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Tommy: sono arrivate le condanne, non il "perchè" - La parola ai parmigiani: verdetto giusto?

Tommy: sono arrivate le condanne, non il "perchè" - La parola ai parmigiani: verdetto giusto?
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Ergastolo per Alessi, con isolamento diurno per due anni, e 30 anni alla Conserva. E' stato il giorno della sentenza: questa la cronaca di una giornata carica di tensione e di emozioni.

Mario Alessi e Antonella Conserva, gli imputati nel processo per il sequestro e l'omicidio del piccolo Tommaso Onofri, sono stati giudicati dalla Corte d'Assise presieduta da Eleonora Fiengo che ha accolto le richieste della pubblica accusa. La condanna di Alessi, che non era  più presente in aula, è stata accolta fra gli applausi del pubblico subito fermati dal giudice.

"Me lo dovevano", ha detto Paola Pellinghelli, la mamma di Tommy, uscendo dall'aula tra le lacrime. E il papà: "La giuria si è espressa con determinazione, il castello accusatorio era inossidabile; per un verso è stata una liberazione, la fine di una puntata. Ma la parola fine non arriverà mai". Dell'applauso spontaneo scattato dopo la pronuncia della sentenza, Paolo Onofri dice che "è stata la risposta spontanea del popolo italiano". "C'erano persone da tutta Italia per questa sentenza, da Roma in su. Credo sia stato uno sfogo spontaneo, nonostante avessi detto che in aula certe manifestazioni non era il caso farle".

E mentre il pm Musti si commuove ("Tommaso è stato sempre dentro di
me durante tutta la durata di questo processo"), l'avvocato di Alessi Laura Ferraboschi pensa già all'appello.

Alessi stamattina ha parlato in aula per la prima volta ammettendo di aver partecipato al sequestro, ma negando ogni responsabilità per la morte del bambino. "Ci sono ancora dei criminali fuori come me che hanno partecipato al sequestro, e queste persone è giusto che paghino". Alessi ha anche detto che Paolo Onofri sapeva del sequestro della moglie, che doveva essere rapita in un primo progetto, ma "non del figlio".

Hanno preso la parola anche Antonella Conserva , che ha ribadito la sua innocenza, e i legali dei due imputati, (la pubblica accusa ha chiesto l’ergastolo con isolamento per Alessi e 30 anni per la Conserva). 

ore 9,50:  Alessi, dice il suo avvocato Laura Ferraboschi prima di entrare in aula, attualmente può partecipare ad una messa personale in carcere e avere l'assistenza  di una suora. Il legale commenta anche le frasi del pubblico ministero Lucia Musti, che durante la scorsa udienza aveva invocato per Alessi la pena massina, anche "la pena di morte" nel caso in cui questa fosse stata prevista dall'ordinamento giudiziario italiano. "E' una dihiarazione da Medioevo", commenta la Ferraboschi.

ore 9, 53: Antonella Conserva entra in aula tenendo in mano dei fogli. Alessi è in gabbia.

ore 9, 56: Parla Eduardo Rotondi, legale della Conserva: "Raimondi è inattendibile". E sulla Conserva: "Non c'è nulla che la possa inchiodare"

ore 10, 11: La parola passa a Laura Ferraboschi, legale di Alessi. Secondo l'avvocato, Raimondi avrebbe ucciso il bambino con le sue mani, arma "in cui era specializzato" .

ore 10,23: Parla la Conserva, leggendo nonostante la Fiengo le abbia chiesto di parlare a braccio. "Soffro in carcere da 26 mesi e da innocente. Assolvetemi". La donna spiega che ha sempre creduto in Alessi e che non ha mai pensato "fosse un poco di buono". "Con le sue parole è sempre
riuscito a farmi vedere tutto roseo". La  Conserva parla di alcune telefonate ricevute nei giorni successsivi al sequestro. "Non ho mai cucito passamontagna a nessuno, solo a Raimondi un drago cinese su un giubbotto".

