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Depilazione e sole, un'accoppiata a rischio

Depilazione e sole, un'accoppiata a rischio
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Il caldo ci spinge ad esibire il corpo. Femmine e (sempre più) maschi mostrano gambe, braccia e petto, spesso diligentemente depilati, perché nella nostra epoca il pelo fa rima con sciattezza più che con virtù o virilità. Ma la moda che vuole corpi glabri deve fare i conti in estate con i rischi di una depilazione poco delicata che potrebbe scatenare infiammazioni alla pelle. Per orientarci nella giungla dei metodi di depilazione più adatti al clima vacanziero abbiamo chiesto aiuto a Maria Beatrice de Felici, specialista della Dermatologia dell’ospedale Maggiore.

Qual è il tipo di depilazione più consigliabile in estate?

«Prima di esporsi al sole, meglio evitare metodi di depilazione particolarmente traumatici. Chi è abituato alla lametta dovrebbe prediligere quelle usa e getta, sempre pulite, da utilizzare nel senso della crescita del pelo, senza stirare la pelle e preparando la cute con schiume e gel di interfaccia. E non dimenticarsi di idratare la pelle dopo la rasatura, per ridurre al minimo i rischi di abrasioni, traumi e pseudofollicoliti, cioè infiammazioni del follicolo del pelo, sua zona di origine e ancoraggio. Per ridurre il rischio di incappare in effetti avversi più seri, quali erosioni o abrasioni, più frequenti per esempio con la ceretta, bisogna procedere prima con un’accurata pulizia e asciugatura della pelle. È sempre meglio comunque non improvvisare con il “fai da te”, ma rivolgersi a figure professionali competenti, come estetiste qualificate. Un discorso a parte deve essere fatto per le persone con elevata reattività cutanea, come gli atopici, che tendono a sviluppare più frequentemente reazioni allergiche. Essendo inoltre più soggette a incorrere in follicoliti, potrebbe essere indicato, solo su consiglio dello specialista dermatologo, l’uso di creme antibiotiche prima e dopo la rasatura».

Quale metodo di depilazione è invece controindicato con il caldo?

«Sicuramente l’epilazione definitiva mediante laser, una metodica che viene eseguita nel periodo autunno-invernale per non incappare maggiormente negli esiti iperpigmentari secondari, simili a quelli dell’acne, legati all’esposizione solare. La chiamiamo “epilazione” e non “depilazione” perché viene asportato anche il bulbo pilifero e non solo la porzione visibile del pelo».

Come contrastare i puntini rossi che rimangono dopo l’epilazione?

«Questi piccoli segni dopo la ceretta non sono altro che l’evidenza della microinfiammazione dei vari follicoli piliferi da cui è stato rimosso il pelo. Vi sono metodi di depilazione che riducono al minimo l’inestetismo: sono i metodi depilatori anziché epilatori, come ad esempio il rasoio o le creme depilatorie».

Quali metodi di depilazione sono più indicati per le zone delicate?

«Una metodica poco traumatizzante per zone come la cosiddetta “area bikini” o le ascelle può essere la crema depilatoria a base di sostanze cheratolitiche, come il tioglicolato di calcio, che distruggono la cheratina, componente fondamentale dei peli. Prima di usare queste creme occorre sempre però fare un’applicazione di prova su una piccola zona di cute e valutare la reazione personale a 48 ore di distanza. Il rischio individuale è di sviluppare fenomeni irritativi, fino a vere e proprie dermatiti allergiche da contatto».

Depilandosi prima dell’esposizione al sole c’è il pericolo di macchie?

«Certo. La depilazione crea un’infiammazione temporanea dell’area trattata che può determinare, soprattutto nei soggetti con fototipo più alto, cioè la pelle più scura, una iperpigmentazione postinfiammatoria. È quindi sempre meglio evitare di esporsi al sole subito dopo una depilazione con metodo traumatico, come per esempio la ceretta, tanto praticata nelle zone più delicate del viso. È bene invece applicare sempre dopo la depilazione creme con fattore di protezione solare molto alto: 50+.

Per favorire la ricrescita sana del pelo, si può utilizzare lo scrub in estate?

«Sicuramente i metodi di esfoliazione epidermica quali lo scrub o il gommage migliorano la texture cutanea rimuovendo lo strato superficiale di cellule morte, ma è possibile che queste pratiche provochino microabrasioni invisibili a occhio nudo. Pertanto è sempre meglio non applicarli poco prima di esporsi al sole, per il rischio di sviluppare reazioni infiammatorie, come eritemi e dermatiti irritative, oppure dare origine a zone iper o ipopigmentate, cioè più scure o più chiare rispetto al colore normale della cute».

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