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«Il Psc segnerà il futuro di Fidenza per i prossimi anni»

«Il Psc segnerà il futuro di Fidenza per i prossimi anni»
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La sfida per l’elezione del nuovo sindaco, nel Borgo, è fra tre soli candidati. Giuseppe Cerri, eletto come primo cittadino nel centrosinistra nel 2004 e dimessosi lo scorso febbraio, si ripresenta in veste civica con la sua lista «Per Fidenza Cerri sindaco».
Sempre in veste civica si presenta Mario Cantini con la sua lista «Per cambiare Fidenza con Mario Cantini», sostenuto comunque dall’intero centrodestra (Pdl, Lega e Udc), per la prima volta a Fidenza unito alle amministrative. Il candidato scelto dal Pd - e appoggiato dall’intero centrosinistra composto da Idv, Pdci, Sinistra per Fidenza e Città aperta - è Enrico Montanari.
 Nella sede della «Gazzetta» si è tenuto il primo confronto di questa campagna elettorale fra i tre candidati.
Il problema dei problemi a Fidenza è la viabilità. Il Piano urbano del traffico adottato durante l’amministrazione 1999-2004 ha dimostrato di non portare benefici: come intendete intervenire per rendere più fluida la viabilità all’interno della città e per migliorare l’accessibilità dall’esterno, specialmente negli orari di punta?


Montanari 
«Credo, in effetti, che questa sia la priorità. I temi sono tre. Il primo: la viabilità interna, che corrisponde al problema delle rotonde e del manto stradale. Garantirò l’immediatezza degli interventi sulla viabilità interna, ripensando, per esempio, alcune rotonde; completeremo quelle funzionali e ripenseremo le meno funzionali. Per quanto riguarda il manto stradale, ci vuole un piano di intervento immediato. Il secondo: l’accesso alla città in certi orari equivale a code sia per l’accesso a est che a ovest. Il completamento della tangenziale sud ci aiuterà molto: è tra i miei obiettivi creare una bretella che da Parola arrivi a Coduro, al futuro accesso della tangenziale sud. E qui serve l’intervento di altre istituzioni come Provincia e Anas. Con la tangenziale sud da realizzare al più presto arriveremo a “sbloccare” l’accesso a Salso, per non entrare più dentro la città e per alleggerire il traffico interno. Il terzo tema: quello dei parcheggi. Lancerò una proposta: un parcheggio sotterraneo nella piazza del mercato, a servizio del centro».
Cantini  «I sondaggi della “Gazzetta” e di Tv Parma avevano indicato che al primo posto, tra i problemi, vi sono la viabilità e i parcheggi, insieme alla sicurezza. I cittadini e i visitatori di Fidenza soffrono certamente di labirintite e sono diventati esperti di gimcane: questo continuo girare, ruotare, entrare ed uscire rimanendo in coda, è uno dei temi dominanti. Le cose non succedono per caso: il Piano urbano del traffico si è dimostrato fallimentare e la città è tagliata in due dal cantiere infinito delle Torri. Negli ultimi giorni si stanno sistemando definitivamente le rotatorie: chi tra noi diventerà sindaco e vorrà rivederle, anziché spostare dei new jersey, dovrà rifarle con ulteriori costi per la collettività; non mi sembra sia una grande mossa. E’ necessario invece affrontare il tema in modo strutturale, facendolo studiare da persone competenti: abbiamo già ingegneri e architetti che lo stanno studiando gratuitamente per noi e presto presenteremo i risultati. Ciò che conta è inserire il tema all’interno del complessivo Psc: qui si gioca uno dei fattori determinanti per lo sviluppo di una città che deve tornare a essere attrattiva anche dal punto di vista della sua accessibilità».
