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Grillo da Mentana su Pizzarotti: "E' un'istituzione, ma ha perso un po' di vista il movimento grillino"

La replica: "Non mi sento staccato, ma ora non mi espongo"

Grillo da Mentana su Pizzarotti: "E' un'istituzione, ma ha perso un po' di vista il movimento grillino"

Grillo intervistato su La7

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C'è anche una battuta su Pizzarotti, nella prima vera intervista di Beppe Grillo sulle tv nazionali. Ieri sera, il leader Cinque stelle è stato intervistato da Enrico Mentana, su La 7, nella trasmissione "Bersaglio mobile".

Un'intervista a 360° sui temi nazionali e internazionali, che già sta producendo alcune polemiche su temi come la nascita del governo Letta e la situazione in Crimea/Ucraina. Ma vista da Parma, la chiacchierata televisiva poteva avere anche altri sunti di interesse. E in effetti, la domanda di Mentana su Parma e c'è stata, con una risposta da parte di Grillo che ha accennato a Pizzarotti in modo che si può definire agrodolce. Ecco la risposta, che parte dal tema inceneritore:

"L'inceneritore di Parma c'era già.....Pizzarotti è un'istituzione, ma forse ha perso un po' di vista il movimento grillino...Ha perso un po' il senso: fa quello che può" . E più tardi, tornando sull'inceneritore: "Ho fatto una serata a Parma su Iren, con una piazza quasi piena. Non ha senso fare il settimo inceneritore in Emilia Romagna: significa importare immondizia da tutta Europa. Si finisce per bruciare m....., producendo diossine e malattie".

La risposta del sindaco - A margine dell'inaugurazione della nuova viabilità Efsa, il sindaco Pizzarotti ha commentato l'intervista di Grillo di ieri sera a Mentana, in cui il comico aveva parlato di Pizzarotti dicendo che ora si è un po' staccato dal movimento: "Non mi sento staccato dalle battaglie del movimento, ma ora rappresento un'istituzione e quindi non mi espongo come rappresentante di un movimento politico".

L'intervista sui temi politici nazionali (Ansa/Teodoro Fulgone)

Beppe Grillo sceglie Enrico Mentana e La7 per rompere il suo lungo digiuno televisivo (durato oltre un anno) e per lanciare la campagna elettorale del M5S per le Europee. «Strappiamo il fiscal compact», è lo slogan del leader cinque stelle che spazia in lungo e largo sul primo anno del movimento in Parlamento e non risparmia attacchi ai rivali. Su tutti Matteo Renzi. Grillo non cita mai il nome del premier ma lo indica con nomignoli e soprannomi come «bambinone», «ebetino», «bugiardo». Così come torna ad attaccare il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ritenuto responsabile dello «sfracello politico».
Ma è chiaro, fin da subito, che l’obiettivo del leader del M5S sono le elezioni continentali. Grillo azzarda anche un traguardo: «una forbice del 20%-25% per i cinque stelle». Anche se è evidente che le ambizioni sono molto più alte, visto che lo stesso ex comico genovese ipotizza «la vittoria del M5S». «E se vinciamo, ovvero siamo il primo partito alle Europee, cosa farà la sinistra?», domanda.
La strategia è far capire che i Cinque Stelle sono pronti a sbattere i pugni sul tavolo. Grillo spiega che «il M5S intende rinegoziare i trattati europei», mettendo in discussione anche la stessa permanenza dell’Italia nella moneta unica. «O rispettano le nostre condizioni o faremo un referendum sull'Euro», minaccia. «Una parte di questo debito è immorale - aggiunge - Facciamo quel che ha fatto la Germania nel 1953 che ha pagato la metà dei debiti di guerra e poi con l’unificazione con Kohl ha pagato pochissimo».
D’altronde, per il capo politico del M5S, le cause della crisi sono nella errata politica economica dell’Ue e della Bce. Grillo non vuole però passare per anti-europeista. Cita la nascita degli Stati Uniti d’America dove «la prima cosa che i primi nove stati fecero è mettere in comune i debiti». «L'Europa avrebbe potuto salvare la Grecia ma non l’ha voluto fare», conclude. Per le Europee le liste del M5S saranno stabilite con le consultazioni online. L’ex comico genovese riserva però una sorpresa: una scrittura privata che impegna gli eletti a pagare una multa di 250mila euro nel caso dovessero essere sfiduciati on line dalla loro base o cambiare gruppo parlamentare. «Negli Usa c'è il sistema del recall da parte degli elettori - spiega - Io vorrei il vincolo di mandato».
Non manca qualche aneddoto e qualche retroscena insospettabile. Grillo racconta i momenti delle consultazioni con l’allora segretario del Pd Pier Luigi Bersani. «L'hanno mandato al macello», afferma. Racconta che lui e Gianroberto Casaleggio erano stati invitati a pranzo dall’ambasciatore inglese che gli aveva fatto trovare in casa Enrico Letta: «Era un mese prima della fine di Gargamella».
Infine, interviene anche sulla questione Ucraina. Per Grillo «le cose non sono così chiare come vogliono far sembrare». «In piazza a Kiev - sottolinea - non sono stati i russi a sparare». «Un governo è stato cacciato dalla piazza. Vorrei capire perché un governo che vince le elezioni viene mandato a casa». Quanto alla Crimea, la posizione del leader del M5S è in controtendenza rispetto a quella del governo e della stessa Ue ma più vicina a quello che esprime la base cinquestelle sui blog: «C'è stato un referendum« sulla indipendenza «con 150 ispettori dell’Onu che hanno visionato. Vi ha partecipato l’85% degli aventi diritto ed il 95% ha detto sì. Io lo rispetto».

