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Cerri, nessun ripensamento. Per ora

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di Gianluigi Negri

Dopo cinque mesi di «guerra aperta» nei confronti di Cerri, ieri si è provato ad aprire l’ultimo tavolo di pace. L’esito, però, è stato infruttuoso. E la proposta del segretario del Pd fidentino Gabriella Bussandri di riprendere in considerazione, per l’ennesima volta, il famoso «terzo nome» non sarebbe neanche stata discussa. 
Oltre alla Bussandri, attorno al «tavolo» riunitosi a Felino, c'erano il sindaco dimissionario Giuseppe Cerri, il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, il segretario provinciale del Pd Barbara Lori: un summit convocato d’urgenza, all’indomani del clamoroso ritiro della candidatura del vicesindaco Paolo Antonini, imposto come candidato del Pd dal direttivo del circolo fidentino il 23 febbraio.
 Che cosa farà Cerri?
 Costretto dagli eventi ad annullare la presentazione ufficiale della sua candidatura, già fissata ieri pomeriggio, Cerri con ogni probabilità andrà avanti per la propria strada. Dovrebbe cioè candidarsi senza il simbolo del Pd, con una propria lista di centrosinistra, nella quale confluiranno diversi esponenti del Pd (anche di area ex Ds) di spicco. E dovrebbe non ritirare le sue dimissioni da sindaco.
Se facesse passi indietro proprio ora, manderebbe in fumo il suo progetto nuovo e alternativo: un progetto che pare essere uno dei motivi che hanno portato Antonini a ritirarsi, essendo dato come sconfitto in partenza.
 Cinque decisioni forti
Se l’entusiasmo intorno a Cerri sembra crescere, anche stando ai sondaggi, i motivi sono diversi. Sono almeno cinque le decisioni che hanno rafforzato la sua credibilità: il non assegnare il Psc nella primavera scorsa, la disponibilità alla ricandidatura per il Pd espressa alla metà di ottobre, il non aver voluto accettare in dicembre la sfida delle primarie «inutili e dannose» (lanciatagli dal vicesindaco Antonini), l’aver rassegnato le dimissioni una ventina di giorni fa, la sua quasi certa ricandidatura (libera, questa volta, dai vincoli e dalle imposizioni dei partiti).
Pd, dal sogno all'incubo
Dall’altra parte, il vicesindaco Antonini che si era presentato come uomo della «nuova speranza» ha involontariamente ottenuto l’effetto opposto: quello, cioè, di demolire il sogno del Partito democratico fidentino.
 La responsabilità non è chiaramente solo sua, ma anche del segretario Bussandri e di tutta la parte del direttivo che lo ha imposto, nonostante gli interventi regionali e provinciali.
La sfida lanciata a Cerri, per come è nata e per come è stata gestita, non poteva sortire effetti diversi dalla spaccatura del partito. Il ritiro della candidatura di Antonini, dopo che da tre giorni erano stati affissi i suoi manifesti elettorali, è l’ennesimo colpo alla credibilità di un Pd che ora si ritrova in ginocchio.
Arrivava da un consenso fortissimo (il 44 per cento del 2004, la somma dei voti di Ds e Margherita) e oggi, secondo un sondaggio commissionato dallo stesso Pd, Antonini avrebbe ottenuto solo il 15 per cento.
Un nuovo candidato nel Pd?
Se Cerri confermerà la sua lista, ciò che resta del Partito democratico fidentino avrà l’arduo compito di trovare un nuovo candidato. Chi accetterà l’impegno in simili condizioni?
 Il morale tra gli antoniniani è inevitabilmente a terra, e probabilmente toccherà a uno dei suoi sostenitori «ereditare» il titolo di candidato.
L'elemento di novità
Il vero elemento di novità della campagna elettorale 2009 è proprio il progetto politico del primo cittadino uscente.
 Cinque anni fa, con il suo partito (la Margherita), Cerri aveva solo l’8 per cento dei voti sul 60: gli ex Ds, Rifondazione e Città aperta avevano infatti il restante 52 per cento (dunque la maggioranza assoluta) e lo hanno fatto pesare durante tutto il mandato.
Con una sua lista, Cerri (che secondo lo stesso sondaggio sarebbe oggi al 28 per cento) punterebbe sull'esperienza per rinnovare e cambiare il modello dell’amministrazione, rimanendo comunque nell’ambito del centrosinistra.
Dall’altra parte, l’ingombrante presenza di Tedeschi, le situazioni «poco chiare» del Psc, le invasioni di campo di alcuni dirigenti denunciate dallo stesso sindaco avrebbero creato serie difficoltà ad Antonini nel far passare il suo progetto come un modello nuovo di governo.
Dimissioni: conferma o ritiro?
Nonostante le sempre più insistenti pressioni, Cerri difficilmente le ritirerà.
In ogni caso avrebbe tempo fino a domani sera. Dopodichè, nella giornata di martedì, dovrebbe arrivare il commissario prefettizio.
L'attacco di Gandolfi
L'assessore alla Pubblica istruzione Gandolfi nei giorni scorsi avrebbe mandato una lettera ai dirigenti scolastici, attaccando pesantemente il «suo» sindaco in merito alle dimissioni. Anche qui non mancheranno le polemiche, con il rischio che la missiva diventi un boomerang per lo stesso assessore.
 

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