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Panini, quel mitico album

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Ce l’ho, ce l’ho, mi manca. Una melodia che si ripete dopo l’apertura di ogni pacchetto, un ritornello spontaneo che mette i brividi a grandi e piccini, un punto d’unione per generazioni diverse che vivono la passione per il calcio a trecentosessanta gradi, dal digitale terrestre ai quotidiani, passando attraverso il mitico album delle figurine.
Un hobby che non ha età
Un hobby che mette nostalgia a chi l’ha abbandonato, che offre un pizzico di adrenalina ad ogni baratto: cinquanta centesimi all’edicolante, una bustina al cliente. Figurine e Panini sono sinonimi in un mondo di fantasia in cui le «doppie» terminano attaccate agli armadietti dello spogliatoio, sulla scrivania della propria camera e al diario di scuola.
 Oppure è possibile trasformarsi in allenatore, creare la propria squadra, disporla sul pavimento di casa e con un pezzo di carta arrotolato, improvvisare partite di pallone con i più grandi campioni del football mondiale.
L'impero di Modena
Da Modena al resto del mondo, la Panini ha costruito un impero regalando, anno dopo anno, tante novità a collezionisti e semplici appassionati. Solo per voi, lettori di «Parmagiornoenotte», il colosso emiliano ha aperto le sue porte, raccontandoci segreti e virtù di un universo fatto di passione e professionalità.
Antonio Allegra, direttore commerciale Italia della Panini, come nasce un album di figurine?
«Pur avendo presentato da poco la quarantottesima edizione, stiamo già lavorando alla quarantanovesima, ricevendo i feedback dai collezionisti e preparando i macrotemi in cui verrà suddiviso l’album 2009/2010».
E per quanto riguarda la preparazione materiale?
«A grandi linee: in primavera si organizza la parte grafica, entro inizio settembre, con la fine dei ritiri, si realizzano le fotografie, in autunno si attua una revisione totale del prodotto e a novembre c’è il lancio pubblicitario dell’album».
Chi è il calciatore che esegue la mitica rovesciata, simbolo della Panini?
«Il disegno risale agli anni Sessanta ed era stato realizzato da un nostro collaboratore che aveva preso spunto da Parola, giocatore della Juventus nel decennio precedente. L’immagine che abbiamo portato sulla copertina dell’album di quest’anno è il risultato di un lavoro di grafica computerizzata in cui sono stati assemblati cinque calciatori diversi: tre per il viso, uno per il gesto tecnico, uno per i capelli. Chi riuscirà a indovinare i soggetti?».
Era inevitabile che David Beckam facesse notizia anche su una figurina: tutto quello che tocca fa audience.
«Premessa indispensabile: da qualche anno abbiamo aggiunto la sezione aggiornamenti perché abbiamo notato che dopo il mercato di gennaio l’album non rappresentava più la realtà del campionato italiano. Beckam farà parte di questo settore del Panini. Il primo bozzetto, presentato nei giorni scorsi, vedeva il campione inglese con la maglia del Milan su cui splendeva ancora la coppa intercontinentale. Ovviamente il prodotto finale, pronto per marzo, non l’avrà più».
Tanti ragazzi si chiedono perché, spesso, non riescano a completare l’album. Nelle bustine ci sono tutte le figurine?
«Posso dire con certezza che oggi non esistono figurine rare. Quarant’anni fa i tempi tecnici erano diversi: le cards venivano mescolate a mano, le fotografie arrivavano con settimane di ritardo e poteva capitare che avessimo a disposizione solo trequarti delle immagini dei calciatori al momento di mettere il prodotto sul mercato. Oggi con il digitale non si creano più casi come l’introvabile Pizzaballa».
Che rapporto hanno i calciatori con le figurine?
«L’immediata riconoscibilità che offre una figurina non viene data da una foto sul giornale o da un servizio televisivo. Il mezzobusto Panini ha un valore mediatico elevato e i calciatori lo sanno al punto che tanti pensano di essere arrivati al traguardo solo quando vedono la loro card sull’album per la prima volta. Non avete idee di quanti sportivi richiedano le loro immagini dei primi anni di carriera: è una passione che sta contagiando tutti».
Qualche aneddoto?
«Per contratto, avendo sottoscritto un accordo con l’Associazione Calciatori, tutti gli sportivi hanno in regalo un album completo. Recentemente ho incontrato Gigi Buffon. Mi ha raccontato che sfrutta il figlio, ancora piccolo, per andare in edicola a comprare le bustine: C’è più gusto a concluderlo così. Mi ha detto.
Giovinco e De Ceglie, due giovani della Juventus, hanno spiegato che si sono emozionati quando i cuginetti hanno trovato la loro figurina in un pacchetto. Infine, in occasione della festa per i 40 anni dell’azienda, abbiamo creato cento gigantografie dei calciatori più rappresentativi della nostra storia: gli sportivi presenti al party, a fine serata, si arrampicavano sulle pareti pur di portarle a casa».
Insomma sembra proprio impossibile resistere al richiamo delle figurine. Si tratta di qualcosa che nasce spontaneo nella testa di tutti coloro che amano lo sport e che non riescono a tradire il famoso ritornello «ce l’ho, mi manca», neppure quando i propri coetanei calciatori appendono le scarpe al chiodo.
 

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