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Addio? Te lo dico con un sms

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Pietro Razzini

Quanto si impiega a scrivere un messaggio sul telefono cellulare? Venti secondi? Forse anche quindici, quando si hanno le idee chiare e si utilizzano due dita ben allenate. In quanto tempo digitate invece i caratteri per preparare un messaggio d’amore? I secondi aumentano, trasformandosi in lunghi minuti: si battono i tasti del cellulare, si cancella, si leggono le stesse parole una, due, tre volte nella convinzione che non siano mai quelle perfette per definire, su uno schermo di pochi centimetri, il rapporto più intenso del mondo. E quanti «nanosecondi» bastano per lasciare una persona con un sms?
IN MANO ALLA TECNOLOGIA
La storia insegna che milioni di persone, con l’ingresso della tecnologia, sfruttano mail, chat, blog, newsletter per comunicare con altri soggetti. Tuttavia l’approccio all’amore, fino a qualche tempo fa non era mai cambiato. Il piacere di avere davanti a se la persona desiderata, di poterla sfiorare mentre il cuore inizia a parlare, è un’emozione unica, in grado di trascendere tutti i miglioramenti che le avanguardie tecnologiche hanno portato. E allora perché si sta facendo sempre più spazio l’abitudine di chiudere un rapporto con un rapido messaggio?
E' IL MODO PIU' SEMPLICE
 «Penso che sia il modo più semplice e meno emotivo per rendere ufficiale ciò che sanno entrambi i personaggi in causa». Spiega Francesco, 16 anni, appena uscito da scuola ma già mano nella mano con Lucia, coetanea che, però, ha un’idea differente: «Io non potrei mai finire una storia in questo modo: credo che se due ragazzi vivono un rapporto intenso, tutto ciò che può dividerli deve essere spiegato a tu per tu. E’ l'unico modo per capire se si tratta di motivazioni insuperabili per tutti e due».
«TUTTO E SUBITO»
Negli anni del «tutto e subito», è sorprendente vedere come tanti giovani si legano per lunghi periodi. E sembra ancora più difficile dirsi addio, come suggerisce il neo-maggiorenne Ludovico: «A me è capitato recentemente. Ho terminato con un messaggio una relazione che durava da otto mesi. Logicamente si tratta solo dell’ultimo atto: prima ci sono stati litigi, discussioni, settimane in cui ci si vedeva poco. Avevamo perso quel feeling che ci univa. Erano inevitabili i titoli di coda». Ma chi riceve un sms del genere come reagisce? Prosegue Ludovico: «Nel mio caso ho avuto questa risposta: Mi hai solo anticipato di qualche giorno. Addio». Rabbia giustificata. Forse per il modo in cui è successo. Forse perché  avrebbe voluto scrivere lei il messaggio. Ci sono ragazzi che, però, leggono questa nuova moda in una maniera positiva: «Il momento del distacco è il più doloroso: ritengo che non avere la propria ex fidanzata davanti a sé quando ci si saluta per l’ultima volta, possa permettere di mantenere le idee più lucide». Racconta la sedicenne Sabrina. Subentra Marco: «Per me è semplice codardia: solo una volta ho lasciato una ragazza con un messaggio scritto dal cellulare. Dopo venti minuti era sotto casa mia a insultarmi. E’ stata una lezione che difficilmente dimenticherò. Infatti, a tutte le altre, ho parlato di persona». Supermacho.
«GRAZIE CIAO»
C'è chi, infine, ritiene vantaggioso l’uso della tecnologia anche in campo amoroso: «Io ho la lacrima facile». Indica Luisa: «Non vorrei mai farmi vedere in questo stato da un ragazzo che ha deciso di troncare una storia, non gli voglio dare anche questa soddisfazione. Meglio un sms e la possibilità di chiudermi in camera da sola. Se fossi io a mandarlo? In quel caso niente pianti ma cercherei di convincerlo che è la soluzione migliore per tutti e due. Non mi limiterei a scrivere «grazie, ciao». Ecco quindi uno dei vantaggi del «fast food sentimentale»: forse è proprio vero che per digerire meglio un addio, bisogna solo immaginarlo: «Dipende dall’intensità della relazione: alla mia età non voglio legarmi stabilmente a una ragazza e può essere accettato finire il rapporto con poche parole digitate sul cellulare. Magari si tratta solo di un arrivederci. Non si sa mai come vanno queste cose». Rivela Matteo, 20 anni. Anche Laura è sulla stessa lunghezza d’onda: «L'importante è motivare la decisione: far capire che c'è un perché alla separazione. Penso sia l’unico modo per mantenere un minimo di rapporto. Che poi tutto avvenga dal vivo o tramite messaggio, poco importa». In un mondo in cui è più facile conoscersi e flirtare tramite internet piuttosto che frequentandosi faccia a faccia, perché non dovrebbe essere lecito lasciarsi tramite 160 caratteri digitati su un cellulare?

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