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Lesignano, come risvegliare il paese dormitorio

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Un numero di candidati sindaco record: mai come in questa tornata elettorale la sfida per il Municipio di Lesignano sarà affollata. Altrettanto affollato - evidentemente - anche il confronto che si è svolto nella redazione della Gazzetta tra i cinque avversari: Simone Riccardi, Daniele Pessina, Giorgio Cavatorta, Daniele Bonini, Gian Luca Manzini. 
Qual è la collocazione della vostra lista?
Bonini
«Ci presentiamo con una lista in cui il simbolo è molto chiaro: centro destra per Bonini sindaco. Abbiamo tra noi il candidato alle provinciali dell'Udc Agnetti,  e c'è la parte storica dei fondatori del circolo dell'ex Forza Italia, i componenti del gruppo Lega di Lesignano fino a un rappresentante de La Destra».
Cavatorta «Noi siamo una lista civica che vuole essere continuazione dell'Amministrazione uscente. C'è quasi tutta la giunta, e poi nove persone  ben inserite sul territorio e sempre impegnate nel sociale, di appartenenza civica. Abbiamo ottenuto l'appoggio del Pd, dell'Idv e dei Socialisti italiani».
Riccardi «E' una lista civica e completamente indipendente; non ci sono i partiti, che negli ultimi anni ci hanno  deluso. C'è equilibrio tra donne e uomini e ci sono competenze varie, dalla scuola all'urbanistica».
Manzini «La mia è una lista politica: mi presento con i simboli di Lega e Pdl. I signori che ha elencato Bonini sono ex componenti dei partiti: dal momento in cui sono entrati nella sua lista sono stati espulsi. Ci presentiamo per il cambiamento, contro chi si ripresenta agli elettori dopo  cinque anni di governo».
Pessina «Lista civica, lista nuova, tecnica e non politica. Cerchiamo di risolvere i problemi reali e in squadra ci sono persone nuove, amici, che hanno idee su come farlo».
La questione più importante oggi sono le terme. Cosa ne pensate?
Bonini
«Abbiamo molte perplessità sulla complessità e sui costi di realizzazione del progetto presentato dall'Amministrazione. Ci aspettavamo con il project financing una posizione più defilata del Comune e investimenti più contenuti. Invece non sarà così. Resta poi l'incognita sul successo dell'operazione. Se vinceremo, la nostra intenzione è rivedere il progetto per cercare di bilanciarlo in maniera differente e per far sì che le terme siano più a favore della pubblica utilità e meno a favore dei privati. Per noi lo slogan è: le terme ai lesignanesi».   
Riccardi «Sulle terme le nostre parole chiave sono: partecipazione e trasparenza. Siamo contrari alla privatizzazione - così come è stata pensata - per restituire le terme dopo 40 anni ai cittadini. Noi apriremo il grande parco  a tre mesi dalla elezioni, è una promessa. Sono più di cinque anni che i cittadini di Lesignano sono proprietari di questo bene ma non ne hanno mai potuto fruire: i cancelli sono chiusi. A distanza di un  anno restituiremo anche l'edificio, in particolare alle associazioni, ai giovani e alle famiglie. Il terzo passo sarà una piscina coperta».
Manzini «La vicenda è complessa. Le terme devono essere ristrutturate perchè se no  cadono giù, e poi c'è la questione del progetto del Comune, troppo oneroso e da rivedere nei termini economici. Sono d'accordo con Riccardi sulla piscina, che sarà utile alla scuola, agli sportivi e agli anziani. Ma ci sono anche  albergo, ristorante, beauty farm. L'investimento è altissimo e ci può portare a un impegno molto elevato. Oggi il Comune è indebitato per cinque milioni e mezzo di euro, con altri tre superiamo gli 8, lo avete dichiarato sul giornalino comunale».
     Cavatorta «Ti sbagli»
Manzini «Lo avete scritto voi. Comunque 8 milioni e mezzo di euro dopo aver dato corso a un project financing sono un po' troppi. In più c'è  la questione dell'acqua: oggi, con 5 litri e mezzo al minuto, delle grosse azioni benefiche sui fruitori non ci saranno. La andremo a comprare a Monticelli?». 

