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BORGOTARO

"Distaccamento dei vigili del fuoco a rischio? Scelta irresponsabile"

Il ministero non garantirebbe più i costi di gestione. Venerdì un incontro in Prefettura. La preoccupazione dei sindacati dei vigili e dei sindaci

"Distaccamento dei vigili del fuoco a rischio? Scelta irresponsabile"
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Vi è grande preoccupazione a Borgotaro per un aspetto davvero molto serio, che riguarda la sicurezza di tutto il comprensorio. In un disegno di riduzione delle spese pare molto probabile) che il Ministero non garantisca più i costi di gestione delle sedi dei vigili del fuoco volontari. E Borgotaro ospita, com’è noto, proprio un Distaccamento: una struttura di prim’ordine, con oltre cinquanta vigili che svolgono questo servizio gratis. 

«Il nostro territorio, con le sue numerose fragilità e con la sua distanza da Parma, – ha detto il sindaco Diego Rossi, che ha scritto una lettera a tutti i suoi colleghi interessati (Albareto, Bedonia, Compiano, Bardi, Berceto, Tornolo e Valmozzola) – rischia di venire ulteriormente colpito, in un aspetto fondamentale, ovvero quello legato alla sicurezza, che è, per noi, la cosa di primaria importanza».
Il Prefetto di Parma Luigi Viana, che peraltro conosce bene questa struttura, ha espresso tutta la sua attenzione e disponibilità in tal senso: è stato indetto un incontro in Prefettura, venerdì alle 11, appunto per discutere di come affrontare questo grave problema.
Si tratta insomma di capire quali strumenti si possano mettere in campo, ma anche di ribadire l’importanza di un presidio così fondamentale ed insostituibile, a difesa di tutti i cittadini dell’intero territorio.
«Comunque nessuno a Borgotaro e nelle due vallate, – ha detto il sindaco Rossi – può soltanto immaginare una chiusura, una soppressione di un Distaccamento di questo tipo. Sarebbe davvero un’autentica pazzia».

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FNS-CISL: "SCELTA IRRESOPONSABILE"
"L’articolo apparso sulla Gazzetta, e relativo alle preoccupazioni circa le sorti del distaccamento volontario dei Vigili del fuoco di Borgo Val di Taro, evidenzia come ancora una volta, il mero calcolo economico dei tagli dello stato possa mettere in discussione irresponsabilmente un servizio essenziale di soccorso alla popolazione come quello in questione". A dirlo è   Lucio Biggi, della Cisl.
"Il problema insorto è quello relativo al pagamento dell’affitto della sede che il Ministero dell’Interno paga alla cooperativa proprietaria, onere che a seguito della “spending revue”, si dovrebbe accollare il Comune ove è ubicata la sede.
Questo accade non solo a Borgotaro, ma purtroppo anche in altre zone del nostro paese. La volontà del Ministero rischia infatti di tradursi in un problema molto serio che potrebbe pregiudicare la sicurezza di tutti i cittadini che beneficiano della presenza dei Vigili del fuoco in quelle zone e non solo.
Il nostro territorio, con le sue fragilità, rischia di venire ulteriormente colpito in un aspetto fondamentale come quello della sicurezza e del soccorso pubblico, garantito dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Questo non è quindi assolutamente accettabile anche da parte della nostra organizzazione ed è da anni che siamo impegnati nel ribadire e sancire la specificità del Corpo e quindi una diversa valutazione proprio rispetto a quei temi generali che oggi vengono chiamati in causa per alleggerire il bilancio dello stato, a scapito ovviamente del servizio.
Bene hanno fatto quindi i sindaci del comprensorio, in cui opera il distaccamento, a mobilitarsi in una giusta causa più che condivisibile che rischia di  compromettere il servizio che  la sede ed il suo personale svolgono nella Valtaro e non solo, così come risulta molto apprezzabile la disponibilità del Prefetto e del Comandante provinciale ad adoprarsi nella risoluzione del problema
insorto, alla ricerca di soluzioni ed ipotesi che possano ovviare a questa seria preoccupazione.
Le iniziative che sono state messe in campo, stanno infatti  a testimoniare l’importanza dell’esistenza da ormai 41 anni della sede (istituita nel 1973) da parte di chi materialmente amministra il territorio, rispetto agli interventi e ai benefici portati alla collettività in termini di sicurezza e soccorso, nonché rispetto alle connotazioni sociali che il servizio indiscutibilmente ha. La “spending revue” potrebbe quindi interessare anche la nostra provincia il cui territorio di competenza è il secondo in ordine di estensione nella regione Emilia Romagna, seconda solo a Bologna con 3449 kmq. , 47 comuni con una popolazione complessiva di circa 447.251 abitanti residenti, con un rapporto locale teorico tra vigili del fuoco e popolazione, ben lontano dalle medie europee che corrisponde a 1 vigile del fuoco ogni 3020 abitanti circa, dato che renderebbe necessaria ed opportuna l’apertura di nuove sedi distaccate per aumentare la presenza e la capillarizzazione sul territorio provinciale.
Quindi piuttosto che chiudere le sedi dei Vigili del fuoco, occorrerebbe aprirne delle altre laddove ovviamente servono, per poter essere più celeri nel portare soccorso alla popolazione.
Diversi anni addietro, vennero individuati come necessari per la nostra provincia alcuni distaccamenti sia permanenti che volontari, atti a creare una maggiore capillarità e presenza sul territorio. Come non pensare infatti ad un distaccamento permanente a Fornovo Taro e ai distaccamenti volontari programmati nelle zone più distanti dalle sedi attuali, con particolare riferimento alle zone montane del nostro appennino , dove però si registra una certa difficoltà e lentezza nella loro pratica realizzazione, anche in considerazione di vari fattori antropologici e abitativi legati a quei territori, oggi drammaticamente colpiti dai numerosi dissesti idrogeologici che ne stanno devastando il territorio e dove pertanto dovrebbe esserci una presenza costante dello stato, anche per ciò che riguarda il soccorso pubblico e la protezione civile.
L’impegno di uno stato moderno deve essere anche quello di garantire alla popolazione un servizio adeguato di soccorso pubblico e protezione civile per accrescere anche quegli aspetti legati alla sicurezza della popolazione e del territorio, che spesso vengono inglobati non nei servizi pubblici essenziali, ma più genericamente nella spesa pubblica e quindi soggetta a generici tagli di spesa, che stridono ed incidono negativamente sulla qualità della vita dei cittadini.
L’esempio di ciò che sta accadendo al distaccamento di Borgotaro e non solo, non è altro che una delle assurde conseguenze che grazie alla poco attenta gestione del Corpo, in termini politici e tecnici, ha portato oggi ad assumere orientamenti a dir poco irresponsabili poiché le ripercussioni le subiranno come al solito i cittadini che richiederanno il nostro intervento, fruitori finali del nostro servizio."

 

 

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  • Federico

    24 Febbraio @ 00.06

    l italia sta andando a rotoli non gliene frega più niente a nessuno

    Rispondi

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