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Ferretti: “Nessun tesoretto, solo la necessaria prudenza per riparare i danni del passato”

L'assessore al Bilancio replica al capogruppo Pd Dall'Olio che aveva parlato di 40 milioni a disposizione"

Marco Ferretti

L'assessore Marco Ferretti

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Il capogruppo Pd Nicola Dall'Olio aveva parlato - in conferenza stampa - dell'esistenza di “40 milioni del tesoretto accumulato di anno in anno a partire dal commissario Ciclosi, e i 16 milioni di avanzo del bilancio 2012”. E ora arriva la replica dell'assessore al bilancio Marco Ferretti.

“Scrivo al fine di chiarire come cifre e dati siano stati esposti, in una conferenza stampa del Pd, in maniera scorretta con l’effetto di alimentare una sterile polemica politica, che ha prodotto disinformazione ai cittadini. Magari avessimo un “tesoretto” da 40 milioni: lo avremmo già destinato per fornire nuovi servizi ai cittadini, abbassare le imposte, e soprattutto, lo avremmo fatto senza attendere sollecitazioni. I 40 milioni di cui si parla non sono purtroppo un tesoretto, ma una somma di stanziamenti triennali (di cui due anni puramente virtuali) di accantonamento prudenziale, assolutamente dovuto, sui bilanci del Comune di Parma. Quelle somme (la cifra è comunque ridimensionata) sono serviti e purtroppo serviranno, per fronteggiare in parte il rischio che pendeva e, pende tutt’ora, sulle finanze del Comune di Parma, generato, tra le altre, da cause per risarcimento danni (oltre 100 Mln), oneri di esproprio su lavori non finanziati, rischi su crediti da cessione immobiliari a società partecipate e da contributi da privati derivati da entrate sugli strumenti urbanistici POC e PUA.
Per inciso è opportuno ricordare come il Commissario, nel 2012, avesse accantonato in bilancio, per il triennio 2012 – 2014 (15,3 milioni/anno circa), stanziamenti per oltre 46 milioni di euro (pari al 20% del rischio complessivo), ed è forse questa la cifra citata dal PD.
Tali cifre - è bene precisarlo - sono state stanziate a bilancio, ma non impegnate e quindi nel caso non si manifesti il rischio previsto non saranno pagate.
Nel 2012 sono state utilizzate, ad esempio, per finanziare il riconoscimento di debiti fuori bilancio, somme per circa 5,4 mln. Con il rendiconto (bilancio approvato in aprile 2013), gli stanziamenti 2012 non utilizzati sono andati in economia e hanno contribuito all’avanzo complessivo di 16,5milioni.
I 16,5 milioni di avanzo, ad aprile 2013, esistevano realmente, ma il Gruppo Consigliare del PD forse dimentica che tale avanzo è, peraltro, stato già utilizzato per finanziare parte delle spese di investimento previste nell’anno 2013, per circa 7,5 milioni (trasferimenti alla Società Parma Infrastrutture e rimborsi oneri) a fronte della mancata concretizzazione di alienazioni sia immobiliari che mobiliari (non alienazione delle Farmacie Comunali e Partecipazioni AutoCisa, pari a 5,5 milioni) che avrebbero dovuto originariamente finanziare tali investimenti.
Al 30 di novembre, pertanto, l’avanzo stimato era pari a 8,7 milioni, di cui 1 di avanzo non vincolato, ma, come ampiamente spiegato sia in sede di salvaguardia che in sede di assestamento, la legge non permette di utilizzare tale avanzo, in quanto, durante l’anno si è utilizzata l’anticipazione di cassa. In merito ai restanti 7,7 di avanzo vincolato, 6 milioni riguardano l’IMU (di cui 4 milioni di IMU convenzionale e 2 milioni di IMU non riscossa, che, in sede di rendiconto -aprile 2014- dovranno essere cancellati). Rimango, pertanto 1,7 milioni, di avanzo vincolato, che come dice il nome stesso, riguardano somme vincolate (ad es.: trasferimenti dalla Regione per servizi sociali, ecc.).
Con il bilancio 2013, l’amministrazione Pizzarotti ha riprodotto lo stesso comportamento prudenziale accantonando 35 milioni per il triennio 2013/2015 (pari a circa 11,5 ml/anno) perché, se alcuni rischi si sono risolti, molti altri sono emersi e stanno ancora emergendo sull’azione amministrativa delle passate amministrazioni.
Siamo a fine anno, alcuni di questi fondi (come il fondo rischi su crediti e il fondo di riserva) sono stati utilizzati per ricapitalizzare la Fondazione Teatro Regio, oppure, per le famiglie indigenti, come i 100.000 euro che l’Assessore Rossi ha impegnato come uscita una tantum) in ogni caso, deve rimanere prudenzialmente una cifra coerente con i “soliti” principi contabili.
Pertanto, ritengo che, in una condizione socio-economica come quella attuale, illudere i cittadini che ci sia un “tesoretto” non utilizzato sia un gesto di dubbia responsabilità. La legge di stabilità e le criticità del Comune impongono prudenza e i principi contabili impongono come metterla in atto.
Per parte mia, non posso che ribadire a tutti i Consiglieri di minoranza la massima disponibilità per analizzare insieme il bilancio del Comune: laddove si dovesse trovare insieme un “tesoretto”, sarà mia cura dare la possibilità al “cercatore” di utilizzarne la metà come meglio riterrà opportuno, sempre, ovviamente, per realizzare opere pubbliche e dare servizi ai cittadini”.

 

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  • stunese

    22 Dicembre @ 19.25

    ma i cittadini devono ricapitalizzare il teatro regio per i spettacoli teatrali si devono capitalizzare da soli

    Rispondi

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