10°

24°

Provincia-Emilia

"Ecco perché ho avuto il coraggio di denunciare"

Ricevi gratis le news
0

di Chiara Cacciani

«Lo considero un dovere per ogni educatore, quello di non tacere le cose che si vedono. Per correttezza verso i ragazzi e verso le famiglie che te li affidano. Ma se non avessi avuto intorno a me persone che mi hanno sostenuto, forse non mi sarei esposto in  modo così evidente. Ricordo bene cosa si prova in quei momenti». A raccontarlo  è Lorenzo Vecchi, l'educatore che con il suo esposto datato maggio 2008 ha fatto partire le indagini dei Nas sulla  residenza terapeutica «Cavanà». Le stesse che hanno portato all'arresto ai domiciliari del direttore sanitario Ron Shmueli e che ha coinvolto altri sette operatori, oggi indagati a piede libero.    
   Se n'era andato dalla struttura di Pellegrino nel novembre del 2007, dopo tre ore di «chiacchierata» dai toni alti con il coordinatore Matteo Ferradini. Tre ore in cui aveva vuotato il sacco e snocciolato tutto ciò che gli sembrava inaccettabile. E non ci sono le «fialature» a mo' di punizione e minaccia su cui si sofferma a lungo l'ordinanza del gip di Parma. «Non si faceva mai quello che noi chiamiamo “équipe”, il momento di confronto tra gli operatori: c'era  solo una sequela giornaliera di ordini da eseguire senza poter esprimere un'opinione diversa. Il lavoro dell'educatore veniva  sminuito, così come il dialogo che ci deve essere con i ragazzi. Non potevi parlare con loro di certi argomenti, non potevi avvicinarti a loro in certi momenti».

L'immagine che a Lorenzo è rimasta impressa è quella delle cene: «Noi in piedi dietro, con il compito di servire, e loro seduti a tavola in silenzio. In più dovevamo controllarli sempre, ad esempio quando fumavano. Si abbatteva in ogni modo  la loro autostima. Alla fine era ovvio che i ragazzi reagissero non volendo  parlare: ci vedevano solo come rompiscatole e controllori».
Allora aveva alle spalle 8 anni di esperienza da educatore, Lorenzo, «ma lì era diventato un lavoro snervante, castrante. Alla fine, all'ennesima fiala o all'ennesimo arrivo al mattino trovando i ragazzi “spenti”, si decideva di andarsene. L'ho fatto io, ma l'hanno fatto in tanti: la media di resistenza era di uno-due mesi, il record è stato, credo, di sei ore».        
Quando si è allontanato ha comunicato («in un “eccesso di correttezza”») la sua intenzione: rivolgersi al giudice tutelare. Un non tirarsi indietro, certo, ma rimanendo dietro le quinte. Poi qualcosa è cambiato. «Ci ho messo cinque mesi a maturare una decisione diversa. Mi sono confrontato con  amici, ho conosciuto Lella Fulgoni, del Comitato difesa malati psichici, e c'era anche chi mi diceva: “chi te lo fa fare di ficcarti in una situazione del genere?”». «So cosa si prova - continua l'educatore -:  sembra di intraprendere una lotta impari, a denunciare certe cose. Io ho trovato il coraggio necessario per andare in Procura grazie alla mia coscienza e quando ho capito di non essere solo. Da allora ho alternato sconforto a ottimismo, ma non mi sono mai pentito. Ero già contento che il regime a “Cavanà” fosse cambiato: i ragazzi mi raccontavano che dopo i controlli dei Nas non facevano più le fialature. E ora c'è il risultato di un'indagine che non fa passare più per matto un educatore, come sembrava un anno fa».