Cerri  «Ci siamo posti il problema di essere una città accogliente: bisogna anche avere la possibilità per i cittadini o per chi visita Fidenza di accedervi in maniera abbastanza agevole. In questi giorni esce il bando per il tratto di tangenziale sud che collega Coduro con l’incrocio di Cabriolo, quindi la fase di realizzazione parte quest’anno. Si dovrà poi prevedere che la tangenziale sud si colleghi con la tangenziale nord nella zona di Rimale, per completare l’anello e “scaricare” il traffico che da Salso va verso Piacenza e viceversa. In sede di elaborazione del progetto della via Emilia bis ho anche sostenuto una bretella che eviti addirittura l’abitato di Parola per collegarsi alla tangenziale sud, ma Provincia e Regione non lo hanno ritenuto possibile. C'è poi l’esigenza di un nuovo Piano urbano del traffico, elaborato con tecnici anche di Fidenza che conoscono i problemi della città. Il discorso rotonde: erano a carattere sperimentale; in alcuni casi vanno eliminate e va fatta quella più importante al posto del semaforo di via Piave. E’ essenziale poi la riapertura della strada via Mazzini-via Carducci, sulla quale vi sono stati impegni rilevanti nel bilancio del Comune, con un cantiere che tarda ad essere chiuso. La carenza maggiore di parcheggi è in zona Duomo: esiste una scheda di Prg che prevede l’inserimento di un parcheggio dove c'era il Galaxy, bisognerà fare partire questo progetto».


Chi verrà eletto sarà chiamato ad affidare il prossimo Piano strutturale comunale. Che tipo di sviluppo prevedete per Fidenza?
Cantini
  «Il Psc è stata una delle principali ragioni sulle quali si è consumata la frattura della giunta Cerri-Antonini...».
Cerri «C'erano anche altre persone in giunta...».
Cantini  «Alla fine ve la siete giocata voi due, ma non dimentichiamo anche gli altri. Non è comunque una personalizzazione, sono due visioni diverse di città: e quando non si trova un’intesa... Oggi quindi ci troviamo a condizioni azzerate davanti alla prospettiva di realizzare il nuovo Psc che non è semplicemente un Prg, ma consente di disegnare lo sviluppo della città anche da un punto di vista sociale, economico e culturale: segnerà la sorte di Fidenza per i prossimi venti anni. E’ un passaggio da fare, tra i cittadini, in modo assolutamente partecipato e con assoluta trasparenza; il Prg attuale non è sul sito del Comune e questo non mi sembra un grande atto di trasparenza. Sui criteri e sulle modalità di affidamento, bisogna mettere tutti i soggetti nelle condizioni di partecipare liberamente alla gara d’appalto. Assumerò in prima persona la delega all’Urbanistica, perché per un sindaco il Psc è uno degli elementi più importanti: coordinerò direttamente questa fase. E valuteremo tutti gli aspetti: l’eccessiva cementificazione nella zona verso la collina e verso l’ospedale, il recupero dell’area Carbochimica (per la quale il Comune si è già fortemente impegnato), la zona della campagna verso l’outlet».
Cerri  «Il Psc definisce lo sviluppo della città in tutti i suoi aspetti: non solo abitativi, ma anche produttivi e sotto il profilo occupazionale. Vi sono state valutazioni differenti nella passata amministrazione: il dover assegnare l’incarico a ridosso della scadenza del mandato mi ha fatto decidere di “passarlo” all’amministrazione che subentrerà».
Cantini  «Ne diamo merito».
Cerri  «Non si è però rimasti fermi: avevamo dato agli uffici interni l’incarico di un’indagine conoscitiva, con risorse ingenti messe a disposizione. Concordo che vi debba essere grande partecipazione e condivisione da parte dei cittadini e che il Psc debba essere fatto con estrema trasparenza, senza percorsi privilegiati: insomma, non vanno inseguite le opzioni che già sono state fatte. Per un certo periodo occorrerà dire chiaramente che è ora di fermare l’espansione territoriale della città: si dovrà lavorare sulle aree interne per il loro recupero (via Cavour ad esempio) per evitare che alcune zone diventino “ghetti” creando problemi anche di tipo sociale. Per le attività produttive, bisogna puntare su insediamenti che garantiscano un’occupazione di qualità: attività compatibili con il territorio, evitando poli logistici di grandi dimensioni che già esistono a Piacenza e Fontevivo. Altro aspetto è quello dei confini: le linee di chiusura della città vanno mantenute. Bisognerà inoltre ragionare con i Comuni a noi vicini per una progettualità condivisa».
