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Aula di giustizia: Tommy, gli orchi e noi

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di Gabriele Balestrazzi

Non è stato facile essere ieri in quell'aula di tribunale. E se non lo era da semplice cronista, non riusciamo nemmeno ad immaginare quanto deve essere stato difficile per una mamma, per un papà che ancora si è visto schizzare addosso del fango, per degli zii che anche ieri hanno voluto essere idealmente al fianco di un nipote adorato come un figlio.

Nella lunga mattinata abbiamo cercato inutilmente, negli sguardi di Mario Alessi e Antonella Conserva, qualcosa che spiegasse, qualcosa che facesse capire, al limite qualcosa che sembrasse davvero la paura di un'innocente per una condanna ingiusta. Noi non siamo riusciti a vederlo, ed evidentemente  non lo hanno visto nemmeno i giudici. E questo lungo, lacerante processo non è riuscito a spiegare perchè, se mai potrà esserci un perchè nell'uccisione di un bimbo di 18 mesi.

Quelle due condanne, pur pesanti come macigni, non possono neppure avvicinarsi a quelle che si leggevano negli sguardi di chi, comunque, sapeva che ieri non avrebbe riavuto nulla: come già i genitori di Virgy e di Silvia, come già i parenti di Andrea. Così, mentre Alessi e la Conserva proponevano una "verità" che ancora una volta sapeva di recita, era da brividi girarsi e vedere dall'altra parte le lacrime di Paola, la rabbia di Paolo, lo sguardo quasi incredulo della zia Patrizia e dello zio Cesare dai baffi che non potranno più pungere quel nipotino che sorrideva sempre.

 E' stato un processo difficile, condotto con grande rigore dalla presidente Fiengo,e vissuto da una pm che "aveva Tommy dentro". E' stato un processo lungo e approfondito, ma è quasi come se non fosse servito a niente: noi continuiamo a non capire, altri a non pentirsi. E degli orchi di quella sera, nessuno (in due anni!) ha sentito il bisogno di raccontare davvero tutta la verità. Forse per la giustizia era l'unica vittoria possibile, ma per tutti noi è soprattutto una sconfitta.

L'unica consolazione, forse, è sapere che in tutto questo tempo Tommy ha potuto dormire in pace e al di sopra di queste meschinità, sotto il cielo di Tizzano che è spesso azzurro come i suoi occhi che avevano conquistato l'Italia. Qui da noi, anche il cielo è grigio e sembra malato. Come lo siamo noi, se ancora esistono gli orchi.

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  • Sabrina

    29 Maggio @ 12.40

    Avrei messo la pena di morte solo per lui...spero che finisca i suoi giorni in carcere e che non esca dopo 3 o 4 anni come succede sempre...se Alessi fosse rimasto in carcere ai tempi della violenza sulla ragazza,ora Tommaso sarebbe ancora vivo e non saremmo qui a discuterne...non ragionero\' da persona civile ma le persone come Alessi non si recuperano e un essere umano che toglie la vita cosi\' ad un bambino per me non merita di stare al mondo...

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    • Zorz

      29 Maggio @ 12.46

      la pena di morte non serve... altre morti, perchè? il carcere a vita è e resterà sempre la pena più severa.

      Rispondi

      • Sabrina

        29 Maggio @ 12.53

        Puo darsi,ma in Italia da quanto non vediamo una pena rispettata fino alla fine?Quello fra qualche anno lo ritroviamo ancora libero...

        Rispondi

  • Francesco

    29 Maggio @ 11.47

    Bravo Balestrazzi ! A parte i furori forcaioli , che, con la Giustizia , non hanno niente a che fare, questo processo lascia l' amaro in bocca. Continua ad esserci qualcosa che non torna . Come giustamente Lei dice, "noi continuiamo a non capire" "Nessuno ( in due anni) ha sentito il bisogno di raccontare davvero tutta la verita' " Poi, gli ergastoli, quando ci vogliono, sono ben dati , ma i colpevoli vanno perseguiti tutti , ed il movente va chiarito. Nelle tragedie di Virgy e di Silvia dubbi non ce ne sono.....,ma, qui........forse, qualche dubbio, rimane.............

    Rispondi

  • roberto elli

    29 Maggio @ 11.22

    Se fossimo in una vera democrazia dove il popolo è sovrano il sig. Alessi e consorte dovrebbero passare: lui tutta la vita e lei i suoi 30 anni in qualche bella cava di pietra con piccone e badile con orario di lavoro di almeno 10 ore al giorno. Invece verranno mantenuti, riveriti e serviti, in qualche bel carcere senza nessun pensiero e con tutte le comodità e poi, fra qualche anno, dietro consiglio del solerte avvocato di turno, provvederanno a dichiararsi pentiti e chiederanno l'inevitabile sconto della pena e quindi verranno rimessi in libertà. Vogliamo esagerare ? fra massimo 10 anni li rivedremo in giro pronti alla prossima impresa...... e, finalmente, giustizia sarà fatta !!!

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