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Valli Taro e Ceno, nasce l'Unione dei Comuni

A Borgotaro polemiche per la scelta di Varano come sede istituzionale: la minoranza ha abbandonato la seduta del consiglio. Il sindaco Rossi: «Con questa adesione rimaniamo la sede dei servizi della Regione». Otto i paesi coinvolti

I municipi di Borgotaro e di Varano

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Franco Brugnoli
Il consiglio comunale di Borgotaro ha approvato la delibera di costituzione dell’Unione dei Comuni Valli Taro e Ceno, con sede istituzionale a Varano Melegari. Hanno aderito Borgotaro, Tornolo, Compiano, Terenzo, Varano, Pellegrino, Varsi e Bore. 
Non tutta l'assemblea borgotarese ha approvato: la minoranza, al momento del voto, è uscita dall’aula.
Il sindaco Diego Rossi ha difeso e spiegato la scelta, «obbligatoria e necessaria. Occorre anche tenere conto del fatto che, dal 1° gennaio prossimo, in ogni caso, la Comunità montana ovest verrà chiusa. Borgotaro ha ritenuto quindi prioritario partecipare alla costituzione di una prima Unione, aperta, che garantisca la tenuta dei servizi, in primis la salvaguardia del Distretto socio-sanitario, dell’ospedale e delle politiche sanitarie territoriali. E’ un'Unione, oggi, che parte incompleta, in particolare per l’indisponibilità di diversi Comuni di parteciparvi, almeno sino al momento del voto amministrativo di primavera (che coinvolge più di trenta Comuni in provincia di Parma)». 
«Con questa adesione, Borgotaro rimane - ha ribadito il sindaco - sede di tutti i servizi delegati dalla Regione (Agricoltura, Forestazione, Svincolo idrogeologico), del Distretto sanitario, con ruolo di Comune capo distretto, dell’Ufficio di piano per la programmazione delle Politiche sociali ed, in prospettiva, delle funzioni che arriveranno dalla chiusura delle Province (per ora prevista dallo stato con la primavera del 2014)». 
Rossi ha fatto poi considerazioni politiche «di vallata»: «Esisteva ed esiste una visione di alcuni Comuni (sia della parte basse della Valle che di quella Alta), i quali avrebbero voluto “isolare” Borgotaro: con la partenza di questa prima ipotesi di Unione, questa volontà viene bruscamente stoppata. Occorre anche considerare come, in realtà, l’Unione sia soprattutto uno strumento amministrativo, molto diverso dalle vecchie Comunità Montane, finalizzato all’organizzazione e all’erogazione di servizi. Ne è un ulteriore segno il fatto che sia prevista la possibilità di convocare i consigli dell’Unione, in ciascuno dei Comuni membri». 
Di idea decisamente contraria è la minoranza. «La scelta di Varano come sede istituzionale dell’Unione - hanno dichiarato i consiglieri del gruppo “Gente del Borgo”, Alessandro Bocci, Roberto Marchini e Roberto Stefanini - rappresenta, per l’amministrazione borgotarese, un’autentica disfatta, una pesante sconfitta, una vera e propria Caporetto. La scelta di Varano non potrà non avere pesanti ripercussioni, anche sul piano economico. E’ un addio al riequilibrio territoriale: speriamo almeno che in futuro non si organizzino più inutili convegni al riguardo. Vogliamo ricordare quanto aveva fatto la Democrazia cristiana per Borgotaro e per la montagna: pensiamo a figure come Francesco Marchini Camia, Gino Cacchioli, Benigno Zaccagnini. A Borgotaro, al posto della Dc, oggi governa il Partito democratico: se ne vedono i risultati. Ci chiediamo cosa serva a Borgotaro esprimere il vicepresidente della Provincia, quando poi le amministrazioni di Compiano e Tornolo, vicine a quella figura politica, sono d’accordo nell’ubicazione della sede dell’Unione a Varano. E’ un’Unione - concludono - priva di ogni logica, dove il ruolo dei Comuni dell’Alta Valtaro è del tutto insignificante».
Franco Brugnoli

 

Il consiglio comunale di Borgotaro ha approvato la delibera di costituzione dell’Unione dei Comuni Valli Taro e Ceno, con sede istituzionale a Varano Melegari. Hanno aderito Borgotaro, Tornolo, Compiano, Terenzo, Varano, Pellegrino, Varsi e Bore. Non tutta l'assemblea borgotarese ha approvato: la minoranza, al momento del voto, è uscita dall’aula.Il sindaco Diego Rossi ha difeso e spiegato la scelta, «obbligatoria e necessaria. Occorre anche tenere conto del fatto che, dal 1° gennaio prossimo, in ogni caso, la Comunità montana ovest verrà chiusa. Borgotaro ha ritenuto quindi prioritario partecipare alla costituzione di una prima Unione, aperta, che garantisca la tenuta dei servizi, in primis la salvaguardia del Distretto socio-sanitario, dell’ospedale e delle politiche sanitarie territoriali. E’ un'Unione, oggi, che parte incompleta, in particolare per l’indisponibilità di diversi Comuni di parteciparvi, almeno sino al momento del voto amministrativo di primavera (che coinvolge più di trenta Comuni in provincia di Parma)». «Con questa adesione, Borgotaro rimane - ha ribadito il sindaco - sede di tutti i servizi delegati dalla Regione (Agricoltura, Forestazione, Svincolo idrogeologico), del Distretto sanitario, con ruolo di Comune capo distretto, dell’Ufficio di piano per la programmazione delle Politiche sociali ed, in prospettiva, delle funzioni che arriveranno dalla chiusura delle Province (per ora prevista dallo stato con la primavera del 2014)». Rossi ha fatto poi considerazioni politiche «di vallata»: «Esisteva ed esiste una visione di alcuni Comuni (sia della parte basse della Valle che di quella Alta), i quali avrebbero voluto “isolare” Borgotaro: con la partenza di questa prima ipotesi di Unione, questa volontà viene bruscamente stoppata. Occorre anche considerare come, in realtà, l’Unione sia soprattutto uno strumento amministrativo, molto diverso dalle vecchie Comunità Montane, finalizzato all’organizzazione e all’erogazione di servizi. Ne è un ulteriore segno il fatto che sia prevista la possibilità di convocare i consigli dell’Unione, in ciascuno dei Comuni membri». Di idea decisamente contraria è la minoranza. «La scelta di Varano come sede istituzionale dell’Unione - hanno dichiarato i consiglieri del gruppo “Gente del Borgo”, Alessandro Bocci, Roberto Marchini e Roberto Stefanini - rappresenta, per l’amministrazione borgotarese, un’autentica disfatta, una pesante sconfitta, una vera e propria Caporetto. La scelta di Varano non potrà non avere pesanti ripercussioni, anche sul piano economico. E’ un addio al riequilibrio territoriale: speriamo almeno che in futuro non si organizzino più inutili convegni al riguardo. Vogliamo ricordare quanto aveva fatto la Democrazia cristiana per Borgotaro e per la montagna: pensiamo a figure come Francesco Marchini Camia, Gino Cacchioli, Benigno Zaccagnini. A Borgotaro, al posto della Dc, oggi governa il Partito democratico: se ne vedono i risultati. Ci chiediamo cosa serva a Borgotaro esprimere il vicepresidente della Provincia, quando poi le amministrazioni di Compiano e Tornolo, vicine a quella figura politica, sono d’accordo nell’ubicazione della sede dell’Unione a Varano. E’ un’Unione - concludono - priva di ogni logica, dove il ruolo dei Comuni dell’Alta Valtaro è del tutto insignificante».

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