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Millecolori: "Ponte Nord, Stu Pasubio, Duc2: così Stalingrado è immobile da due anni"

L'associazione: "Amministrare è più difficile che protestare: ecco cosa insegna la Giunta 5 Stelle"

Ponte a Nord

Ponte a Nord

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Parte dallo scenario nazionale ("l’assalto dei deputati grillini alla Presidente della Camera", , "l’apparentemente pacata intervista del deputato-cittadino Alessandro Di Battista alle a Invasioni Barbariche", con strascico di "linciaggio mediatico della giornalista che aveva osato richiamare i legami familiari del deputato intervistato", fino alla volontà del Movimento 5 stelle "di conquistare la maggioranza parlamentare, per poi governare secondo le volontà dei cittadini (ovviamente, diciamo noi, dei soli cittadini consultabili on-line ed iscritti al Movimento)". E poi scende in quello lcoale, l'associazione Millecolori. Per dire che "qui dal 2012 i grillini hanno avuto la possibilità di governare senza dover scendere ad alcun compromesso con i detestati partiti ed i loro rappresentanti". Ma che la "Stalingrado" 5 Stelle, "dopo due anni di governo “rivoluzionario” non pare però essere molto differente dai più scadenti periodi di governo dei partiti, anzi ne sembra una sintesi molto brillante, con un immobilismo notevolmente superiore a quanto imputato alle peggiori giunte di sinistra ed un’attitudine ai grandi proclami simile a quella delle ultime due amministrazioni.
A riprova di quanto sopra, che è certamente un giudizio molto duro su questi “bravi ragazzi”, basta fare un giro per la nostra città" .

