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Lagdei-Lago Santo, la storica seggiovia sarà salvata

Lagdei-Lago Santo, la storica seggiovia sarà salvata
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Nessun addio: al massimo (ma tutti vogliono evitarlo) sarà un arrivederci a quando i lavori saranno ultimati. Quel che ormai è certo è che la storica seggiovia Lagdei-Lago Santo rimarrà una realtà per gli appassionati di montagna.
Il vecchio, caro impianto - 40 anni ormai suonati - andrà in pensione nei tempi previsti, il prossimo settembre. Mentre è di questi giorni la notizia che i finanziamenti per la realizzazione di un «gemello» nuovo  di zecca dovrebbero essere garantiti.
Manca l'ufficialità delle firme sui documenti, ma l'ottimismo c'è tutto. A dare la svolta alla vicenda della seggiovia è  la possibilità di accedere al fondo europeo Fas, destinato alle aree di sottosviluppo e gestito dalla Regione. 

Altri particolari nell'ampio servizio di Chiara Cacciani sulla Gazzetta di Parma oggi in edicola

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  • Donne di Torrechiara Associazione Culturale

    19 Settembre @ 23.23

    https://www.facebook.com/photo.php?fbid=570596132982391&set=a.500927699949235.103131.110049492370393&type=1&theater

    Rispondi

  • Saverio

    24 Marzo @ 22.02

    Sono un ragazzo di bosco innamorato della mia terra e soprattutto dei miei monti al quale si vede preclusa qualsiasi possibilità di lavoro in zona per mancanza di gente e di servizi ed è obbligato a farsi più di cento Km al giorno in automobile per guadagnare uno stipendio. Siccome il turismo, da quello che posso constatare quotidianamente è in aumento, grazie anche ad alcune iniziative del Parco che hanno attratto molte persone mi sembra un atto sconsiderato, menefreghista, quasi offensivo smantellare per sempre una seggiovia che c'è da quarant'anni e che da e ha dato lavoro alla popolazione locale da tanto tempo. Ricordo ai "corridori " e ai CAImani che in tutto l'arco alpino si trovano impianti di risalita per servire i rifugi in alta quota sia d'inverno che d'estate e dati alla mano loro il rilancio ecomonico-turistico delle vallate l'hanno avuto rispettando l'ambiente e le persone. Se poi vogliamo tirare fuori tutte le baggianate del nostro amico "corridore"; le feste del rifugio Lagdei sono state bellissime e creative anche perchè si trattava di una novità e posso assicurare che finite queste ultime non rimaneva neanche un mozzicone di sigaretta per terra e avveniva tutto nel rispetto della natura. E se ha trovato delle coppiette appartate si vede che al nostro amico faceva un pò invidia e allora ha dato giustamente una sbirciatina... però devo consigliare di farlo al ritorno dalla corsa altrimenti si rende molto meno, parola di collega. Per concludere vorrei ricordare che la cultura della montagna è anche dar la possibilità a chi non è fortunato come noi e non mi sto riferendo solo ai disabili, di godere di queste bellezze che la natura ci offre promuovendo campagne di informazione sul rispetto ambientale e sanzioni più aspre per i trasgressori. Forse se il CAI si occupasse un pò più di queste problematiche invece che di smantellare la seggiovia tante persone compreso il sottoscritto non avrebbero fatto il tesserino al SAT ma avrebbero collaborato con la sezione appropriata. Distinti saluti da un giovane alpinista

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  • fabrizio

    24 Marzo @ 21.44

    Penso che non ripristinare la seggiovia sarebbe un errore: si impedirebbe semplicemente a chi non è in grado o non ha voglia di affrontare a piedi i sentieri di montagna, di fruire di un posto di rara bellezza, scoraggiando ulteriormente il turismo verso le cosiddette \"zone depresse\". I veri amanti della montagna, poi, desiderano spingersi ben oltre il lago Santo. Privare il lago della seggiovia credo coinciderebbe con una visione snob ed elitaria, che considera trascurabile o effimero il piacere provato da chi, anche per un paio d\'ore, si spinga in una gita fuori porta. Se si vuole che la gente rispetti la natura, la natura non può essere una realtà inarrivabile; deve essere fruibile e giustamente tutelata. Quanto alla maleducazione e all\'inciviltà di moltissime persone... non credo che la questione si possa risolvere con una seggiovia, purtroppo.

