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Parma celebra la Festa della Liberazione: tantissimi in corteo

Parma celebra la Festa della Liberazione: tantissimi in corteo
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Entrano in chiesa alle 9,30 le autorità (il commissario Mario Ciclosi, il sub-commissario Pomponio, il prefetto Luigi Viana e i rappresentanti delle forze dell'ordine), con i rappresentanti e i gonfaloni delle associazioni partigiane. Si vedono alcuni anziani con il tricolore al collo. Intanto piazzale Santa Croce inizia a riempirsi di gente e di bandiere. Nella vicina chiesa si svolge una liturgia breve: il celebrante ricorda il coraggio e al sacrificio di chi si è sacrificato per la nostra libertà ed esorta a ritrovare fiducia, contro i nuovi nemici dai quali dobbiamo guardarci. Come la corruzione e l'evasione fiscale. Il sacerdote invita a ricordarsi della famiglia e dei giovani. Poi a conclusione della messa viene recitata una preghiera scritta dai partigiani durante la Resistenza.
Dopo le 10,30 è partito il corteo, con la banda Verdi in testa. Centinaia di persone danno vita al corteo che percorrerà via d'Azeglio, il ponte di Mezzo, via Mazzini, via Garibaldi, via Cavour e piazza Garibaldi. Qui si è tenuta l'orazione ufficiale che sarà tenuta dalla parlamentare Lidia Menapace.
Sul palco alla fine del corteo sono salite tutte le autorità, di fronte a una piazza Garibaldi gremita. "Oggi siamo chiamati a un compito importante - ha detto il commissario straordinario del Comune Mario Ciclosi -: declinare nel presente e proiettare nel futuro l'idea di patria per cui si batterono 67 anni fa i partigiani". Il vicepresidente della Provincia Pier Luigi Ferrari ha detto: "Il 25 aprile è un giorno da cui ripartire, bisogna associarlo alla volontà di ripresa e di credere in quello che il Paese può fare". Sono intervenute anche Silvia Pellegri della Consulta studentesca e Lidia Menapace, parlamentare (durante la guerra fu la partigiana "Bruna").
Sul palco è salito anche Vincenzo Bernazzoli, presidente della Provincia e candidato sindaco del centrosinistra.

Iniziative fino a stasera
Monumento al Partigiano, ore 8,45
Partenza Staffetta della Pace - Itinerario sui luoghi simbolici della Resistenza, in ricordo dei caduti.
a cura di ARCI – UISP.

Chiesa di Santa Croce, ore 9,30
Celebrazione della Santa Messa.

Barriera D’Azeglio, ore 10,15
Corteo con la partecipazione del Corpo bandistico Giuseppe Verdi
(percorso corteo: via D'Azeglio, ponte di Mezzo, via Mazzini, via Garibaldi, via Cavour, piazza Garibaldi)
Deposizione corone al monumento al Partigiano e al monumento ai Caduti.

Piazza Garibaldi, ore 11
Arrivo della Staffetta della Pace e del Corteo.
Saluti del Commissario Straordinario del Comune di Parma, Mario Ciclosi, del Vice Presidente della Provincia, in rappresentanza dell’Amministrazione provinciale, Pier Luigi Ferrari, del Vice Presidente della Consulta Studentesca, Silvia Pellegri. Orazione Ufficiale dell’onorevole Lidia Menapace.

ore 12
Rintocchi solenni della Campana della Torre Civica

Portici del Grano, ore 12
Parole e musica: l’etica del ricordo.
La Resistenza del Latino. Letture di scritti e traduzioni di Leonardo Tarantini, Emilio Taverna ed Ettore Cosenza, latinisti e uomini di cultura.
A cura dell’Istituzione Biblioteche del Comune di Parma – Biblioteca “U. Balestrazzi” con la  collaborazione degli alunni del Liceo Classico Statale “G.D. Romagnosi”.

… Sette come le note una canzone vi canterò… Repertorio di “canzoni” del secolo scorso a cura del Coro Novecentum diretto da Magda Palmieri, ed accompagnato al pianoforte da Adonella Gregorio.
in collaborazione con  Associazione  Culturale CEM Lira di Parma.

Piazza della Steccata, ore 15
La fonte portentosa. Spettacolo dei Burattini dei Ferrari.
in collaborazione con Museo dei Burattini.

Piazza Garibaldi, ore 15,30
Concerto del Corpo bandistico Giuseppe Verdi diretto dal maestro Alberto Orlandi con la Corale Renata Tebaldi diretta dal maestro Sebastiano Rolli.

Theatro del Vicolo, Vicolo Asdente 9/b, ore 15,30
Conferimento del riconoscimento Parma ringrazia in ricordo di Mirka Polizzi.

a seguire

Per non dimenticare… ma anche per non odiare… mai più! Rappresentazione teatrale. Regia di Egidio Tibaldi.
in collaborazione con Theatro del Vicolo.

Casa della Musica, Sala dei Concerti, ore 17
Musica per pensare. L’histoire du soldat di Igor Stravinskij; Ciaccona, Intermezzo e Adagio per violoncello solo di Luigi Dallapiccola e Quatuor pour la fin du temps di Olivier Messiaen. Esecuzione a cura di Ensemble Prometeo.

realizzazione Istituzione Casa della Musica in collaborazione con Fondazione Prometeo.

