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Caro Beppe ti scrivo....

L'appello di Bosi: "A Roma si ascolti il popolo M5s"

Il capogruppo parmigiano e la tre giorni del Movimento: "Facciamo che non sia un'occasione persa"

Marco Bosi

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Porta la sua esperienza Marco Bosi: "Ho imparato che governare in questo periodo storico è elettoralmente un gioco a perdere, ma che se non hai bisogno di una rielezione verrai ripagato dalla soddisfazione di aver contribuito a migliorare le cose. Ho imparato che i privilegi si possono eliminare in 15 giorni se sei in maggioranza, ma a quel punto tutti gli altri problemi restano e non puoi passare i restanti 5 anni a raccontare le stesse 4 cose. Ho imparato che le soluzioni facili non esistono e il mondo non si cambia in un mandato".

Lo spunto è la tre giorni di Roma, in cui il popolo 5 Stelle di tutta Italia si ritroverà in piazza (o al Circo Massimo stile Rolling Stones, come chiede Grillo?). E a più voci si chiede che quella sia una occasione di ritorno alle buone abitudini del passato, quelle del confronto con la base, e non solo una passerella di facile autocelebrazione. Una delle voci è quella di Vittorio Bertola, citato proprio dal capogruppo parmigiano sul suo blog: "Ho letto con piacere le parole di Vittorio Bertola sulla sua eventuale partecipazione all’evento di Roma del prossimo 10, 11 e 12 ottobre - scrive Bosi citandole -:“Ci ho riflettuto e sono molto contento che si torni tutti insieme in una piazza per tre giorni, però a una condizione. Io non voglio venire fino a Roma per ascoltare per l’ennesima volta l’esperto dal palco che parla (ottimamente) di acqua pubblica o per battere le mani ai nostri parlamentari che raccontano dei loro diari della motocicletta e di quanto sono cattivi i partiti. Io vengo se valgo. Vengo se stavolta si può discutere tutti insieme di dove va il Movimento e di dove va l’Italia. Vengo se serve a piantarla di parlare di Gaza e di Rai (con tutto il rispetto per il grandissimo lavoro di Alberto) e di altre cose con cui non si mangia, e se serve a lanciare una grande iniziativa popolare per obbligare chi ci governa a dare soluzioni ai problemi veri della gente, dal reddito di cittadinanza alla mancanza di case.

Vengo se stavolta Beppe e Gianroberto e Luigi e Alessandro e Paola e Vito e tutti i personaggi del blog, invece di arringarci dal palco, si siedono lì ad ascoltare la gente del Movimento, e ognuno di noi può tirare fuori due anni di frustrazioni e di errori a cui ha assistito impotente, e possiamo discutere inseme come correggere la rotta di questa nave, che ne ha abbastanza bisogno, e ripartire insieme.
Se invece vi serve soltanto qualcuno che faccia numero in platea per superare i Rolling Stones nelle foto dall’alto, scusate, ne troverete molti, ma non troverete me.
Per cui aspetto indicazioni sul programma dell’evento, anzi, aspetto indicazioni su dove ogni cittadino movimentista può fare e discutere proposte per il programma dell’evento, che possiamo poi scegliere tutti insieme dal basso.”

E da lì Bosi fa un appello, partendo da sè, dalla sua esperienza di chi si è non ha "ricette pronte. Ho però un’esperienza di due anni di mandato da capogruppo di maggioranza. Sono stati due anni di difficoltà, nelle quali nessuno mi ha spiegato come si gestisse un gruppo di maggioranza, due anni nei quali ho compiuto certamente diversi errori, ma due anni che mi hanno insegnato tantissimo".

"Considero Bertola uno dei consiglieri più lucidi nelle sue analisi - scrive Bosi -e non posso che sottoscrivere ogni parola. Penso che questo evento sia una grande occasione che non possiamo lasciarci sfuggire. In questi giorni è arrivata un’intervista di una attivista che si definisce ormai ex: Ileana Bego. Con Ileana invece non ero d’accordo su tutto, ma anche lei ha portato un importante contributo su una questione che vorrei che fosse finalmente dibattuta senza paura: chi siamo e dove vogliamo andare. Dopo anni di attivismo fuori dalle istituzioni, spina nel fianco all’interno dei consigli comunali, la presa di alcune città (Parma e Livorno su tutte) e la massiccia rappresentanza in Parlamento e in tante regioni è ora di chiedersi quale futuro vogliamo costruire.

E arrivano le domande, pronte a far discutere la base: "Siamo ancora quelli della telecamera all’interno delle istituzioni per fare da sentinella ai partiti (ruolo più che nobile) o ambiamo a diventare una forza di governo? Siamo quelli che non parlano con nessuno per paura di essere “contaminati” o siamo talmente sicuri della nostra forza morale da poterci sedere al tavolo con chiunque convinti che saremo noi a contaminare loro? Pensiamo che il compromesso sia sempre sbagliato o che invece quando rappresenti il 20% degli elettori è inevitabile ricordarti che esiste un altro 80%? Ma soprattutto, pensiamo che sia quell’80% a non aver capito nulla, oppure che, nonostante l’enorme distanza che separa noi dai partiti (almeno per quanto riguarda le responsabilità) abbiamo ancora ampi margini di miglioramento?"

