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Viaggio della Memoria: il diario

Mauthausen, quei volti che non dimenticheremo

I pensieri dei ragazzi delle prime quattro scuole superiori e lo speciale di Tv Parma

Il Viaggio della Memoria a Mauthausen
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BERTOLUCCI

Ho cercato di tenerlo impresso nella mente durante tutto il viaggio; la massa delle vittime è data da milioni di singoli, tutti individui differenti, ognuno con la sua storia, ognuno con la sua famiglia. Ognuno ha un volto, nulla lo può cancellare.
Matteo Ungari

Viaggio della Memoria, un viaggio che tutti dovrebbero compiere... Mi sconvolge pensare che vi è stata gente che ha permesso tutto questo dolore, che ha seminato tanta morte. Mi riempie di sdegno sapere che oggi qualcuno ha il coraggio di negare eventi così manifesti, che qualcuno oggi giustifica tanta violenza.
Valentina Bizzoccoli

Da quei forni, da quelle ceneri nasce l'appello alla pace del mondo. Da quelle foto, da quei volti scavati e da quegli occhi così pieni di dolore di coloro a cui è stata strappata ingiustamente la vita, nasce la voglia di combattere la violenza e la crudeltà del mondo.
Elisa Ciolfi

Tra quelle mura imponenti, si respira un dolore incancellabile. Non esistono ragioni che possano offrirne una spiegazione. Mauthausen ha visto morire migliaia di persone. Sì, persone come ciascuno di noi, ma private del loro più grande diritto: vivere.
Eleonora Rossi

Mentre eravamo a Mauthausen la guida ci ha raccontato di un uomo... Una SS un giorno gli ha tolto il berretto... Ciò equivaleva ad ucciderlo, infatti il giorno seguente se si fosse presentato all'appello senza berretto così sarebbe successo. Durante la notte l'uomo ha rubato il berretto a un suo compagno. Il giorno dopo l'ha visto morire.
Cecilia Massera

Chi può sapere se avremmo avuto il coraggio di opporci a ciò che ci appariva insensato. Chissà se ci saremmo ribellati alla massa o se invece ci saremmo fatti trascinare dall'autorità.
Federico Bertozzi

«Un campo di concentramento è un luogo di annientamento della persona e dell'umanità». Spesso avevo sentito dire questa frase, ma mai avevo compreso fino a che punto questo annientamento potesse essere avvenuto, fino a quando non ho potuto vedere con i miei occhi cosa si intendeva.
Andrea Canali

Del viaggio mi è rimasta l’immagine di un uomo, ex deportato a Mauthausen. Dopo la liberazione si è fatto subito scattare una foto con in mano un foglio: nel pezzo di carta erano scritti il numero assegnatogli nel lager ed il suo nome. Per favore non diamo mai per scontato il valore della nostra identità di uomini.
Giulia Pantò

I quattro giorni del Viaggio della Memoria sono stati tra i più intensi ed emozionanti della mia vita, lì ho toccato con mano la fragilità dell’essere umano, ho percepito la mia piccolezza in rapporto alla realtà che mi circondava.
Beatrice Ferrari

Visitando Mauthausen, Gusen ed ogni altro campo di sterminio, comprendi sempre più che non è stato un solo uomo a rendere possibile tutto ciò. Capisci come l’idea, partita da un solo uomo, è cresciuta nella mente e nelle azioni di una moltitudine, portando alcuni ad arrogarsi il diritto di trasformare altri uomini prima in numeri e poi in cenere.
Michele Fasoli

GIORDANI

Questo viaggio mi ha fatto «portare a casa» non solo conoscenze, ma anche emozioni, sensazioni... È un'esperienza che rimarrà impressa nella mia mente, spero nel futuro di avere ancora l'occasione di fare altri viaggi della memoria come questo. Questo viaggio è stato interessante anche perché mi ha fatto conoscere nuove persone della mia scuola e anche di altre.
Rosy Esposito

Sono state tante le emozioni e tante le cose che ho imparato. Non voglio dimenticare.
Erika Fiorani

Bisogna imparare dal passato per migliorare il nostro futuro e non commettere più gli stessi errori. È questo che ci vuole insegnare questo viaggio.
Carlotta Faccini

Fisicamente, sono entrata ed uscita uguale, io. Mauthausen, Gusen, Hartheim, luoghi dove la gente andava a morire, io sono andata a visitarli. Sono entrata come loro, da quel cancello, con questi piedi uguali ai loro, allora perché io sono uscita viva? Perché io sono uscita fisicamente intatta? Cos’hanno loro in meno di me, o in più? Niente. Era veramente necessario scatenare quell’inferno  vivente? Queste  sono le domande che  mi hanno tormentata  dalla partenza dall’Austria fino al giorno d’oggi e che continueranno a starmi addosso.
Natali Pancratov

Da una settimana siamo tornati dal viaggio della memoria ed io ho ancora negli occhi quei luoghi. Non voglio dimenticare, mai!
Abigail Nkrumah

Questo viaggio mi ha insegnato l’importanza del ricordo. Persone ridotte a «materiale umano». Come ci si sente ad essere «un pezzo»? Forse non riuscirò mai a saperlo.
Lucia Schianchi

