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Politica

Ghiretti e la "Mater" di tutte le polemiche

Il Comune replica alle accuse e spiega com'è nata la mostra

Ghiretti e la
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Le luci sulle opere in mostra si sono spente da diverse settimane. Ma sembra che su "Mater" non si spengano le luci - i lampi -dela polemica. E' di nuovo il capogruppo di Parma Unita Roberto Ghiretti a puntare il dito contro un evento "che definire disastro non è una parola forte".

Ghiretti, in una conferenza stampa, chiede al Comune di fornire il numero dei biglietti staccati e accusa proprio il Comune di non aver gestito in maniera diretta la mostra. "La parte scientifica - ha sottolineato -è stata affidata a Dnart, poi è stato stipulato un contratto con uno studio per l'organizzazione della mostra. Quello studio Pv che non ha nessuna competenza nell'organizzazione di mostre ma che si occupa invece di doppiaggio, produzione e post produzione cinematografica. E alla fine, a causa dell'impossibilità di Pv di restituire le opere ai musei e alle istituzioni che  le avevano prestate, il Comune ha dovuto sopperire con una spesa di circa 60 mila euro. In pratica, non si sono resi conto che nel preventivo presentato da Pv c'era solo l'arrivo e non la restituzione delle opere". E - conclude - "se questo doveva essere l'evento culturale dell'anno, il Comune ci ha rimesso soldi e faccia insieme".

Video: la cronaca del TgParma

Il comunicato di Ghiretti

In questi giorni di approvazione del Bilancio previsionale 2016 si è molto parlato di cultura e si è cercato di accreditare buoni risultati anche per questo settore che invece ritengo che da anni sia in sofferenza. Un buon esempio di quanto sostengo viene dall'analisi delle carte relative alla vicenda della mostra Mater, ospitata a Palazzo del Governatore dall'8 marzo al 28 giugno di quest'anno.
Che l'esposizione sia stata un flop dal punto di vista del numero dei visitatori è un dato più o meno acquisito da tutti, altre cose risultano invece meno note.


NUMERO VISITATORI
Ad oggi, ad esempio, non si conosce il numero esatto dei visitatori, un elemento che comporta potenzialmente un danno erariale al Comune visto che da contratto erano previste royalties sopra un certo numero di visitatori. Di fatto un solo dato sulle presenze abbiamo a disposizione ed è quello fornito al consigliere Pellacini un mese prima della chiusura della mostra: 4197 persone per un incasso di 33.636 euro. A un nostro accesso agli atti, presentato a conclusione della mostra, la risposta è stata “non risulta il numero di visitatori e l'importo della biglietteria in quanto senza nostro consenso la biglietteria è stata gestita da una società a noi non riconducibile”.

CHI HA EFFETTUATO IL SERVIZIO DI BIGLIETTERIA?
La risposta appena citata proviene da Studio Pv srl, il soggetto incaricato dal Comune di Parma della gestione della mostra. Ora la domanda diventa: chi è Studio Pv? Chi l'ha coinvolto?
Studio PV Srl è uno studio di doppiaggio, produzione e post produzione cinematografica, come per altro emerge chiaramente visionando il loro sito internet www.pvgroup.com: nessun riferimento ad organizzazione di mostre traspare dall'analisi del portfolio clienti come dei servizi offerti.
A coinvolgerlo nella realizzazione della mostra è apparentemente la Fondazione DNArt, titolare del progetto scientifico della mostra. Il 23 gennaio 2015 viene infatti formalizzato un accordo di collaborazione a firma delle due società, accordo che poi trova conferma istituzionale in un ulteriore documento sottoscritto tra Studio PV e Comune di Parma e tra Dnart e Comune di Parma.
Faccio notare sommessamente che di questa evoluzione nulla è stato comunicato al Consiglio comunale, tanto meno alla città. Non si trattava di un obbligo, ma chiarezza e trasparenza avrebbero voluto che si informasse il Consiglio della decisione di inserire un terzo soggetto nella realizzazione della mostra.
Cercando di rispondere alla domanda “Chi ha effettuato il servizio di biglietteria?” proseguiamo la lettura dei documenti per scoprire che nel mese di maggio 2015 Fondazione Dnart e Studio Pv discutono pesantemente, con tanto di avvocati, rispetto alla questione “chi doveva fare cosa”. Mi guardo bene dall'entrare nel merito della diatriba cercando di individuare ragioni e torti ma la realtà di fatto che il 29 maggio viene rappresentata all'assessorato alla Cultura del Comune di Parma è che Dnart ha dovuto, così almeno sembra, sopperire alle mancanze di Studio Pv aprendo di persona la posizione Siae un solo giorno prima dell'apertura della mostra e gestendo di fatto i servizi di biglietteria e guardianato per la mostra. La risposta dell'assessorato è laconica: “Si ribadisce l'estraneità dell'amministrazione comunale ai rapporti intercorrenti tra Dnart e Studio Pv”.
Una posizione diciamo pilatesca che però male si accorda con il ruolo organizzativo super partes che di fatto riveste l'assessorato, ribadito da ben due contratti sottoscritti direttamente, uno con fondazione Dnart e uno con studio PV.

