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Casini: "Si volta pagina, diamo una casa a tutti i moderati"

Casini: "Si volta pagina, diamo una casa a tutti i moderati"
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di Giuliano Molossi

Sembrava che il governo Monti, sostenuto da Alfano, Bersani e Casini, avesse anestetizzato la politica italiana. Basta risse nei salotti televisivi, velenosi scambi di accuse, liti e polemiche sui giornali. Tutto taceva. Improvvisamente, nel giro di pochi giorni, ecco il risveglio dei leader, ecco il riaccendersi i motori, e sui giornali si torna a parlare di «fibrillazione», «tensioni», «fermento», «acque agitate».  I movimenti sono soprattutto al centro. Si è aperta la caccia ai moderati. Il famoso elettorato centrista, i cattolici democratici, la maggioranza silenziosa (non più tanto, ormai) del Paese: chi la conquista vince le elezioni. Già, le elezioni: chi ci pensava più? Non si andrà al voto anticipato, perché nessuno si prenderà la responsabilità di portare il Paese alle urne, ma fra un anno esatto la legislatura si chiude e la parola tornerà agli elettori. Insomma, con dodici mesi di anticipo è cominciata la campagna. A dare il fuoco alle polveri è stato Pierferdinando Casini, leader e presidente uscente dell'Udc, e gli sono andati dietro tutti.

Onorevole Casini, lei ha annunciato lo scioglimento dell'Udc e la nascita di un nuovo soggetto politico che si propone di essere una calamita per tutti quei moderati che oggi sono divisi fra i due poli. Le reazioni sono state varie, e non tutte positive. Anche nel Terzo Polo c'è stato qualche mal di pancia. Ad esempio, i finiani Briguglio e Granata hanno detto che non si sente certo il bisogno di un nuovo partito, che il suo è un «predellino-bis»...
Guardi, a me interessa quello che dice Fini, non quello che dicono i finiani. E io so che Fini apprezza questo progetto. Che è un progetto ambizioso, che non vuol certo essere un restyling dell'Udc di oggi, e chi dice questo o non ha capito o fa finta di non capire. Noi, e uso il plurale perché questa impresa non è solo mia ma è condivisa da altri, puntiamo a costruire un percorso politico inedito, che sappia parlare alla gente i linguaggi della responsabilità, della serietà, del merito. Vogliamo riunire in questo nuovo movimento che nascerà, la parte migliore della società  superando i vecchi, logori schemi della politica italiana, vogliamo voltar pagina, imboccare una strada nuova che superi la contrapposizione centrodestra- centrosinistra.

Qualcuno ha detto che volete rifare la Dc...
Nessuno vuole rifare la Dc. Sarebbe un tentativo velleitario che non farebbe onore alla storia della Democrazia Cristiana. Non ci sono più le condizioni, sono cambiati i tempi... E' molto banale e semplicistico commentare il nostro progetto dicendo che vogliamo riportare in vita la Dc.

Si chiamerà Partito della Nazione?
Non credo. Nome, forme e modalità di questo nuovo soggetto politico (per ora mi piace definirlo così) saranno oggetto di discussione, non lo decido solo io.

Alfano le ha risposto molto rapidamente. Ha detto che il Terzo Polo sa di naftalina...
Naftalina? L'Udc ha svolto un ruolo essenziale nel cantare fuori dal coro. Comunque è comprensibile che Alfano ce l'abbia con noi: se non ci fosse stato il Terzo Polo, avremmo ancora il governo Berlusconi. E lei si immagina in che situazione sarebbe oggi il Paese?

Alfano ha detto anche che «dopo le amministrative il Pdl annuncerà la più grande novità della politica italiana, una novità strabiliante, che cambierà il corso della politica italiana, altro che i maquillage dell'Udc».  Onorevole Casini, è partita la sfida al Terzo Polo?
Ho il massimo rispetto per Angelino Alfano, aspetto con interesse e curiosità di conoscere questa novità annunciata. Credo che, comunque sia, anche questo nuovo movimento potrà dare un contributo positivo allo svecchiamento della politica italiana e al superamento dei vecchi steccati.

Anche Cicchitto la critica, dalle colonne del «Corriere», dicendo che lei, anziché rafforzare l'area di centro, la indebolisce immaginando di creare una forza di centro che di volta in volta si allea con il centrodestra o con il centrosinistra, in modo ambiguo. Lui invece dice: andiamo oltre il Pdl ma senza smantellarlo, per creare un grande partito moderato e riformista.
Cicchitto avrebbe ragione se il Pdl fosse una forza moderata. Ma così, onestamente, non è: non tutte le anime del Pdl sono moderate. Se io fossi nel Pdl mi preoccuperei di fare autocritica. La politica berlusconiana è sempre stata propagandistica, non basta dirsi moderato per esserlo: bisogna dimostrarlo coi fatti.

