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Bosi: "Basta con la politica subalterna alla borsa"

Un intervento sul blog del capogruppo M5s

Bosi: "Basta con la politica subalterna alla borsa"
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"Basta con la politica subalterna alla borsa!"

Questo il titolo di un intervento che  Marco Bosi, capogruppo in Comune del M5s, ha postato sul suo blog. Ecco il testo:

Ho già parlato qualche giorno fa (in questo post) di come la finanza possa influenzare pericolosamente le scelte politiche. In quel caso si trattava di delicati equilibri internazionali, ora invece la partita è molto più vicina a noi e riguarda le azioni Iren. A maggio 2012, nel momento del nostro insediamento, valevano € 0,35 ad azione; due mesi dopo hanno toccato il minimo storico di 25 cent, oggi siamo sopra € 1,33. Il calcolo è presto fatto: le nostre quote valgono 3 volte e mezzo rispetto ad inizio mandato, oltre 5 rispetto al mese di luglio 2012. Gli effetti sono certamente positivi sul bilancio del Comune di Parma (soprattutto delle partecipate) e questo non può che farci piacere. Ma è possibile che il futuro della nostra città sia così legato all’andamento in borsa di un titolo? Tutto ciò è per me fuori da ogni logica politica; non è accettabile che le scelte di chi governa una città siano subalterne alla quotazione di un titolo. Come si può programmare la Parma del futuro in queste condizioni? Chi ha competenze in materia finanziaria sa bene come le due cose siano inconciliabili. In finanza si guarda a periodi che vanno da pochi minuti ad una settimana mentre un’amministrazione dovrebbe essere proiettata verso la prossima generazione; Siamo incastrati in un meccanismo perverso.

Quello che sta accadendo ha dei responsabili. Questo sistema è stato messo in piedi dai partiti tra la fine del vecchio e l’inizio del nuovo secolo, quando la borsa sembrava generatore di ricchezza per tutti. Poi cosa è successo lo sappiamo bene. Ora ci ritroviamo queste grandi multiutility votate più al profitto che al servizio, molto attente ai dividendi, poco all’impatto sul territorio delle proprie attività. Dobbiamo trovare una exit strategy perché è evidente che l’interesse dei cittadini non sia tutelato, ma non possiamo farlo da soli; il governo deve metterci in condizioni di metterlo in pratica in due modi: rivedendo immediatamente il patto di stabilità e permettendo ai comuni di avere le risorse necessarie a gestire questi servizi in maniera alternativa. Di certo le azioni intraprese negli ultimi 12 mesi, dal governo Letta prima e da quello Renzi poi, non vanno in questa direzione. Molti amministratori locali, di vari schieramenti politici, hanno sviluppato una visione comune che può portare l’Italia sulla strada giusta: ne è un esempio l’associazione dei Comuni Virtuosi. A Roma, invece, al di là di qualche dichiarazione di facciata, il nulla assoluto. Forse è di questo che dovrebbero preoccuparsi il governo e i nostri parlamentari locali e ritengo che dovrebbero puntare ai fatti, alle proposte di legge perché le chiacchiere le sanno fare tutti.

Per saperne di più: il blog di Marco Bosi

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  • Maurizio

    13 Marzo @ 14.13

    Alberto, si è molto parlato dell’inceneritore di Parma perché è stato utilizzato a fini propagandistici per anni (prima ancora dei grillini il buon Vignali se ne lavava le mani dando tutta la responsabilità alla provincia giocando sul gioco di parole Autorizzazione Integrata Ambientale che rilascia la Provincia, dimenticandosi di dire chi aveva richiesto quell’autorizzazione….) ma se parliamo di debiti dei comuni o di Iren vediamo che un importante assist a questa azienda è stato dato con l’accordo tra il comune di Torino e la stessa dato che i crediti più importanti che Iren vanta non sono qua a Parma ma a Torino, vi è in ballo la costruzione di un inceneritore ma meglio parlarne poco visto che solo pulcinella deve sapere che Torino ha dei debiti…. Detto questo senza questo accordo sarebbero stati problemi grossi sia per Iren che per il comune di Torino, invece si è trovato il modo di mettere le cose a posto (in tanti, in pratica tutte le opposizioni e gli ambientalisti, hanno criticato questi accordi ma io non la vedo poi così male, da un lato si costruisce un opera che anche a Torino serve, dall’altro un’azienda si vede ridurre in modo consistente i propri crediti che difficilmente avrebbe riscosso in poco tempo) e ai fini finanziari è molto più importante questo che un comune a guida 5 stelle nel bene o nel male perché Pizzarotti o non Pizzarotti a Parma i problemi ci sono, sono noti e soprattutto a Roma non abbiamo santi come un Berlusconi disposto a salvare dalla bancarotta Catania o un governo che emana un salva Roma…

    Rispondi

  • Alberto

    13 Marzo @ 09.06

    @Maurizio, il Comune di Parma non è il socio di maggioranza ma il termovalorizzatore di Parma è un "asset" prezioso per Iren visto che non tutti i territori azionisti di Iren ne posseggono uno. Sia le dichiarazioni dei membri del CdA sia le analisti degli esperti nazionali hanno fatto tale considerazione. Poi se si vuol far finta di nulla... ci siamo ormai abitutati.

    Rispondi

  • Maurizio

    12 Marzo @ 20.43

    Alberto, parli come se il comune di parma fosse l'azionista di maggioranza di iren.... Le azioni iren non sono state affatto influenzate dalle elezioni parmensi, piuttosto possono essere state influenzate dal giochino che hanno fatto alcuni mesi fa con i debiti di Torino verso appunto iren, cosa molto più alta rispetto ai debiti che ha lo stesso comune di parma. Riguardo comunque la situazione strade, lo sapete vero che parte delle competente e conseguenti inadempienze sono di iren o global service di società create appositamente per le manutenzioni delle stesse in cui il comune in presenza di contratti ha il solo compito di sborsare la grana..... Tra l'altro fino a qualche anno fa nessuno controllava se l'aggiudicatario dei lavori avesse effettivamente effettuato i lavori così come nessuno controllava il motivo per cui per fare lo stesso lavoro sono stati fatti due appalti con un cantiere mascherato per il secondo appalto dove naturalmente nulla veniva fatto perchè già fatto? Visto che il signor Marco Bosi ci legge se è interessato chieda i miei riferimenti alla gazzetta, sarò ben felice di fargli vedere i doppi appalti

    Rispondi

  • Marco Bosi

    12 Marzo @ 14.59

    Altra risposta a chi dice "allora perché non uscite?". Il comune non può vendere le azioni iren fino al 31/12/2015.

    Rispondi

  • Alberto

    12 Marzo @ 13.46

    Già è stato commentato che dal punto di vista politico-finanziario-contabile l'intervento scritto è completamente infondato. Divertente semmai notare l'andamento della quotazione IREN; un'azione valeva 0,35€ all'insediamento della nuova giunta e cala a 0,25€ dopo due mesi. Possibile interpretazione; ora comandano quelli che hanno basato la loro campagna elettorale contro il termovalorizzatore e quindi IREN sarà danneggiata. Ora le azioni valgono 1,33€. Possibile interpretazione; la borsa (gli investitori, i risparmiatori, ecc.) hanno capito che "can che abbaia non morde" e che quelle in campagna elettorale erano solo promesse vuote come quelle di qualunque altro partito della "vecchia" politica!

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