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Il voto e la bella lezione di una neo 18enne

Referendum: chiuse le urne

Referendum 2016: una scheda in un seggio di Parma

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Non si placano, a livello nazionale, le polemiche sull'esito del referendum e le accuse e controaccuse sul mancato raggiungimento del quorum con relativo "spreco" di soldi pubblici.

Senza ovviamente entrare in questa polemica, a Parma c'è invece una storia bella che merita di essere raccontata. Lo merita perchè ci dice invece quanto può apparire importante per i giovani (quelli che banalmente molti catalogano come "Millenial" disimpegnati e immersi solo nei loro smartphone) il dono e il diritto/dovere del voto.

Giulia ha compiuto 18 anni il 17 aprile, ovvero esattamente il giorno in cui si votava per il referendum. Visto il clima, avrebbe potuto concentrarsi sul suo compleanno, trascorrere la giornata con gli amici, dedicarsi a tutt'altro. Invece ha voluto esserci: e per farlo ha pregato la madre di recarsi al Duc per ottenere in tempo utile il certificato per andare al voto, il suo primo voto. E poi ha esercitato il suo diritto/dovere.

Così le abbiamo voluto chiedere alcune cose:

- Perchè ci tenevi così tanto?

Be’, ci tenevo tanto perché votare è una cosa che ti fa sentire grande, è una responsabilità, è un po’ come esprimere un ideale e pensare che tutti ti staranno finalmente a sentire è una bella soddisfazione… Inoltre penso che votare sia molto importante, le donne hanno ottenuto il diritto di voto mi pare nel 1945 e sarebbe un affronto ora non esercitarlo!
In questo referendum, in particolare, secondo me era davvero importante dare la nostra opinione, era un quesito che avrebbe dovuto interessare tutti i cittadini, aldilà della loro fede politica.

- Che importanza dai alla politica?

Volenti o nolenti la politica guida la nostra vita. La gente si lamenta tanto della società di oggi e poi non va a votare. E’ un controsenso. Il voto è l’unico strumento, o almeno il più importante, per far valere le nostre idee, esprimere le nostre insoddisfazioni, sostenere i nostri ideali. Almeno proviamoci. Attraverso la politica il governo fa delle scelte decisive, adotta strumenti per uscire dalla crisi, aumenta le tasse… I politici spesso agiscono in modo molto disonesto e per interessi personali… insomma non sembra un mondo da imitare ma piuttosto da cambiare. E come lo possiamo cambiare? Andando a votare.

- Anche i tuoi coetanei sono altrettanto interessati o se ne fregano? E vi capita di parlarne fra voi oppure vi dedicate ad altri argomenti?

Frequento la quarta al Liceo scientifico Bertolucci, nella mia classe c’è un gruppetto di ragazzi parecchio interessati alla politica. A volte durante l’ora di italiano facciamo certe discussioni! Ovviamente ci sono anche altri un po’ meno interessati ma si sa…non siamo tutti uguali!

- Alla fine il referendum è "fallito" perchè il quorum non è stato raggiunto. Questa per te è una delusione?​ E pensi comunque di andare sempre a votare anche in futuro?

Il quorum non è stato raggiunto e forse lo si poteva immaginare. Mi è dispiaciuto perché penso che abbiamo perso una buona occasione per fare bella figura. Mi riferisco soprattutto ai nostri politici che, per ottenere voti, hanno sfruttato e incitato l’astensionismo, confondendo la sfiducia nello strumento con un loro appoggio politico. Penso che possano esistere altri metodi per ottenere il favore dei cittadini. Sinceramente andrò sempre a votare, perché non andare significa seguire comunque la maggioranza e non esprimere un’opinione. E’ giusto avere degli ideali e provare a raggiungerli, anche quando ci sembrano così lontani…

.......

(g.b.) - Non so voi, ma a me pare di vedere più saggezza, e sicuramente più pulizia, nelle parole di questa 18enne parmigiana che in tanti commenti letti sui quotidiani o ascoltati in tv in questi due giorni. Grazie, Giulia: non cambiare!

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Oberto

    21 Aprile @ 09.34

    g.b. hai perfettamente ragione !!!!!! Poi mi sono anche un po' commosso nel leggere l'intervista perché anche io ho compiuto 18 anni qualche giorno prima delle elezioni politiche che si tenevano però circa 26 anni fa, ed ero emozionato, non vedevo l'ora di andare a votare anche perché come dice Giulia mi faceva sentire " grande". Fortunatamente ancora adesso vado con la stessa convinzione anche se non sono idealista come a 18 anni e certe cose che fanno schifo le vedo benissimo.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    20 Aprile @ 19.41

    PENSATE CHE IO HO INTERROTTO ANTICIPATAMENTE IL VIAGGIO DI NOZZE per votare alle elezioni politiche.

    Rispondi

  • fortunato

    20 Aprile @ 17.32

    grande Giulia, trovare giovani che ragionano come te, l'Italia funzionerebbe molto meglio.

    Rispondi

  • Medioman

    20 Aprile @ 17.01

    Io, invece, coscientemente, NON sono andato a votare. Per due motivi: 1) La mia astensione vale come NO. 2) Sono stuto di essere trattato da "pecorone": perché dare ascolto a ciarlatani che passano per "ecologisti", dimenticandosi di dire che ci sono interessi economici enormi dietro il quesito referendario? Se non produciamo energia in Italia, saremo costretti ad acquistarla all'estero (pare che l'ISIS faccia prezzi stracciati sul petrolio). Già stiamo "aiutando" tanti altri Paesi (importiamo olio dalla Tunisia, alla faccia dei nostri coltivatori), vogliamo essere TOTALMENTE DIPENDENTI? Siamo già sulla buona strada...