Sono propagandistici anche gli interventi contro le tasse?
Certo. La pressione fiscale è  assolutamente  insopportabile e va attenuata per le famiglie e per le imprese. Ma questo accade perché l'evasione ha toccato  livelli record. Chi paga tante tasse se la deve prendere con chi non ne paga affatto. E non si può far finta di non sapere in che situazione siamo. Abbiamo vissuto  tutti al di sopra delle nostre possibilità. Il messaggio del rigore vuole avere un significato educativo, mira a far capire che è cambiata la musica. Non si può far della demagogia per catturare il consenso. Guardi l'Imu, ad esempio. Da sempre noi avevamo detto che era un errore abolire l'Ici. Berlusconi lo ha voluto fare per raccattare un po' di voti. Adesso ci ritroviamo con l'Imu che è molto peggio. Monti  vorrebbe alleggerire le tasse, non aumentarle. E vorrebbe essere messo nelle condizioni di poterlo fare.

Lei pensa che ci sia una possibilità di vedere insieme Pdl, Pd e Terzo Polo anche dopo l'esperienza del governo Monti?
Le posso dire che io farò di tutto perché non vada disperso lo spirito che ha dato vita a questa collaborazione in un momento drammatico per il Paese.

Andremo a votare con il «Porcellum»?
No, gli italiani devono scegliere da chi farsi rappresentare.

Qual è per lei il sistema migliore?
Quello proporzionale alla tedesca.

Qualcuno ha osservato che con un sistema come questo, o con altri simili, il giorno dopo le elezioni la gente non saprebbe chi è il nuovo presidente del Consiglio...
Già, con il sistema attuale lo ha saputo. Ma il risultato è stato che Prodi è durato due anni e Berlusconi poco più di tre. Che serve saperlo il giorno dopo? Gli italiani vogliono stabilità.

Non teme l'antipolitica?
La temo molto. Temo i danni che possono fare scelte avventate. Penso al no al nucleare, al no al ministero dell'agricoltura, all'abolizione delle preferenze. Chi semina vento raccoglie tempesta. Oggi va di moda Beppe Grillo, ieri andavano di moda quelli che esibivano il cappio in Parlamento. Ma inseguendo le sirene di demagoghi e populisti, questo Paese rischia di fare una brutta fine.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • giuseppe

    26 Aprile @ 15.47

    L'ultima notizia,la cosidetta ciliegina sulla torta sono le quattrcento auto blu aqquistate con la modica cifra di euro 10000000 (diecimilioni) mentre l'immenso parco macchine per circa sessantamila autovetture giace nei garage . Ma forse erano troppo impolverate!

    Rispondi

  • giuseppe

    26 Aprile @ 15.37

    si stanno rimettendo in moto. Questa volta dobbiamo far capire loro che ne abbiamo piene le scatole!

    Rispondi

  • Franco

    26 Aprile @ 14.13

    Casini, più che pensare lla casa dei moderati..pensa alla propria poltrona...dal 1983 che siede in parlamento...qualcuno ricorda cosa abbia fatto per il bene Dell'italia...

    Rispondi

  • pier luigi

    26 Aprile @ 10.03

    a volte sembra inutile, siamo tanti 'don chisciotte' e combattiamo questi 'mulini a vento' della politica italiana, che rimangono sempre al loro posto. Ma almeno i mulini a vento servono a macinare il grano, e la farina viene distribuita per fare il pane per tutti, ma questi macinano solo per loro e, a volte, per i partiti a cui appartengono. Stessa cosa per i sindacati, raccolgono il grano dagli iscritti e lo governano come i partiti, non lodistribuiscono ai lavoratori in lotta, in modo da sopperire temporaneamente alle perdite! Esisteranno sempre questi professionisti della politica, ed esisteranno sempre i don chisciotte con relativo sancho panza o grillo parlante (pinocchio,non riferito al grillo istrione). Ieri il 'buon napoletano' ha parlato di designati dal partito, cambia molto con le primarie? sono usciti nomi nuovi? rimangono sempre quelli sia a livello cittadino che regionale o statale! e se andiamo a vedere nelle pieghe troviamo che sono i 'funzionari' che governano le nostre città, ed è una casta che dura una vita lavorativa e anche più.

    Rispondi

  • Daniele Tanzi

    26 Aprile @ 09.48

    Penso che al Paese serva una nuova classe dirigente. Di questa, non può far parte Casini, che ha contribuito a mettere in ginocchio l'Italia. Chi è la causa del male, non può esserne (contestualmente) la cura. E' vero che si deve voltare pagina, ma con persone nuove.

    Rispondi

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