pizzarotti

Il sindaco: "Sul Regio solo falsità". E anche Chariot smorza i toni

E preannuncia querele. Le reazioni di Pagliari e Ghiretti

Teatro Regio: interni con scenografie

Teatro Regio: interni con scenografie

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(ANSA) - PARMA, 29 NOV - Riesplodono dopo settimane le polemiche sul Teatro Regio di Parma, che è alle prese con la scelta del nuovo direttore generale. L’attuale amministratore, Carlo Fontana, è dimissionario.
Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, presidente del cda del teatro, taglia corto: sono «solo falsità» le accuse di ingerenze e anche i presunti contrasti con Cristiano Chiarot, il sovrintendente della Fenice che siede nella commissione di esperti chiamata a indicare una rosa di nomi. Stavolta gli dà man forte da Venezia lo stesso Chiarot, precisando tra l’altro, dopo essere stato tirato in ballo più volte, che lui non è il presidente, ma solo un componente di quella commissione.
Nei giorni scorsi la commissione avrebbe proposto al Cda un candidato di Parma (forse Angela Spocci, a lungo direttore nei decenni scorsi, o Alessandro Borchini, segretario di Fontana), forse un disturbo per i favoriti della prima ora (Emanuele Masi, direttore del Bolzano Danza Festival, o Carmelo Di Gennaro, che guida l’Istituto italiano di cultura in Spagna). E presunte ingerenze erano state imputate alla Giunta Pizzarotti da esponenti di Forza Italia, Pd e oggi anche Parma Unita, tutti all’opposizione della maggioranza comunale a 5 Stelle.
«Chiarot non è affatto 'infuriatò con me - precisa Pizzarotti - e me lo ha confermato in una telefonata». Inoltre, "non c'è stato alcun tipo di ingerenza. Anzi la Commissione ha voluto verbalizzare il ringraziamento all’amministrazione" proprio per questo. Giovedì si riunirà di nuovo il Cda che ora valuta se «intraprendere le necessarie azioni di tutela dal punto di vista legale». «Per inciso - conclude - avremmo potuto assumere per chiamata diretta senza rendere conto a nessun organo politico».
Chiarot scrive in una nota che la commissione «ha lavorato in assoluta trasparenza ed autonomia. Osservo che il comportamento del Sindaco di Parma è stato sempre cordiale e collaborativo. Il sottoscritto, come del resto gli altri componenti della commissione, non ha mai ricevuto alcuna pressione».

PAGLIARI: "SCENARIO DALLE TINTE SCANDALOSE"

Ecco la lettera aperta del senatore Pd Giorgio Pagliari sulla vicenda Regio.

Carissime concittadine e carissimi concittadini,

Le recentissime notizie sull'affaire Teatro Regio prefigurano, oggettivamente, uno scenario dalle tinte scandalose e incredibili. Il Sindaco smentisce e dichiara che sono tutte falsità. Sarà, ma la Città ha altre informazioni, che non fanno propendere per la asserita totale“falsità” del resoconto giornalistico. Il tutto, infatti, non si è svolto a porte chiuse o a quattrocchi e non ha coinvolto due sole persone: le persone presenti erano più di una e, se non c'erano più schermi nei locali, si deve ritenere che abbiano visto tutti lo stesso film, fosse anche dandone una rappresentazione diversa. Il film, però, è stato proiettato: su questo non ci piove. Su queste premesse, paradossalmente (ma non troppo!) il punto fondamentale è che, scontri o non scontri, le presenze ingiustificabili lungo tutto il travagliato iter (chi ha redatto i documenti di gara?) La pretesa di ingerire, le ingerenze oggettive, e la preoccupazione del risultato dell'istruttoria tecnica della selezione sono elementi, almeno politicamente, tutti confermati. E allora il sindaco deve, più che mai a questo punto, alla città delle decisioni che lascino alle spalle il contesto mortificante e inaccettabile di cui la sua amministrazione si è resa responsabile e che si caratterizzino per la scelta di un vero direttore generale e non per la scelta del “grand commis” di logiche, interessi ed aspirazioni extraterritoriali, e comunque non aventi come finalità principale ed esclusiva il Teatro Regio e il Festival Verdi. Chi vuole il rilancio della città sa che questo passa per un disegno complessivo che va, in estrema sintesi, dal welfare al sistema socioeconomico, ma sa anche che Parma è una realtà complessa e multiforme che o viene rilanciata tutta o non viene rilanciata. E di questa immagine il Teatro Regio e il Festival Verdi, che sono l'icona della Parma culturale, lirica e turistica sono parte integrante ed essenziale e come tali devono essere utilizzate nell'esclusivo interesse di Parma. Spero non debbano esserci altre puntate, perché Parma non merita niente di tutto ciò che ha dovuto subire e che rischia di subire in questa partita.

