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Montechiarugolo: «No» alle ronde

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Entrambi abitano a Monticelli, entrambi aspirano a diventare sindaco del Comune di Montechiarugolo.  Luigi Buriola,  l'assessore uscente vincitore delle primarie del centrosinistra, e Virginio Minari, il civico appoggiato da Pdl, Lega e Civiltà per Montechiarugolo, si sono ritrovati uno di fronte all'altro nella redazione della Gazzetta per parlare di idee e programmi per il paese. Ecco cosa è emerso.  
Quali sono gli elementi  caratterizzanti del vostro programma?
   Minari «Puntiamo notevolmente sul cambiamento: radicale, a 360 gradi, che verrà attuato con trasparenza, come ci è stato chiesto dai cittadini. Tante persone, anche che non conoscevo,  mi hanno fermato per strada per parlarmi e  mi hanno convinto ad accettare la candidatura per portare il paese fuori dall'immobilismo: siamo rimasti a 15 anni fa. Recuperemo il tempo perduto».    
  Buriola «Noi crediamo che il nostro comune in questi anni si sia mosso bene, recuperando forti gap strutturali, soprattutto fornendo strutture e servizi di qualità, in particolare a  giovani e anziani. Ora ci saranno nuove sfide che riguardano  il sistema viabilistico, con le tangenziali delle diverse frazioni,  e la riqualificazione dei centri di Monticelli e di Basilicanova. Una delle priorità sarà la riqualificazione della  piazza di Monticelli e dell'ex albergo Centrale:  si tratta di un intervento privato,  ma il Comune deve avere  una parte attiva nella vicenda. Poi punteremo sull'ambiente, che significa risparmio energetico  ma anche creare nuova economia e nuove possibilità per i giovani. Infine dovremo attuare la seconda parte del Parco dello sport, che  avrà anche strutture commerciali e direzionali, con opportunità di sviluppo per chi lavora sul territorio».
   Minari «Ho sentito parlare di progetti che sono anche i nostri. Con una differenza: noi ci proponiamo adesso, loro sono al governo da diversi anni e i problemi da risolvere non sono di oggi, ma di ieri se non di ieri l'altro. Sui servizi sociali, l'Amministrazione ha di certo speso molto, ma non mi sembra ci sia un equivalente in termini di qualità e di distribuzione:  solo certi enti fruiscono dei servizi. Sulla piazza di Monticelli, poi, c'è una protesta di lungo corso. Mi meraviglia che non sia stato fatto nulla se non tante chiacchiere. Noi affronteremo la situazione con quella determinazione che mi viene dall'esperienza professionale».

Nel dettaglio, cosa vorreste fare per la piazza di Monticelli? 
   Buriola «La piazza ha una storia molto lunga: nel  progetto di riqualificazione, quando era stato attuato il Prg, era stato introdotto un premio di cubature che rappresentava circa il 30 per cento. L'amministrazione uscente ha colto il segnale della popolazione, preoccupata per un intervento troppo “pesante”, e ha aperto  una trattativa con il privato  per spostare un certo numero di cubature fuori dal centro abitato. Il progetto si è finalmente sbloccato quando la proprietà è diventata unica, e oggi si  lascia alla nuova amministrazione un buon accordo: il comparto comprenderà una quota di residenziale, una  di commerciale, due parcheggi sotterranei e la ristrutturazione della piazza. I cittadini si lamentano della collocazione del monumento ai Caduti: l'intenzione è indire una  consultazione popolare per chiedere dove lo si vorrebbe, tenendo conto che è molto amato da tanti».    
   Minari «E' vero che fino a poco tempo fa le costruzioni che danno sulla piazza avevano diversi  proprietari, ma è anche vero che questa  piazza è stata voluta da una delle amministrazioni precedenti. Non è mai piaciuta ai cittadini e nel tempo è peggiorata con la chiusura di  alcuni esercizi pubblici. La definirei in una situazione “putrescente”, tra piccioni e altro... Secondo me la piazza è stata volutamente lasciata così. Non conosco nei particolari il nuovo progetto, ma certo sarà nostra premura che diventi una priorità».  

