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Lettere a Mario: leva militare e veri uomini

Lettere a Mario: leva militare e veri uomini
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La Fondazione Mario Tommasini ha dato vita a una nuova iniziativa, intitolata "Lettere a Mario" su temi d'attualità. Maristella Galli, vicepresidente della Fondazione, ne ha firmata una sulla proposta di Matteo Salvini di ripristinare il servizio militare. Ecco il testo:

Caro Mario,
da quando sei partito circolano idee veramente innovative. Una è recentissima, proprio delle ultime settimane. Ti ricordi le caserme? Il servizio di leva obbligatorio? Quei ragazzi che venivano dal Sud e venivano spediti a Tarvisio e quelli del Nord che venivano spediti a Macomer? E le fidanzate che piangevano e anche loro piangevano? Mangiare male, obbedire ai "nonni", a volte morirci di depressione?
E poi così utili a difendere la Patria, con quelle attrezzature così moderne. Poi da anziani ricordare i tempi del servizio militare e ritrovare i vecchi compagni bevendoci su.
Ma che bella idea reintrodurre il servizio di leva. Fa così vintage, soprattutto adesso che le guerre si fanno con i droni, i computer, i reparti specializzati. Così noi potremmo finalmente dormire sonni tranquilli. Un bel mucchio di diciottenni che invece di andare in giro ad ascoltare musica, a fare volontariato, a studiare, a farsi delle canne, sarebbero ben sistemati in caserme, un po' datate vivaddio, ma tutto serve ad irrobustire anima e corpo. Così smetterebbero di fare i bamboccioni e diventerebbero veri uomini. Le canne se le farebbero, ma al chiuso, così non darebbero il cattivo esempio. Durante la libera uscita andrebbero a ubriacarsi nei bar, ma ad una certa ora sarebbero dentro. Un po' li potremmo spedire a Lampedusa a ricacciare indietro quegli esseri neanche troppo umani, sporchi, piagnucolosi e con troppi figli. Un po' li potremmo collocare a difendere i confini perché non si sa mai che i francesi si sveglino male una mattina. Un po' potremmo metterli a tutelare la sicurezza nelle città e se poi dovessero andare con le "signorine" che prima avranno sicuramente fatto sparire dalle strade ... beh, tutto fa crescere. E noi abbiamo bisogno di veri uomini. Si potrebbe anche riflettere su altre possibilità, tipo reintrodurre le bacchettate sulle dita degli scolari e poi, ma sì, aggiungiamo il ritorno alla sigaretta libera nei locali pubblici e ai vespasiani lungo le strade. Fa tanto maschio quell'odore di urina e nicotina.
Maristella Galli, vicepresidente Fondazione Mario Tommasini

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  • Mauro B

    18 Agosto @ 12.28

    Scusi Sig.ra Maristella, ma lei cosa ne sa del servizio di leva ? io lo rifarei altre due volte. cosa ne sa dell'onore e dell'orgoglio di appartenere ad una arma, una divisione piuttosto che ad un reggimento. a.... dimenticavo le forza armate sono da sempre indice di disciplina, rispetto delle regole, gerarchia, insomma roba da " destra " Meglio tenersi i giovani come sono, complimenti.

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    • Andrea

      18 Agosto @ 14.35

      Ci vorrebbero 2 anni di naia per i nostri giovani! Imparerebbero a rispettare il prossimo e le cose della comunità .... e chi vuol fare il furbo lo metterebbero in riga .... ci sono troppi giovani che non sono nessuno ....senza valori, senza obiettivi ...solo birra, farsi mantenere e ...quando va proprio male ....delinquenti .... per fortuna ci sono anche i bravi ma sono insidiati da questi brutti esempi di compagni di merende....

      Rispondi

  • Paolo

    18 Agosto @ 11.28

    paolo.regg@email.it

    Ripristinare il servizio di leva non è una buona idea in quanto non è giusto obbligare quei giovani che non credono a quel tipo di vita. Sarebbe come se mi obbligassero a seguire il calcio io che lo aborro. Per non tacere che così come era organizzata la leva serviva a poco e durava anche troppo poco per quel che doveva insegnare. La cosa non è però così semplice come appare. La nostra concezione delle Forze Armate è ancora collegata alla guerra mentre ora è di difesa. La guerra e la difesa la si fa con gli stessi mezzi e con lo stesso addestramento. L'Esercito non difende più i confini come un tempo ma la popolazione da possibili aggressioni, che non verranno certo dalla Francia (si poteva evitare questa trita esemplificazione da Forte Tavernelle) ma da quella parte del modo molto inquieta che ci è tanto vicina. Qualcuno crede forse che il mondo sia pacificato? Lo si vada a dire all'ISIS, magari sventolando la colorata bandiera della pace e vedere i risultati. Per fare la pace bisogna essere almeno in due e con idee concordanti. Ma non è solo una questione di pace o guerra, chi sta operando per soccorrere quei poveracci sui barconi? Guarda caso una Forza Armata in quanto con mezzi, sistemi ed organizzazione adeguati. Ed anche se lo facesse una qualche entità non militare dovrebbe avere lo stesso tipo di mezzi ed organizzazione. Churchill, parlando della Marina, disse che per fare una nave possono bastare sei mesi, per fare un equipaggio occorrono seicento anni. La storia ha dimostrato questa grande verità. I fiori nei cannoni è sempre stata una grande utopia, smentita dalla storia anche recente. Mai il mondo ha avuto tante guerre come l'epoca attuale. Non dimentichiamo poi che ha contribuito di più all'unità nazionale il servizio militare che la politica, poiché ha fatto conoscere gli italiani mettendoli insieme. Il pacifismo di maniera è dannoso se non tiene conto della realtà dei fatti.