 

"Non ho la presunzione di credere che la mia visione del Movimento sia quella più giusta, né quella condivisa dalla maggior parte delle persone - conclude -. Credo ancora che siamo davvero l’unica via d’uscita per questo Paese e vorrei vederlo maturare e crescere. Vorrei però avere degli spazi dove potermi confrontare, dove poter mettere a disposizione questi 2 anni. Per questo credo che Roma sia una grande occasione. Ho una grande speranza che quello sia il luogo da dove ripartire. Chi fa politica, nei momenti di difficoltà, parla spesso di ripartire dal territorio. E allora chi meglio dell’esercito dei consiglieri comunali? Proprio quei consiglieri che negli anni hanno costruito il nostro successo facendo conoscere il nostro sogno quando ancora non si andava in televisione. Consiglieri di cui ci si è scordati troppo in fretta. Senza dimenticare le regioni, luogo spesso ai margini delle cronache, se non quando scoppia qualche scandalo. Anche quello sarà un terreno importante da coltivare. Se Roma sarà questo spazio sarò felicissimo di farne parte, con la sensazione che ci ha guidato per anni, di costruire qualcosa di magico tutti insieme. Se invece sarà uno stadio nel quale tifare per la propria squadra e spellarsi le mani ad applaudirsi a vicenda rimarrà solo un’occasione persa".

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  • Filippo

    03 Settembre @ 13.07

    concordo al 100% con silenzioso, ma non finisco mai stupirmi: pensavo Bosi fosse un irreparabile giacobino, invece spunta pattysmith, più realista del re...

    Rispondi

  • pattysmith

    03 Settembre @ 08.51

    Bosi ma lo sai quello che dici? Dovresti cospargerti il capo di cenere e ascoltare gli indirizzi di Grillo perchè lui ha in mente solo il bene dell'Italia, non e' lui che governa, ma TU. TU CHE NON ASCOLTI MAI QUELLO CHE DICE IL POPOLO NE' LA BASE. Non cercare di fare il pentastellato, non lo sei, nè tu nè gli altri che siedono nelle poltrone di comando e ti trinceri dietro le dichiarazioni di un altro perchè non avete il coraggio di DIRLO. I fatti però parlano e dicono proprio il contrario di quanto affermi. La vostra ambiguità (che fra poco terminerà, visto quello che avete intenzione di fare) vi condannerà definitivamete. Date le dimissioni dai 5 stelle e non permettetevi di criticare chi sta VERAMENTE spendendo la propria vita per aprire gli occhi ai cittadini imbrogliati da politici corrotti.

    Rispondi

  • Goldwords

    03 Settembre @ 01.14

    Tutto quasi giusto, esiste un altro punto importante, un buon amministratore non può essere uno che fino a ieri faceva il salumiere o il bancario! Come in tutto serve esperienza e dedizione, quest'ultima non manca, ma l'esperienza non esiste in quel movimento e l'errore più grave che hanno fatto è proprio quello, ciò di credersi sopra le parti. Studiassero le città utopistiche francesi cos'erano e vedranno quanto potrebbero identificarsi in quelle strutture. Una città si amministra coi cittadini e seguendo le esigenze dei cittadini, qui hanno solo fatto voce grossa, senza averne le capacità per fare i tenori. Peccato, prima per noi che ci eravamo illusi, poi per loro che andranno a scomparire con i loro capi padroni, diventeranno quello che erano, ossia una meteora, meno ancora della Lega. Peccato due volte perché il Genovese ha bruciato una delle parti più sane della società, ossia dei bravi ragazzi buttati al macello della politica, senza averne le armi, insomma dei ragazzi del '99.

    Rispondi

  • SILENZIOSO

    02 Settembre @ 14.25

    Questa è finalmente una bella notizia ed è una novità. Perchè Bosi, nonostante sia (ancora per un po ?) pentastellato, usa parole di buon senso. Parole che non abbiamo invece mai sentito da Pizzarotti, @Harris o dagli altri 35 esponenti locali che hanno espulso Nuzzo. Quando uno dice : "Pensiamo che il compromesso sia sempre sbagliato o che invece quando rappresenti il 20% degli elettori è inevitabile ricordarti che esiste un altro 80%? Ma soprattutto, pensiamo che sia quell’80% a non aver capito nulla..." vuol dire che è ancora tra di noi. Semmai se ne era andato, bentornato. Ora sono più sereno, perché tolto il fanatismo, il talebanesimo, l'idolatria grillesca, quando l'infantilismo fa spazio alla maturità, spessissimo i grillini hanno ragioni da vendere che non faticherei a sostenere.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    02 Settembre @ 12.11

    BOSI , IL "POPOLO M5S" sarebbero la settantina di iscritti vostri , la ventina di Guardamagna , o la somma dei due , che , se arriva ad un centinaio , è grasso che cola ?

    Rispondi

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