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Denominazioni comunali: Bardi gioca le sue carte

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E' un'iniziativa per valorizzare le attività agroalimentari
Erika Martorana
Nel consiglio comunale, in programma oggi pomeriggio alle 14.30, il sindaco di Bardi, Giuseppe Conti, presenterà una delibera avente per oggetto «l’approvazione del regolamento per la tutela e la valorizzazione delle attività agro-alimentari tradizionali locali. Istituzione De.Co.- Denominazione Comunale di origine». 
Le Denominazioni Comunali sono atti e delibere di un'amministrazione comunale che in questo modo registra un prodotto, un piatto, un sapere, con il quale la comunità si identifica. Un'opportunità che Bardi ha deciso di cogliere.
Carta d'identità «Le De.Co. - ha affermato lo stesso Conti - sono un atto politico, che fissano un valore, una carta d’identità, che il sindaco rilascia dopo aver censito un passato, un presente e ipotizzato uno sviluppo futuro. Quindi il valore è quello di fissare, in un dato momento storico, ciò che identifica quel Comune. A memoria futura, oppure come occasione del presente per cogliere un’opportunità di marketing territoriale». 
Registro La procedura di approvazione prevede una prima delibera del consiglio comunale che segna l’istituzione di un registro delle De.Co., e segue lo schema e le indicazioni di modello di legge promosso dall’Associazione nazionale comuni italiani. 
«Il regolamento - ha spiegato ancora il primo cittadino di Bardi - ha per oggetto la tutela e la valorizzazione delle attività agroalimentari tradizionali, che possono costituire nel nostro comune una risorsa anche di valore economico. Questo regolamento - ha proseguito il sindaco - non è certamente un fine bensì un mezzo, attraverso il quale vengono definiti quali sono i paletti per la tutela di alcuni dei nostri prodotti che alcune aziende o anche i privati cittadini possono, attraverso la loro istanza, promuovere per creare un indotto economico». 
Opportunità «Di sicuro - ha proseguito Conti - non farà i miracoli però io ritengo che sia una cosa fattibile, altri 450 Comuni in Italia hanno già portato avanti questa opportunità, opportunità che è nata da un’intuizione di un grande, vecchio e compianto giornalista enogastronomico, Luigi Veronelli». 
Marchio Si tratta di una vera e propria certificazione di origine dei prodotti, che corrisponde in tutto e per tutto al marchio «made in Italy»: «E’ come dire “made in Bardi” - ha dichiarato ancora Conti -. I primi quattro prodotti che il Comune intende riconoscere sono i “crocetti alla bardigiana” (cruzetti), la “torta di verze” (turta de cori); la “Picaja” e i “panetti de pinoeu”».
E' un'iniziativa per valorizzare le attività agroalimentari

Erika Martorana

Nel consiglio comunale, in programma oggi pomeriggio alle 14.30, il sindaco di Bardi, Giuseppe Conti, presenterà una delibera avente per oggetto «l’approvazione del regolamento per la tutela e la valorizzazione delle attività agro-alimentari tradizionali locali. Istituzione De.Co.- Denominazione Comunale di origine». Le Denominazioni Comunali sono atti e delibere di un'amministrazione comunale che in questo modo registra un prodotto, un piatto, un sapere, con il quale la comunità si identifica. Un'opportunità che Bardi ha deciso di cogliere.Carta d'identità «Le De.Co. - ha affermato lo stesso Conti - sono un atto politico, che fissano un valore, una carta d’identità, che il sindaco rilascia dopo aver censito un passato, un presente e ipotizzato uno sviluppo futuro. Quindi il valore è quello di fissare, in un dato momento storico, ciò che identifica quel Comune. A memoria futura, oppure come occasione del presente per cogliere un’opportunità di marketing territoriale». Registro La procedura di approvazione prevede una prima delibera del consiglio comunale che segna l’istituzione di un registro delle De.Co., e segue lo schema e le indicazioni di modello di legge promosso dall’Associazione nazionale comuni italiani. «Il regolamento - ha spiegato ancora il primo cittadino di Bardi - ha per oggetto la tutela e la valorizzazione delle attività agroalimentari tradizionali, che possono costituire nel nostro comune una risorsa anche di valore economico. Questo regolamento - ha proseguito il sindaco - non è certamente un fine bensì un mezzo, attraverso il quale vengono definiti quali sono i paletti per la tutela di alcuni dei nostri prodotti che alcune aziende o anche i privati cittadini possono, attraverso la loro istanza, promuovere per creare un indotto economico». Opportunità «Di sicuro - ha proseguito Conti - non farà i miracoli però io ritengo che sia una cosa fattibile, altri 450 Comuni in Italia hanno già portato avanti questa opportunità, opportunità che è nata da un’intuizione di un grande, vecchio e compianto giornalista enogastronomico, Luigi Veronelli». Marchio Si tratta di una vera e propria certificazione di origine dei prodotti, che corrisponde in tutto e per tutto al marchio «made in Italy»: «E’ come dire “made in Bardi” - ha dichiarato ancora Conti -. I primi quattro prodotti che il Comune intende riconoscere sono i “crocetti alla bardigiana” (cruzetti), la “torta di verze” (turta de cori); la “Picaja” e i “panetti de pinoeu”».

 

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