Montanari  «Il Psc non è il Prg: ha una valenza superiore e va a tracciare lo sviluppo non solo della città ma della sua gente. E’ un piano sociale, culturale, economico: si fa insieme alla gente di Fidenza, insieme ad artigiani, commercianti, forze produttive, società sportive e culturali. E’ un processo che ha una valenza di dieci anni. Credo che Fidenza sia nelle condizioni di lanciare uno sviluppo importante. Su quali linee? Le infrastrutture sono fondamentali: la tangenziale sud, la bretella da Parola alla sud, l’anello completo tangenziale sud-tangenziale nord, la via Emilia bis. Dentro il Psc c'è la gente, e lo sviluppo deve essere anche sociale: la gente deve vivere bene in questa città. Dobbiamo interessarci allo sviluppo del commercio, dell’artigianato, dell’economia nel suo complesso. Vi sono opportunità come la bonifica del sito Carbochimica, che può creare spazi per la piccola e media industria o artigianato. Uno sviluppo che non deve essere lasciato solo al terziario, per diventare continuo e stabile. La popolazione sta cambiando e sta diventando più anziana: la città ha bisogni diversi. Bisogna creare servizi per l’integrazione, per il volontariato, per le associazioni sportive. Anch’io prenderò in prima persona la delega all’Urbanistica e dello sviluppo del Psc: è un impegno che un sindaco deve assumersi».
Le società partecipate sono una creazione piuttosto recente. Spesso si sono trovate al centro di polemiche. Che futuro prevedete per San Donnino Multiservizi, Fidenza Sport e Comeser?


Cerri 
«Occorre ridisegnarle e dar loro un ruolo più preciso. Comeser è compartecipata da Busseto. San Donnino svolge invece diverse attività, tra cui la raccolta dei rifiuti: ha la possibilità di crescere e mettersi a disposizione di un territorio più vasto. Fidenza Sport gestisce gli impianti, con un ripiano dei costi da parte del Comune perché molte attività per i ragazzi sono gratuite. La società ha comunque bisogno di maggiore dinamicità e di svolgere funzioni ulteriori per ammortizzare certi costi: potrebbe ad esempio gestire impianti natatori di altri Comuni».
Montanari  «Sono uno strumento importante se fanno parte dello sviluppo della città e del territorio. Hanno rappresentato anche delle opportunità per il Comune, specie la San Donnino. Per il futuro devono svilupparsi ulteriormente. La Comeser è strategica: forse fino ad ora ha speso più di quanto ha incassato, ma ha creato una rete telematica che non ha eguali sul territorio. E’ un’opportunità che va valutata».
Cerri  «Io credo che non sia strategica la sua funzione: che l’ente locale favorisca questi servizi sul territorio va bene, ma gestirli direttamente significa andare troppo in là».
Montanari  «Ha comunque dato delle opportunità, con costi da approfondire. La San Donnino va utilizzata anche per altri servizi».
Cerri  «Deve però lavorare attraverso dei global service locali».
Montanari  «Era quello che stavo per dire. A Fidenza, poi, c'è un tessuto sportivo ricco e diversificato: a tutti dobbiamo dare opportunità con uno sviluppo organico. Serve una riorganizzazione dei campi di calcio per le squadre minori e maggiori. C'è una carenza di palestre. C'è una ridefinizione delle piscine da fare. Bisogna lanciare un grande progetto: la cittadella dello sport».
Cantini  «Da fare dove?»
Montanari  «Ci sono alcune aree. Presenteremo il progetto».
Cantini  «E nelle aree attuali urbanizziamo facendo altre case?».
Montanari  «Non polemizziamo: vogliamo dare uno sviluppo».
Cantini  «Cittadella dello sport mi evoca zone come Milanello o Appiano Gentile...».
Montanari  «Parlavo molto più concretamente di Moletolo. Progettiamo alto. Moletolo ha avuto uno sviluppo con una cementificazione minima: io vi dirigo una squadra di calcetto».
Cerri  «Sono d’accordo nello spostare la piscina coperta al Craviari, per avere un’unica realtà acquatica. Al posto della piscina coperta si deve realizzare una palestra».
Montanari  «Vedi che mi vieni dietro?».
Cerri  «E occorre realizzare una struttura per le arti marziali, per migliorare l’ex macello».
Cantini  «Tornando alle partecipate, hanno senso di esistere se sono un valore aggiunto e se non appesantiscono il bilancio del Comune o, come nel caso della San Donnino, delle tariffe che i cittadini pagano. Gli operatori di queste società non sono il bersaglio di eventuali riorganizzazioni, ma queste società vanno studiate per migliorarne l’efficienza.
