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Caso Emmanuel - Il procuratore: "Anomalo il silenzio dei vigili" - I nomi degli indagati

Caso Emmanuel - Il procuratore: "Anomalo il silenzio dei vigili" - I nomi degli indagati
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Proseguono le indagini sul caso Emmanuel: queste le novità di oggi.

"SILENZIO ANOMALO" - Il procuratore della Repubblica di Parma Gerardo Laguardia ha giudicato «anomalo» il comportamento di alcuni dei vigili indagati per il presunto pestaggio del giovane ghanese Emmanuel Bonsu Foster il 29 settembre, durante e dopo un’operazione antidroga condotta dalla polizia municipale. Gli indagati ascoltati finora, infatti, nel corso degli interrogatori disposti dalla magistratura inquirente si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e, stando a quanto si è appreso dai legali degli altri indagati, la scelta di non rispondere sarà fatta anche dai vigili che ancora non si sono presentati di fronte alla Pm Roberta Licci.
Laguardia ha sottolineato di fronte ai giornalisti come questa scelta di non parlare rappresenti «un precedente» assoluto soprattutto in considerazione del fatto che ad avvalersi della facoltà di non rispondere sono pubblici ufficiali e non semplici cittadini. Gli interrogatori continueranno con esiti giudicati prevedibili fino alla fine del mese.

I NOMI  DEGLI INDAGATI- Mirko Cremonini, Andrea Sinisi, Ferdinando Villani, Marcello Frattini, Graziano Cicinato, Giorgio Albertini, Pasquale Fratantuono, Marco De Blasi, l'ispettrice Stefania Spotti e il commissario Simona Fabbri: questi i nomi degli indagati per sequestro di persona, lesioni, calunnia, perquisizione arbitraria, ingiuria e falso ideologico nel caso Emmanuel.

ALTRI RAGAZZI MALTRATTATI QUEL GIORNO AL PARCO ? - Le indagini starebbero puntando anche su altre situazioni verificatesi sempre quel giorno al parco Falcone-Borsellino. Altri due ragazzi, che si trovavano nella zona dell'infelice operazione della polizia municipale, sarebbero infatti stati trattati rudemente, ed ora gli inquirenti stanno indagando sulla eventualità di atti di violenza privata nei loro confronti.

IL COMMISSARIO PRESENTE, MA NON NEI RAPPORTI – Dall’inchiesta che coinvolge otto agenti, un ispettore capo e un commissario della polizia municipale di Parma, è emerso che quest’ultimo dirigente sarebbe stato presente al parco ex Eridania il giorno dell’operazione antidroga che ha portato all’erroneo fermo del ragazzo. Una presenza che non è però segnalata dai documenti redatti dagli stessi agenti e ufficiali dopo l’operazione antidroga condotta dal nucleo di pronto intervento.
Potrebbe essere stato lo stesso Bonsu a riconoscere il dirigente al momento in cui la magistratura inquirente gli ha sottoposto le fotografie dei vigili indiziati per avere il riconoscimento dei presunti responsabili degli abusi.
 

Guarda il servizio del Tg Parma

 

 

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  • Stefano

    17 Novembre @ 15.09

    Caro Maurizio, le forze dell'ordine tutte devono essere al servizio della gente, la loro è una missione di straordinaria importanza e delicatezza verso tutta la comunità. Pertanto chi svolge questo compito lo deve fare nel più scrupoloso rispetto delle regole che è chiamato a far osservare agli altri. Da loro deve venire l'esempio a cui tutti noi dobbiamo guardare. Non si può giustificare in alcun modo chi svolge questi incarichi, pensando di essere al di sopra della legge, e compiendo deliberatamente atti di sopruso nei riguardi di persone che hanno il solo torto di non essere a lui gradite. Io non voglio che nella mia città ci siano dei giustizieri che pensano di fare quello che vogliono, credendo di restare impuniti. Voglio semplicemente che questi signori facciano rispettare la legge, e siccome questi signori hanno commesso degli abusi gravissimi è giusto che ne paghino le conseguenze. Servirà da monito a tutti coloro che credono di poter fare ogni cosa soltanto perché indossano una divisa.

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  • Gianburrasca

    17 Novembre @ 12.32

    Caro Giuse scommetto che tu sei uno di quelli che il giorno dopo l'accaduto li aveva già condannati ancora prima di sapere come erano andate le cose, come quei poveri politici che per apparire ogni tanto si erano schierati contro a prescindere. Siete patetici, aprite bocca solo per farle prendere aria. Volete nomi, cognomi, foto su i giornali, per dimostrare quanto siete partecipi. Ma perchè tutta questa tua pseudo-indignazione non la urli anche quando viene condannato un pedofio o un violentatore della nostra città e a loro non viene messo il nome sulla gazzetta? Forse perchè da più risalto accanirsi contro un'istituzione o forse perchè succedesse a te preferiresti che pubblicassero solo le iniziali. Forse se prima di dire certe stupidate metteste in moto i cervelli, vi verrebbe in mente che quelle persone hanno una famiglia e dei figli che vanno a scuola. Facciamo pagare anche a loro le colpe dei padri se verranno condannati????

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  • conteviola56

    15 Novembre @ 22.16

    Solo i vigliacchi non si assumono le responsabilità e si comportano come hanno fatto i vigili facendo scena muta davanti al magistrato. Ma la cosa peggiore e scandalosa è l'atteggiamento della giunta al govern della n/s città. Ora se me lo permettete mi levo un sassolino dalla scarpa : Mi rivolgo a tutti quelli che hanno difeso fino ad oggi i"VIGLIACCHI" che non sono altro che loro simili . Spero che l' atteggiamento dei "VIGLIACCHI"vi faccia mttere la faccia sotto terra e tacere avvocati delle cause perse dei miei stivali.

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  • Gianburrasca

    15 Novembre @ 17.31

    Non entro nel merito di quello che è successo è giusto che chi sbaglia paga, la porcata grossa è a parer mio mettere nomi e cognomi, perchè se la legge è uguale per tutti o li scrivete sempre o non li mettete mai. Non è concepibile che al ladro, al violentatore al pedofilo con condanna voi mettiate solo l'iniziale e i vigili ancora deve essere emessa la sentenza ci devano essere nomi e cognomi. Non credo sia questo il modo di fare giornalismo, ma purtroppo comandate voi e fate sempre quello che volete.

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  • laura

    15 Novembre @ 11.28

    Sono d'acordo con il sig.Frezzani;i maggiori responsabili in questa vicenda sono da attribuirsi ai vertici e cioè Sindaco Vignali e Sig. Monteverdi! Non si può,in osservanza ad avventurosi dettami giunti dal ministro degli interni mandare allo sbaraglio un gruppo di vigili assolutamente impreparati a svolgere mansioni di polizia!

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