Nel frattempo anche un'altra ex educatrice della struttura si è fatta avanti con i carabinieri. «Ma ora che abbiamo fatto questi primi passi e ci siamo esposti, altri potrebbero dire qualcosa - afferma Lorenzo -. Perfino il mio bottegaio mi ha raccontato di un suo cliente educatore che alla notizia dell'arresto di Shmueli gli ha confermato cosa accadeva lassù». «Assolve», in un certo senso, alcuni degli operatori passati da «Cavanà», Lorenzo: «Alcuni erano accondiscendenti per ingenuità o per ignoranza in senso professionale: qualcuno non aveva mai svolto quel lavoro, altri uscivano dalla scuola di psicologia. Ti trovavi di fronte ai titoli professionali di un medico psichiatra  e ti facevi poche domande: certe cose le metti insieme solo con l'esperienza. Ma poi alla fine anche loro non resistevano e se ne andavano». Non si è mai pentito, lo conferma, Lorenzo: «Era un dovere verso i ragazzi e le loro famiglie».      
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

Ricoverato Sobral, vincitore Eurovision 2017

Eurovision 2017

Salvador Sobral ricoverato in gravi condizioni

Tutto pronto per gli Stones a Lucca. Mozzarella compresa Le set list del tour

L'evento

Tutto pronto per gli Stones a Lucca. Mozzarella compresa Le set list del tour

Orietta Berti batte il Fisco: l’Irap le sarà rimborsata dal 1998

MONTECCHIO

Orietta Berti vince sul Fisco: le sarà restituita l'Irap pagata negli ultimi 19 anni

1commento

Notiziepiùlette

Ultime notizie

«Bagno Gelosia», il pesce secondo tradizione

Ristorante Bagno Gelosia

CHICHIBIO

«Bagno Gelosia», il pesce secondo tradizione

Lealtrenotizie

Viadotto sul Po chiuso, Governo vaglia fattibilita' ponte di barche

tg parma

Viadotto sul Po chiuso, il Governo vaglia la fattibilità del ponte di barche Video

1commento

Dramma

Sfrattato, si toglie la vita

18commenti

venezia-Parma

Brutto momento, D'Aversa: "Dobbiamo uscirne con la voglia di lottare" Video

tg parma

Blitz col coltello in farmacia, è caccia ai rapinatori Video

PROCESSO

Villa Alba, nuova perizia su una morte sospetta

ROCCABIANCA

Ponte sul Po, prima i disagi ora gli incidenti

Università

Mercoledì 27 si vota per il nuovo rettore: dove e come

in serata

Fiamme tra Parola e Sanguinaro: alta colonna di fumo, spente le fiamme

FRODE

Wally Bonvicini parla e si difende

1commento

TORRECHIARA

Il mistero della settima porta

gazzareporter

Rifiuti "in bella mostra": la segnalazione dalla zona ospedale

1commento

PARMA

Finti poliziotti picchiano e rapinano prostitute in via Emilia Ovest

Gli agenti delle Volanti sono stati contattati da una "unità di strada anti-tratta"

4commenti

Ritratto

I They, la famiglia del volley

FORNOVO

Bertoli, il chimico che sapeva tutto sul petrolio

Anticipi/posticipi

Parma-Avellino domenica 29 ottobre Il calendario fino alla 13a

2commenti

Crocetta

Insegue due ladri e viene preso a pugni

12commenti

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

GAZZAFUN

Dalla margherita alla "frutti di mare": vota le 10 pizze più buone

EDITORIALE

Migranti e tensioni, i fronti parmigiani

di Francesco Bandini

6commenti

ITALIA/MONDO

gran bretagna

L'agenzia dei trasporti di Londra non rinnova licenza a Uber. Che fa subito ricorso

Italia

Trova cadavere nella sua auto, si tratta di un clochard

SPORT

Gallery sport

Il ritorno di Valentino Rossi: le foto

STATI UNITI

E' morto il pugile Jake La Motta, "Toro Scatenato"

SOCIETA'

famiglia

I nuovi padri: se ne parla al Wopa

fotografia

Gazzareporter "Vacanze": vince un romantico paesaggio

MOTORI

auto&moda

Jaguar E-Pace, Debutto con Palm Angels Fotogallery

IL DEBUTTO

Nuova Suzuki Swift, nel weekend il porte aperte