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Energia pulita: la Provincia detta il piano regolatore

Energia pulita: la Provincia detta il piano regolatore
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Pierluigi Dallapina


Meno ciminiere e meno burocrazia, ma più energia «pulita». Per abbattere i livelli di inquinamento, la Provincia punta tutto su sole, acqua, vento, biomasse e geotermico, come dimostrano gli obiettivi del «Piano provinciale per il risparmio energetico e la promozione delle fonti rinnovabili», contenuti nel verbale conclusivo della Conferenza di pianificazione e siglati ieri mattina dai comuni del territorio, comunità montane, parchi, Arpa, Ausl, Regione e province confinanti. Prima di essere pienamente operativo, il Piano energetico approderà nel consiglio provinciale del 21 aprile per l'adozione, sarà sottoposto alle osservazioni di imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini, e solo a questo punto verrà approvato.
«Il piano stabilisce in quali zone del territorio si possono realizzare gli impianti per produrre energia con le fonti rinnovabili», spiega l'assessore all'Ambiente Giancarlo Castellani, che  paragona il documento a una sorta di piano regolatore dell'energia pulita, realizzato grazie al coinvolgimento di tutti i soggetti interessati.
Ed è proprio per la sua capacità di pianificazione che il Piano energetico rappresenta una variante al Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp), in quanto stabilirà che tipo di impianto si può costruire in una determinata zona. In base alle previsioni dell'amministrazione, il territorio della provincia dovrà ridurre l'inquinamento atmosferico e aumentare l'autosufficienza energetica grazie alla costruzione di impianti eolici, a biomassa, fotovoltaici, idroelettrici e geotermici.
Una delle caratteristiche del Piano energetico è appunto quella di stabilire le zone dove installare gli impianti: per quanto riguarda l'eolico c'è il divieto di costruzione sui monti sopra i 1200 metri e nelle zone di tutela naturalistica e ambientale, mentre piccole centrali da un massimo di 20 kW di potenza potranno sorgere in parchi e riserve.
Anche per gli impianti idroelettrici esistono limitazioni nelle zone di tutela naturalistica, sic, zps e oltre i 1200 metri, mentre per quanto riguarda le centrali a biomasse, il materiale dovrà provenire esclusivamente dalle aziende agricole del territorio. Infine, gli impianti geotermici dovranno prestare particolare attenzione alla tutela delle falde acquifere, e il fotovoltaico non dovrà consumare suolo agricolo, preferendo il montaggio dei pannelli sugli edifici esistenti.
L'ultima novità del Piano riguarda lo snellimento delle procedure burocratiche per l'installazione degli impianti, i finanziamenti a favore delle fonti rinnovabili, un ammodernamento delle strutture della Provincia (soprattutto le scuole) e percorsi di formazione e informazione per gli addetti ai lavori.
«Siamo convinti che il Piano energetico – aggiunge Castellani – rappresenti un'opportunità lavorativa, perché lo sviluppo delle fonti rinnovabili è un settore nuovo in continuo sviluppo».
 

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