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Espulsioni a 5 Stelle, Pizzarotti: "Non l'ho capita". Bosi: "Metodo sbagliato"

Malumore nella compagine parmigiana: "Perchè votare per la cacciata in blocco? E quali sono le motivazioni oggettive?". E il capogruppo parla di "netiquette": "Nella mail sul voto c'era il suggerimento per l'espulsione"

Espulsioni a 5 Stelle, Pizzarotti: "Non l'ho capita". Bosi: "Metodo sbagliato"

Marco Bosi e Federico Pizzarotti

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Quando gli squilla il telefono, risponde sapendo già il tema della chiamata: le espulsioni dei quattro senatori 5 stelle "a furor" - ma neanche troppo - di Rete. "Eh, una brutta pagina - commenta Marco Bosi, il capogruppo in Consiglio comunale -. Sto giusto ultimando di scrivere il mio pensiero per pubblicarlo su Facebook e farlo conoscere a chi è interessato". Anticipa che la sua critica più profonda è sul metodo: "Sono quattro persone diverse, con percorsi diversi: perchè doverli votare in blocco?". E poi parla di cattivo gusto, di "netiquette" perduta: "Non è stato molto vedere che nella mail che ci invitava a votare ci fosse il suggerimento all'espulsione". Impossibile farvi sentire e decidere a maggioranza anche questioni come - appunto il metodo? "Di fatto, se non si è parte delle assemblee romane, non c'è un luogo, fisico o non fisico, in cui farsi sentire. L'altro giorno si parlava di votare per le quattro persone in modo distinto, poi è arrivata la comunicazione del voto in blocco. Ma chi ha deciso?". E nel gruppo parmigiano, confida, sono parecchi i malumori rispetto a questa vicenda.

Il resto lo affida al post su Facebbok, che in effetti arriva nello spazio di pochi minuti.

E che inizia così: "Che ci piaccia o no, ieri abbiamo prestato il fianco ai partiti; siamo caduti nella loro trappola, peraltro senza che nessuno ci spingesse dentro. Una nostra spaccatura interna non fa che offuscare quanto di ottimo si sta facendo. Mi sono trattenuto dallo scrivere a caldo e sono contento di averlo fatto. Rifletterci sopra qualche ora mi ha aiutato a vedere la cosa sotto diversi punti di vista e credo sia giusto esprimersi su quanto sta accadendo all'interno del nostro Movimento". 

"Per prima cosa - continua Bosi - devo manifestare un po’ di invidia, ma allo stesso tempo perplessità per quegli attivisti e consiglieri che sulla vicenda non hanno alcun dubbio: vedono o tutto bianco o tutto nero. Io, invece, mi pongo mille domande e non sempre ho tutte le risposte, ma soprattutto noto spesso tante sfumature di grigio. Uno dei miei punti fermi, però, è la convinzione che si debba avere la possibilità di esprimere un’opinione divergente da quella della maggioranza. Questo l’ha detto anche qualche Parlamentare in favore dell’espulsione e mi fa piacere. Qual è, quindi, il motivo per cui li stiamo cacciando?
Non ho una risposta a questo interrogativo ed è il primo motivo per cui ho votato contro. Ho letto che Orellana avrebbe trattenuto troppi soldi, eppure dal sito della trasparenza emerge che la sua restituzione è in linea con il gruppo. Ho letto anche che avrebbero deliberatamente delegittimato il lavoro del gruppo da molti mesi a questa parte. Il problema è che non ho sinceramente capito quali siano gli atti concreti (escludendo il comunicato di critica sulle consultazioni) per i quali è stata condotta questa azione. Non intendo affermare che chi lo sostiene mente, sto proprio dicendo che non ho capito. Ho fiducia nei nostri rappresentanti a Roma e credo nella loro buona fede. Per questo motivo avrei voluto da loro più dati oggettivi da poter valutare perché quelli a mia disposizione (tratti dal sito openpolis) erano indicativi di persone che hanno lavorato. Ritengo poco credibile, inoltre, la tesi secondo la quale vorrebbero un’alleanza con il PD, credo sia alquanto debole perché il dato oggettivo a nostra disposizione è che hanno votato contro la fiducia sia a Letta che a Renzi. Se davvero avessero avuto intenzione di costruire alleanze in contrasto con la decisione della maggioranza credo anch'io che si sarebbero posti di fatto al di fuori del gruppo anche perché il “no alleanze” è uno dei principi fondamentali, ma purtroppo questo all'esterno non è chiaro".
Secondo punto: "C’è però un secondo motivo per il quale mi sono opposto alle espulsioni: il metodo. Prima di tutto trovo inaccettabile che si obblighi a decidere unitamente il destino di 4 persone diverse: se avessi voluto salvarne solo uno? Non avrei potuto farlo. Mi risulta, inoltre, che l’assemblea congiunta dei gruppi avesse stabilito che i voti sarebbero stati 4. Per quale motivo, allora, non è stato così? Inoltre, come già accaduto in passato, nella mail di invito a votare si esprimeva un indirizzo ben preciso. Lo trovo davvero poco opportuno.
Detto tutto ciò, credo che un grosso problema sia l’incapacità di evitare la polarizzazione delle posizioni che vengono utilizzate poi dai media per creare uno scontro. Ogni pensiero articolato viene ridotto ad un titolo di 5 parole e svuotato dei contenuti. E’ importante capire ciò per non essere vittime di questo sistema poiché quando è utilizzato in una discussione tra noi e i partiti può anche fare comodo, nel momento in cui invece riguarda i nostri rapporti interni è un disastro. Per arrivare a questo risultato c’è una sola strada da percorrere: il dialogo. Ieri parlavo con una persona di questo argomento e mi ha detto una frase che mi ha fatto riflettere: “Una cosa bella che ha sempre contraddistinto Pizzarotti è che non si sottrae mai al dialogo. Anche quando in piazza sotto il Comune c’erano i sindacati inferociti con i fischietti che lo insultavano, lui è sceso in mezzo a loro per ascoltarli e spiegare le proprie ragioni. Quella era una piazza che avrebbe intimorito chiunque, lui invece no, si è comportato da Sindaco.” Condivido molto quelle parole, credo che anche quando si è su posizioni molto divergenti si debba trovare la forza di dialogare. Entrambe le parti ne uscirebbero arricchite".
Servono regole chiare, dice Bosi: "Per concludere ritengo che sarebbe bene mettere alcune regole condivise nero su bianco perché è innegabile che queste situazioni non giochino a nostro favore. Sentire qualche Parlamentare dichiarare: “il movimento non ne risentirà” francamente mi infastidisce. Non dobbiamo certo fare le cose con l’unico obiettivo del consenso, ma quando una parte importante del tuo elettorato non comprende le tue scelte dovresti perlomeno interrogarti sul motivo; questo non significa cambiare idea, ma avere la forza di mettere in discussione le proprie convinzioni. Spero che queste mie righe possano essere spunto di riflessione, ma spero soprattutto che questo mio pensiero, come qualunque altro, non infranga alcuna regola".