Pessina «Io sono d'accordo con Bonini: le terme vanno a Lesignano. Non credo nell'operazione finanziaria dell'Amministrazione uscente. E come Riccardi io aprirei il parco e la piscina a lesignanesi. I soldi stanziati li userei per ristrutturarle e ridarle alla cittadinanza».  
Cavatorta «Beh, io loro li capisco, anche perchè siamo in campagna elettorale. Non è vero che ci sono state poca trasparenza e partecipazione. Quando sei anni fa le terme sono state acquistate, in Consiglio c'erano tutte le forze politiche. E dopo un anno, quando ci siamo insediati, abbiamo  creato un gruppo di lavoro con tutte le forze politiche in Consiglio: dal gruppo  è uscita l'idea del project financing e la scelta successiva dell'Ati, formata da diverse aziende del territorio. Quattro mesi  fa la minoranza - salvo Viva Lesignano Viva che oggi credo sostenga Riccardi - ci  ha chiesto di votare una mozione per cui, in cambio dell'impegno ad attenuare la questione economica, il progetto sarebbe stato accettato. Quindi la partecipazione delle forze politiche c'è stata. La strategia di fondo è promuovere il territorio dal punto di vista turistico e residenziale di qualità. Vorrei che le terme venissero viste come opportunità imprenditoriale, di occupazione, e come riappropriazione di una bene da parte della collettività. Il parco oggi non è utilizzabile per motivi di sicurezza ma resterà ad uso pubblico, e parte dei locali dell'edificio saranno a disposizione delle associazioni.  Stiamo lavorando perchè le  piscine siano gratuite per le nostre scuole e a prezzo ridotto per i residenti. La sostenibilità economica è assicurata: nonostante questo importante investimento, nel futuro saremo in grado di amministrare come abbiamo fatto in questi anni: come il buon padre di famiglia. L' “indebitamento” di cui parla Manzini, che ha cifre diverse, è il 6% del valore di tutte le entrate e meno del 12%  massimo consentito dalla legge».
        Bonini «Il progetto che sembra così condiviso dalle forze politiche, in realtà non è stato condiviso con la cittadinanza, se non in parte. Ci sono state molte proteste. Tant'è vero che su cinque liste, quattro la pensano in modo simile. Difficile la coabitazione tra albergo di lusso e piscina aperta al pubblico.  E poi non c'è chiarezza su cosa si farà: si sente parlare del trasferimento dell'Avis sotto le piscine, ma se fossi in loro non sarei molto contento». 
Riccardi «Il gruppo di lavoro è stato fatto subito ma si è riunito solo due anni fa. La popolazione non è stata coinvolta, come si è capito anche da Cavatorta. Ai cittadini è stato presentato tutto a lavoro finito. La cosa grave del progetto è che il bando europeo è stato scritto talmente bene che c'è stata un'unica adesione. Nessun'altra scelta possibile. Il parco non è vero che rimane, ma scompare, il 70 per cento sarà adibito a parcheggio».
Manzini «Si dice che la piscina sarà quasi a costo zero per i bambini e la popolazione, ma l'Amministrazione - e cioè la cittadinanza - verserà  un contributo di 70 mila euro all'anno per il mantenimento. Vero che parte della minoranza alla fine ha ceduto sul progetto, ma la situazione economica non è stata mai chiarita».  
Cavatorta «L'abbiamo fatto. C'è un atto di consiglio».
Manzini «I costi non sono ancora chiari nemmeno ora».
Pessina «Io non conosco gli antefatti, ma mi sembra strano che in un periodo di crisi per le beauty farm la gente venga proprio a Lesignano. In più, nel progetto generale non è stato fatto nessuno studio per il risparmio energetico e si sa che le terme sono le più  grandi succhiatrici di energia al mondo».
Cavatorta «Sulla partecipazione dei cittadini si poteva fare anche meglio, ma abbiamo presentato il progetto in pubblico e c'è a disposizione un info-point aperto due volte a settimana per ricevere qualsiasi informazione».
Riccardi «Ma è uno strumento passivo».