ore 10,33: Per sei minuti parla Alessi: "Confermo ogni singola parola del memoriale che ho scritto. Ammetto il sequestro, ma non di avere ucciso il bambino. Su questo ho la coscienza a posto" . Alessi spiega che il fratello di Salvatore Raimondi (condannato con rito abbreviato a 20 anni), Giacomo Raimondi, aveva partecipato con loro al sequestro e che Paolo Onofri, papà di Tommaso, sarebbe stato al corrente di un progetto di sequestro della moglie Paola ("ma non del figlio"). "Gli inquirenti non mi hanno mai creduto", dice. Anche Giuseppe Barbera, che dirigeva i lavori nella cascina degli Onofri, avrebbe dato molte informazioni ai sequestratori sulla famiglia. "Ci sono ancora dei criminali fuori come me che hanno partecipato al sequestro. Tutte queste persone è giusto che paghino". Alessi ribadisce poi in una battuta l'innocenza della ex compagna.

ore 10,43: La Corte si è riunita in camera di Consiglio.  Alessi è stato riportato in carcere su sua richiesta.

ore 12,55:  In un'aula semivuota che attende la sentenza, entra il padre della Conserva. Lui, da lontano, le fa un cenno con la mano. Non provano nemmeno  a parlarsi a gesti.

ore 14,50: La Conserva si alza dall'angolo nel quale è rimasta seduta a lungo, e inizia a camminare avanti e indietro nella gabbia: fra poco conoscerà il suo destino. Il sacchetto a disposizione dell'imputata con dentro il cibo è intatto.

ore 14, 53: La donna parla con i suoi legali, accenna un sorriso e dice: "Aspetterò"

ore 15,40: In aula sale la tensione. La sentenza dovrebbe arrivare tra un quarto d'ora. La mamma di Tommy non riesce a trattenere le lacrime

ore 16.05: Ergastolo per Alessi. Il pubblico applaude. 30 anni alla Conserva. Tommy ha avuto giustizia.  Papà e mamma se ne vanno in lacrime. Paola riesce solo a dire: "Me lo dovevano".   Il pm Musti: "Altrimenti sarebbe stasta una sconfitta". Telefona al collega Piro: "Ce l'ho fatta: 30 anni e l'ergastolo". La donna che ha retto la pubblica accusa piange al telefono: no, non è stato un processo come altri. Arriva Paolo Onofri che la saluta: "Siamo andati oltre le aspettative".

Dall'altra parte Antonella Conserva lascia l'aula. A testa bassa. "Sono innocente", aveva detto poche ore prima. Non le hanno creduto: per la corte è stata l'ennesima menzogna di una coppia senza coscienza.

Rientra mamma Paola: "Mi sento vuota ma molto sollevata. Hanno già detto tutto i giudici. E non riesce ad aggiungere altro".

C'è lo zio Cesare Fontanesi: "Almeno sarà finito questo loro cinismo contro la nostra famiglia, che si è visto anche  stamattina". E l'avvocato Catellani aggiunge: " E' stato avvalorato l'impianto dell'accusa. Questo sarà importante anche per l'appello".

Un verdetto giusto? Il processo per l'omicidio di Tommy è sicuramente un evento "tecnico"-giudiziario, ma di fronte ad una vicenda che ha toccato tutta la popolazione è possibile chiedere un'impressione anche ai non addetti ai lavori. Noi mettiamo a disposizione lo spazio Dite la vostra, e il quesito che troverete fino a domani sera nella sezione sondaggi

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  • ka-tya

    30 Maggio @ 13.28

    non ci interessa il perchè. nessun perchè può cambiare il risultato di quanto accaduto. quindi verdetto giusto!

    Rispondi

  • Sabrina

    30 Maggio @ 09.31

    non conosco i genitori di Tommaso personalmente,ma volevo solo dire loro che dall'inizio di questa tragica,dolorosa e inumana vicenda,ho vissuto con loro con il cuore ogni singolo giorno...