Pizzarotti si Facebook: "Non l'ho capita" - Ecco il testo del post su facebook del sindaco Federico Pizzarotti:

Ho aspettato il termine delle votazioni per dare un giudizio sulla vicenda delle espulsioni. Lo farò con tutta la disponibilità alla comprensione di cui sono capace. Quando da sindaco devo affrontare un problema, e ai miei concittadini devo spiegare come risolverlo, ho bisogno che capiscano cosa si deve fare e come: più chiara è la questione, più facile sarà comprendere il perché di qualsiasi mia azione. Allora lo dico con estrema buona fede ai nostri deputati e senatori: dateci elementi sulle colpe dei quattro senatori espulsi; convincetemi su quest’azione così forte e che non concede appello, perché io non l’ho capita. Non ho capito che cosa è stato commesso, e se ciò che è stato commesso riguarda la violazione precisa del vostro regolamento. Ho verificato le restituzioni, e sono allineate con quelle degli altri senatori. Ho controllato l'attività di questi senatori su OpenParlamento, e oltre ad essere superiore alla maggioranza dei rappresentanti degli altri partiti, sono in linea con l'attività dei nostri altri rappresentanti. E' stata citata la sfiducia dei territori, ma senza documentare quali sono state le modalità delle deliberazioni, le motivazioni e i votanti. Per il resto mi guida un unico pensiero: sono convinto che il confronto sia molto più funzionale dello scontro. Quando ci si sposta dai contenuti a favore dei giudizi, si indebolisce una delle caratteristiche che ci ha sempre contraddistinto. A #Parma la forza di questa Giunta e di questa maggioranza è il confronto sulle idee. Un confronto forte e vivo. Ci unisce quello che più ci divide: due idee messe l’una di fronte all’altra ci danno il senso di cosa è giusto e cosa è sbagliato. Per questo non temiamo i partiti: siamo diversi, e abbiamo un’energia che gli altri non hanno. Ieri è stata una giornata che mi ha lasciato con l'amaro in bocca, e sapendo che i problemi degli italiani sono altri, perdere tempo in spaccature e dissidi interni ci indebolisce e delude tante persone che ci sono vicine.

 

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  • sergio3

    03 Marzo @ 06.37

    grillo ha ragione, non può appoggiare questi partiti sono cloache zeppe di ladri. chi è entrato nel movimento sapeva come si doveva comportare.

    Rispondi

  • Greg

    28 Febbraio @ 15.50

    Infatti, Tappo, avrebbero inciuciato anche con la destra se non fosse scomparsa a Parma. Guarda che se l'opposizione facesse veramente il suo mestiere Pizzarotti sarebbe nella m.... ancor più di quanto ci si trovi adesso. Questo,"l'uomo che ride" lo sapeva benissimo, così come lo sa lo psicotico compulsivo di Genova. Per cui: un colpo al cerchio e uno alla botte. Lo schifo è rappresentato da chi, per poter raccattare le briciole(in questo caso un teatro squalificato), si presta al gioco pensando che siamo tutti fessi.

    Rispondi

  • paolo

    28 Febbraio @ 10.55

    Secondo me fra un po' verranno espulsi anche Pizzarotti e Bosi...

    Rispondi

  • gigiprimo

    28 Febbraio @ 09.18

    vignolipierluigi@alice.it

    sapevano benissimo, quando hanno aderito al movimento, cosa li aspettava. Quindi devono accettare le direttive del capo, in caso contrario 'dimissioni' e lasciare il posto al primo dei non eletti! il resto è politichese, quello che è successo con scilipoti, mastella ed altri. E adesso chi mi può assicurare che sotto-sotto non ci siano eurini o un ' posto sicuro ' in un futuro prossimo?!?!?! Ripeto, a casa questi 'signori'! ricordate il comportamento di napolitano e tanti altri, rimasero nel partito anche di fronte ai soprusi in ungheria e cecolsovacchia! neanche criticarono e sono ancora lì!!!!!!!!!!!! vecchia politica!

    Rispondi

  • TAPPO

    27 Febbraio @ 21.54

    Greg, non è questine di regione PD o no, è questine di sapere quello che si deve fare, e questa è una cosa IGNOTA sia per il Parmigiano che per il Genovese.

    Rispondi

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