scuola

Quel ricordo a occhi lucidi di due ragazzi speciali

Romagnosi, intitolate due aule a Giulio Petrolini e Giulio Recusani

Quel ricordo a occhi lucidi di due ragazzi speciali
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Ilaria Moretti
Non sono più qui, eppure ancora parlano. Lo fanno attraverso la voce degli amici che non li hanno dimenticati. Perché loro, Giulio Petrolini e Giulio Recusani, erano due ragazzi speciali.
 Ex studenti del Romagnosi, sono morti a pochi anni di distanza: il primo aveva 22 anni, l’altro 26 (di Recusani, annegato in Galizia dopo avere percorso il cammino di Santiago de Compostela, si parlò a lungo sui giornali).
 Ed è proprio il liceo classico che ieri ha deciso di ricordarli con una cerimonia che ha visto alternarsi musica, poesia e letture. Perché Giulio e Giulio avevano l’arte dentro. Quell’arte che oggi trova casa anche al Romagnosi: due grandi quadri, donati dalle famiglie ed opera di ciascuno dei due ragazzi, campeggiano sul muro del corridoio al primo piano, accanto alle due aule che la scuola ha voluto intitolare sempre ieri ai suoi due ex allievi. 
«Giulio Petrolini era un ragazzo sensibile, che scriveva molto sia in forma di poesia che in prosa», racconta Filippo Montali, che con lui ha condiviso gli anni del liceo. Poco dopo leggerà una lettera che Petrolini scrisse per il tesseramento a Lega Ambiente, esempio del suo impegno civico. Ha gli occhi lucidi Federica Volta, quando parla del suo caro amico Giulio Recusani: «Abbiamo suonato insieme, io ci mettevo la voce, lui il basso e la chitarra. All’inizio ero scettica sulle mie capacità, ma lui mi ha incoraggiata: “La musica porta sempre lontano”, mi diceva». 
La stessa carica che Recusani trasmetteva a un’altra amica: «Come lui disegnavo e amavo la musica - racconta Francesca Mori -. Mi ha sempre spronato ad esprimere tutte le mie potenzialità artistiche». E faceva bene Giulio. Perché sia Federica che Francesca faranno venire i brividi quando poco dopo canteranno, accompagnate alla chitarra da Paolo Orestilli. 
Anche il preside Guido Campanini è emozionato: «Giulio e Giulio nel loro viaggio interiore hanno cercato un significato profondo». Sono in tanti a esibirsi per loro: per l’occasione Andrea Merusi, Alessandro Castelli e Matteo Spaggiari ricompongono la band delle scuole superiori. Due studenti del Romagnosi di oggi, Zeno Bercini e Eleonora Ampollini, leggono poesie di Petrolini e il pubblico si perde in quelle parole: «Questo blu intenso che mi fa sognare». 
E poi, ancora, il flauto dell’ex insegnante di musica di Recusani, Dario Caradente, le parole delle amiche Elisabetta Zanichelli e Irene Binini. Le mamme dei due ragazzi Giovanna e Rosanna (accanto ai mariti Angelo e Oreste) donano a tutti una rosa. 
Arriva il momento di scoprire le opere donate dalle famiglie: nel grande quadro di Recusani, un libro rosso che schiude un paesaggio di transizione dalla notte al giorno, in quello di Petrolini, acquerelli e passi di poesie. 
«Ogni giorno insieme - dicono Michele Marianelli e Veronica Belletti a nome di tutta la vecchia classe di Recusani - ci ha regalato qualcosa di te». Poi il saluto di Filippo Montali all’amico Petrolini: «Il tuo obiettivo vedeva l’infinito». 
Ilaria Moretti

 

Non sono più qui, eppure ancora parlano. Lo fanno attraverso la voce degli amici che non li hanno dimenticati. Perché loro, Giulio Petrolini e Giulio Recusani, erano due ragazzi speciali. Ex studenti del Romagnosi, sono morti a pochi anni di distanza: il primo aveva 22 anni, l’altro 26 (di Recusani, annegato in Galizia dopo avere percorso il cammino di Santiago de Compostela, si parlò a lungo sui giornali). Ed è proprio il liceo classico che ieri ha deciso di ricordarli con una cerimonia che ha visto alternarsi musica, poesia e letture. Perché Giulio e Giulio avevano l’arte dentro. Quell’arte che oggi trova casa anche al Romagnosi: due grandi quadri, donati dalle famiglie ed opera di ciascuno dei due ragazzi, campeggiano sul muro del corridoio al primo piano, accanto alle due aule che la scuola ha voluto intitolare sempre ieri ai suoi due ex allievi. «Giulio Petrolini era un ragazzo sensibile, che scriveva molto sia in forma di poesia che in prosa», racconta Filippo Montali, che con lui ha condiviso gli anni del liceo. Poco dopo leggerà una lettera che Petrolini scrisse per il tesseramento a Lega Ambiente, esempio del suo impegno civico. Ha gli occhi lucidi Federica Volta, quando parla del suo caro amico Giulio Recusani: «Abbiamo suonato insieme, io ci mettevo la voce, lui il basso e la chitarra. All’inizio ero scettica sulle mie capacità, ma lui mi ha incoraggiata: “La musica porta sempre lontano”, mi diceva». La stessa carica che Recusani trasmetteva a un’altra amica: «Come lui disegnavo e amavo la musica - racconta Francesca Mori -. Mi ha sempre spronato ad esprimere tutte le mie potenzialità artistiche». E faceva bene Giulio. Perché sia Federica che Francesca faranno venire i brividi quando poco dopo canteranno, accompagnate alla chitarra da Paolo Orestilli. Anche il preside Guido Campanini è emozionato: «Giulio e Giulio nel loro viaggio interiore hanno cercato un significato profondo». Sono in tanti a esibirsi per loro: per l’occasione Andrea Merusi, Alessandro Castelli e Matteo Spaggiari ricompongono la band delle scuole superiori. Due studenti del Romagnosi di oggi, Zeno Bercini e Eleonora Ampollini, leggono poesie di Petrolini e il pubblico si perde in quelle parole: «Questo blu intenso che mi fa sognare». E poi, ancora, il flauto dell’ex insegnante di musica di Recusani, Dario Caradente, le parole delle amiche Elisabetta Zanichelli e Irene Binini. Le mamme dei due ragazzi Giovanna e Rosanna (accanto ai mariti Angelo e Oreste) donano a tutti una rosa. Arriva il momento di scoprire le opere donate dalle famiglie: nel grande quadro di Recusani, un libro rosso che schiude un paesaggio di transizione dalla notte al giorno, in quello di Petrolini, acquerelli e passi di poesie. «Ogni giorno insieme - dicono Michele Marianelli e Veronica Belletti a nome di tutta la vecchia classe di Recusani - ci ha regalato qualcosa di te». Poi il saluto di Filippo Montali all’amico Petrolini: «Il tuo obiettivo vedeva l’infinito». 

 

 

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  • Biffo

    23 Novembre @ 04.13

    Oltre quella porta, in fondo, a sinistra, c'è l'aula in cui passai l'ultimo anno di Liceo, con i prof Tomasicchio, Taverna, Molinari e con tanti compagni di classe, che ho rivisto, dopo 50 anni, l'estate scorsa. Anche lì, ne mancavano parecchi, purtroppo.

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