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Editoriale - Un Paese di poveri? No, un Paese di ladri

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di Giuliano Molossi

La nostra busta paga, massacrata dalle tasse, è sempre più leggera, le stangate sulle bollette di luce e gas non si contano, la benzina è sui 2 euro al litro, i giovani fanno fatica a trovare un lavoro decoroso, gli imprenditori onesti (non quelli che dichiarano meno dei loro dipendenti) vivono ore d'angoscia. Di questi tempi, la gente avrebbe mille motivi per essere preoccupata, sfiduciata, delusa. Eppure, nonostante tutto, il governo gode ancora di larghissimi consensi. Questo governo, che non abbiamo votato, che non abbiamo scelto, è più gradito di tutti quelli che l'hanno preceduto, di destra e di sinistra. Sembra quasi che gli italiani dicano: sì, ci tartassa, ma evidentemente non può fare altro per salvarci dal disastro. Proprio ieri Mario Monti ha ammesso che gli aumenti fiscali e tariffari sono rozzi e dolorosi ma, ha aggiunto, sarebbe stato peggio far la fine della Grecia. E forse il premier dice questo perché intuisce che gli italiani lo perdoneranno e lo capiranno. E' così. La gente fatica ad arrivare alla fine del mese, è strangolata dal fisco, ma invece di prendersela con il governo, come sarebbe naturale che fosse, urla la sua rabbia (nelle lettere ai giornali, sui social network, alla radio e in tv) contro l'esercito degli evasori, quelli per intenderci che viaggiano in Suv e vanno in vacanza alle Maldive ma poi, non dichiarando quasi nulla, pretendono e ottengono l'esenzione a scuola per la mensa dei figli. Dopo anni e anni di «laissez faire», contro i «furbetti del fisco» il governo Monti sta provando a fare sul serio. Verifiche a tappeto, come non si erano mai viste prima, sulla mancata emissione di scontrini, sanzioni fino alla chiusura degli esercizi commerciali fuorilegge, controlli incrociati su chi è al volante di auto di lusso (una volta quando ti fermavano chiedevano patente e libretto, adesso vogliono il codice fiscale) per verificare se in base all'ultima dichiarazione dei redditi ci si può permettere di guidare macchine da centomila euro e oltre.

Hanno suscitato molte polemiche i blitz spettacolari condotti a Cortina l'ultimo dell'anno e poi a Courmayeur e in altre località di vacanza. In attesa di setacciare Porto Cervo a Ferragosto, gli uomini dell'Agenzia delle Entrate ieri hanno preso di mira le botteghe orafe di Ponte Vecchio a Firenze. Il sindaco Renzi ha approvato i controlli ma al tempo stesso ha auspicato che oltre ai blitz spot e simbolici, oltre alle operazioni eclatanti di comunicazione sui media, l’Agenzia delle Entrate faccia anche un lavoro quotidiano, strutturale, metodico, dando risposte alle numerose segnalazioni di irregolarità che vengono inviate dai cittadini al 117 della Finanza e dalle amministrazioni pubbliche.
E' una somma pazzesca quella che lo Stato può recuperare dalla lotta all'evasione. I proventi dovranno essere utilizzati esclusivamente per abbassare le tasse a quei lavoratori dipendenti e a quelle imprese che le hanno sempre pagate. In tal modo si favorirà lo sviluppo del Paese, si rilanceranno i consumi. Non arriveremo a paragonare, come fa l'onorevole Di Pietro, l'evasione fiscale al terrorismo, ma non c'è dubbio che si tratti di una questione seria e urgente che va affrontata con grande determinazione. E' un problema di giustizia sociale. Vi sembra normale che pensionati e lavoratori dipendenti versino il 93 per cento delle imposte totali? I recenti dati, diffusi dal dipartimento delle Finanze relativi alle dichiarazioni Irpef dell'anno scorso, ci dicono che un italiano su due vivrebbe con meno di 15.000 euro lordi l’anno, un terzo addirittura con meno di 10.000 euro. Solo un italiano su cento dichiara oltre 100.000 euro (una barzelletta, considerando il tenore di vita che molti ostentano, sicuri dell'impunità). Sembra la fotografia di un Paese di poveri. E' invece la fotografia di un Paese di ladri.

 

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  • michael santhers

    06 Aprile @ 06.32

    SHARIA Legge Islamica di Dio prevede per i ladri il taglio delle braccia e lapidazione per l’adulterio -In Italia non può essere applicata, ve l’immaginate un paese con sessanta milioni di monchi o di lapidati? -Meglio il cattolicesimo con ostie,confessioni, concistori sermoni,catechismi,cresime avalla pasture e balzelli arzigogolati tipo: incidente probatorio patteggiamento,fermo domiciliare buona condotta,incensurato,vizio di forma decorrenza dei termini, primo,secondo grado,cassazione riesame,archiviazione,indulto e tra intralci di Gip e Gup imputati in crociera premio -Tribunali,via di mezzo tra agenzie turistiche e mercato del pesce ------------------------------------- Da:Poesie Cialtrone

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  • roberto

    02 Aprile @ 11.41

    Qualcuno potrebbe spiegarmi perchè quando l'evasione fiscale c'era davvero (anni '50 e '60) e di tasse se ne pagavano poche, l'Italia cresceva tantissimo, dando vita a uno straordinario boom economico, con più benessere per tutti? Mentre ora invece accade il contrario?

    Rispondi

  • roberto

    02 Aprile @ 11.28

    La ricetta di Monti non fa altro che seguire i suoi predecessori: una continua rincorsa fra aumento della spesa pubblica e aumento delle tasse per finanziarla. Sono almeno trent'anni che le cose in Italia vanno così. Fosse una ricetta giusta, saremmo già il paese più sviluppato del mondo. E invece un paio d'anni dopo ogni "tosata" ci si ritrova allo stesso punto di prima (indebitamento e recessione) e c'è bisogno di farne un'altra. Se non si chiude prima il rubinetto della spesa, non si risolverà mai niente.

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  • frusta

    02 Aprile @ 10.41

    Niente di nuovo sig. molossi. Come al solito il suo commento arriva sempre dopo! Come al solito ha scoperto l'acqua calda! Le faccio notare che sono vere entrambe le cose, sia per i ladri sia per i poveri causati dai ladri!

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  • pier luigi

    02 Aprile @ 09.17

    forse sarò l'ultimo, e confesso che non ho letto tutti gli altri commenti, per cui potrei ripetere i concetti. Il nostro disavanzo pubblico, oltre al conclamato dovuto all'evasione fiscale, è dovuto alla spesa pubblica. La spesa pubblica è data dal numero esagerato di chi vive sulle spalle dei cittadini. Se per avere un sustema legislativo, deputati e senatori con correlati, impiegati, uscieri, chef, barbieri, stenografi, commissari, ecc. ecc. e passando alle regioni, come sopra, alle province, per passare a enti e chi più ne ha più ne metta. Qualcuno pensa che nel numero dei nostri rappresentanti stia la democrazia, mentalità da epoca dei comuni ovvero medioevo! Cambiare legge elettorale? si ! diminuendo il numero degli eletti e alzando la soglia di quella attuale per l'elezione. Eliminare gli sprechi e cercare di essere più Nazione anche se Federale e non Regionale!

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