanta gente, anche famosa, andrebbe giustiziata? Comumque può uno Stato uccidere "legalmente"? Chi pensa di si, si proponga come boia.

      Rispondi

  • Stefano

    27 Marzo @ 16.44

    Sinceramente non capisco il perchè di tante polemiche che additano di cinismo chi applaude alla morte di un assassino. Uno di meno, dico io, c'è un essere inutile in meno, c'è una spesa in meno per noi contribuenti che manteniamo in carcere gente assolutamente irrecuperabile. A mio parere, assassini come lui, Alessi, Cagna, gli stupratori, i pedofili, i rapinatori che fanno irruzione in abitazioni nella notte, ecc... meritano solo la morte; metterli in carcere è solo una spesa e non ne usciranno certamente rieducati e riabilitati. Per questi reati serve la pena capitale e basta con questo garantismo che danneggia e frustra solo la gente onesta e che vorrebbe un pò di tranquillità.

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    • annamaria

      29 Marzo @ 17.09

      Ma pensi un pò: uno Stato che punisce chi ha ucciso, uccidendo a sua volta. Geniale. Non crede che una detenzione per tutta la vita( reale) sia una condanna peggiore della morte stessa ? ( tant'è vero che sono molti i suicidi in carcere). Costano troppo, eh? Allora giustiziamoli, si possono però aggiungere anche i reati di concussione, evasione fiscale, falso in bilancio,corruzione negli appalti ecc ecc che drenano così tanti soldi pubblici e pesano più del Pil sul contribuente? E a proposito, poi bisogna scegliere il metodo più economico per farli morire, se no è tutto inutile.

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  • FEDERICO

    26 Marzo @ 07.23

    Finalmente la giustizia che funziona!

    Rispondi

  • concetta

    24 Marzo @ 20.10

    Un appello a tutti i genitori. INFORMATEVI SEMPRE DEL COMPORTAMENTO DEI VOSTRI FIGLI DAGLI AMICI E CONOSCENTI, ALLA SCUOLA E SUL LAVORO, GUARDATE NELLE TASCHE DEI LORO ABITI SE SONO IN POSSESSO DI ARMI E DROGA O QUANT'ALTRO POSSA OFFENDERE GLI ALTRI, NON ESITATE A CONTROLLARE LE LORO CAMERE, AUTO E SCOOTER, E' UN VOSTRO DOVERE!!!! NON PER SFIDUCIA MA..........MEGLIO PREVENIRE PERCHE' DOPO E' TARDI PER CURARE

    Rispondi

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