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    • Andrea

      18 Agosto @ 14.38

      Mi scusi non ho voluto leggere nemmeno tutto il suo bel racconto le dico solo una cosa mi scrive "..non è giusto obbligare quei giovani che non credono ..." io ho avuto l'esperienza di gestire degli obiettori di coscienza e sa perché lo facevano per farsi i c.... loro vicino a casa .... pochi lo facevano con convinzione ... e le dirà a suffragio dei "c.... loro" che a distanza di anni più di uno ha chiesto di poter ottenere l'uso delle armi ... di quelle armi che aveva rifiutato ..... buffonate!!!

      Rispondi

      • Michele E

        19 Agosto @ 07.48

        Perchè, mi scusi, quelli che facevano i Carabinieri di leva lo facevano per servire la patria più di quelli che andavano negli alpini? oppure perchè prendevano uno stipendio a 19 anni senza saper fare niente? E quelli che riuscivano ad entrare erano i più selezionati oppure PAGAVANO un sottobosco di "RAC-comandanti" che solo a pensarci mi viene il vomito? Buffonate 2 !!!

        Rispondi

        • Medioman

          19 Agosto @ 09.34

          Signor Michele, quelli che facevano i Carabinieri di leva "senza saper fare niente" erano (come tutti gli apprendisti di questo mondo) sempre accompagnati da tutors esperti. Comunque, "indennità di missione" per servizi particolari erano previste in tutti i Corpi, compresi gli Alpini. Vedo che lei ha una buona conoscenza di "rac-comandanti": come mai, qualcuno era così "fortunato" da fare il servizio civile a pochi chilometri da casa?

          Rispondi

      • Paolo

        18 Agosto @ 22.11

        paolo.regg@email.it

        Mi dispiace che non abbia letto tutto il mio "racconto" (che tale non è, ma va bene lo stesso) forse completando la lettura avrebbe meglio compreso il mio commento. Però concordo con Lei che il "servizio civile" fosse una scappatoia per evitare la naja e molti l'han fatto furbescamente. Le parole che l'hanno interessata, e forse bloccata nella lettura del racconto: "..non è giusto obbligare quei giovani che non credono ...", non riguarda l'alternativa servizio militare o civile, ma più semplicemente il fatto che la leva era un obbligo e, come ho esemplificato, sarebbe come se mi avessero obbligato a seguire il calcio che avverso. Son cose diverse ma l'esempio s'impernia sulla coercizione. Io, tanto per chiarire, non solo avrei fatto il servizio militare ma anche di carriera, ma è sopravvenuta un'indesiderata riforma: è una mia visione della vita, ma c'è chi la vede diversamente ed io lo rispetto al massimo.

        Rispondi

  • Gianni Cesari

    18 Agosto @ 11.08

    giannicesari

    Ho fatto il militare. 89° Battaglione Fanteria Salerno, poi SCUSPET a San Giorgio a Cremano, poi 43° Battaglione Trasmissioni Abetone. 12 mesi non completamente da buttare via, sulle armi ho imparato il minimo che hanno insegnato, ma in compenso ho imparato a digitare a 10 dita senza guardare la tastiera, per via del mio incarico, telescriventista. Il ritorno del servizio di leva? Fatto bene, magari sei mesi al massimo, da rinforzare con richiami di due settimane ogni 4, 5 anni per aggiornamenti, meglio se fuori regione, sarebbe perfetto. Ho conosciuto, ed amato, quella parte di Italia che sarebbe rimasta nell'oblio per me. Io Napoli, per esempio, la temo certo, ma anche la amo e quando per lavoro ci torno, ammetto che mi muovo con particolare disinvoltura. E salerno? E Vietri sul mare! Wonderfull!!!!

    Rispondi

  • Andrea

    18 Agosto @ 11.06

    Bravi! Cosa aspettate a fondare un vostro movimento? Il Paese ha bisogno di persone pratiche e sensate come Voi, di gente che parla solo perché ha la lingua in bocca ne abbiamo anche troppa. Vi voterei! Garantito!

    Rispondi

  • Medioman

    18 Agosto @ 09.47

    Signora Maristella, le ricordo che, ai tempi, erano proprio quelli "di sinistra" che non volevano abolire la leva obbligatoria; ritenevano che un esercito di "volontari professionisti" fosse "apologia del fascismo". Per quanto riguarda le sue osservazioni sulla "vita di caserma", le potrebbe applicare tranquillamente alla "vita della scuola": dalle canne, al bullismo, alla "depressione", al cercare "signorine facili"... che c'entra il servizio militare? sono fasi tipiche degli adolescenti (beati loro!). Le ricordo che Mario Tommasini sapeva bene cosa significava "servire la Patria", concetto invece sconosciuto ai nostri pseudo politici attuali. Le ricordo che in caserma era rappresentata tutta la popolazione italiana (belli, brutti, buoni, cattivi, mafiosi, assassini, rapinatori, futuri ingegneri eccetera), quindi ovviamente i problemi erano gli stessi che si vivevano in qualunque città o paese.

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