Come vi ponete rispetto all'Unione Pedemontana? 
   Buriola «Pensiamo che creare un unione di comuni fosse una necessità per la Pedemontana. Oggi il comune è un mondo troppo piccolo per affrontare adeguatamente certe tematiche, dalla gestione dei servizi a quella degli appalti. Abbiamo ragionato in termini di ambiti e massa critica nell'obiettivo della razionalizzazione e dello sviluppo. E' ovvio che bisogna stare  attenti a non creare doppioni di costi e  di servizi. Su questo stiamo lavorando. Ma c'è un altro punto: questi processi di cambiamento sono  importanti sia per i soggetti politici, sia per i dipendenti pubblici: operare in un mondo “allargato” li obbliga a confrontarsi e a competere  per fare meglio».   
   Minari «Sono assolutamente d'accordo sulla necessità per  i comuni di aggregarsi per il contenimento dei costi e il mantenimento dei servizi, ma sono contrario a come questa aggregazione è stata fatta: senza dare alcuna comunicazione ai cittadini, tra realtà che non hanno continuità territoriale e spostando servizi a distanze tali che difficilmente potranno essere efficienti. Ho grossi dubbi sui costi, e poi,  nel momento in cui si  parla di eliminare le Province, è stato costruito con una scelta ideologica,   calata dall'alto, un organismo che ha le caratteristiche della sovrapposizione di enti. Se vinceremo vedremo se sarà possibile trovare una soluzione alternativa di aggregazione: noi confiniamo con Parma, con Traversetolo e con la Val d'Enza. Così com'è, sono contrario all'Unione».
     
Nel comune c'è un policentrismo molto marcato: che idea avete per lo sviluppo del territorio?
   Minari «Sicuramente la viabilità è un problema notevole. Basilicanova è massacrata dal traffico pesante: passano i camion e tremano i lampadari delle case. Lì bisogna trovare una soluzione, come anche  per Monticelli e Basilicagoiano. E' indubbio che si tratta di investimenti di notevole peso, per i quali bisognerà cercare risorse in Provincia, Regione e forse   al governo centrale. Poi c'è la situazione di Monticelli, che ha una vocazione turistica e termale e che  un tempo era molto frequentata: oggi tra piazza, fuga di iniziative e altro, resta il degrado. Monticelli va valorizzata, in sinergia con i privati. Tanto più che, se non riqualifichiamo i centri, non avremo luoghi di aggregazione in cui la gente si incontra. Questo dovrebbe essere un paese dedicato alla persona. Siamo a 10 km da Parma: bisogna dare motivi ai parmigiani per  tornare a spenderci le  serate, come accadeva una volta».  
   Buriola «Noi abbiamo scelto di valorizzare l'intero comune, tenendo i servizi minimi in ogni frazione. Certo, è impegnativo: le risorse vengono suddivise su tutto il territorio. Ma ci sono  grossi vantaggi: le frazioni continuano a crescere in qualità della vita e dei servizi, sia a livello di ricettività. Sembra che  io e Minari viviamo in due paesi diversi. Curioso che si critichino le Province  e poi si voglia chieder loro risorse per la viabilità. Qui la Provincia ha contribuito a finanziare una serie di infrastrutture importanti, dalla nuova Pedemontana alle piste ciclabili.  Oggi quando si parla di grosse opere come le tangenziali i Comuni hanno tre strade: metterci le proprie risorse,   rendere le aree intorno edificabili in modo che siano poi  i privati a costruirle, oppure reperire risorse altrove. Noi stiamo cercando di attuarle senza svendere il territorio. Si parla tanto del modello Parma, ma poi  la gente viene a vivere qui».       

Parlate entrambi di partecipazione dei cittadini. Come intendete favorirla? 
   Buriola «Intanto abbiamo già coinvolto i cittadini con le primarie, che   hanno avuto quasi duemila partecipanti.  In realtà  per  ottenere partecipazione serve molta fatica: noi punteremo sul bilancio sociale, per far capire in cosa si trasforma ciò che spendono i cittadini, e in un ripensamento delle consulte di frazione, che potrebbero diventare consulte tematiche, consulte dei giovani e consulte sovrafrazionali, per superare il campanilismo. Inoltre, ci saranno consultazioni su temi d'interesse: il monumento ai Caduti ma anche lo spostamento della biblioteca-ludoteca».   
   Minari «In effetti non è facile coinvolgere i cittadini. Le consulte frazionali avevano partecipazione limitata, e si era già parlato di costituire consulte a tema. Una cosa che mi piacerebbe fare sono i consigli comunali itineranti, per avvicinare di più i cittadini senza togliere il ruolo centrale di Montechiarugolo. E poi mini-referendum su certe tematiche: quando ci sono argomenti forti la gente risponde».