 

GHIRETTI: "RICHIESTE DI ACCESSO AGLI ATTI SEMPRE INEVASE"

Sul caso Regio è intervenuto anche Roberto Ghiretti, di Parma unita.

"C'è francamente da augurarsi che le notizie pubblicate nella serata di ieri dalla stampa locale, che riprende una fonte giornalistica del quotidiano La Nuova Venezia, siano del tutto infondate.
Lo scenario secondo il quale il Sindaco di Parma avrebbe personalmente cercato di manipolare le scelte della commissione tecnica chiamata a valutare i curricula del prossimo direttore generale del Teatro Regio è di quelli che farebbero rabbrividire anche il più sfegatato fan di questa amministrazione. È però da troppo tempo che si susseguono voci e denunce sull'operato di quella selezione ed è da troppi mesi che le richieste di accesso agli atti, compresa quella presentata dal sottoscritto, rimangono inevase perché non ci siano motivi di sospetto.
Che sul Teatro Regio il sindaco Pizzarotti e l'assessore Ferraris stiano conducendo da tempo una partita tutt'altro che trasparente appare abbastanza evidente. A cominciare dalle sibilline dimissioni dell'amministratore esecutivo Carlo Fontana, il quale parlò apertamente di divergenze con il Comune, salvo poi attaccare pubblicamente l'opposizione in Consiglio accusandola di fare troppa politica sul Regio. Tra i compiti dell'opposizione c'è invece proprio quello di vigilare sull'operato della maggioranza, cosa che a giudicare da quanto raccontato dal sovrintendente del teatro La Fenice di Venezia Cristiano Chiarot, presidente della commissione di esperti, risulta quanto mai utile e doverosa. A questo punto servirà qualcosa di più di una smentita di circostanza da parte del Sindaco. Servirà un atto di umiltà da parte dell'amministrazione che renda totalmente trasparente quanto sta accadendo all'interno del Teatro Regio, un atto che faccia chiarezza e che restituisca un clima di serenità a quello che è uno dei beni più preziosi della nostra comunità. È vero che l'assessore Ferraris ha partecipato alle sedute della commissione aprendo personalmente le buste contenenti i curricula? È vero che il Sindaco avrebbe minacciato di tagliare di un milione di euro i fondi al Regio se non fosse stata selezionata una persona a lui gradita? Queste sono solo le prime due domande di una lunga serie a cui non solo io ma l'intera opposizione in consiglio comunale attende risposte chiare, argomentate e circostanziate, non a mezzo stampa ma magari nel corso di un consiglio comunale espressamente dedicato al tema da tenersi con una certa urgenza, visto e considerato che gennaio 2015 si avvicina a gran velocità e il Teatro Regio rischia di rimanere privo di quella dirigenza necessaria a programmare le attività per il prossimo anno.

 

L'INTERVENTO DI PIZZAROTTI

“Sul Regio solo falsità”: è il titolo che lo stesso sindaco dà al suo comunicato stampa sulle polemiche legate alle vicende del Teatro cittadino. Ecco il testo:

Le notizie apparse in queste ore su diversi organi di stampa non hanno alcun fondamento. Anzi, sono semplicemente false.
Il Presidente della commissione incaricata di selezionare una rosa di nomi per il direttore del Teatro Regio Cristiano Chiarot non è affatto “infuriato” con me, e me lo ha confermato in una telefonata intercorsa fra noi ieri sera stessa.
A questo punto mi corre l’obbligo di fare chiarezza.
Sulla Commissione giudicatrice chiamata a valutare i curriculum e a presentare una rosa di nomi al Consiglio di Amministrazione del Teatro Regio non c’è stato alcun tipo di ingerenza. Anzi la Commissione stessa, presieduta appunto da Chiarot, ha voluto verbalizzare il ringraziamento all’amministrazione per aver garantito l’assoluta serenità nello svolgimento dell’incarico, senza ingerenze né pressioni di nessun genere..
Personalmente, dopo aver letto i resoconti giornalistici di ieri, ho interpellato il presidente Chiarot, che ha smentito nel modo più categorico di aver rilasciato ad alcun organo di stampa le dichiarazioni che gli vengono attribuite.
Per quanto mi riguarda, ho appreso i sette nomi (non tre! E neppure sei, come è stato scritto)selezionati dalla Commissione in sede di Consiglio di Amministrazione. Da parte mia non c’è dunque stata alcuna richiesta di estensione della rosa.
Assolutamente falsa è anche la presunta minaccia di ritorsione economica (contro chi, poi? contro me stesso come presidente) citata negli articoli come legata alla vicenda della selezione oggetto delle polemiche. La verità è che ho detto al Consiglio di Amministrazione che il Comune di Parma ha subito pesanti tagli ad opera dello Stato, quantificabili in 20 milioni di euro, cosa che ci costringerà ad intervenire per ridurre le spese sui servizi e che non potrà non avere ripercussioni anche sui contributi che il Comune eroga al Teatro Regio.
Qualcuno poi ha parlato di contestazioni in merito al “curriculum del prescelto”: è doveroso constatare che non esiste alcun “curriculum” del prescelto, in quanto la Commissione deve semplicemente consegnare al Consiglio di Amministrazione una rosa di nomi (cosa che ha fatto) senza stilare alcuna graduatoria e il Consiglio è titolare unico della decisione finale.
Giovedì prossimo si riunirà di nuovo il Consiglio di Amministrazione del Teatro che, in presenza di tante e tali falsità, non si sa da chi alimentate, si sta già attrezzando per intraprendere le necessarie azioni di tutela dal punto di vista legale nei confronti di chi ha pubblicato gli articoli in questione.
In quella sede sarà lo stesso Cristiano Chiarot a fugare dubbi e fantastiche interpretazioni sulle vicende relative alla nomina del Direttore Generale, che, per inciso, avremmo potuto assumere per chiamata diretta senza rendere conto a nessun organo politico.

Federico Pizzarotti
Sindaco di Parma

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  • Filippo Bertozzi

    30 Novembre @ 22.06

    Questa storia è scandalosamente vergognosa. O Chiarot ha smentito quanto riportato dalla stampa per un qualche suo personale tornaconto, però dovrebbe essere facilmente riscontrabile dai verbali "secretati" da Pizzarotti (che non li concede ai consiglieri che ne hanno fatto richiesta, Buzzi e Nuzzo) ed in questo caso lui farebbe una figura penosa, ma Pizzarotti e la Ferraris dovrebbero dimettersi, oppure il giornalista per chissà quale motivo s'è inventato tutto, ed allora dovrebbe quantomeno essere radiato dal suo ordine. Speriamo che i promessi esposti e querele arrivino davvero, così sarà la magistratura ad occuparsene e a fare chiarezza.

    Rispondi

  • brancaleone

    29 Novembre @ 20.43

    tanto ci fanno sempre credere quello che vogliono loro. Vi ricordate quando dissero che l'età massima per il nuovo dg era di 45 anni. Hanno già cambiato idea (per fortuna), ma ci sarebbe ancora tanto da dire......... Sono tutti dei VOLTA GABBANA.

    Rispondi

  • Greg

    29 Novembre @ 19.20

    Tutto stava nelle premesse: a cosa serve una commissione se c'è la possibilità della chiamata diretta? Serve, come tutte le commissioni a riciclare sempre gli stessi nomi che a loro volta sono membri di altre commissioni. Serve a dare una apparenza di collegialità e trasparenza ad una operazione che, come quella di Fontana, era già decisa a tavolino. Insomma, trattano i cittadini come se fossero scemi. Chi si indigna a tempo, chi davanti a un sindaco da operetta è pronto a ritrattare e chi se ne sta in silenzio come il sindacato sperando di raccogliere qualche briciola sotto le macerie di un teatro che ha smesso di essere tale quando faceva la ola per il licenziamento dell'orchestra che lo teneva in vita esportandone le produzioni. Più screditati di così, signor Mezzatesta........

    Rispondi

  • giorgio mezzatesta

    29 Novembre @ 14.46

    non avevo dubbi. il solito puerile tentativo di scerditare una persona

    Rispondi

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