Per vedere l'intervista sul sito de La7  (il passaggio su PIzzarotti è a 46'25")

 

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  • Filippo Bertozzi

    28 Marzo @ 10.54

    condivido Greg al 100%. @Roberto: prova ad azzeccare un'acca, ogni tanto, così forse metti anche chiarezza nei tuoi pensieri... @Tio Hector Salamanca: rasenti il surreale, potresti benissimo chiamarti Tio Hector Bunuel o Tio Hector Dalì! Non ho mai visto fanatici peggiori che nel Movimento 5 Stelle, sinceramente...

    Rispondi

  • Andrea

    23 Marzo @ 09.21

    Ci vuole la guerra in Italia. E' brutto da dire ma e' così. Solo dopo una guerra si potrà iniziate a ricostruire e tornerà il benessere

    Rispondi

  • porro

    23 Marzo @ 09.00

    Quando un leader viene eletto deve scegliere tra il lavorare (svolgere la funzione pubblica) e l'essere criticato (svolgere la funzione "in pubblico"). I ns politici scelgono sempre la seconda con la conseguenza che nessuno, per giudicare, attende i risultati che arriveranno dallo svolgere la funzione pubblica, ma si fanno comandare dai sondaggi spesso provenienti da chi non li ha votati. In tal modo "cadono" per non aver accontentato qualcuno dell'opposizione danneggiando chi lo aveva votato. Perchè non imparano a chiudere il viva voce ed impegnarsi seriamente per farci vivere risultati positivi? Ormai <non sappiamo più a che "politico" votarci>! La speranza è sempre l'ultima a morire...con chi la creata.

    Rispondi

  • marco850

    23 Marzo @ 08.51

    ma esistono ancora destra e sinistra?

    Rispondi

  • porro

    23 Marzo @ 08.48

    è vero! Noi non siamo gli "Stati uniti d'Europa". Primo perchè NON siamo PER NIENTE uniti. Ogni Stato ha dovuto rinunciare a qualcosa, ma < unirsi >: MAI! Non siamo Europei per volontà popolare, ma perchè ci fu detto che sarebbe stato un errore NON essere naziano europea ...nei momenti di difficoltà. Se chiedevano ai cittadini il perchè dover diventare europei: non sapevano cosa rispondere, salvo esprimere la fiducia nei politici che avevano preso la decisione per noi. Oggi, finalmente, tutti si accorgono che abbiamo costruito gli "Stati uniti dell'Europa tedesca" permettendole d'essere, oggi, vincitrice ...senza guerra. Con la forza di volontà di chi vuol riuscire, spirito di sacrificio, unità di coscienza nazionale, serietà, accettazione delle regole, ecc. e tanta intelligenza = il popolo sovrano condotto da politici seri ed impegnati...anche con i loro errori e deficienze che costituiscono l'essenza della vita. Siamo stati invasi dalla loro politica ed hanno vinto. I loro, eventuali problemi, sono i ns problemi. I ns certi problemi, non sono un loro problema: ce la dobbiamo "smazzare" da soli. Dal latino "Soli, soli, soli" (Al solo sole della terra)

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