    Rispondi

  • Federico Allevi

    24 Marzo @ 12.19

    Farò dispiacere il gestore del rifugio del Lago Santo, che potrebbe perdere qualche avventore in scarpe con i tacchi e sigaretta in bocca....ma la seggiovia a Lagdei è inutile (piccola distanza, poco dislivello) e non contribuisce a divulgare l'approccio corretto alla montagna, ma un vero e proprio "mordi e fuggi" . Un discorso di moderazione andrebbe fatto anche per il rifugio Lagdei, che ha organizzato addirittura le NOTTI BIANCHE l'estate scorsa , richiamando decine di auto, decine di persone, sparando musica a tutto volume , con tanto di coppiette che si appartavano nei sentieri perchè è "mooolto pitoreisco"(come diceva un comico) . Quel modo di fare rifugio e di costruire infrastrutture diffonde un modo di "usare" la montagna solo per fare cassa e far lavorare ristorante e foresteria in maniera abnorme.. La situazione poi diventa lentamente immodificabile, perchè intorno a quelle strutture si creano "posti di lavoro". Un pò come Marghera per Venezia: la chimica è brutta, inquina, è contro il turismo ma..... dà posti di lavoro. Vedrete che reazioni da parte dei gestori!! Mi risulta che tra Lagdei e Lago santo ci lavorino una decina di persone... Apriti cielo, adesso! Niente funivia, per favore, e niente sentieri attrezzati o spianati, ma solo puliti. Che almeno si lasci un poco di sforzo fisico e di natura vera, che tempra il corpo e aiuta ad un approccio graduale ai luoghi. Le persone si potrebbero sentire stimolate a migliorare la forma fisica, magari anche smettendo di fumare, pur di concludere o rifare il sentiero. I più pigri e non adatti, potrebbero desistere. L' educazione della montagna non è "andare a fare un giro in macchina+funivia in montagna" , ma camminarci e trascorrerci qualche ora, anche sudando. Magari mangiando solo un panino, invece di un pasto completo al ristorante. Lagdei rischia di diventare un "fuori porta" affollato e congestionato. Già ora lo è nei weekend. Per non parlare dei Lagoni. Lagdei , l'intera area e il crinale sono una palestra fisica e mentale ineguagliabile, Ho trovato sul Marmagna gruppi di giovani con scarpettine da città, che avevo visto prendere la funivia, assai maleducati e incivili. Forse, se avessero dovuto guadagnare la cima a piedi per lì'intero percorso.....magari avrebbero desistito,. o avrebbero cambiato atteggiamento ... Il fatto-poi- che le guardie forestali presenti non si vedano mai sui sentieri e non agiscano MAI contro i maleducati, è un pericolo aggiuntivo che si somma a funivia e iniziative di tipo "cittadino" del rifugio. Non è consumando un luogo che questo si "fruisce" meglio. Un corridore di montagna

    Rispondi

  • donelli roberto

    24 Marzo @ 11.23

    Vorrei fare alcune considerazioni sull'opinione espressa dal dott. Montali. Daccordissimo sulle regolamentazioni dei flussi di auto; per altro concentrate in Agosto e nella stagone dei funghi; sia per Lagdei che per i Lagoni ( es un servizio navetta ), a patto che non sia come quelll'inutile obrobrio di sbarre e divisorio stradale (mai utilizzato!!!!) posizionato ai Cancelli; oppure come quelle "ripavimentazioni di sentieri" operate alcuni anni fà e di cui ad oggi ne restano soltanto tracce ( doveva servire ai disabili?), il tutto presumo voluto dalle tante "anime verdi" che si muovono su questo territorio le cui ferite, mi si consenta, sono procurate più dall'abbandono di queste terre ( pascoli,boschi, corsi d'acqua,ecc.) da parte dei "nativi" che dalla ex pista da discesa. La seggiovia non è sicuramente la "risoluzione dei Problemi" ma contribuisce anchessa ad uno sviluppo turistico di una zona (purtroppo) sempre più depressa. Non avermene Roberto, ma l'educazione ambientale non è patrimonio di una corrente di pensiero o di un'altra (seggiovia sì o seggiovia no) ma DEVE entrare nel dna di chiunque fruisce del territorio (a prescindere che sia parco o no) .La sua "trasmissione" a giovani e non; deve avvenire su più e diversi canali di comunicazione e con esperienze dirette nell'ambiente montagna, gestite senza dubbio dal CAI, dal Parco, e non ultimo (lancio una proposta) da chi questa terra l'ha curata e coltivata permettendoci adesso di fruirne, lasciandoci un patrimonio ambientale una storia ed una cultura che sarebbe un delitto perdere

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