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Ora è alluvione di lettere. Dall'Olio e Ghiretti contro-replicano a Pizzarotti

Alluvione a Parma
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Infuria la polemica sulle allerte prima dell'alluvione e sulla gestione dell'emergenza. Il sindaco Federico Pizzarotti accusa l'opposizione di essere come Ponzio Pilato, alla ricerca di un capro espiatorio. Il capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Nicola Dall'Olio, e il capogruppo di Parma Unita Roberto Ghiretti rispondono. Dall'Olio dice: "Pizzarotti non si arrampichi sugli specchi e ammetta sue responsabilità". Ghiretti respinge al mittente la metafora evangelica: "Ma che Ponzio Pilato... Ci spieghi piuttosto che cosa ha fatto". 

DALL'OLIO (PD): "PIZZAROTTI HA CAMBIATO VERSIONE PIU' VOLTE. NON SI ARRAMPICHI SUGLI SPECCHI". (comunicato stampa)
Sulla questione della mancata allerta alluvione, Pizzarotti ha già cambiato versione svariate volte, smentendo e contraddicendo sé stesso perfino nella stessa giornata: l’allerta non è arrivata, l’allerta è arrivata ma in ritardo, l’allerta c’era ma non serve a niente perché ce ne sono troppe, è un problema di catena di comando, è un problema di comunicazione, non si possono usare i fax, etc. Giravolte, contraddizioni, reticenze, difese tipiche di chi si arrampica sugli specchi perché è stato colto in castagna e non vuole ammetterlo.
E’ infatti evidente a tutti che Pizzarotti ha scoperto dell’esistenza della protezione civile, e delle responsabilità e competenze che gli spettano in quanto sindaco, il giorno dopo l’alluvione. Ora per nascondere le proprie negligenze alza un gran polverone attaccando come al solito l’opposizione e spingendosi perfino a mettere in discussione il sistema di allerta della protezione civile, lui che fino a ieri manco sapeva cosa fosse e come funzionasse.
E così vende la storiella che di allerte ne arrivano troppe per potervi fare affidamento cercando di fare credere, a chi ancora lo ascolta, che le allerte della protezione civile sono tutte uguali e valgono sempre per tutti i territori. La realtà è ben diversa e Pizzarotti, o continua a ignorarla, o è in malafede.
La prima allerta dell’Agenzia regionale della Protezione Civile (la n. 144 resa nota dal Corriere) viene diramata sabato 11 e riguarda l’attivazione della “fase di attenzione” in previsione di temporali intensi sui principali bacini idrografici dell’appennino emiliano dalla serata di domenica a tutto il giorno di lunedì 13. Questo tipo di allerte sono rivolte alle strutture tecniche ed operative che devono attivarsi, secondo precisi protocolli, per essere pronte ad affrontare eventuali emergenze in occasione dell’evento previsto.
Lo stesso sabato, la Prefettura di Parma gira l’allerta, via posta elettronica certificata (PEC), ai Comuni della provincia chiedendo che sia prestata particolare attenzione. Il Comune di Parma protocolla in entrata la PEC della Prefettura solo lunedì 13 quando l’evento di cui si dava avviso era già in corso.
Sempre lunedì alle ore 12.00 la Protezione Civile dirama una nuova allerta (la n.146) che aggiorna quella di sabato, segnalando, oltre all’evento temporali, la criticità idraulica e idrogeologica. Alle ore 14.00, in seguito ai dati idrometeo raccolti ed elaborati dal centro funzionale di ARPA, la Protezione Civile dirama un nuovo avviso, il n.147, molto più circostanziato e urgente. Questa volta si tratta di un “pre-allarme” per “evento di piena” sui bacini del Torrente Parma e Baganza che viene indirizzato espressamente ai sindaci dei Comuni interessati affinché attivino le azioni previste dai piani di emergenza e “ogni possibile azione per il monitoraggio della situazione in atto e per preparare eventuali interventi urgenti”.
Pizzarotti solo a giorni di distanza, rispondendo a un nostro comunicato, dichiarerà che il Comune riceve il pre-allarme alle 14.57. Sta di fatto che tra le 14.57 e le 16.30, quando arriva il vero e proprio allarme e il Baganza sta ormai esondando, non viene attivato il piano comunale di emergenza, per il semplice motivo che non c’è, e non vengono prese misure precauzionali e di allerta della popolazione nell’area a rischio di esondazione (già nota e cartografata), come invece si fece nel 2000. Misure che potevano e dovevano essere prese già prima del pre-allarme sulla base delle notizie che arrivavano da Calestano e Marzolara a partire dalle 13.00.
Per puro caso e per fortuna tra le 15.00 e le 15.30 alcuni volontari della protezione civile e dipendenti del servizio idroclima di ARPA provenienti proprio dalla Val Baganza, vedendo la situazione già molto critica, si assumono la responsabilità, senza che il Comune si sia ancora attivato in tal senso, di chiudere il Ponte Nuovo e di deviare il traffico di Via Po e Via Baganza. E’ solo grazie all’intervento coraggioso e pronto di queste persone che si sono evitati danni e rischi ben più gravi per le persone. Il Sindaco rimane nel frattempo in altre faccende e affaccendato e si sveglia solo alle 18.45 con un tweet in cui invita “a non andare in Via Po e in Via Baganza perché il fiume ha straripato e i ponti sono in chiusura”. Meno male che ci aveva già pensato qualcun altro al posto suo.

