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La «cell-dipendenza»

La «cell-dipendenza»
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Di Giorgia C. Facchinetti

Potresti fare a meno del cellulare? Ne esistono ormai di vari colori, con le forme più strane, con le tecnologie più avanzate, in grado di scattare foto e girare filmati, ma anche di farti leggere l’e-mail e trasformarsi in browser come dei veri e propri pc, farti ascoltare la musica e ricordarti gli appuntamenti più importanti, fungendo anche da agenda elettronica. La cellulare-mania dilaga. Qualcuno è già a caccia del mitico I-Phone, importato da oltreoceano (senza attendere l’uscita ufficiale in Italia) e, diciamolo, forse per fare un po' di invidia agli amici. Ma c'è anche chi, pur non essendo interessato a sfoggiare l’ultimo modello appena comprato e super-ultra tecnologico, si «tira dietro» il vecchio «citofonino» che a malapena chiama e manda sms.
E sì, perché tutti, e dico tutti, abbiamo la necessità di usare e avere un cellulare, anche se a volte restarne privi può essere davvero una bella sensazione, come ci ha raccontato Valeria Castelli: «Qualche settimana fa mi trovavo al lago e, saltando dalla riva al molo, il cellulare mi è caduto dalla tasca ed è finito in acqua. I primi istanti sono stati di panico. Ma poi è subentrato un altro pensiero: niente cellulare niente telefonate che possano turbare la quiete di questo fantastico posto. E così mi sono goduta la mia stupenda vacanza in assoluta serenità». Poi ovviamente tornata a casa anche Valeria ha dovuto sostituire il vecchio cell, perché ci piaccia o no, il telefonino oggigiorno serve. A questo punto possiamo scegliere noi se farne un uso minimo, oppure farci catturare dal vortice della cellularmania.


Primo caso. Marco Botti, 29enne. «Lo uso pochissimo, solo per lavoro e a volte non rispondo neanche. Questo è il terzo che compro, ma l’ho cambiato solo perché l’ultimo me lo hanno rubato». Ma come si faceva prima, quando i cellulari non erano ancora stati inventati? O meglio, erano un «lusso per pochi» e sicuramente non un giocattolo da dare nelle mani di un bambino di 10-12 anni? «Noi, a 12 anni, ci si trovava tutti nel parchetto sotto casa - racconta Caterina Cini, studentessa fiorentina 25enne -. E semmai qualcuna tardava, si andava a citofonare e si chiedeva alla sua mamma “C'è Daniela?” ed ecco Daniela comparire al portone». Però per chi è lontana da casa il cellulare è l’unico mezzo che consente un filo diretto con familiari e amici.
«Chiamo a casa tutti i giorni. E sento gli amici sparsi per il mondo tramite sms o telefonate sporadiche, ma è l’unico modo che ho per tenermi in contatto con le persone a cui voglio bene - racconta Maria Pia Carro, giovane neo laureata in psicologia, e poi aggiunge -: Ovviamente ci sono anche le telefonate di lavoro. Forse se avessi il telefono a casa, o la connessione Internet, farei un uso molto più limitato del cellulare» . Anche Erica Frambatti ci racconta di un uso solo d'emergenza. «Per essere rintracciabile dai genitori. Ma conosco amici che ne hanno anche 3 o 4 di telefonini». E chi invece come Alessandra Drapchind, 19enne, lo usa prevalentemente per chiamare il «moroso». Continuando il nostro giro ci imbattiamo in Debora e Jbara che, alla nostra domanda «riuscireste a fare a meno del telefonino?», si guardano. Poi Debora subito accusa «io benissimo, ma lui proprio no. Io solo chiamate d’emergenza, lui perennemente al cellulare. Lui lo lascia acceso di giorno, io di notte, insomma due opposti» e Jbara conferma: «Guarda, io me lo porto in bagno anche quando vado a fare la doccia».


Ma sfatiamo un altro mito: non è vero che a non poterne fare a meno sono solo i teenager. «Sono spesso senza credito e mi limito a chiamate rapide e solo uno o due sms al giorno. Al cellulare potrei rinunciare, ma la tv non si tocca» commenta Martina Piccorossi, 20 anni. Ma per cosa si usa prevalentemente il cellulare? Se sono tanti a dichiarare di fare telefonate molto brevi, e solo per «emergenze», la stessa risposta unanime arriva quando si chiede che uso si fa del telefonino: per mandare sms. I messaggi e le promozioni sms. Non possiamo nemmeno immaginare quanti ne vengano mandati al giorno, persino farne una stima approssimativa è impensabile. Anche perché le varie compagnie telefoniche le inventano tutte pur di alimentare l’sms-mania, conseguente alla cellularmania, se non direttamente responsabile.


Prima c'erano solo le promozioni natalizie, il vero dono sotto l’albero che ogni ragazzo dai 16 in su aspettava di ricevere dal suo operatore telefonico, ma duravano solo un mese o due. Adesso invece è festa tutto l’anno. Paghi il primo sms e gli altri sono gratis, sempre. A usufruire di questa promozione sono in tanti, da Federica Bisestile 20 anni a Serena Fedele passando anche per Massimiliano Geravaldi che aggiunge «se non avessi il cell starei attaccato al telefono di casa». Per alcuni però questa è tutt'altro che una buona notizia, anzi suona come una minaccia perché per ogni emittente-sms-dipendente c'è sempre un povero destinatario a cui tocca rispondere, quanto meno per educazione. Ma c'è chi osa di più, come ci ha raccontato Tiziano Bolzoni, 16 anni:  «Io i 100 sms al giorno li finisco sempre, ma per fortuna poi ci sono anche i 100 mms». Chi per diletto, chi per necessità, tutti abbiamo ormai un telefonino sempre con noi, ma riflettendo su com'era in passato viene da chiedersi: non si stava forse meglio quando c'erano ancora le vecchie cabine telefoniche?
 

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