    Rispondi

    • Oberto

      21 Aprile @ 09.29

      non sono per niente in accordo con il suo NO, e nemmeno sono in accordo con le motivazioni che le fanno dire No, ma in tutti i casi le rispetto e le ho lette con attenzione. Il fatto è che lei non ha un parere che dice No, ma ha un parere che dice BHO e questo da parte mia non trova nessun rispetto .

      Rispondi

      • Medioman

        21 Aprile @ 10.52

        Se questo fosse stato un referendum "serio", avrei votato no. Ma, siccome era un referendum "barzelletta" (le vere motivazioni, secondo me, erano ben altre) non mi va di farmi prendere in giro. Sicuramente, tanti saranno andati a votare in buona fede....

        Rispondi

    • Maurizio

      20 Aprile @ 21.37

      Perchè per quanti anni andiamo avanti in italia utilizzando i giacimenti oggetto del referendum? qualche settimana epoi?

      Rispondi

      • Medioman

        21 Aprile @ 10.50

        Non è questo il punto. 1) In Italia, ci sono diversi giacimenti "accantonati" (evidentemente, per motivi "politici" conviene acquistare gas e petrolio da altri Paesi). 2) Il costo della "materia prima" è infinitesimale, rispetto alla massa monetaria generata: sia per il gas che per il petrolio, con un costo di produzione di pochi centesimi al litro (o di pochi centesimi al metro cubo) vengono generati 1,5 euri al litro (per la benzina) o un euro a metro cubo (per il gas). Se calcoliamo mille euri all'anno per contribuente (automobilista, o abitante in una casa non riscaldata a legna) fanno circa 60 miliardi all'anno (ovviamente, cifra enormemente sottostimata). Una minima parte di questa cifra andrà alle compagnie, ma la maggior parte andrà allo Stato (iva, accise, tasse varie) ai lavoratori (addetti alle raffinerie, trasportatori, distributori, meccanici, muratori addetti alla costruzione delle reti di distribuzione, e così via). Ci sono alternative?

        Rispondi

        • Maurizio

          21 Aprile @ 21.52

          In Italia ci sono pochi giacimenti con poche riserve da sempre, quelle del gas vengono giustamente utilizzati come riserve in una discreta parte (come fanno negli stati uniti, pieno di petrolio ma non lo si vende, anzi qualche cosa si importa), in tutto il mondo stanno abbandonando petrolio perchè sconveniente, si punta con ottimi risultati sull'alternativo, in italia in momento in cui converrebbe comprare petrolio non lo si acquista, sempre nel momento in cui non conviene vendere petrolio o comunque produrlo vogliamo produrlo? speculiamo poi sulle energie alternative con bassi rendimenti come ad esempio bruciare le penne di tacchini come vogliono fare a lesignano dove però si inquinerà il triplo dato che dovranno venire decine di camion al giorno per importare le penne da mezza italia....Ps. il referendum non mirava a bloccare l'estrazione che è già regolamentata, mirava fra l'altro ad applicare una legge mai applicata, ovvero la dismissione delle piattaforme esaurite, mai fatto.....

          Rispondi

        • Medioman

          22 Aprile @ 11.25

          In tutto il mondo, si sono buttati pure sul nucleare. Io sono favorevole alle "energie alternative", purché lo siano realmente. Se l'alternativa è "importare pannelli solari dalla Cina", non mi sembra una gran soluzione. Comunque, torniamo al referendum: bloccare le concessioni entro le dodici miglia. Se si spostano le piattaforme a 12,1 miglia, va bene? Se le spostiamo direttamente in spiaggia, è meglio ancora??

          Rispondi

        • Maurizio

          22 Aprile @ 19.39

          Non proprio così e il referendum non diceva questo, dato che il referendum non è passato ad esempio la piattaforma potrà rimanere li ferma anche 100 anni e nessuno mai la smonterà perchè il giacimento non verrà mai dichiarato esaurito, ha senso tutto ciò dato che i giacimenti hanno riserve per qualche giorno? Per i pannelli slari cosa vuoi, anche i visti che hai addosso probabilmente sono cinesi, pensa però che se fosse passata una proposta di legge del pdl sarebbero stati fatti passare come made in italy pur essendo stati prodotti in cina...

          Rispondi

    • Vercingetorige

      20 Aprile @ 19.44

      E HA FATTO MALE ! Avrebbe dovuto andare a votare , e votare "no" . Ha paura di confrontarsi con la volontà popolare , poi , magari , invoca Democrazia ?

      Rispondi

  • Shalan

    20 Aprile @ 15.03

    Sottoscrivo le risposte e gli auspici espressi dalla signorina Giulia. In pieno. Ero come lei 20anni fa e lo sono rimasta. Quindi ho votato. Certo è stata una brutta batosta sapere che il quorum non è stato raggiunto. Ma lo rifarei, perchè è un diritto-dovere nei confronti della società a cui appartengo e nei confronti dei figli e degli altri più giovani che vengono dopo di me. Ma anche perchè mi sembra un modo onesto per segnalare che esisto e che intendo contare. Stare a casa, invece di votare, al di là di tutti i calcoli che si possono fare, per me è un gesto dal sapore della rassegnazione, e oggi, in questo clima, la rassegnazione lascia il campo a comportamenti antisociali ed irresponsabili. Per questo sono andata a votare. Cordiali saluti Sara Beghi

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