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Rigoso: l'articolo del 2005

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Dalla Gazzetta di Parma del 13 ottobre 2005:  

RIGOSO, L'ORA DEL RISCATTO

 MONCHIO - Settanta e passa chilometri di asfalto. Tanta è la strada che separa Rigoso _ ultimo angolo parmense prima della Toscana _ da Parma. Una strada tutta curve, che da decine di anni la gente percorre con «biglietto di sola andata» verso la città, per ritornare in paese quando il lavoro lo permette, giusto il tempo delle sempre più striminzite vacanze estive, delle feste comandate e dei weekend. Eppure, da qualche tempo a questa parte, qualcosa si sta muovendo. C'è sempre chi prepara la valigia e la mette nel baule, ma stavolta i chilometri si percorrono in salita: non per andarsene, dunque, ma per tornare. A casa. In un paese che conta in inverno sì e no quaranta anime, stanno infatti aprendo una dietro l'altra diverse attività, nate tutte dalla buona volontà di giovani del posto e non solo. 

Marco Ravera, 29 anni, un diploma da perito meccanico, ha avviato lo scorso 19 gennaio un'officina meccanica con studio di progettazione. «Non mi sono mai trasferito da Rigoso _ racconta _, ma in passato viaggiavo ogni giorno per recarmi al lavoro prima a Sala Baganza e poi a Pilastro, dove ho fatto il progettista in alcune aziende. Ma il mio sogno è sempre stato fare il meccanico nel mio paese». Un primo bilancio? « Sono molto contento _ risponde _. La voce si è sparsa e i clienti sono arrivati un po' da tutto il comune, da Corniglio, dal Reggiano e dalla Toscana». 
 
Anche Angelo Malmassari, disegnatore di 25 anni, dal 1° di giugno ha aperto la posizione Iva e collabora con Marco, supportando studi tecnici di geometri del posto e ditte metalmeccaniche della pedemontana. «Per un anno ho lavorato per la Comunità montana est a Langhirano _ dice Angelo _, poi mi è scaduto il contratto. Ho fatto allora dei corsi per approfondire la mia passione per il disegno e concretizzarla in un lavoro. Da Parma, dove abitavo, sono tornato a Rigoso, il paese in cui sono cresciuto. Sbaglia chi pensa che sia impensabile vivere qui, senza averci mai provato. È vero, ci sono meno servizi, ma se ad esempio una sera hai voglia di andare al cinema prendi la macchina e in poco tempo vai ad Aulla. E le sere che in città passeresti alla tv qui le impieghi incontrandoti con i tuoi amici. Basta un attimo, esci dalla porta e te li ritrovi tutti lì». 
 
Non è detto che per vivere a 1100 metri di altezza, in una piccola frazione all'estremo limite della provincia, debba esserci alla base un legame di sangue. Ne è la prova l'esperienza di Antonio De Benedetti, 31 anni, libero professionista iscritto all'albo degli ingegneri di Parma. Lui, originario di La Spezia, a Rigoso ci veniva in vacanza quando era ancora un ragazzino. La sua frequentazione si è fatta più assidua durante il periodo degli studi universitari a Parma. Quando è stato il momento di decidere il proprio futuro, lo ha visto configurarsi proprio lì, nel paesino ad «alta quota». «Ho aperto uno studio nella mia casa di Rigoso _ spiega _ dove faccio progettazione e consulenza hardware e software per imprese di vario genere. Inoltre curo i siti di alcune imprese e associazioni. Sono un tipo che non ama la confusione. Il problema maggiore? L'impossibilità del collegamento a banda larga, con tutti i relativi problemi. In futuro spero di allestire uno studio fuori casa e dare lavoro ad altri giovani». 
 
C'è chi la scelta di lanciarsi in una nuova attività l'ha fatta prima degli altri. Giuseppe Bacchieri, 32 anni, è stato in un certo senso un apripista: il 19 marzo del '96, a soli 23 anni, ha avviato ad Aneta (frazione a un chilometro da Rigoso) la sua impresa. Il settore? Ampio: movimento terra, sgombro neve e taglio legna. «È stata una sfida con me stesso _ ricorda _ e con tutti quelli che dicevano che qui non c'erano sbocchi. Ho iniziato con un trattore malmesso, l'anno dopo ho acquistato il primo scavatore. Da lì è stato un crescendo. Oggi possiedo cinque trattori e sei scavatori. Cosa più importante: ho otto dipendenti e do lavoro a due artigiani». 
 
Andrea Quaretti, 32enne laureato in Economia aziendale, agli inizi del prossimo anno avvierà a Rigoso un'attività di consulenza amministrativa alle imprese e ai privati. «Ho abitato a Parma dall'87 _ spiega _, per tutti gli anni del liceo e poi durante l'università. Trovo che la vita di città sia diventata troppo caotica. Ho la fortuna di avere una famiglia che ha sempre vissuto qui: perciò sono tornato. All'inizio mi sono adattato, facendo un po' di tutto, anche l'operaio. Devo molto a Giuseppe del quale sono dipendente. Grazie a lui ho ora la possibilità di avviare qualcosa di mio. 
 
Ilaria Moretti
 

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