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Forum Noceto: tangenziale, «bestia nera»

Forum Noceto: tangenziale, «bestia nera»
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I prossimi 6 e 7 giugno i nocetani saranno chiamati a scegliere il loro nuovo sindaco dopo la decade «firmata» Fabio Fecci. Una sfida a due, un  duello che mette di fronte  l'assessore uscente Giuseppe Pellegrini, alla testa della lista «Liberi e uniti per il paese» e una new entry della politica, Giorgio Sartor, che guida  «Noceto civica». La Gazzetta li ha invitati in redazione per mettere a confronto le loro idee per il  paese del futuro. Ecco cosa è emerso.

  
Quali sono gli elementi fondanti del vostro programma?
Pellegrini 
«Puntiamo a mantenere tutto ciò che è stato realizzato in questi ultimi 14 anni di amministrazione basata sul concetto del “fare”. In particolare, confermare i servizi alla persona: quelli legati all'infanzia, agli anziani, a chi ha bisogno di sostegno. Ci sono i progetti legati al tema  sentito della sicurezza: proseguiranno, ad esempio, i servizi notturni   dei vigili urbani sul territorio e l'installazione delle telecamere, che hanno dimostrato di essere un valido deterrente contro la microcriminalità e i vandalismi. Poi daremo seguito a progetti ambiziosi che hanno già  le basi: la tangenziale di Noceto e la piscina coperta, che completerà l'impiantistica sportiva all'avanguardia».    
 Sartor «Le nostre  due parole chiave sono trasparenza e partecipazione: tutti i cittadini devono essere in grado di capire cosa sta succedendo e di   dire la propria opinione sulle scelte per il paese. Nel concreto, ad esempio, gli atti dovranno essere tutti in rete, le delibere di giunta visionabili in tempo reale. Chiunque deve poter reperire qualunque tipo di informazione a qualunque livello, specie in materia edilizia. Poi ci attanaglia il problema della sostenibilità economica dei progetti: da tempo si evince dal bilancio che ci sono grosse quantità di debito da smaltire. Infine, il nostro cavallo di battaglia, la sostenibilità ambientale:  non prevedere di inserire le pratiche fotovoltaiche nella fase di costruzione dell'edilizia pubblica è stato un errore. A fronte di spese iniziali, sostenute comunque da contributi, nel futuro l'energia sarà a costo zero».

    
Che destinazione prevedete per la vecchia scuola?
Sartor
«Da quel che mi risulta l'edificio ospita la settima classe della materna e l'asilo nido. Considerato che al momento non si può pensare di spostare tutto altrove, si potrebbe creare un luogo in cui le associazioni e i circoli giovanili possono avere un punto di incontro. Fra l'altro, noi proponiamo la creazione di un Forum delle associazioni, che sta iniziando a prendere forma spontaneamente, come dimostra l'interazione tra Avis e Croce Verde. Credo che l'Amministrazione debba agire come facilitatore per fare le cose insieme:  costa meno e permette di sfruttare meglio le sinergie di tipo volontaristico».    
 Pellegrini «Intanto l'asilo nido non è ospitato nella vecchia scuola. C'è solo la classe della materna, che sarà trasferita nella nuova struttura. Inizialmente l'edificio doveva essere ceduto dopo l'inaugurazione della nuova scuola, ma ne abbiamo visto le potenzialità e abbiamo cambiato idea. Già da un anno abbiamo avviato colloqui con la Provincia e l'ex Provveditorato perchè a Noceto si possa creare un biennio di scuola superiore. Gli impianti di sicurezza e antincendio ci sono e il bacino di utenza è importante: da Fontevivo a Collecchio.  Siamo stati un po' ostacolati per ragioni politiche che vogliono il mantenimento di altri istituti in provincia. Ma crediamo che per una serie di motivi quali la mancanza di edifici per le superiori in città, l'onerosità e la problematicità dei trasporti pubblici, con inquinamento atmosferico e altre conseguenze, sarebbe una soluzione ideale e già pronta. Ci crediamo ancora e faremo tutto il possibile per realizzare il biennio quanto prima».  