Cavatorta «Chiamalo come vuoi. Intanto per il parcheggio non so che progetto avete visto: tutto il prato vicino alla vecchia piscina sarà reso ai cittadini. E i 70 mila euro, saranno contributi per tre anni, serviranno alla società per partire e non hanno niente a che fare con i prezzi ridotti per i lesignanesi: acquisteremo dei cosiddetti “spazi acqua” che rivenderemo ad altri soggetti. Potrebbero essere il parco o la Comunità montana». 
Lesignano ha fama di paese dormitorio. Cosa farete per cambiare questa immagine?
Bonini
«Il paese si è sviluppato moltissimo negli ultimi 10 anni, ma si è costruito male, a macchia di leopardo. Dove doveva esserci una monofamiliare ci sono i condomini. E i servizi non sono andati di pari passo con l'aumento  della popolazione. Il problema della scuola è stato parzialmente risolto, ma nel tempo è mancata una programmazione e sono stati persi anche contributi regionali. L'Amministrazione ha lavorato positivamente sugli anziani, ma non ha fatto nulla per i giovani: c'è stato uno stop decennale nelle infrastrutture per i ragazzi. E non si è pensato nemmeno agli spazi commerciali. Bisogna invece incentivare anche i negozi».  
Cavatorta «Vero che si è costruito molto, ma sono aumentati anche la quantità e la qualità dei servizi. E la prima cosa fatta non è stata per gli anziani, ma per le giovani famiglie e i bambini: la “Città dei bambini”. Oggi lavoriamo sui progetti dei bambini, dai parchi all'area scolastica, e nel futuro vogliamo dare ancora più ascolto ai giovani e creare strutture di aggregazione. Ci sono  aree edificabili già destinate alla cittadella scolastica, con un ampio parco».
Riccardi «Si è costruito troppo e male: da urbanista, il Prg del '98 era abbastanza buono, ma è stato snaturato da oltre 100 varianti. E l'urbanistica è come una partita a scacchi: ogni mossa ne coinvolge altre. Si sono individuate aree produttive in zone mal servite dalle infrastrutture, sono state costruite residenze sulle frane. Sono arrivati mille abitanti in cinque anni, non previsti. E questo manda in crisi la scuola e  i servizi. Tanti bimbi non hanno un posto al nido. E così le famiglie non riescono a conoscersi e a fare comunità. In più, manca quel numero minimo di negozi che possono far funzionare un paese dal punto di vista commerciale: bisognerà incentivare il loro arrivo, come ad esempio la panetteria». 

Manzini «La “Città dei bambini” è partita quando la scuola era già fatta. Forse glielo dovevano chiedere prima, come la volevano!. Tant'è vero che l'unico campo da basket è stato usato per costruirci la nuova mensa. La scuola oggi è un labirinto in cui i bambini possono giocare sui marciapiedi. La riqualificazione di cui parlava Cavatorta è quel piccolo spazio della vecchia scuola, il cortiletto, su cui è stato tolto  l'asfalto e messa un po' di terra»
  Cavatorta «Sono quei 20 mila metri  attorno alla scuola...»
Manzini «Se ci fosse stato quel terreno a disposizione la mensa non sarebbe stata fatta sopra il campo da basket. Quei 20 mila metri quadri di terra sono bloccati dal tribunale per la causa  tra i due proprietari e non si sa quando e  se ci saranno. Ora resta il parcheggio delle macchine. Vediamo... Quel terreno in buona fede è stato creduto già acquisito, invece è andata in un altro modo. In ogni caso, il progetto della “Città dei bambini” ora come ora non è in grado di soddisfare le esigenze dei bambini, nè di supportare l'Amministrazione come previsto nel progetto originale» 
Pessina «Lesignano è cresciuta già abbastanza, e ora bisognerà  fare solo le cose indispensabili. Soprattutto  per i giovani, che non hanno niente, e poi per le attività commerciali, la scuola  e per i servizi. Ora è necessario adeguare i servizi per chi c'è. Punto»
Problema sicurezza: qualcuno di voi proporrà le ronde?