Ed ecco il risultato del "viaggio" di Millecolori.
"Partendo dall’autostrada, si incontra subito il famoso Ponte Nord, sull’utilizzo del quale sono state formulate molte proposte che l’Amministrazione non ha nemmeno considerato.
Ad oggi sono in corso di completamento le vetrate perimetrali (intervento disposto utilizzando i fondi statali residui), ma il volume è privo di impianti, di servizi e di finiture.
Circa un anno fa l’assessore Alinovi aveva dichiarato che il Comune avrebbe formulato una richiesta di deroga al Ministero dell’Ambiente per consentire l’insediamento nel ponte di attività non temporanee, senza però specificare che tipo di attività il Comune intendeva insediare.
Da parte nostra, avevamo formulato una proposta sulla destinazione del ponte ed avevamo dato la disponibilità a predisporre - a titolo gratuito - tale istanza di deroga. Risposta non pervenuta!
Ad oggi nulla si sa della richiesta al Ministero, nulla si sa sulle ipotetiche destinazioni che potranno insediarsi se la deroga sarà accordata, ma si sa per certo che se il manufatto rimarrà ancora inutilizzato tra pochi anni la sua manutenzione diverrà un ulteriore onere per il Comune.
In compenso tutte le infrastrutture viabilistiche poste sulle due testate del ponte sono ancora transennate, anche qui senza alcuna motivazione conosciuta, rendendo di fatto inutile anche la funzione principale dello scavalcamento, cioè quella di alleggerire il traffico sul Ponte delle Nazioni e sul tratto iniziale di Viale Piacenza.
Restando nella zona nord della città, a poca distanza dal ponte si incontra il comparto STU Pasubio, incredibile miscela di fabbricati avveniristici, manufatti industriali semiabbandonati e strade chiuse.
La quota del Comune della STU Pasubio è stata recentemente ceduta ai soci privati, pare “dimenticando” una condizione sull’utilità pubblica di tale intervento che costituiva elemento essenziale per percepire i contributi pubblici regionali.
Inoltre uno dei soci privati è entrato in una procedura di concordato che ne ha di fatto congelato le attività operative, peraltro già da tempo ridotte al minimo in questo cantiere.
Il risultato è che il comparto è ancora privo delle urbanizzazioni necessarie al suo funzionamento e l’edificio ultimato appare come una cattedrale dell’architettura moderna totalmente avulsa dal contesto e ancora una volta circondata da strade transennate ed interventi incompiuti.
Anche in questo caso nulla si sa delle intenzioni e dei progetti dell’Amministrazione, nonché del destino che avranno i contributi pubblici non ancora erogati.
Avvicinandosi al centro cittadino incontriamo a breve distanza il secondo stralcio del Direzionale Unico Comunale ed il Teatro dei Dialetti, entrambi lasciati al “rustico” e destinati in breve tempo al decadimento.
In merito al DUC sembra opportuno chiedersi se questi spazi siano necessari per ricollocare uffici comunali in locazione, nel qual caso il beneficio degli affitti risparmiati forse potrebbe consentirne il completamento; se invece non lo dovessero essere, possono ritenersi contenitori disponibili per attività private, forse più adeguati del Palazzo del Governatore?
Il Teatro dei Dialetti è stato invece ritenuto non prioritario dal Sindaco, e si può comprendere questa scelta in ragione delle condizioni finanziarie del Comune, ma non sarebbe forse opportuno, nell’ambito delle variegate indagini esplorative tipiche di questa Giunta, che si verificasse se qualche soggetto privato possa avere un interesse a procedere al completamento, magari a fronte della cessione di un diritto di superficie a lungo termine?
Nell’inerzia il Teatro è destinato a deperire e quindi a costituire comunque un gravame per il Comune per la sua doverosa (per evitarne l’inevitabile degrado) manutenzione.
Tralasciando il Palazzo del Governatore e l’Ospedale Vecchio, temi troppo complessi sia per i pentastellati che per questa breve trattazione, si passa alla zona sud della città, ove si staglia sulla direttrice per Langhirano l’eterno cantiere della Scuola Europea.
La situazione attuale è stata ben riassunta recentemente da un quotidiano locale, ma quello che non è stato evidenziato è che questa Amministrazione ha avuto in mano, non per proprio merito, la possibilità di concludere le opere entro l’estate del 2013 e con limitati esborsi aggiuntivi, ma si è fatta sfuggire questa occasione per colpevole superficialità.
Infatti nell’agosto del 2012 STU Authority e le imprese appaltatrici avevano sottoscritto una transazione che prevedeva il completamento delle opere entro giugno 2013, a fronte del riconoscimento di compensi aggiuntivi per circa 250.000 Euro.
Quell’accordo era sottoposto alla condizione risolutiva di un approvazione da parte del Comune entro un termine prefissato, termine che, nonostante una proroga, non è stato rispettato e che ha comportato l’inefficacia della transazione e la nuova sospensione dei lavori, che nel frattempo erano stati ripresi.
Un nuovo accordo, che prevedeva un esborso molto più consistente per il Comune (950.000 Euro) è stato poi sottoscritto nel gennaio 2013, ma la procedura concordataria che successivamente ha coinvolto una delle appaltatrici non ha consentito che il cantiere riprendesse.
Fare scelte in modo ragionato ma tempestivo è una delle caratteristiche di una buona Amministrazione, e in questo caso i due termini non si sono accompagnati ed i rischi per la permanenza della Scuola Europea a Parma oggi sono elevatissimi.
Ciò che intende fare il Sindaco per rispettare gli impegni assunti con la Comunità Europea non è ancora noto (non essendo di certo sufficiente la sola lettera al Governo di richiesta di ulteriori rilevanti somme da destinare alle imprese a copertura del sopravvenuto minor valore della scuola Pascoli), e la scadenza stabilita per la messa in funzione della scuola è l’estate di quest’anno.
Si potrebbe proseguire questo viaggio tra le opere incompiute attraverso l’ex-scalo merci di Via Fratti, l’ex-ostello della Cittadella, il parcheggio di Strada del Conservatorio, lo spazio ex-Cobianchi in Piazza Garibaldi, e tanti interventi viabilistici, specie riguardanti i percorsi ciclabili, iniziati e mai terminati.
Anche se alcuni di questi completamenti risultano previsti nel Piano triennale delle Opere Pubbliche, non ci pare che la soluzione indicata per l’ex scalo di realizzare un centro per l’agroalimentare in vista dell’Expo2015 sia adeguata alla giusta valorizzazione del comparto agroalimentare, che avrebbe più necessità di interventi promozionali di ampio respiro.
L’intervento programmato sull’ex-ostello della Cittadella, qualora davvero realizzato, sarebbe invece il primo atto positivo su un parco che una discutibilissima operazione ha sfigurato, asportandone la quasi totalità di piante, come di consueto senza un progetto.
Quello che traspare da questa sintetica visita alla nostra città è che, più che di risorse, l’Amministrazione Pizzarotti sia priva di capacità progettuale e programmatoria e mascheri questa sua incapacità nascondendosi dietro gli (indubitabili) errori del passato.
Crediamo però che i cittadini che hanno eletto il Sindaco, e anche quelli che non lo hanno votato, abbiano il diritto di sapere a quasi due anni dal suo insediamento quali sono le intenzioni dell’Amministrazione su tutti i temi rimasti in sospeso, dei quali quelli sopra riportati sono solo una parte, e che queste intenzioni siano rese pubbliche secondo quei principi di trasparenza e partecipazione tanto sbandierati in campagna elettorale e così poco applicati fino ad ora (così come la più parte delle “promesse elettorali”, in linea, purtroppo, con le abitudini della “vecchia politica”)."