Con la mente ripercorro questo viaggio. Entro nel campo: i colori svaniscono, i nostri vestiti spariscono. Uno sguardo al cielo, uno invece a terra. Questo viaggio mi ha lasciato l’amaro in bocca: parti con la convinzione che conoscerai, vedrai i luoghi, la storia e i fatti, poi torni con mille domande a cui nessuno potrà mai dare risposta.
Erika Gazzotti

E' stata un'esperienza molto interessante con un sacco di emozioni, ma anche di  tristezze. E' stato un momento anche per conoscere gente nuova, fare amicizia, scambiare i proprio pensieri. E' un viaggio  che porterò dentro di me, sempre!   E' stato molto intenso doloroso e toccante far rivivere con la nostra vita, con i nostri pensieri, quei posti, così freddi e pieni di dolore. Ringrazio questo progetto, perché sono tornata in Italia cambiata internamente, in meglio.
Federica Ferrari

MARCONI

Esistono vittime indegne di essere ricordate? Le nostre differenze per quanto abissali non devono mai spingerci a negare il valore di un essere umano e ora sta a noi provare a ridare un volto a tutte le vittime: omosessuali, Rom e Sinti, testimoni di Geova, prigionieri politici, apolidi, «asociali», tutti, anche quelli di solito trascurati dalla memoria collettiva.
Andrè Araijo Silva

Leggere per conoscere, osservare per ricordare, visitare per riflettere.
Stefano Ardizzoni

Vivere questi luoghi di sconvolgente violenza e di profonda negazione della dignità umana, ci rende partecipi del dramma e ci aiuta a non considerarlo  uno sterile evento  del passato: con questo, e in sua opposizione, diventa più concreto in noi il valore della vita e della libertà.
Anna Becchi

Fare memoria è diventata una tediosa lezione, troppe volte ripetuta. La gente si annoia perché pensa di aver visto tutte le immagini, sentito tutte le storie, non c'è più il trauma dell'orrore. È successo, è un dato di fatto. La verità è che la memoria è un atto privo di qualsiasi significato se non accompagnato da una volontà di partecipazione attiva. Serve sforzo, empatia, informazione, sentimento e razionalità; serve non banalizzare, eliminare i luoghi comuni generalizzanti. Serve volerlo.
Camilla Bertolini

Pietro Occhi. Un nome sconosciuto ai più, un nome dei tanti rimasto impresso nella pietra delle gallerie di Ebensee, un nome da non dimenticare mai. Questo ricordo rimarrà sempre mio.
Francesco Bettuzzi

E’ davvero questo un uomo? Si può definire ancora così un numero, un simbolo su una camicia a righe? Il tuo nome svanisce nel nulla. Il tuo essere non è più così concreto. I tuoi occhi perdono quella luce che ti rendeva vivo. Non sei più. Un’esperienza che mi ha portato a riflettere in modo profondo e coinvolto. Perché, alla fine, perdere noi stessi, perdere la nostra identità è un concetto così distante.
Martina Boselli

Con il pensiero ti ritrovi là, cercando di capire come sia potuto succedere; è guardando il sole attraverso il filo spinato comprendi che l’orrore non abbandonerà mai Mauthausen se la memoria continuerà a lottare
Caterina Cattini

Dal viaggio porto a casa 500 fotografie, non credo siano state un freddo passatempo; forse, vivere quei posti attraverso l’oculare della macchina, filtrava il dolore che li permeava e me li rendeva più sopportabili.
Simone Chicco

Il ritorno alla quotidianità ha risvegliato in me con maggior prepotenza quell’orrore provato nel visitare i lager: un orrore maturato proprio dal ribaltamento del concetto di normalità! Ciò che per loro era normale, è per me oggi impensabile e irreale.
Marianna Consolini

«La vita va avanti», le parole della guida sono dimostrate dalla realtà straniante che ho trovato a Gusen e Ebensee: orrore e quotidianità, fianco a fianco. La vita va avanti, ma la memoria resta.
Martina Di Giuseppe

Quando anche sopravvivere porta ad una morte interiore, quale valore ha la vita?
Giacomo Guasti

Di tutte le atrocità, la peggiore da sopportare sarebbe stata guardare il sole che illumina le colline e la vita che scorre cento metri fuori dal filo spinato.
Francesco Mazzaschi

Dire di no. La differenza, enorme, sta tutta in quella piccola, forse banale, scelta. Una scelta che in una situazione di sangue, di violenza sembra impossibile da compiere. Ma sono le decisioni degli uomini a determinate la differenza tra la vita e un abisso di disperazione.
Lorenzo Navarrini

Dopo quello che ho provato, non penso che il nostro ruolo di «testimoni» sarà sufficiente, come non lo sarà indagare le cause di tali drammi, talvolta complessi e talvolta apparentemente banali. Io porterò la mia testimonianza e darò il mio contributo al ricordo, per rispetto, per dovere e per necessità, ma nonostante questo mio impegno, un senso di grande impotenza e un sentimento di rabbia mi accompagneranno durante tutto il mio percorso.
Serena Rosi