A Noceto  resta il problema del traffico. Che idee avete, anche in merito alla tangenziale?
Pellegrini
«La tangenziale è  nel nostro Prg da 15 anni. Per svariati motivi ci sono stati rallentamenti. Con il ministro Lunardi siamo riusciti a inserire la tangenziale tra le opere accessorie alla Ti-Bre. Purtroppo con l'avvento del ministro Di Pietro c'è stato un black-out di due anni. Ultimamente, visto che lo scoglio era a livello europeo, sappiamo che ci sono stati viaggi ad hoc dell'attuale ministro e sembra che il progetto sia stato sbloccato. Ce lo conferma anche Autocisa, che dovrà realizzare l'opera a sue spese. Ora servono i tempi tecnici di alcuni mesi per partire. Ma il progetto preliminare è già stato realizzato dalla stessa  Autocisa e condiviso e approvato con il presidente della Provincia. Stiamo solo aspettando il via europeo alla Ti-Bre».   
 Sartor «Sono 25 anni che si parla di tangenziale. Togliere il traffico pesante dal centro di Noceto è fondamentale, e l'apertura del nuovo ponte  ha generato problemi accessori: a Borghetto nelle ore di punta non si riesce ad uscire di casa. Per ora non ho visto un progetto esecutivo, ma solo sulla carta. Che potrebbe starmi anche bene, ma che taglia una buona fetta di territorio agricolo, e non è una bella cosa per la  Food Valley. Resta comunque il problema della condivisione, della partecipazione e della trasparenza. I tracciato di un'opera così importante doveva essere ben presentato alla popolazione. Fino a poco tempo fa la tangenziale doveva arrivare in un punto, ora ci si collega a una parallela a via Camboara per arrivare al casello autostradale. Serve un bel lavoro di valutazione dell'impatto ambientale, prevedendo opere di mitigazione. Tutte cose che nel progetto non ci sono ancora: per ora c'è solo una riga sulla carta. Trovo strumentale dare tutti i meriti a Lunardi e i demeriti a Di Pietro. La questione fondamentale è chiarire “chi” paga “cosa”. L'esempio è Pontetaro: la nuova Via Emilia non arrivava mai alla fine perchè non si sapeva mai chi pagava le diverse opere».
 Pellegrini «Mi spiace contraddire Sartor, ma la tangenziale non è una riga su carta ma un progetto ben definito che prevede tratti in trincea e tutte le mitigazioni ambientali possibili, il cavalcavia, gli svincoli e le rotatorie ove necessario. E non ci sarà alcun costo a carico dell'Amministrazione. Basta chiedere  al presidente della Provincia, che ha condiviso il progetto. E a proposito di condivisione, prima  di realizzare il preliminare abbiamo contattato  tutte le associazioni  e i proprietari interessati, che ci hanno chiesto  piccole modifiche. Sono stati passaggi concreti, svolti nel giro di sei mesi. Poi, va bene dire che potevano esserci soluzioni diverse di tracciato, ma bisogna vedere quali: il territorio è sempre quello, diviso dal Taro e dall'autostrada.  Se le amministrazioni precedenti, anche di colore politico diverso, hanno  fatto più o meno le stesse ipotesi, vuol dire che  non si può inventare chissà che cosa». 
Sartor «Mi fa piacere che sia stato tutto ben definito e progettato, ma - ripeto -mi piacerebbe che fosse portato anche a conoscenza dei cittadini. Non c'è stato un contatto diretto con le frazioni, con la popolazione, in cui qualcuno mostrasse come sarà la tangenziale. Se si rendono partecipi i cittadini, si riescono a evitare anche alcune prese di posizione a volte strumentali. Ho poi una preoccupazione: mi  dispiacerebbe che insieme al traffico pesante la tangenziale eliminasse anche il flusso  di persone che possono cogliere l'occasione di fermarsi e vivere il paese insieme a noi. Bisogna capire come rendere Noceto attrattivo dal punto di vista turistico. Mi piacerebbe che il paese venisse progettato. Ci sono realizzazioni fatte a macchia di leopardo, sull'onda dell'immediato, senza un progetto complessivo. Questa amministrazione ha grossi meriti, ma anche il grosso demerito di essersi isolata, dal punto di vista decisionale, nelle proprie stanze: questo è da evitare».      
Pellegrini «La partecipazione c'è stata, con un momento pubblico importante. Per quanto riguarda la bretella che passa da via Camboara, è una modifica che ha richiesto la Provincia temendo un traffico eccessivo sulla provinciale».  
     