I DANNI
Il fatto che questa posizione sia potenzialmente pericolosa trova le sue piene conseguenze allorquando in vista della chiusura della mostra si pone il problema di riconsegnare le opere ai rispettivi musei d'appartenenza.
Il 19 giugno Studio Pv fa sapere che ha maturato 32mila euro di perdite, dovute anche alla mancata gestione della biglietteria e del bookshop e pertanto non è comunque in grado di adempiere alla riconsegna delle opere.
Come sapete alla fine il Comune di Parma provvederà a pagare 60mila euro direttamente e ad oggi siamo ancora in attesa di sapere se e come questi soldi potranno rientrare nelle casse comunali.
Ma vi è un fatto curioso che non posso non segnalare. Quando si chiede un preventivo per un servizio ci si aspetta che più servizi si comprano maggiore è lo sconto. E infatti anche in questo caso esiste un preventivo per il trasporto delle opere, inviato prima dell'inizio della mostra ovviamente, che complessivamente, andata e ritorno, ammontava a circa 60mila euro più iva. L'assurdità è che costituita dal fatto che Studio Pv accetta solo il preventivo in andata (circa 40mila euro + Iva) e non quello per il ritorno. Quando si tratterà poi di fare un nuovo preventivo ad opera del Comune di Parma per riconsegnare le opere il conto sarà di poco meno di 60mila euro + iva.
La domanda a cui a tutt'oggi non ho ricevuto risposta è: il Comune sapeva che studio pv aveva disposto di pagare solo le opere in andata rinunciando così ad un forte sconto sul ritorno? Anche questi non erano affari del Comune?
Aggiungo poi che valutando con attenzione la DD 1353, con la quale il comune stanzia € 59.542.95 per i costi di trasporto di restituzione delle opere, è emerso l'utilizzo del contributo di una fondazione bancaria pari a 30mila euro. È grazie a questo che il comune può dichiarare che metà dell’esborso è di fatto a carico di privati, ma sorge il sospetto che ci si trovi di fronte ad un utilizzo improprio di questi fondi.
Infatti il trasporto era contrattualmente a carico di Studio PV, quindi destinare un contributo che in una DD del 26 marzo n°572 era destinato a coprire spese a carico del Comune di Parma significa forse spostare impropriamente i fondi da una voce all'altra.

CONCLUSIONI
Comunque la si voglia vedere in questa vicenda il Comune di Parma non ci fa una bella figura. Il controllo e coordinamento dell'evento è mancato completamente e la scelta dei partner si è rivelata gravemente sbagliata.
Eppure gli elementi meritevoli di approfondimento c'erano tutti, a cominciare dalla palese mancanza di esperienza, almeno a livello curriculare, di Studio Pv nella gestione di un evento espositivo.
La mostra poi non è stata purtroppo un successo, nonostante avesse un suo pregio artistico che certo non contesto. Il problema è che ci abbiamo rimesso soldi dei cittadini per evitare di fare figure ancora più magre con i musei prestatori delle opere. Un disastro insomma.
Un disastro che l'assessore Ferraris si è ben guardata dal venire ad illustrare in Consiglio comunale e sul quale sussistono ancora oggi molti punti oscuri:
Perché il Comune non è corso ai ripari mentre Dnart e studio Pv si mandavano lettere dagli avvocati? Come è possibile non aver vigilato sulla gestione della biglietteria? Come è possibile non conoscere, a sei mesi dalla chiusura della mostra, l'esatto numero dei visitatori.
Com'è stato possibile esporre in maniera tanto dissennata importanti sponsor locali a un simile pasticcio? È corretto aver utilizzato i soldi di una fondazione bancaria per pagare spese che erano a carico di Studio Pv?
Io, come tutti voi, mi auguro che Parma possa essere capitale della cultura nel 2017, ma se queste sono le premesse davvero non capisco come si possa aspirare a tale titolo.