 

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  • Massimiliano

    16 Febbraio @ 17.18

    propongo di "smontare" il nuovo ponte che non serve e che lo stesso venga installato in zona Pilastrello- Marano , al fine di agevolare lo scavalcamento della Parma senza doversi recare per forza a Mamiano o alla Tangenziale Nord ponte De Gasperi. un beltrasportoeccezzionale ed il gioco è fatto voilà

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  • the mari

    16 Febbraio @ 12.25

    Grillini ..... INCAPACI DI RUBARE CHE NON SIETE ALTRO!!!!!

    Rispondi

  • Maurizio

    16 Febbraio @ 11.42

    Renz, il centro commerciale ikea si potrebbe anche non fare, poi chi li paga i milioni di euro di risarcimento danni che verranno richiesti da chi ha avuto il permesso di costruire? Guardate a fianco e dietro l'ikea cosa c'è, forse non esisteva neppure il M5S quando si iniziò a costruire, può essere colpa di pizzarotti? Ricordo poi che deve ancora aprire un esselunga e due conad nel comune di parma, tutti centri autorizzati dalla vecchia giunta ma che secondo il parmigiano medio saranno colpa di pizzarotti..... Questi sono dati di fatto ma penso che molti abbiano non fette ma prosciutti interi sugli occhi

    Rispondi

  • Vercingetorige

    16 Febbraio @ 11.04

    IL PROBLEMA NON E' "NON AVERE LA BACCHETTA MAGICA DI FATA TURCHINA" . IL PROBLEMA E' AVER FATTO CREDERE AGLI ELETTORI DI AVERCELA.

    Rispondi

  • Andreaparma

    16 Febbraio @ 11.00

    Io non ho mai apprezzato il M5S, ma al risultato delle ultime amministrative mi sono detto: "Almeno faranno le cose senza elargire favori sempre ai soliti noti". E speravo in una stagione nuova. Credo di essermi sbagliato. FORSE non fanno favori, e diversi fatti accaduti mi fanno supporre l'esatto contrario, ma soprattutto NON FANNO, e quando fanno, fanno male. La novità sarebbe stata di fare, ma fare bene, nell'interesse dei cittadini, anche a costo di non sottostare ai dettami del loro partito. Ma non ne sono capaci e non si fidano di nessuno, nemmeno di coloro che potrebbero aiutarli nell'azione di governo. Questi commenti, poi, che difendono a tutti i costi un immobilismo indifendibile e un'inazione irritante, lasciano supporre un'attenzione non sulle cose da fare, ma su posizioni di principio che porteranno ad un’ancora evitabile sconfitta elettorale. Dovrebbero essere i simpatizzanti stessi a spronare l'amministrazione affinché ben governi per poter vincere le prossime elezioni. Così facendo assicurano la vittoria ad altri. Governi male? Sarai punito nell'urna, così come Forza Italia, che a Parma ha ottenuto meno del 5%. Scegli male il candidato? Fai la fine del PD, che ha perso Parma e il governo nazionale. Governi bene? Vinci. Questa è la realtà: il resto sono chiacchiere senza peso.

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