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La riforma elettorale passerà ma l'Italicum è una delusione

Giuliano Molossi

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Obama gli ha dato la sua benedizione («Sono colpito dall'energia del mio amico Matteo, sta portando l'Italia nella direzione giusta») e così il premier è tornato a casa, sempre più sicuro di sé, per nulla preoccupato dall'imminente voto sulla legge elettorale. E d'altra parte la minoranza del Pd così divisa, inconcludente e inconsistente, non è certamente in grado di creare grattacapi a Renzi. Lo stesso Bersani, l'altra sera da Santoro, lo ha ammesso: «Gli elettori non capiscono la nostra battaglia contro questa riforma elettorale che riteniamo orrenda, i problemi della gente sono ben altri». Partita chiusa, dunque? Noi pensiamo di sì, anche se è possibile che alla fine Renzi, per sedare gli animi e per evitare dolorose lacerazioni nel partito, scelga una linea più morbida, concedendo qualcosa ai rivoltosi. Niente di importante, giusto uno zuccherino, per tacitare la minoranza e darle la piccola soddisfazione di aver ottenuto qualcosa. Pare che una mediazione sia possibile sulla riforma costituzionale, concedendo ai cittadini la facoltà di scegliere i consiglieri regionali delegati al Senato. Qualcuno si spinge oltre, ipotizzando una retromarcia sul Senato in modo da farlo restare elettivo. C'è una settimana di tempo prima del voto alla Camera. Se dovesse vedersela brutta, il premier potrebbe anche chiedere la fiducia. Ma sarebbe un'ammissione di debolezza: è improbabile che si arrivi a tanto.
Detto che per Renzi la minoranza del Pd rappresenta il fastidio che dà una zanzara quando stai cercando di prendere sonno, detto anche che fra i rivoltosi molti pensano più alla propria poltrona che agli interessi del Paese, bisogna però riconoscere che alcune delle critiche mosse contro l'«Italicum» (brutta riforma, a cominciare dal nome) sono più che giustificate.
Non condividiamo i timori di chi paventa una deriva dittatoriale, anche se il premio di maggioranza previsto per chi vince può sembrare esagerato. Troppi governi, in un passato recente, sono caduti per i ricatti dei partitini, dei cosiddetti «cespugli»: d'ora in poi non sarà più possibile. La notte delle elezioni la gente saprà chi ha vinto. E saprà che per cinque anni un partito guiderà il Paese, forte di una maggioranza blindata di 340 seggi, e cioè il 55 per cento del totale, al riparo da agguati e imboscate. Questa è la parte buona della riforma. Ma tutto il resto è molto deludente. A cominciare dallo sbarramento del 3 per cento, per la distribuzione dei seggi in modo proporzionale, che è troppo basso: le opposizioni finiranno per essere irrilevanti. Ma questo è il meno. E' inaccettabile che continuino ad essere le segreterie dei partiti (e non i cittadini) a scegliere, per la stragrande maggioranza, i parlamentari. Per non parlare delle candidature multiple: i capilista potranno cioè essere inseriti nelle liste in più di un collegio, fino a un massimo di 10. Avremo dunque cento capilista, scelti direttamente dai partiti e non dagli elettori. Un'altra critica che condividiamo è quella sull'impossibilità di apparentamenti al secondo turno in caso di ballottaggio, come avviene nelle elezioni dei sindaci. No: tutto il potere a un solo uomo, a una sola lista. Matteo Renzi si è disegnato una riforma su misura. Ora però non dimentichi, come dice il nostro editorialista Luca Tentoni, che un sistema elettorale è come un coltello: può servire per tagliare il pane o per uccidere, dipende dall'uso che se ne fa.

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  • Vercingetorige

    19 Aprile @ 12.36

    I PADRI COSTITUENTI ERANO UN INSIEME QUANTO MAI ETEROGENEO. C' erano Comunisti , Cattolici , Repubblicani , Monarchici , MA TUTTI ERANO ACCOMUNATI dall' esperienza di anni di persecuzioni , carcere , esilio . QUESTO LI RIUNI' NELL' IDEALE COMUNE di dare all' Italia Istituzioni garanti della Libertà e della Democrazia. OGGI L' IDEALE COMUNE E' QUELLO DI DARE L' ASSALTO ALLA DILIGENZA DEL DENARO PUBBLICO , FACENDO MAN BASSA DI TANGENTI ! OGGI NON CI SONO LE CONDIZIONI PER ANDARE A METTERE LE MANI SULLA COSTITUZIONE ! I "dissidenti" del PD che si oppongono al Segretario democristiano Renzi , la smettano di continuare a spettegolare per niente come le Allegre Comari di Windsor , e gli votino contro in Aula !

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