Roberto Ghiretti
Parma Unita

La risposta del Comune

(comunicato stampa) La Mostra Mater è nata sulla base di una proposta scientifica di Fondazione DNArt, del cui valore sono testimonianza l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e i Patrocini del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Emilia-Romagna e della Diocesi di Parma.
La Mostra Mater è stata regolata interamente all’interno di precisi accordi di collaborazione, al cui puntuale rispetto l’Amministrazione Comunale ha sempre richiamato tutte le parti interessate ogni qualvolta ha avuto notizia di problematiche riguardanti il suo svolgimento. Preme rilevare che la mostra si è regolarmente svolta e ha permesso alla cittadinanza di avere per la prima volta a Parma opere provenienti dai maggiori Musei italiani, tra i quali i Musei Vaticani, la Galleria degli Uffizi, i Musei di Strada Nuova di Genova, i Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste, i Civici Musei di Padova, Museo Diocesano di Arte Sacra e la Pinacoteca civica di Volterra, il Museo Egizio di Firenze, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Per la realizzazione della mostra Mater il Comune di Parma ha sottoscritto con Studio P.V. s.r.l. uno specifico contratto (prot. 37421 del 02/03/15) per la definizione delle responsabilità e obbligazioni giuridiche relative alla produzione e gestione della mostra. Dall’archivio ufficiale della camera di Commercio di Milano registro imprese risulta che l’oggetto sociale di Studio P.V. comprende anche la “produzione, gestione, organizzazione di spettacoli teatrali, musicali di arte varia, di manifestazioni sportive, eventi, convention, mostre”.
Il contratto sottoscritto tra Comune di Parma e Studio P.V. s.r.l. prevedeva a carico di quest’ultimo, oltre a tutta un’altra serie di oneri, il servizio di trasporto andata e ritorno delle opere, così come la gestione dei viaggi e della logistica degli accompagnatori (cfr. art. 4, lettera b, lettera c del contratto). L’attribuzione di tali responsabilità relativamente al trasporto delle opere era quindi regolata dagli articoli sopracitati dell’accordo di collaborazione, che non prevedevano in alcun modo la presentazione di preventivi. Studio P.V. ha onorato tutti i suoi impegni con il Comune di Parma, portando la mostra sino alla conclusione nella data prevista, facendosi carico di significative spese. In data 19/06/15 Studio P.V. s.r.l., ha comunicato “l’incapacità, al momento, di Studio P.V. s.r.l. di far fronte all’integrale pagamento dei costi necessari per il trasporto presso i prestatori delle opere esposte presso la mostra Mater”. Con comunicazione del 22/06/15 il Comune di Parma ha preso atto della richiamata momentanea impossibilità da parte di Studio P.V. s.r.l. ad adempiere integralmente agli obblighi di cui al contratto sottoscritto, avvisando altresì che “al solo scopo di assicurare una congrua tempistica per il disallestimento della mostra a tutela delle opere ivi presenti, si vede costretto suo malgrado a provvedere a dette operazioni relative ai trasporti anticipando le spese ad esse relative, impregiudicata ogni azione per il recupero delle stesse nei confronti di Studio P.V. s.r.l.”. In data 28/09/2015 il Comune di Parma intimava Studio P.V. s.r.l. di volere provvedere al versamento di euro 60.375.,10 al Comune di Parma a titolo di rimborso delle spese di trasporto anticipare dallo stesso. Il 18/11/ 2015 Studio P.V. ha comunicato al Comune di Parma di accettare di restituire al Comune di Parma euro 60.375.,10 in forma rateizzata.
Il Comune di Parma ha fatto fronte alla anticipazione di spesa utilizzando risorse disponibili a bilancio su capitoli finalizzati alla realizzazione di mostre, non creando in alcun modo debiti fuori bilancio né distraendo risorse finalizzate ad altri scopi.

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  • Oberto

    16 Dicembre @ 13.04

    bravo ghiretti !! ma quando c'era la giunta precedente dove eri ?

    Rispondi

    • SILENZIOSO

      16 Dicembre @ 15.02

      Mi scusi, ma Lei, piuttosto dov'era ? Non ricordo di grillici sotto i portici a sbattere pentole ! Ricordo invece grillici eletti coi voti che furono di Vignali...

      Rispondi

      • Oberto

        17 Dicembre @ 12.02

        quelli che avevano votato Vignali e compagnia potevano benissimo rivotarli, nessuno lo impediva.

        Rispondi

    • Filippo Bertozzi

      16 Dicembre @ 14.16

      Ghiretti potrebbe aver imparato dagli errori fatti in passato, ma tu sei veramente patetico: dopo tutta la battaglia demagogica su scontrini e rimborsi spese, se fossi un grillino autentico, dovresti rallegrarti che qualcuno si batta per la trasparenza anche sui centesimi. Invece devi essere geneticamente modificato: anche per te le leggi vanno applicate per i nemici ed interpretate per gli amici. Quale consigliere o assessore nasconde nell'anonimato tanta cialtroneria?

      Rispondi

  • SILENZIOSO

    16 Dicembre @ 12.32

    Forse, vista l'assoluta incapacità di Pizzarotti e Ferraris (per tacere del resto della compagnia), è un bene che non vengano stanziati soldi per le attività artistiche di Parma....forse è meglio aspettare e vedere chi prenderà il loro posto

    Rispondi

    • antonio

      16 Dicembre @ 22.30

      cadremo dalla pentola alle bracia visto i politici che abbiamo a Parma

      Rispondi

  • Daniela

    16 Dicembre @ 11.31

    la prossima volta meglio affidare alla "organizzazione Filini"..risultati certi!

    Rispondi

  • Maurizio

    16 Dicembre @ 11.16

    Bravo ghiro ma perchè non punti il dito contro la piscina di viale piacenza costruita e inutilizzata perchè non idonea? non è che forse avresti molto da raccontare su questo?

    Rispondi

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