Per quanto terribile possa essere ciò che è accaduto, quello che io temo adesso sono le parole, dette anche innocentemente, che esprimono il pregiudizio, e che generalizzando attribuiscono a un intero popolo colpe di avvenimenti di cui i nostri contemporanei non hanno responsabilità.
Angela Santi

È grazie ai loro nomi che si riesce a non generalizzare, a pensare a identità e non a numeri, a volti e non a parti di un complesso sistema. La generalizzazione è un’antica abitudine che bisogna a tutti i costi abbandonare. Cerchiamo di restituire alle vittime quell’esistenza che era stata loro tolta.
Emanuele Trombi

La parte più triste della visita a Mauthausen è il saluto. Sento che con noi se ne va un pezzo di vita, vita che rinascerà nel campo con l’arrivo di nuovi pellegrini che ne renderanno nuovamente fresca la memoria. Perché in fondo, ogni attento passante è una scintilla, una scintilla indispensabile di ricordo e di speranza ridata alla storia. E` il pane del quale il passato ha bisogno di nutrirsi costantemente per rimanere sempre vivo. Sempre vivo. 
Silvia Valentini

L’aspetto che più mi ha colpito è la razionalità con la quale è stato compiuto questo sterminio. Ogni cosa, ogni aspetto, ogni azione era preparata e pensata nei minimi dettagli. La morte dell’uomo dovrebbe essere uno stadio naturale della sua vita, non un momento programmato
Francesca Vighi

Durante l'andata pensavo: «quanti morti saranno usciti da quelle mura fatte da mattoni di sofferenza e cemento di lacrime?»... Ma tornata a casa, davanti ad un piatto di minestra calda, questo per me non aveva più senso. Piuttosto mi sono chiesta «quante vite sono rimaste intrappolare la dentro?»
Caterina Villabon

Ciò che mi ha colpito di più entrando a Mauthausen è stato il fatto che i luoghi rientrassero in un certo senso in quella che definiremmo «normalità»: piccole baracche, prati, vuoti edifici. E poi il paesaggio circostante. Il contrasto tra la meraviglia intorno a noi e l’orrore di una memoria che ci sovrastava era sconcertante.
Nicole Carenzi

Ogni Viaggio della memoria apre una «zona franca», uno spazio di silenzio in cui il bisogno di capire spinge a riflettere e a interpellare. Nel viaggio sei solo e sei con gli altri: è un fatto individuale, il momento dello scandalo e della profonda emozione; è un lavoro corale, di confronto e di comune ricerca.
Anna Truffelli

MELLONI

Penso sia importante il Viaggio della Memoria poiché mantiene vivo il ricordo di un numero troppo alto di innocenti uccisi senza ragione, con indifferente cattiveria.
Elena Riccò

Visitare quei luoghi ha fatto la differenza. Un libro non ti fa capire. Io ho visto, mi guardavo intorno, attonita, in silenzio e immaginavo ciò che avveniva, come se vittime e carnefici fossero lì accanto a me.  Ancora non posso credere alla insensibilità che hanno avuto nei confronti di persone come loro.  Odio? Disprezzo? Nemmeno quello meritavano, trattati come merce, stücke, cioè pezzi, capi.  Invece non meritavano nulla di quel che hanno subito e mai nessuno potrà tornare indietro per recuperare i danni causati da una ideologia folle e da tutti coloro che l’hanno seguita.
Laura Adorni

L’esperienza di viaggio a Mauthausen diventa un bagaglio culturale inestimabile. La storia vista sul luogo dove è esistita realmente rende tutto questo orrore così tangibile e vero che lascia una ferita aperta nella mente e nel cuore.
Giorgia Delsante

Ogni uomo, al momento della nascita, acquisisce diritti fondamentali: non neghiamoli a nessuno.
Chiara Catrone

Agonizzante. Tutto era agonizzante. Mi mancava il respiro. Avevo una gran nausea. Avevo la sensazione che anche il mio corpo rifiutasse di percepire. Il mio cervello rielaborava: «Prima di dire mai più bisogna capire come giorno dopo giorno si sia creato il consenso che ha permesso che tutto questo avvenisse».
Chiara Ricchetti

Credo sia necessario dedicare un po’ di tempo della propria vita per riflettere sul più atroce crimine dell’umanità, avvenuto in tempi abbastanza recenti, ma purtroppo sempre più lontani dalla nostra memoria.
Francesca Scuola

Per me è stato un viaggio che ha costruito la memoria stessa unendo immagini, racconti spaventosi a sensazioni mai provate prima.
Arianna Lardiello

La storia cruda e vera sul luogo dove è stata vissuta, rende Mauthausen un luogo di ricordo, di pianto e di vergogna per chi ha reso possibile questo eccidio. Le immagini di uomini nudi al freddo trattati come cadaveri ancora prima di morire,  lascia una sensazione di orrore che non potrò mai dimenticare. 
Francesca De Meo

(1 - continua)

LO SPECIALE DI TV PARMA: Il viaggio della memoria

 

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