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Le suore lasciano l'asilo Balbi Carrega: diventerà statale?

Convocato d'urgenza il Consiglio Comunale Il sindaco Merusi: «Giusto coinvolgere tutti»

L'asilo Balbi Carrega di Sala Baganza

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Cristina Pelagatti
SALA BAGANZA - La scuola dell’infanzia del paese non sarà più «l’asilo delle suore». La Provincia d’Italia Congregazione «Figlie della Croce», a partire dal 1 agosto 2014 non rinnoverà più la convenzione col Comune di Sala Baganza per la gestione della scuola paritaria per l’infanzia Balbi Carrega, interrompendo la gestione e direzione della scuola stessa che quindi cesserà il funzionamento. 
Per far fronte alla situazione e continuare ad offrire il servizio della scuola per l’infanzia alla comunità salese l’amministrazione comunale, convocando un consiglio comunale d’urgenza, ha avviato il percorso per richiedere che la scuola materna paritaria possa diventare statale. «Avremmo potuto prendere una decisione di giunta - ha spiegato il sindaco Cristina Merusi - ma abbiamo deciso di portare la questione in consiglio perché ci sembra giusto coinvolgere il paese nel percorso. Abbiamo dovuto convocare d’urgenza il consiglio perché aspettavamo il parere favorevole alla questione della conferenza provinciale territoriale scolastica, dopo aver ricevuto quello dell’istituto comprensivo di Felino». 
Le suore Figlie della Croce operano a Sala Baganza dal 1886 e da decenni si occupano dell’asilo paritario, in convenzione col Comune. «Abbiamo una lunga storia di collaborazione con le suore Figlie della Croce che da sempre si occupano dei nostri ragazzi, purtroppo - ha spiegato la Merusi - dopo aver dato tanto alla nostra comunità, non riescono più a continuare e l’unico modo per continuare a fornire servizio che riteniamo fondamentale di 5 sezioni per circa 140 bambini, è che la scuola diventi statale. Il comune si occuperà di fornire i locali, la mensa e i trasporti e lo stato, nel caso la proposta venga accolta, di pagare il personale. Dopo tanti anni di autosufficienza anche lo stato ora dovrebbe fare la sua parte». 
Se il consigliere del movimento 5 stelle Giuseppe Distante ha accolto la proposta, specificando che vigilerà sulla questione ed auspicando un consiglio comunale aperto ed un percorso partecipato con l’intera comunità su un tema tanto importante, la consigliera di Sala Attiva Tiziana Azzolini ha posto il problema che deriva dall’eventuale statalizzazione: che fine fa il personale della scuola? «La richiesta di fare una scuola statale può anche essere fatta, anche se non credo sarà mai concessa visto che non si tratta di scuola dell’obbligo, c’è crisi e lo stato l’ultima volta che ha finanziato una scuola di questo tipo è stato 30 anni fa a Felino, ma la realtà è che in meno di un anno ci sarà un nuovo servizio da costruire perché se non ci sarà le famiglie saranno in ginocchio. Ed è necessario tutelare le persone che lavorano nella scuola, maestri e ausiliari, visto che in caso di scuola statale il personale andrebbe assunto tramite concorso pubblico». I consiglieri di maggioranza Maestri, Ronchini e Saccani, sottolineando come la priorità sia mantenere il servizio e come si tratti solo dell’inizio di un percorso, hanno specificato la presenza di norme che regolano le assunzioni nelle scuole pubbliche.  
Cristina Pelagatti

SALA BAGANZA - La scuola dell’infanzia del paese non sarà più «l’asilo delle suore». La Provincia d’Italia Congregazione «Figlie della Croce», a partire dal 1 agosto 2014 non rinnoverà più la convenzione col Comune di Sala Baganza per la gestione della scuola paritaria per l’infanzia Balbi Carrega, interrompendo la gestione e direzione della scuola stessa che quindi cesserà il funzionamento. Per far fronte alla situazione e continuare ad offrire il servizio della scuola per l’infanzia alla comunità salese l’amministrazione comunale, convocando un consiglio comunale d’urgenza, ha avviato il percorso per richiedere che la scuola materna paritaria possa diventare statale. «Avremmo potuto prendere una decisione di giunta - ha spiegato il sindaco Cristina Merusi - ma abbiamo deciso di portare la questione in consiglio perché ci sembra giusto coinvolgere il paese nel percorso. Abbiamo dovuto convocare d’urgenza il consiglio perché aspettavamo il parere favorevole alla questione della conferenza provinciale territoriale scolastica, dopo aver ricevuto quello dell’istituto comprensivo di Felino». 
Le suore Figlie della Croce operano a Sala Baganza dal 1886 e da decenni si occupano dell’asilo paritario, in convenzione col Comune. «Abbiamo una lunga storia di collaborazione con le suore Figlie della Croce che da sempre si occupano dei nostri ragazzi, purtroppo - ha spiegato la Merusi - dopo aver dato tanto alla nostra comunità, non riescono più a continuare e l’unico modo per continuare a fornire servizio che riteniamo fondamentale di 5 sezioni per circa 140 bambini, è che la scuola diventi statale. Il comune si occuperà di fornire i locali, la mensa e i trasporti e lo stato, nel caso la proposta venga accolta, di pagare il personale. Dopo tanti anni di autosufficienza anche lo stato ora dovrebbe fare la sua parte». 
Se il consigliere del movimento 5 stelle Giuseppe Distante ha accolto la proposta, specificando che vigilerà sulla questione ed auspicando un consiglio comunale aperto ed un percorso partecipato con l’intera comunità su un tema tanto importante, la consigliera di Sala Attiva Tiziana Azzolini ha posto il problema che deriva dall’eventuale statalizzazione: che fine fa il personale della scuola? «La richiesta di fare una scuola statale può anche essere fatta, anche se non credo sarà mai concessa visto che non si tratta di scuola dell’obbligo, c’è crisi e lo stato l’ultima volta che ha finanziato una scuola di questo tipo è stato 30 anni fa a Felino, ma la realtà è che in meno di un anno ci sarà un nuovo servizio da costruire perché se non ci sarà le famiglie saranno in ginocchio. Ed è necessario tutelare le persone che lavorano nella scuola, maestri e ausiliari, visto che in caso di scuola statale il personale andrebbe assunto tramite concorso pubblico». I consiglieri di maggioranza Maestri, Ronchini e Saccani, sottolineando come la priorità sia mantenere il servizio e come si tratti solo dell’inizio di un percorso, hanno specificato la presenza di norme che regolano le assunzioni nelle scuole pubbliche.  

 

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