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Le Comunità montane perdono pezzi: fuori Calestano e Medesano

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Manca ancora un documento ufficiale, ma di fatto Calestano dice addio alla Comunità montana Appennino Parma Est.
Il consiglio comunale ha infatti  approvato con il  voto  di tutti i presenti  una risposta sfavorevole al parere richiesto dalla Regione Emilia Romagna sulla proposta di ridelimitazione delle comunità montane. Aggiungendo la richiesta   di non esservi più inserita e di fatto uscendo dall'ente che  raggruppava fino a oggi otto comuni: Calestano, Corniglio, Langhirano, Lesignano, Monchio, Neviano, Palanzano e Tizzano. Alla seduta del consiglio comunale erano presenti i soli consiglieri di maggioranza.
 Le obiezioni sollevate dal consiglio comunale riguardano soprattutto il fatto che il centro gravitazionale della Comunità Montana Est sia posizionato sulla Val Parma e che il tentativo di «razionalizzazione degli enti pubblici» sotteso al riordino, abbia il fine di trasformare le Comunità Montane in Unioni dei Comuni alle quali i comuni stessi debbano delegare servizi e funzioni. E questo -  secondo il «parlamentino»  - porterebbe solo svantaggi ad un comune piccolo come Calestano, che per una questione viabilistica e morfologica del territorio continua ad avere rapporti più favorevoli con la bassa e alta Val Baganza e con i comuni di Terenzo e Fornovo, in Valtaro, distanti poche decine di chilometri. e di certo più vicini rispetto a paesi come Langhirano, Lesignano, Monchio e Palanzano.
Intanto il presidente della Comunità montana est Stefano Bovis si dice sorpreso e amareggiato, "anche se sapevo dei malumori".

Sulla Gazzetta di Parma in edicola oggi trovate l'articolo completo su Calestano fuori dalla Comunità montana est, l'intervista al presidente Bovis e l'intervista a Carlo Berni (presidente della Comunità montana ovest) che parla dei rapporti con Medesano.

LA CRONACA DI IERI: MEDESANO ESCE DALLA COMUNITA' MONTANA OVEST - di Roberto Cerocchi
MEDESANO - Il Consiglio comunale di Medesano ha deciso di uscire dalla Comunità montana Valli del Taro e del Ceno. Una scelta votata e approvata durante il Consiglio comunale solo dai consiglieri della maggioranza, in quanto quelli della minoranza di «Medesano Domani», Gianpaolo Cantoni, Angelo Zanardi, Aldo Curziotti e Renato Bussolati, hanno abbandonato l’aula dopo la bocciatura della loro proposta di delibera, presentata il 15 gennaio, in cui la decisione, se restare ancora nella Comunità montana, spettava ai cittadini, con un referendum. La seduta è stata caratterizzata anche da momenti con toni accesi. Il capogruppo di «Medesano Domani», Cantoni, all'inizio ha chiesto al sindaco di discutere per prima la loro proposta di indire un referendum e poi di passare alla proposta della maggioranza di «Revisione degli ambiti territoriali». Proposta accettata dal sindaco e a cui lo stesso Cantoni rispondeva dichiarandosi «sconcertato che la maggioranza avesse già deciso l’uscita del Comune di Medesano dalla Comunità montana.

Decisione presa senza dar voce alla cittadinanza, cosa che era possibile con il referendum da noi proposto». «Un intervento che - ha puntualizzato - faccio “spoglio” dalla carica di assessore della Comunità montana e in nome della democrazia partecipata». Secondo Cantoni e Zanardi con la decisione della maggioranza « viene meno la possibilità dei cittadini di dare un parere e un’indicazione in merito» e rivendicavano «la mancata costituzione, da settembre, di una commissione Territorio, dove l’argomento poteva essere trattato e approfondito». Il sindaco Roberto Bianchi ha risposto che la proposta di uscire dalla Comunità montana «non è dettata da ragioni politiche, ma da riflessioni e argomentazioni affrontate con la serenità e la pacatezza che ci hanno sempre contraddistinti. Noi siamo stati sempre molto critici nei confronti della Comunità montana e l’avevamo scritto anche in una delibera del 2006. La legge - ha puntualizzato Bianchi - ci ha dato l’opportunità di uscire in modo da poter sfruttare le migliori opportunità per il nostro territorio e la nostra gente, lavorando per costruire nei tempi previsti dalla legge nuovi equilibri e nuove collaborazioni con altri comuni». I consiglieri Cantoni, Zanardi e Curziotti hanno contestato alla maggioranza «di aver ufficializzato la volontà di uscire dalla Comunità montana solo sette giorni prima, quando dal 31 ottobre erano a conoscenza della richiesta della Regione di dare un parere entro il 30 gennaio».

A loro dire c'erano i tempi per indire il referendum. Roberto Corradi prima e Stefano Paglia hanno ribattuto che più volte in passato la maggioranza aveva espresso il loro punto di vista in merito. La proposta della minoranza veniva messa ai voti e respinta. A quel punto i quattro consiglieri di «Medesano Domani» abbandonavano la seduta per protesta. Il sindaco Roberto Bianchi illustrava poi nei dettagli il percorso e l’analisi della situazione che ha portato la sua maggioranza alla decisione di uscire dalla Comunità montana Ovest. Entro il 28 febbraio il presidente della giunta Regionale adotterà il decreto della nuova ridelimitazione territoriale dell'ente.

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