    Rispondi

  • Paolo Onofri

    29 Maggio @ 20.20

    Vorrei spendere due parole, che mi sono sgorgate leggendo alcuni commenti. Ho ascoltato di tutto, sentito di tutto e passato di tutto in questi 26 mesi, un calvario che non augurerei neanche al peggiore dei miei nemici e non riesco a soprassedere quando leggo commenti che nascono da approssimazione, superficialità e nessuna conoscenza di quanto è accaduto, Tutti i libri, anche i più brutti terminano con la parola fine. Ma non si può recensire un libro leggendo l'ultima pagina sprofondati nella comoda poltrona del salotto di casa. Non abbiamo una donna complice e succube che NON ERA PRESENTE, non abbiamo indagini approssimative e la credulità al primo rubagalline che passa per strada, non abbiamo un padre accusato di pedofilia. Non abbiamo inquirenti che lavorano male, per lo meno non tutti. Non è certo un'autodifesa che voglio fare qui, non mi interessa né mi allevia nel dolore ma alcune considerazioni un po' fuori dalle righe: 67 faldoni di documenti pari a 46.000 pagine, 300 intercettazioni telefoniche e ambientali per un totale di più di un milione di registrazioni, 2500 uomini e donne impegnati a vario titolo lungo tutto un mese, e per orari al limite della sopportazione umana, quasi 200 ore di interrogatori alla sola famiglia, figli compresi. Persone che si sono fatte temere all'inizio e amare lungo il corso di questi lunghissimi mesi, persone che hanno gettato il cuore oltre l'ostacolo e hanno pianto e sofferto, persone a cui si sono affiancate protezione civile, croce rossa e volontari di vario ordine e grado. Sono intervenute le teste di cuoio, il servizio centrale operativo, con strumentazioni al limite della fantascienza. No, non ci sto a vedere che si parla di "quattro sbirri" che hanno lavorato male. Perdonate lo sfogo ma abbiamo vissuto giorni e notti con queste persone e da parte nostra meritano solo un grazie. Grazie alla polizia, ai carabinieri, ai pubblici ministeri e da ultimo al presidente del tribunale, una donna dalle doti eccezionali. La donna "succube" è tutt'altro, nessuno ha fretta di chiudere, anzi non è proprio chiuso nulla ma come ebbe a dirmi un giorno il Colonnello Garau, uomo di grande ingegno e ancora più grande cuore: il nostro lavoro a volte è frustrante perchè non basta fare 99, bisogna fare 101, altrimenti in aula giudiziaria non si conclude nulla. Poco serve che noi sappiamo se non possiamo provare al di la di ogni ragionevole dubbio. Da ultimo ma solo per precisione, perchè non è di questo che volevo parlare, il padre di Tommy non è stato accusato di pedofilia ma di detenzione di materiale pedopornografico; non farò una dissertazione, è un errore e va pagato ma è come accomunare la detenzione di una pistola (illegale, è vero!) nel comodino della camera ed essere un killer professionista. Grazie a tutti quelli che si sono impegnati con noi e per noi. Buona serata.

    Rispondi

  • GIUSEPPE

    29 Maggio @ 12.30

    TRE COSE: UNA CORDA UN IMPALACATURA DOVE APPENDERLO LA SEDIA DA POGGIARLO PRIMA DI TOGLIERLA DA SOTTO I SUOI PIEDI... GENTE E' UNA BESTIA QUELL'UOMO, UNA BESTIA ANZI NEANCHE QUELLO

    Rispondi

  • Simone

    29 Maggio @ 12.21

    Io penso che per gente cosi' l'ergastolo sia poco. Ma la pena di morte forse troppo. la gogna in piazza non sarebbe male. decide il popolo cosa farne. oppure lo costringerei a lavorare tutta la vita per 12 ore al giorno in una catena di montaggio senza vedere la luce del sole e mangiando solo pane e acqua. Non dite " Poverino Alessi, ha anche lui i suoi diritti, e' una persona!" Uno che uccide un bambino e' peggio di un cane con la rabbia. Non merita niente. A malapena merita di vivere, ma solo per soffrire.

    Rispondi

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