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Troppi furti e rapine: fra i commercianti di Parma c'è chi vorrebbe armarsi

Troppi furti e rapine: fra i commercianti di Parma c'è chi vorrebbe armarsi
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Andrea Violi

I commercianti si sentono sempre meno tranquilli dal punto di vista della sicurezza in tutta la provincia, soprattutto nel centro cittadino. Crescono problemi per furti, vandalismi, scippi e droga; cresce la frustrazione e tornano ai livelli del 2007.
Secondo un'indagine di Ascom su 500 commercianti, il 48,7% ritiene la situazione "seria" ed è preoccupato. La percentuale era 33,5 nel 2010 e 47,7 nel 2007. Per un altro 11,3% degli interpellati la situazione è grave (13,4% nel 2010 e 16,7% nel 2007), mentre il 39,9% dei commercianti ritiene che la situazione sia invece "tranquilla" (erano il 52,5% tre anni fa).
Si chiede una maggiore presenza delle forze dell'ordine ma aumenta anche chi pensa che bisognerebbe armarsi: lo diceva lo 0,1% dei commercianti nel 2007, oggi la percentuale è 8,8%.
Oltre il 62,3% dei commercianti vorrebbe più interventi delle forze dell'ordine. Per questo Ascom chiederà al tavolo per l'ordine e la sicurezza, guidato dal prefetto, ai vertici delle forze dell'ordine e ai parlamentari di Parma interventi per una maggiore presenza di personale in divisa sul territorio. Vedere le divise in giro, sottolinea il direttore Enzo Malanca, funziona come deterrente e sul piano psicologico per commesse e commercianti, che spesso sono donne e si sentono ancora più vulnerabili.
Il 24,6% dei commercianti vorrebbe più illuminazione pubblica. Il 38,1% desidera più controlli. Nelle risposte di un altro 16,8% di commercianti intervistati pensa che servirebbero certezza della pena, iniziative per ridurre il disagio sociale e altri provvedimenti.
Il disagio è forte soprattutto in centro storico, a partire da piazza della Pace. Filippo Guarnieri, presidente di Federmoda e presidente del Centro commerciale naturale Parma Centro, parla di "accattonaggio sfrenato" e del "fenomeno delle bande" di giovanissimi.

"PIU' CRIMINALITA' A CAUSA DI CRISI E DISOCCUPAZIONE, MENO PER GLI STRANIERI". I commercianti interpellati dall'Ascom con questionari a risposta multipla pensano che l'aumento di criminalità sia legato alla crisi (33% delle risposte), alla disoccupazione (28,8%), al sistema delle leggi italiane che non assicura certezza della pena (26,2%) e alla presenza degli stranieri (21,5%). In particolare, sottolinea Ascom, cala rispetto a tre anni fa la percentuale di esercenti che ritiene gli stranieri una delle principali cause della criminalità". Un calo considerevole: nel 2007 il 90,3% dei commercianti considerava gli stranieri come causa aggravante della criminalità, nel 2010 la pensava in questo modo il 66,7%. E ora, poco più del venti per cento.

PIU' MINACCE E INTIMIDAZIONI. Il 90% dei commercianti che hanno risposto alle domande non ha mai ricevuto minacce o intimidazioni ma l'otto per cento sì. Si tratta di 40 persone. E il dato è in forte aumento: nel 2010 erano 25. Nella maggior parte dei casi i commercianti hanno ricevuto minacce (29 su 40); 23 commercianti hanno subìto danni alle cose, 7 sono stati vittime di violenza, 6 di estorsione, 3 di usura. Ascom assicura che studierà approfonditamente il fenomeno, per capire di quale natura siano le minacce e violenze e poter intervenire nei modi più adeguati.

RAGAZZINO PRENDE A PUGNI UNA VETRINA "PER SFOGARSI": UNA COMMERCIANTE ALLE PRESE CON UNA BABY-GANG. Rubano, danneggiano vetrine e arredi, sono maleducati con tutti e si muovono in branco. Sono i ragazzi e le ragazze, talvolta minorenni, che compongono vere e proprie baby-gang in giro per la città. I commercianti lamentano che anche questo fenomeno è in aumento e lo hanno detto più volte, presentando i risultati dell'indagine sulla criminalità elaborata dall'Ascom.
Fra le testimonianze c'è quella di Marina Lazzini, presidente del gruppo Profumieri di Ascom e titolare di negozi in centro città e all'Euro Torri. Una volta un gruppetto di sei o sette ragazzini ha preso di mira la vetrina del suo negozio. Uno di loro, forse il leader, ha iniziato a dare pugni al vetro. Perché? «Devo sfogarmi o preferisci che prenda a pugni una persona?» è stata la disarmante risposta. Arrivata dopo una serie di parolacce. Ascolta la testimonianza completa della commerciante

 

 

Il servizio del TgParma

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