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L'INCHIESTA

Soragna: turismo ok, male il commercio

Il paese risente della crisi, «Ma tutto sommato c'è lavoro». Critiche alla sicurezza. In molti rimpiangono la Festa dei Nasi

La piazza principale di Soragna

La piazza principale di Soragna

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SORAGNA - Gente della Bassa: sanguigni, generosi, sempre socialmente impegnati e orgogliosi della loro terra, si farebbero in quattro per rendere migliore, «il migliore», il loro paese. I soragnesi non fanno eccezione, anzi, se chiedi loro cosa farebbero per migliorare le cose diventano un fiume in piena e propongono tante idee con energia, passione e anche molte critiche. Non mancano ironia e risate: non dimentichiamo che questo, una volta, era il regno di Nasonia e più di un soragnese lo ripete con nostalgia.
Soragna conta oltre 4.500 abitanti, cuore e simbolo del paese è la Rocca Meli Lupi, attorno a cui ruota la vita turistica (e in parte anche commerciale) del paese. Cinque banche in un pugno di metri, almeno cinque aziende locali di cui una dà da lavorare (in tanti lo ripetono) ad almeno seicento persone e cinque ristoranti-pizzeria, di cui due conosciuti a livello nazionale.
Su una cosa, comunque, i soragnesi convergono positivamente: il turismo va bene. Qualcuno, poi, vorrebbe più azioni a riguardo. 20-25mila visitatori in un anno nella sola Rocca non sono pochi di questi tempi. Ma isole felici, sempre di questi tempi, non ce ne sono, basta chiedere ai commercianti che si lamentano di come vanno le cose qui. E sono in parecchi. I giovani? Divisi a metà tra chi si accontenta di quello che offre il paese e chi vorrebbe qualcosa in più. Ma questo è un piccolo-grande mondo e c'è tanto altro, come chi si lamenta del collegamento dei bus con Parma o chi vorrebbe il Comune più presente nelle varie attività ricreative. Ma c'è anche chi è contento e sintetizza con un «c'è tutto, qui si sta bene». Lo ripete Maria Pia Piroli, che aggiunge: «Anche se Soragna si sta spegnendo e tanti negozi stanno chiudendo. Prima c'era un sacco di gente in centro... Meno male che c'è qualche associazione che si dà da fare: sono loro l'anima del paese». La viabilità? «Via Roma andrebbe chiusa al traffico pesante, è sottoposta a manutenzione continuamente». Critiche alla viabilità arrivano anche da Pietro Faroldi (rotatorie e semafori oppure «ci sono pochi vigili in giro»), che aggiunge: «C'è troppo sporco in paese». Sergio Mingardi, invece, punta il dito sulle barriere architettoniche: «Molti posti, per me, sono off-limits». Poi attacca con uno dei temi «caldi»: «Qui si sta bene, a parte i ladri che continuano ad agire indisturbati». Sui malviventi rincara Maria Teresa Tortellotti: «Mi trovo bene qui ma ho paura dei ladri. I carabinieri ci sono ma con i pochi soldi che girano non possono fare miracoli».
Il lavoro delle associazioni viene premiato un po' da tutti. Idealmente ringrazia Marilena Ziliotti (segretaria dello Sci club), che spiega: «C'è un buon rapporto con il Comune, peccato che non abbiano creduto, nel tempo, in alcune manifestazioni come la Festa dei Nasi: portava gente». «E' il paese migliore della zona - commenta Elena Corradi - peccato che non ci siano negozi per noi giovani». Sul divertimento: «O stiamo qui al bar o ce ne andiamo a Parma».
Discreta la componente degli stranieri, di cui nessuno sembra lamentarsi, anzi: «C'è ottima integrazione - rileva Gianfranco Faroldi -: lavorano e partecipano attivamente alla vita del paese». Faroldi, da addetto ai lavori (è ds del Soragna calcio) parla di sport: «C'è sempre qualcosa da fare per renderli al 100%, ma tutto sommato gli impianti sono messi bene e, qui, ce ne sono di ogni tipo (tra questi, due campi da calcio più uno d'allenamento, il palazzetto dello sport, una tensostruttura per il pattinaggio e la piscina coperta)». E conclude: «Sono innamorato del mio paese, è ancora uno dei posti dove ci si conosce e ci si dà una mano».