Nicola Dall'Olio

 

GHIRETTI INVIA UNA LETTERA APERTA E CHIEDE AL SINDACO: "CHE COSA HA FATTO?".   


Egregio Sindaco,

mi spiace ma per quanto mi riguarda restituisco al mittente la sua accusa di condurre una politica pilatesca. Noi che rubiamo ore al sonno e alla famiglia per l'impegno civile non siamo alla ricerca di un capro espiatorio, piuttosto di spiegazioni esaurienti e credibili. In questi giorni lei ha dichiarato tutto e il contrario di tutto: prima ha lamentato che di fax del genere ne arrivano continuamente, poi che il fax non era arrivato, infine che era arrivato via Pec ma non a lei personalmente.
Poi ci ha spiegato che la Protezione Civile si è attivata regolarmente, che gli allarmi veri e propri sono arrivati troppo tardi e via discorrendo.
In tutta questa girandola di dichiarazioni mancano le risposte fondamentali alle domande che ho posto: Lei sabato è stato avvisato dell'allerta? Se sì, cosa ha fatto? Lunedì, a che ora ha compreso compiutamente quello che stava accadendo?
Nell'attesa, temo vana, di risposte sensate a queste semplici domande le sottopongo alcune considerazioni a partire da sue dichiarazioni.
In primo luogo contesto il fatto che l'allerta di sabato sia generica e quindi inutile. Si tratta di un'allerta generica che è preziosa per guadagnare tempo rispetto ad un possibile allarme. Per questo suggerisce alcune misure che il SINDACO deve mettere in atto in via cautelare: effettuare una ricognizione delle strutture tecniche, allertare gli uffici competenti e la Polizia Municipale e di comunicare ai cittadini residenti in aree a rischio esondazione di mettere in atto misure di autoprotezione. Infine consiglia di mantenersi costantemente aggiornati sull'evolversi della situazione. Quali di queste cose è stata fatta? Quando? Da chi?
Faccio notare che il Sindaco di Langhirano a seguito di quella medesima allerta ha deciso di chiudere due scuole il lunedì successivo. Ecco, a questo servono le allerte e cosi, mi sembra, avrebbe dovuto reagire il nostro Sindaco.
Quanto alla tempistica con cui lei il 13 ha preso atto che la piena era arrivata mi permetto solo di far notare alcune cose curiose. Come lei stesso scrive il pre-allarme e l’allarme sono giunti alla Protezione Civile esattamente alle 14.57 e alle 16.57. Lei intorno alle 16 trova il tempo di postare su Facebook un promo su Porte Aperte in Comune, alle 18.39 scrive su Facebook che “Alle ore 18, la situazione sta migliorando … Preoccupa soprattutto il Baganza, mentre è sotto controllo la situazione del torrente Parma”. Infine è solo alle 18.45 che invia il tweet di allarme vero e proprio, per altro in un momento in cui internet è ormai fuori uso in gran parte della città.
Che in questa vicenda dell'alluvione ci sia stato qualche cosa che non ha funzionato a me pare ormai un fatto assodato. Per senso di responsabilità ritengo che accertare di cosa si tratta è quanto meno un atto dovuto. Venga in consiglio ci spieghi i passaggi, chiarisca i dubbi e lasci perdere Ponzio Pilato, che nella storia ha avuto un ben diverso ruolo e responsabilità. Farmi accusare di essere pilatesco da un amministratore che adotta le politiche educative di Erode e lo sviluppo urbanistico di Nerone mi riproietta in vecchi film di Mervyn LeRoy. O in vecchi film della politica.