Pessina
«Io non credo che a Lesignano ce ne sarà bisogno. Se vogliamo mettere le telecamere per vedere chi scarica abusivamente, è un conto. Ma se parliamo di ronde, io non conosco un motivo necessario per farle in questo paese»
Manzini «Secondo noi è necessario aumentare di due unità il numero dei vigili urbani, valutare insieme al comandante dei carabinieri di Langhirano un piano di monitoraggio continuo del territorio, realizzare la videosorveglianza e istituire uno sportello sicurezza del cittadino che raccolga le segnalazioni. Perchè a Lesignano succedono tante cose che non vengono denunciate, ed è un problema, perchè senza sapere non si può fare prevenzione. E poi aumentare l'illuminazione pubblica e stimolare lo sviluppo di un senso civico che porti ciascuno alla collaborazione e alla conoscenza del proprio vicino».
Riccardi «Sono temi che riguardano anche la nostra lista: il potenziamento del corpo di polizia municipale, le telecamere nei luoghi pubblici, ma soprattutto noi pensiamo che la sicurezza maggiore sia data dal conoscersi e dal fare comunità. Quindi vogliamo degli spazi in cui i lesignanesi possono incontrarsi - quelli che ci sono sono scarsi malandati -, in cui mamme e bimbi possono stare in tranquillità, senza il traffico delle auto». 
 Cavatorta  «Io sono d'accordo con Riccardi: alla base di tutto ci deve essere coesione in paese. Ronde no, non servono. Le   telecamere non credo che abbiamo molto successo; credo invece tanto al discorso sovracomunale: servono persone specializzate, e i tagli alle forze dell'ordine non aiutano. Bisogna spingere sulle sinergie con Comunità Montana, Provincia e Comune di Parma».
Bonini «Concordo con gli altri: è fondamentale il potenziamento dell'organico della  polizia municipale, e ci vorrebbe più reperibilità: avere il personale  disponibile anche nelle ore notturne e nel weekend, anche magari con uno sportello in convenzione con le forze dell'ordine. Anche noi proponiamo l'installazione del servizio di videosorveglianza, che ci sembra un buon deterrente per chi vuol delinquere».  
Il  potenziamento dei servizi lo  collegate a unioni di Comuni e organismi sovracomunali?
Pessina
I soldi ci sono, basta saperli andare a prendere dove li danno. E' uno dei punti centrali della nostra lista: andare, ad esempio, a prendere i soldi dallo Stato che finanzia  l'energia elettrica. Altrimenti per trovare i soldi bisogna ricorrere all'urbanizzazione, che nessuno vuole. Noi non vogliamo farlo. Se sapremo invece intercettare i finanziamenti potremo costruire il palazzetto dello sport, il teatro comunale e tutto ciò che vogliamo per i giovani, per i servizi agli anziani, per non far pagare la luce agli abitanti di Lesignano. Poi per le unioni, sul tema specifico della sicurezza è meglio ovviamente la collaborazione e che più persone girino sul territorio».  
Bonini «Sulla sicurezza il coordinamento tra le forze di polizia è indispensabile. I pochi agenti della polizia municipale che ci sono non possono risolvere tutti i problemi. Io credo però che ci siano ormai un po' troppi enti. Ogni Comune deve viaggiare con le proprie gambe per creare i propri servizi. Esistono già Stato e Regioni da cui attingere nuove risorse».
Manzini «Esistono delle variabili. Se si parla di sicurezza la collaborazione è importante, altrimenti creare altri enti è un dispendio di energie e di costi. Ciò che esiste - la Comunità montana est - però va tenuto»
 Pessina «Certo, o si esce tutti o non esce nessuno».
Riccardi «Io penso che oggi i Comuni non possano sopravvivere se non si mettono in rete: devono osare, aprirsi al mondo, connettersi non solo a livello locale per portare avanti le politiche di turismo, commercio e di mobilità, che funzionano solo mettendosi in rete con altre realtà. Per altri progetti è invece necessario fare le proprie scelte».
Cavatorta «Anch'io credo in una Lesignano aperta e nelle sinergie: oggi c'è bisogno di sfruttare i servizi in comune con altri enti. Questo non vuol dire che devono nascere strutture nuove, ma che dobbiamo essere noi Comuni a far sì che quelli che ci sono funzionino al meglio».


 

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