Come ovunque, l'aria di crisi soffia e si fa sentire, ma Giovanna Montanari puntualizza: «E' una zona ricca, qui si lavora un po' meno ma ancora si lavora (i pilasti sono industria, agricoltura e lavorazioni del maiale e del formaggio)». Gli scontenti? «C'è meno stabilità - spiega -: ora i contratti durano sei mesi e l'agricoltura non rende più come una volta, quindi c'è più insicurezza».
Sempre di crisi parla Enrico Dioni: «Si sente eccome, ma credo sia un momento in cui riflettere sul proprio lavoro, su quello che si è fatto e se si è fatto bene o male. Noi (La Locanda del Lupo ndr) abbiamo fatto un'analisi di questo tipo e abbiamo trovato una soluzione tornando alla cucina tradizionale». E proprio sulla tradizione ha un rammarico: «I giovani qui la stanno perdendo». E, seppur promuovendo la presenza di turisti, rimarca: «In altri paesi qui attorno si è fatto molto di più per il turismo». Daniele Garbi sottolinea la mancanza «di una Casa della salute in cui riunire i medici di base, come hanno fatto a Busseto». E mentre al bar qualcuno interviene criticando («Pago una Tarsu carissima e il vetro me lo devo portare via io») Garbi continua: «Il paese è morto, l'ultima manifestazione nuova è di 20 anni fa: non c'è stato rinnovamento. Basterebbe più unità tra commercianti e più pubblicità: i soragnesi si muovono, se chiamati rispondono». E anche lui ripete: «C'è poca sicurezza, i carabinieri sono pochi e penalizzati». Luigi Romanini è dettagliato: «Andrebbe migliorato lo scolo dell'acqua in strada Argini». «Troppi furti in giro - però conclude - ma tutto sommato qui si sta bene». Francesca Carboni: «Si sta bene, anche se manca tutto per i giovani. Se vogliamo divertirci dobbiamo andare a Parma, Cremona o Fidenza». Valentina Bassanetti: «E' un bellissimo paese, ci sono servizi per ogni tipologia di persona. Il teatro, però, è poco sfruttato: io organizzerei più spettacoli per bambini e iniziative o feste per anziani». Poi tira in ballo il Comune: «Dovrebbe interagire di più con i giovani nell'organizzazione di eventi». Rinnovando l'auspicio di vedere anche qui «una Casa della salute - annota - con le visite specialistiche una volta alla settimana». Cos'altro manca? «Una pista ciclabile completa e un percorso natura per correre». Negozi, vero nervo scoperto del paese: «Mancano e quelli che ci sono non hanno abbigliamento per giovani - annota Giordana Giordani -: per lo shopping andiamo a Parma o Fidenza». Paolo Azzali: «Qualcosina per i giovani c'è, come il “Bassa summer party” e alcune associazioni molto attive: servirebbe più dialogo tra chi vuole fare qualcosa e il Comune. Il trend è in calo e gli amministratori dovrebbero intervenire prima che crolli tutto». «Siamo messi male: Soragna dovrebbe essere più viva - critica Roberto Scaglioni - non c'è molto e i negozi di abbigliamento, come le varie iniziative, non sono all'altezza». Bruno De Luca vive qui da quasi 25 anni: «Ho tutto, qui mi sono trovato bene fin da subito». «In altri paesi è tutto più triste - spiega Mara Marenzoni -: qui si sta bene, anzi prima era peggio ma ora la situazione è migliorata, soprattutto dal punto di vista del turismo». «Non esiste la bacchetta magica per migliorare le cose - spiega Marco Dallabona -: il paese è vivibile, chi ha le idee giuste e la testa giusta può emergere e lavorare bene». Il suo osservatorio (La Stella d'oro) è speciale: «Il trend è buono, si tratta di avere delle idee: peccato che girino pochi soldi, questo è colpa della corsa al ribasso dei prezzi». Sulla vita sociale: «Prima c'era più gente in piazza, ora non c'è nessuno, ma nonostante la crisi il paese è ancora vivibile». Diego Delendati non ha dubbi: «E' una delle poche oasi felici: quel poco che è rimasto va bene e deve essere un valore». E per Elisabetta Chiappani: «A Soragna sta bene, c'è tutto quello che serve. E' una realtà piccola ma le cose da fare ci sono, e c'è anche lavoro».

 

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