Roberto Ghiretti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Parmigiano

    30 Ottobre @ 07.41

    In effetti qualche colpa c'è. Nel non saper scegliere i responsabili giusti, anzi, nello scegliere quelli sbagliati. Nel voler cambiare a tutti i costi quello che c'era prima perché, anche se funzionava benissimo, lo hanno fatto gli altri; nel lasciare che la città degradi invasa da gente che fa il bello e il cattivo tempo senza che nessuna autorità si faccia in alcun modo far valere per difendere la libertà dei cittadini; nel, con la scusa che non ci sono soldi, fare nulla, proporre nulla, immaginare nulla di nuovo e che ci aiuti a non far chiudere negozi in intere strade, degradare, impoverire il senso di Parma per il bello, per preservare quella parmigianità fatta di anziani con i pantaloni di gabardi e la gazzetta nel portapacchi. Ora ci sono auto bulgare, romene, moldave coi vetri oscurati che hanno deciso che questa è diventata la loro città. E le autorità dove sono? I vigili dove sono? E la lega nord, che dovrebbe essere baluardo cosa fa? Organizza merende?

    Rispondi

  • SILENZIOSO

    29 Ottobre @ 19.39

    Un sindaco che comunica via twitter che le scuole sono chiuse. Un tweet quando tutto il mondo TIM/TELECOM era isolato. Non bastano le tecnologie : ci vuole anche un po' di testa...

    Rispondi

    • Rorschach

      30 Ottobre @ 23.53

      Si, assurdo che non si sia messo alla finestra a gridare... Ma ragas, rileggete prima di postare, evitatevi certe figure.

      Rispondi

  • xel

    29 Ottobre @ 18.57

    Si dimenticano di dire che il livello di attenzione di quel fax è livello di attenzione medio/basso che prevedeva di tutto di più per l'intera emilia romagna, non si evacua nemmeno nelle zone allerta 2 come Genova a meno che non arrivi allarme vero e proprio ma Dall'Olio e Ghiretti lo sanno benissimo. L'allarme mi pare sia arrivato invece abbondantemente tardi. Io ho visto una città ordinata prima, durante e dopo l'esondazione, vigili forze dell'ordine e protezione civile lavorare 24h/24h e una partecipazione dei cittadini incredibile che ha permesso a questa città di tornare alla quasi normalità a tempo di record il resto è spot da regionali imminenti. Se il Sindaco è a capo delle operazioni non mi pare sia andato male.

    Rispondi

  • Maurizio

    29 Ottobre @ 18.14

    L'opposizione vuole un consiglio monotematico ma però senza gli altri enti preposti, come mai? Non è che gli altri enti preposti all'emergenza possono dare spiegazioni che confermano la tesi di pizzarotti? Perchè non si fanno vedere i documenti con la data di ricezione ed invio?

    Rispondi

  • federicot

    29 Ottobre @ 17.30

    federicot

    Secondo un affidabile e recente sondaggio il PD a Parma dopo le polemiche sull'alluvione è al 4,8%. VAI AVANTI DALL'OLIO!!!!!!! CONTINUA COSI'!!!!! NON MOLLARE CHE RIESCI A FAR SPARIRE IL PD DI PARMA PER SEMPRE.

    Rispondi

    • salamandra

      29 Ottobre @ 20.08

      Ma figurati, il popolo bue continuerà a votarli qualunque cosa facciano!

      Rispondi

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