Che idee avete in tema di sicurezza del territorio? 
   Minari «Prendo spunto dalla Svizzera, che visito periodicamente: lì non ci sono poliziotti in giro, ma appena succede qualcosa arriva  una Volante. Il punto è che i cittadini sono attenti, segnalano subito alle forze dell'ordine e sanno che la loro telefonata avrà un seguito. Vorrei che la “sorveglianza di vicinato” funzionasse anche qui, in sinergia con le forze dell'ordine e gli altri Comuni. Purtroppo con l'Unione la sede dei vigili è stata trasferita altrove. Comunque il coinvolgimento dei cittadini permette  di acquisire un senso di sicurezza e è un deterrente rispetto a chi vuole delinquere. Lo strumento intermedio è  la videosorveglianza, anche se non so quanto la privacy possa limitare queste iniziative. Non sono invece molto favorevole alle ronde».
   Buriola «Allora ci troviamo d'accordo».
   Minari «Penso che certe funzioni debba svolgerle chi ha la preparazione necessaria».
   Buriola «Le ronde sono una  sconfitta per lo Stato. E sono pure d'accordo sul discorso della “cittadinanza attiva”: essere partecipi tutti alla sicurezza. L'altro livello è quello dell'equilibrio sociale: se questo manca non c'è sicurezza. Poi, anche noi abbiamo valutato lo strumento della sorveglianza, ma il punto è: chi guarda i filmati? Un piccolo comune  non può permettersi una centrale operativa in continuità. Questo, appunto, è uno dei servizi demandati all'Unione. Sull'ampliamento delle funzioni di polizia municipale, credo che non si possa chiedere ai vigili di fare servizi di pubblica sicurezza senza lavorare sulla selezione del personale e sulla formazione».
   Minari «Però concordi con me sulla necessità di coinvolgere di più la polizia municipale?»
   Buriola «Sì, ma sono preoccupato del fatto che gli agenti siano adeguatamente formati».
   Minari «Questo è corretto».
   Buriola «Però mi fa piacere che  siamo d'accordo sulle ronde».

Se  poteste far  scomparire o apparire qualcosa a Montechiarugolo cosa sarebbe?
   Minari «Farei sparire la piazza di Monticelli per renderla finalmente vivibile. Ma lo faremo».
   Buriola «Anch'io vorrei far scomparire la piazza di Monticelli, ma per far comparire qualcosa di bello e significativo. In più, vorrei far comparire ancora di più in paese una cultura della solidarietà».

Di quale fascia della popolazione vorreste soprattutto il voto?
   Buriola «In termini politici  dovrei scegliere le giovani famiglie, che sono  sempre più numerose sul territorio. Ma non è ciò che mi interessa: per forza devo rivolgermi a tutti. Un amministratore deve saper seminare risorse per chiunque».
   Minari «Vorrei il voto di tutti, perchè pensiamo di riuscire a dare risposta alle esigenze di tutti i cittadini, dagli anziani ai giovani, per cui abbiamo studiato il progetto “Agro-city”».

Perché dovrebbero votarvi?
   Buriola «Lo slogan è: 50% di visione globale, 50% di visione semplice, 100% del risultato.  Gli elettori dovrebbero votarmi perchè ho esperienza alle spalle, una squadra valida su cui potrò contare nei prossimi anni e perchè sono in grado di rispondere a tutte le esigenze».   
   Minari «Con noi “Nasce il cambiamento”. Se i cittadini vogliono davvero qualcosa di diverso, la scelta è su me e la mia squadra. Io sono il meno giovane, ma vedo tanto entusiasmo e tante idee tra i componenti della lista. E' una garanzia per il futuro».
 

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