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Torre di Chiastre, la frana è troppo vicina: due case evacuate

Torre di Chiastre, la frana è troppo vicina: due case evacuate
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La frana è troppo vicina. La colata di detriti che dal prato scende verso valle non si arresta, nonostante il lavoro degli escavatori per deviarne il corso. E allora è arrivata la decisione: la casa più vicina e minacciata, quella di Franco Ablondi, deve essere evacuata. Non ha lesioni, l'abitazione di Torre di Chiastre, ma il pericolo è reale: 120 metri separano le mura dalla frana. E il sindaco di Calestano Maria Grazia Conciatori ha firmato l'ordinanza. L'evacuazione è in corso: i mobili di Ablondi sono stati traslocati al circolo La Piana di Ravarano, l'uomo troverà alloggio dal figlio a Calestano, e sul posto stanno lavorando i volontari della Protezione civile.

E' stata poi deciso anche lo sgombero di una seconda casa (della famiglia Magri), attualmente disabitata ma a sua avolta a rischio.

IL SOPRALLUOGO. L'assessore Fellini: "Posizionate torri faro. Per il momento la viabilità non è in pericolo" (comunicato stampa della Provincia)
Non si arresta la frana di Chiastre di Calestano, che in queste ore sta tenendo col fiato sospeso la popolazione. In mattinata sul posto è andato per un sopralluogo l’assessore provinciale alla Viabilità Andrea Fellini, accompagnato dal dirigente Gabriele Alifraco e dai tecnici della Viabilità e della Protezione civile. “Insieme al sindaco di Calestano Mariagrazia Conciatori e al tecnico comunale siamo saliti fino alla parte alta della colata di fango per renderci conto di persona della situazione – racconta Fellini -. Sul posto ci sono i mezzi comunali di movimentazione terra, che su indicazione del Servizio tecnico di bacino stanno lavorando per drenare le acque di superficie. Quello che appare chiaro è che il movimento fangoso si sposta molto velocemente”. Ad alcuni metri dalla frana si trova un’abitazione privata, con un fienile e altri accessori, che è in fase di evacuazione. Più sotto, a circa 60-70 metri, ci sono altre abitazioni e la strada provinciale 15 Calestano-Berceto. Calestano e Berceto sono i due comuni interessati: la corona di distacco è infatti in territorio bercetese, mentre la colata si riversa poi nel territorio comunale di Calestano.

 

“Oggi – spiega Fellini - abbiamo preso visione del movimento e attivato il Comitato provinciale di Protezione civile per gestire le operazioni di monitoraggio della frana e di assistenza della popolazione”. E’ stato inoltre aperto il Centro operativo comunale, punto di riferimento in questa fase. “Il Servizio Viabilità, il Servizio Protezione civile della Provincia e i volontari terranno monitorata la frana, mentre il Comune, su indicazione del Servizio tecnico di bacino, cerca di arginare il movimento franoso. Abbiamo inoltre disposto il posizionamento di alcune torri faro: due serviranno per controllare il movimento della frana, una illuminerà l’abitazione a rischio e un’altra illuminerà la strada provinciale”, prosegue Fellini, che conclude: “I nostri uffici sono operativi 24 ore su 24, vedremo come evolve la situazione per decidere di volta in volta, insieme agli altri enti di competenza, come intervenire, e nel frattempo continueranno le opere di drenaggio e alleggerimento del fronte franoso. Per il momento la viabilità provinciale non è in pericolo ma occorre tenere alta l’attenzione e, soprattutto, dare il massimo sostegno alla popolazione residente nella zona”.

 

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  • DarKnight

    13 Gennaio @ 23.58

    Da frequentatore della Val Baganza e conoscitore delle dinamiche del posto, se proprio vogliamo trovare delle responsabilità per situazioni del genere posso tranquillamente affermare che le Comunità Montane (enti che gestiscono il settore foreste) autorizzano di tutto e di più senza mai dire di no (colpa di una legislazione in materia vecchia di un secolo o omissione???). Per quello che ho visto con i miei occhi la Forestale nei controlli svolti ha multato spesso negli ultimi anni i tagliatori furbi soprattutto nella zona interessata...ma se poi i stessi tagliatori vengono autorizzati a tutto gli agenti hanno le mani legate...se poi ci mettiamo che la cultura della prevenzione di noi tutti è inesistente, il quadro è completo...

    Rispondi

  • Goldwords

    12 Gennaio @ 12.30

    Ma tutte quelle piante e boschi che hanno tagliato, ogni dove, in quella zona, non vorrà dir niente? E i rimasugli dei tagli, lasciati in mezzo ai boschi, come detriti e mai portati via, con la chiusura degli occhi da parte di Forestale e di chiunque ne avesse compito, non vorrà dir niente? Ma perché mai nessuno cerca di guardare e prevenire, visto che ad un km o poco più, qualche anno fa è caduto un ponte? Forse sono io che vedo e gli altri mai? E i soldi dei permessi dei funghi, che dovevano servire a sistemare strade e cose varie, dove sono finiti, che le strade per andare ai monti sono a livello di Camel Trophy? Adesso qualcuno verrà a dirci che davanti alla natura non si può far niente? Mhà, la solita storia italiana!!!

    Rispondi

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