Cortile della Biblioteca Civica, Vicolo S. Maria 5, ore 18
Fucina musicale per la Liberazione. Esibizione di gruppi selezionati dalla Consulta Studentesca: The Roofs, Last men standing, The Fate, Heartist e Bust.
in collaborazione con Consulta Studentesca e Istituzione Biblioteche del Comune di Parma.

Piazza Garibaldi dalle ore 21
Concerto della Liberazione con Caparezza

 

 

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  • Francesco

    26 Aprile @ 19.06

    Ringraziamo i gentili amici che hanno ritenuto di ricordarci che la seconda guerra mondiale è stata vinta dagli alleati anglo-americani , ma la notizia era già trapelata................

    Rispondi

  • Francesco

    26 Aprile @ 18.54

    SIGNOR HUGO , le Formazioni Partigiane "Garibaldine" erano più numerose e meglio organizzate delle altre , ed i loro militanti ci hanno "lasciato la pelle" più degli altri, per cui è giusto che abbiano avuto un peso superiore a quelle minori . Comunque, anche "Giustizia e Libertà " ( non comunista) , era molto forte. Quella che la Resistenza fosse monopolio dei Comunisti è un tradizionale "cavallo di battaglia" della propaganda dei comunisti stessi , dalla quale Lei , mi scusi, si fa abbagliare. Nel fatto che Socialisti e Comunisti della Resistenza sperassero che, nell' Italia liberata , ci fosse una forma di Governo conforme alla loro visione economica e politica della Società , mi sembra ovvio, e non ci vedo niente di male. Questo non significa che volessero un regime dittatoriale. Ne avevano già avuto più che abbastanza del Fascismo per desiderare altre dittature. Bisognerebbe anche chiarire che è uno sbaglio diffuso, ed alimentato dalla propaganda clerico -fascista, quello di identificare la dittatura bolscevica col Socialismo , del quale è , invece, una crudele aberrazione. i delitti dell' immediato dopoguerra, cui Lei si riferisce , ci sono innegabilmente stati , ma ad opera di bande criminali che è mistificatorio chiamare "partigiani comunisti" , perché i "Partigiani" non c' erano più, essendo stati disciolti, con l' ordine congiunto CLN - Alleati di disperdersi e consegnare le armi , ai primi di maggio 1945. Nessun Comando Partigiano , a differenza di quelli Nazifascisti e Repubblichini, ordinò mai stragi di civili ! La pretesa di mettere sullo stesso piano i delitti dell' immediato dopoguerra con le atrocità nazifasciste nella Repubblica di Salò è un espediente usato dai neofascisti per cercare di riaccreditarsi agli occhi degli Italiani, anche con l' aiuto di chi , prima, ha fatto fortuna sul carro della Sinistra , poi ha fatto il "salto acrobatico" sul carro opposto, appena ha sentito che cambiava l' aria. Il Comitato Centrale del Partito Comunista Italiano ha rivolto ripetuti , accorati appelli ai Militanti , negli anni 1945 - 1947 , affinché evitassero atti sanguinosi, che erano , oltretutto, controproducenti sul piano propagandistico, ed, infatti, furono determinanti per la vittoria , con maggioranza assoluta, della Democrazia Cristiana alle Elezioni Politiche Generali del 1948 , dopo che una massiccia campagna pubblicitaria clerico - fascista , lanciata perfino dai pulpiti delle Chiese, terrorizzò la Popolazione. Lei ha ragione quando dice che, la maggior parte degli Italiani, dal 1943 al 1945 , attese in casa la fine della guerra , però dev' essere sempre , ancor oggi, ben chiaro che, se i morti sono tutti uguali, da vivi non lo erano.

    Rispondi

  • pino

    26 Aprile @ 18.13

    è commovente che ora ci si ricordi di quei caduti della liberazione non comunisti.Per 60 anni fino a ieri le celebrazioni sono sempre avvenute all'ombra della bandiera rossa e solo col presidente Ciampi ci si è cominciato a ricordare dei militari che hanno combattuto contro i tedeschi ed è ormai noto che la resistenza è stata usata come foglio di fico dai comunisti per legittimarsi nel contesto democratico e infatti , tolte le autorità precettate e il solito folto plotone dei baldi militanti di partito,la celebrazione rimane un rito di parte e di divisione quindi la maggior parte della gente come sempre e giustamente se ne è andata fuori porta.

    Rispondi

  • fabri

    26 Aprile @ 16.21

    NON HO MAI E POI MAI SENTITO UNA SOLA VOLTA QUESTI partigiani RINGRAZIARE LE TRUPPE ALLEATE PER AVERCI LIBERATO. VUOI VEDERE CHE SOTTO SOTTO QUESTI SPERAVANO CHE FOSSERO ALTRI MAGARI QUELLI CON LA STELLA SUL BASCO ?

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    26 Aprile @ 14.26

    @Tania - Ecco pubblicato sul cavolo di Gazzetta alla quale ti sei rivolta il tuo post

    Rispondi

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