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La violenza sulle donne? Per i ragazzi può essere "normale"

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La violenza nella coppia? Nell'immaginario dei giovani rischia di diventare un fatto normale o comunque giustificabile. Secondo un'indagine sui giovani e la violenza commissionata dalla Provincia, ci sono dati allarmanti. Il test ha coinvolto 873 fra ragazzi e ragazze di età compresa fra i 14 e i 23 anni. Il 17% dichiara di essere stato vittima di spinte, scosse o lanci di oggetti. Il 14% dice di aver ricevuto uno schiaffo qualche volta e il 7% almeno una volta ha preso un calcio o un pugno. Solo 1,5% dice di non essere mai stato vittima di un comportamento violento. Essendo considerati eventi sporadici, i giovani vivono i comportamenti violenti come eccezionali e perdonabili.
E nel rapporto con l'altro sesso, emerge in sostanza una concezione «tradizionale» e standardizzata (guarda il video) (i commenti di Provincia e Università)
Dall'indagine è emerso che in genere per i maschi un uomo è violento soprattutto perché “malato”, mentre le ragazze tendono a ricondurre le cause a ragioni riferibili all’ambito della “naturale aggressività” dell’essere maschio. In generale, sia maschi che femmine riconducono la violenza a caratteristiche individuali e/o sociali dell’aggressore o della vittima (malattia,  mancanza di autocontrollo, esperienze pregresse, storie familiari, mancanza di una rete sociale, ecc.). I maschi si differenziano (almeno nel focus di soli maschi) per il fatto di attribuire una diretta responsabilità alle donne stesse, incapaci di far fronte alla situazione. E le ragazze arrivano a spiegare l’accettazione della violenza da parte delle donne con riferimento ad alcune qualità della relazione stessa, quali “un innamoramento eccessivo” o una relazione vissuta come “totalizzante”.
È condivisa l’idea che la violenza non sia un evento isolato ed estemporaneo, ma un vero e proprio modo di stare nella coppia: costituisce insomma una modalità relazionale di coppia. Questa idea è riferita al mondo adulto. Non è esclusa, nemmeno da parte delle ragazze, la possibilità che nella loro coppia possano essere agiti comportamenti violenti e che questi possano essere perdonati. La ragione che porta a “giustificare” l’atto violento è il sentimento di gelosia.

FACEBOOK, CHIUSO IL GRUPPO CHE INNEGGIA ALLA VIOLENZA. La pagina aperta da alcuni presunti «fan» dello stupro di gruppo è stata cancellata da Facebook. Forse era una bravata frutto di una goliardia di cattivo gusto, forse era una trovata con la speranza di qualcuno di far parlare di sé. Fatto sta che, dopo le furiose polemiche di ieri, la pagina-fan club (aperta a tutti gli utenti) «Stupro di gruppo» è stata eliminata. In compenso si sono rafforzati i gruppi che contestavano questo sconcertante «fan-club» e ne sono nati altri nel frattempo. Leggi l'articolo

GAROFANO (RIS): «LA BANCA DATI DEL DNA E' UTILE PER IDENTIFICARE GLI STUPRATORI».
Sì alla banca dati del Dna per individuare i responsabili di violenza sessuale, anche nel caso di stupri di gruppo: lo ha detto oggi a Roma il comandante del Reparto carabinieri investigazioni scientifiche (Ris) di Parma, Luciano Garofano.
Il colonnello è intervenuto in un convegno sul disegno di legge per l’istituzione della banca dati del Dna, approvato dal Senato in dicembre e che ora dovrebbe approdare alla Camera. Garofano ha sottolineato quanto sia utile l’analisi del Dna nel caso dello stupro di Guidonia, come in altre vicende. «Credo che al di là dei militari e delle telecamere - ha detto Garofano - abbiamo nella banca dati un presidio più valido, capace di garantire la maggiore efficienza dell’apparato investigativo, processi più snelli, minori costi e migliori livelli di giustizia».
La banca dati del Dna può essere utile, a volte determinante, per acciuffare i malviventi. Anche se nel caso di Guidonia le indagini hanno portato a risultati in tempi rapidi I militari, in seguito a controlli a tappeto sul territorio, hanno individuato 6 rumeni, dei quali quattro fermati mentre cercavano di prendere l'autostrada su una vecchia Bmw alla volta della Romania. All'uscita dalla caserma dei carabinieri si è radunata una folla inferocita, che avrebbe voluto mettere le mani sugli arrestati. A stento la folla è stata tenuta a freno dai militari dell'Arma.
Garofano ha sottolineato che anche tracce invisibili come quelle di sudore, con l’aiuto di un robot unico in Europa, possono rivelare i colpevoli di una violenza sessuale. «Abbiamo sviluppato una tecnica fondata sul prelievo gentile», ha detto Garofano mostrando le immagini di un tampone grande come un cerotto applicato al collo della vittima di una violenza. Premuto sulla pelle, il tampone raccoglie le tracce del sudore dal violentatore o dall’omicida: «abbiamo la capacità tecnica di individuare in questo modo l’aggressore». Lo strumento chiave è un robot che, con i suoi bracci meccanici, manipola provette e solventi in modo da prelevare le eventuali cellule e renderle disponibili per l’analisi del Dna. La stessa tecnica può naturalmente essere utilizzata per indagare su reati diversi, ma le vittime di violenza sessuale richiedono una particolare attenzione: «è un problema sul quale non siamo sufficientemente preparati. Si parla solo di prelievi convenzionali e non si pensa a proteggere indumenti mani in cerca di altre tacce, come il sudore».

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