Si dice che  i Crociati Noceto, se promossi in C2,   traslocheranno altrove. Quale sarà il futuro dello stadio e degli impianti sportivi?
 Sartor «Me lo sono chiesto anch'io e la cosa mi turba. Un impianto del genere, se non ci fossero più i Crociati, sarebbe  sprecato. Resterebbe una “cattedralina nel deserto”. La  tribuna da 800 posti resterebbe vuota. Mi piacerebbe avere la garanzia della permanenza dei Crociati a Noceto. Ma  in generale credo che la gestione degli impianti sportivi andrebbe fatta in modo più pianificato e con più chiarezza. Mi risulta che gli amatori devono pagare ai gestori 180 euro a volta per giocare sul sintetico, e non è bello, e che i Pulcini vadano a giocare sui campi di Pontetaro».  
 Pellegrini «Dai contatti che abbiamo con la dirigenza dei Crociati, l'intenzione di andar via dal paese non c'è. E' ovvio che in caso di promozione in C2 la “cattedralina nel deserto” forse dovrà essere ampliata con un'altra tribuna, perchè già quest'anno si sono creati problemi quando le tifoserie ospiti sono arrivate in forze. Ma faccio un passo indietro: quando abbiamo deciso di costruire l'impianto non c'erano i Crociati ma una squadra che militava in Promozione. L'impianto è invidiato da tanti, e calcato da una schiera di 350-400 ragazzini. C'è comunque carenza di campi, un paio di squadre devono andare a Pontetaro, nonostante le tante  strutture. Poi, è vero che se gli amatori  giocano di sera sul sintetico, con l'illuminazione, devono pagare, ma ci sono anche costi di gestione a cui far fronte. Non tutto può essere gratuito. A fine anno, però, noi abbiamo sempre erogato a tutte le società sportive dei contributi».      
Sartor «Vorrei essere certo, però, che il Comune non paghi alla società gestrice le bollette, se i soldi arrivano dagli amatori. Se no  c'è qualcosa che tocca».
Pellegrini «Non c'è niente che tocca. E' nostro dovere aiutare le società sul territorio. Ogni anno abbiamo devoluto 60-70 mila euro alle associazioni sportive»
Sartor «Mi piacerebbe riuscire a tirare fuori queste cifre dal bilancio»
Pellegrini «C'è un capitolo apposito: contributi alle società sportive»
Sartor «Sì, ma vorrei qualcosa di più dettagliato. E in ogni caso non è simpatico che dei bambini debbano emigrare per giocare a calcio, con spese ulteriori. Andrebbe tutto pianificato meglio»

   
 Se aveste la bacchetta magica cosa portereste o cosa fareste scomparire da Noceto?
Sartor
«Non mi piace il traffico pesante che lo attraversa, che vorrei veder scomparire. Vorrei invece portare una valorizzazione maggiore della Rocca».
 Pellegrini «Sogno di vedere un percorso di piste ciclabili e ciclo-pedonali che colleghi ogni parte del territorio, frazioni comprese, in cui ciclisti e pedoni possano girare in sicurezza. Abbiamo già fatto diversi tracciati, però sarebbe bello collegarli completamente come accade in Olanda. E pensiamo di poterci  riuscire. Non vorrei invece far scomparire nulla: solo veder rimessi a nuovo certi fabbricati nel centro del paese».

  Di quale fascia della popolazione vorreste soprattutto il voto?
Pellegrini
«Lo so, sono egoista, ma vorrei i voti di tutti»
 Sartor «Su questo sono perfettamente d'accordo anch'io»
 

   Perché dovrebbero votarvi?
Sartor
«La nostra lista ha una media d'età di 39,9 anni, e questo perchè c'è una persona nata nel '42. La faccia con cui ci si presenta è quella di persone e di giovani che hanno delle idee e che sanno come attuarle. Idee  che saranno utili a tutti, dai neonati ai centenari».   
 Pellegrini «Io vorrei ricordare ai cittadini di Noceto che ci piacerebbe continuare ad amministrare il paese come è stato fatto fino ad oggi: con idee, competenza e con il buon senso del padre di famiglia. E' tutto racchiuso nel nostro simbolo, che altri paesi ci hanno chiesto: questo significa che si è amministrato bene, e che altri vorrebbero amministrare nello stesso modo».
 

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