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I sindaci della montagna danno il loro consenso

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 Il consenso dei sindaci della montagna parmense c'è. A tutte le «quote» e senza distinzione di partiti. C'è chi vorrebbe approfondire l’argomento e chi è entusiasta a prescindere, ma l’idea di un assessorato per l’Appennino comunque piace e il consenso è pressoché compatto. «Sono a favore - mette le mani avanti Giordano Bricoli, nella doppia veste di sindaco di Neviano e presidente della Comunità montana est - una figura di questo tipo potrebbe agevolare il rapporto tra montagna e istituzioni, permettendoci di sostenere meglio la "concorrenza" con il resto del territorio». Semaforo verde anche da Corniglio: «E' uno strumento utile per concentrare l’attenzione sui problemi della nostra montagna - spiega il primo cittadino Massimo De Matteis -. L’assessorato deve essere un centro decisionale dove considerare e valorizzare meglio le legittime istanze dei comuni». Per il sindaco di Bardi Giuseppe Conti si tratta «di una proposta da approfondire ma interessante. Lo spopolamento non ha colore politico e ben venga ogni iniziativa per valorizzare l’Appennino». Via libera anche da Bore: «All’interno della giunta c'è bisogno di un rappresentante ufficiale delle idee della montagna» dice Fausto Ralli. «L'argomento è da approfondire -aggiunge Giorgio Cavatorta, che indossa la fascia tricolore a Lesignano - ma mi trovo d’accordo sul fatto che le problematiche vengano portate avanti con un’unica voce». Da Langhirano, Stefano Bovis ricorda come la Regione anche in passato abbia già fatto il suo dovere «ma tutte le proposte che portano maggiore attenzione sulla montagna vanno bene, soprattutto in un periodo in cui il governo centrale non aiuta». Il sindaco di Varsi Osvaldo Ghidoni fa un passo in più: «D’accordo su una figura che prenda a cuore le nostre problematiche e se questa persona fosse lo stesso Gabriele Ferrari, che trovo molto corretto, sarebbe ancora meglio». «Sì» anche da Berceto: «C'è bisogno di un maggiore interessamento da parte della Regione - rileva Luigi Lucchi - e questo potrebbe essere un modo». «Sono d’accordo con tutto ciò che richiama attenzione sulla corretta gestione del territorio appenninico, un territorio che sia in termini economici che ambientali rappresenta una risorsa anche per la pianura», dice il sindaco di Monchio Claudio Moretti. Parere positivo anche dal «collega» di Palanzano Giorgio Maggiali: «C'è bisogno di qualcuno che capisca quali sono le nostre risorse e le valorizzi. In termini di elettori contiamo poco ma il nostro "peso" cambia se ci misuriamo in termini di ettari, biolche e acqua che mandiamo a valle». A Tizzano si allunga la lista dei «sì»: «La proposta - commenta Amilcare Bodria - è molto intelligente: senza un assessorato di riferimento diventa quasi impossibile gestire i Comuni dal punto di vista economico. Deve essere finalmente applicata la disposizione regionale che assegna alla montagna il 2% delle risorse del bilancio dell’Emilia Romagna». «Se si riesce ad avere questo assessorato - commenta lapidario il sindaco di Pellegrino Enrico Pirroni - non potrà che essere un bene per la montagna». «Se esiste una delega per la costa romagnola, tanto più ne ha diritto l’Appennino che ha problemi ancora maggiori», rileva il primo cittadino di Bedonia Carlo Berni. «Per la nostra montagna c'è già riguardo ma credo che con un assessorato potremo avere una forza maggiore» dice, da Calestano, Maria Grazia Conciatori. Per la «collega» di Terenzo Maria Cattani con la delega «si potrebbe costituire un ulteriore elemento di attenzione per le nostre zone in un momento di particolare difficoltà». «Mi piace l’idea di potersi rivolgere ad unico interlocutore. La proposta è interessante anche se ovviamente da valutare insieme», sintetizza da Borgotaro Salvatorangelo Oppo. «Quando si parla di attenzione alla montagna fa sempre piacere - puntualizza Luigi Bassi, primo cittadino di Varano Melegari e presidente della Comunità montana ovest -. Nel caso specifico però vorrei capire come funzionerebbe la cosa sotto il profilo tecnico-operativo e come si rapporterebbe con gli altri assessorati». Definisce l’iniziativa «assolutamente condivisibile» il sindaco di Fornovo Emanuela Grenti: «La Regione finora ha concentrato la sua attenzione più sulla riviera adriatica che sulle nostre zone. Sì a un "portone" aperto sui problemi dei nostri territori». «Un assessore che porti in Regione i problemi della montagna è indispensabile in un momento difficile come quello che stiamo vivendo», precisa da Valmozzola Claudio Alzapiedi. «Ogni iniziativa che porti attenzione sulla montagna va bene, che sia un assessorato, una sburocratizzazione o altro», assicura da Solignano, Gaetano Carpena. Anche Ferrando Botti (Albareto) parla di «un’iniziativa giusta, c'è bisogno di una rappresentanza diretta che possa contribuire al riequilibrio territoriale». «Un referente specifico per la montagna potrebbe essere importante - spiega da Compiano Sabina Delnevo - comunque nello specifico valuterà il presidente Errani». «Da parte della Regione c'è già attenzione, ma tutto quello che si può fare in più va bene - commenta da Tornolo Maria Cristina Cardinali -. Un assessorato specifico può aiutare a capire che la cura del territorio montano serve anche alla pianura».

 

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