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Servizi per l'infanzia: Parma propone un nuovo welfare

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COMUNICATO STAMPA

UN NUOVO WELFARE PER I SERVIZI EDUCATIVI DELL’INFANZIA. IL SOTTOSEGRETARIO CARLO GIOVANARDI A PARMA PER DISCUTERNE CON IL SINDACO VIGNALI, L’ASSESSORE LAVAGETTO, I RAPPRESENTANTI DEI COMUNI DI ALESSANDRIA, BOLOGNA, BRESCIA, COMO, NOVARA, PAVIA, TRENTO, VERONA E ANCI REGIONALE.
VIGNALI: “COSTUIRE INSIEME UN WELFARE DIVERSO”. GIOVANARDI: “UNA LEGGE PER NUOVI LIVELLI MINIMI ASSISTENZIALI”

Parma, 1 dicembre 2008 - Approfondire il tema dello sviluppo del sistema dei servizi educativi per la prima infanzia. Superare la normativa vigente, sia nazionale che regionale. Istituire un tavolo tecnico e trovare finanziamenti per un nuovo percorso di studio e di ricerca. Fare di Parma un punto di riferimento nazionale in tema di servizi educativi per la prima infanzia.

A seguito del convegno dello scorso 31 ottobre dedicato ai servizi per l’infanzia, il Comune di Parma ha ricevuto numerose sollecitazioni al fine di proseguire nell’analisi e nell’approfondimento del tema. In particolare, grazie all’interesse mostrato durante il convegno dal Senatore Giovanardi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per le politiche famigliari, l’Amministrazione comunale di Parma è stata richiesta l’organizzazione di un momento di confronto tra Governo e Enti locali.

LE DICHIARAZIONI
“Il nostro è un welfare che cambia - ha dichiarato il sindaco di Parma Pietro Vignali - la domanda cresce e le risorse sono ferme. Ciò nonostante a Parma investiremo nel 2009 ben 42,7 milioni di euro in termini di spesa corrente per politiche per l’infanzia e il benessere giovanile. Vogliamo introdurre servizi nuovi e più flessibili, tenendo fermo il principio della sussidiarietà e mettendo al centro la famiglia come erogatrice di servizi. Oggi intendiamo aprire un confronto tecnico Governo / Comuni, un primo passo per un welfare diverso”.

“Stato, Regioni e Comuni hanno oggi pari dignità costituzionale – ha detto il Senatore Carlo Giovanardi – ma sulla gestione dei nidi d’infanzia esistono forti differenziazioni tra regioni e rischia di venir meno una visione d’insieme. Noi auspichiamo una nuova legge quadro nazionale che stabilisca nuovi livelli minimi assistenziali.”

“Vogliamo condividere e mettere in rete le migliori pratiche dei Comuni oggi presenti – ha dichiarato l’assessore Gianpaolo Lavagetto – ma resta il fatto che la normativa vigente, sia regionale che nazionale, è superata e troppo rigida. Questo respinge di fatto l’ingresso di nuovi soggetti privati, che sono per noi interlocutori importanti”.

“Parma ha messo in evidenza un problema – ha detto Fabio Fecci, sindaco di Noceto e vicepresidente Anci Emilia Romagna - e intende creare una rete di Comuni che affronti la questione infanzia complessivamente, anche in un’ottica federalista. Auspichiamo un provvedimento legislativo in questa direzione”. 


IL MODELLO PARMA
Parma rappresenta oggi, in virtù del lavoro pluriennale svolto anche attraverso ParmaInfanzia, un modello e un’eccellenza. Il numero di posti nido è più che raddoppiato i negli ultimi 10 anni, e oggi Parma è uno dei pochi comuni italiani che supera ampiamente la soglia del 33% di bambini 0-3 anni accolti in strutture per l’infanzia (obiettivo fissato nel 2002 a Barcellona dai Governi UE). ParmaInfanzia rappresenta inoltre un’esperienza inedita a livello nazionale di società pubblica aperta ai privati che sperimenta soluzioni innovative come il project financing, il sistema di convenzione/accreditamento, il voucher alle famiglie, i bonus bebè dedicati, ecc.

VERSO UNA CARTA PER L’INFANZIA
L’ipotesi allo studio riguarda un documento di prospettiva che stimoli e impegni il Governo Italiano a riconsiderare la legislazione nazionale vigente sui servizi per la prima infanzia, al fine di predisporre fin d’ora le migliori condizioni per accompagnare su questo delicato versante delle politiche a sostegno della famiglia anche in una prospettiva d’organizzazione federalista dello Stato. Da più parti si ritiene che la normativa attuale sia superata: per il mutamento del quadro socio economico, per l’evolvesi della famiglia, per il ruolo sempre più decisivo che le comunità locali e i territori sono chiamati a svolgere.

OBIETTIVO
L’obiettivo è un insieme coordinato di politiche e servizi volti a promuovere e sostenere gli impegni di cura della famiglia, con una specifica attenzione ai temi della conciliazione dei tempi e alla rete di servizi e opportunità per la prima infanzia. Servizi per l’infanzia che devono essere garantiti per il maggior numero possibile di famiglie, in un’ottica di diversificazione e modulazione del sistema di offerta, senza dimenticare il delicato tema della loro sostenibilità economica fino ad oggi gravante quasi esclusivamente sugli Enti locali.

 

ISTITUZIONE DI TAVOLO TECNICO
La creazione di un tavolo di lavoro tecnico avrà lo scopo di dare evidenza alle buone prassi e al patrimonio dei servizi all’infanzia maturato in Italia e a Parma in questi anni per costruire un modello pedagogico di riferimento e condiviso a livello nazionale.

I COMUNI
Oltre a Parma, i Comuni ad oggi coinvolti nel tavolo tecnico sono: Alessandria, Bologna, Brescia, Como, Novara, Pavia, Trento, Verona.

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