 Il cittadino ci valuta sul servizio che riceve e su quanto gli costa. Rivedere l’organizzazione delle partecipate è fondamentale: non ne metto in discussione il principio, ma è necessario garantire ai fidentini che la ricaduta sulle tariffe sia quella corretta.
 Se la San Donnino viene invitata a occuparsi di aspetti immobiliari, allora esce dalle sue finalità: ed è successo con l’acquisto dei locali nei Terragli. Su Fidenza Sport, c'è una rivendicazione storica delle grosse società sportive di provvedere in proprio alla gestione degli impianti: potrebbe essere una soluzione, ma i temi verranno tutti studiati a fondo».


La sanità, per ragioni professionali e politiche, è un argomento che ben conoscete. Cosa c'è da modificare nell’ospedale di Vaio?
Cerri
  (rivolgendosi a Montanari) «Tu comunque mi devi dire come faresti a fare il sindaco, l’assessore all’Urbanistica e il primario tutti insieme».
Cantini  «E a dirigere anche una società sportiva...».
Montanari  «Cantini mi è testimone: ho fatto il primario, il direttore di dipartimento, ho preso parte al comitato di indirizzo dell’ospedale di Parma, al comitato etico».
Cantini  «L'ospedale comunque oggi ha raggiunto il suo top di operatività. Occorre allargare il Pronto soccorso e pensare al sovralzo di un piano, con iniezione di risorse umane. Di recente si è arrivati ad ottenere la funzione di Pediatria e l’automedica sulle 24 ore. Sui potenziamenti, penso a Otorinoloringoiatria e Oculistica».
Cerri  «Bisogna introdurli perché non ci sono».
Cantini  «L'otorino viene ogni quindici giorni, l’Oculistica è invece solo a livello ambulatoriale».
Cerri  «Concordo anch’io sulla qualità del nostro ospedale. Concordo a tal punto che vorrei che Montanari continuasse a fare il primario: lo dico seriamente, perché so che è molto bravo e abbiamo avuto occasione di collaborare in tante occasioni. All’Urbanistica (sorridendo, ndr) pensiamo noi. L’ampliamento strutturale ci vuole, ma serve anche quello dell’organico. Bisogna intanto rendere stabile il secondo ambulatorio di Pronto soccorso, con le necessarie presenze. Chiediamo l’introduzione stabile di Otorinoloringoiatria e Oculistica. Sulla Pediatria abbiamo lavorato in questi anni: il percorso sembra arrivato al termine, ma bisogna impegnarsi perché questa funzione diventi stabile. L’avevo fatta mettere a suo tempo nell’atto aziendale, perché non c'era. Serve poi una sistemazione dignitosa per il Sert e il Simap».
Montanari  «In provincia di Parma abbiamo due soli Pronto soccorso, contro gli otto di Modena e Reggio: Fidenza è il secondo; credo che la dotazione strutturale e organica debba essere ben diversa. Oggi Fidenza svolge un’attività ospedaliera notevole anche nei confronti di altre aree limitrofe e la struttura sta diventano sovraprovinciale: la prima cosa è dotare l’emergenza-urgenza di struttura e organico adeguati. Ormai serve la seconda risonanza, se fosse aperta ancora meglio».
Cerri  «Chiusa l’abbiamo già».
Montanari  «Credo che a questo punto la Radiologia, un po' compressa, abbia la necessità di un altro impatto organizzativo-strutturale».
Cantini  «La questione dell’allargamento esiste».
Che cosa vi differenzia dagli avversari?
Cerri  «Partecipo a questa competizione in maniera autonoma, senza schieramenti dei partiti: è un elemento di novità di questa campagna elettorale. Abbiamo una lista di persone della società civile, motivate e interessate a dare apporti nuovi all’amministrazione. La persona al centro e la valorizzazione della famiglia sono gli aspetti su cui puntiamo».
  Montanari   «I due temi che sono lo slogan della nostra campagna: la continuità nella gestione della città da 40 anni e l’innovazione rispetto al passato sul concetto di gestione della città, intesa come servizio che nasce dall’ascolto delle varie realtà».
Cerri  «Questo lo abbiamo anche noi: non è un elemento di differenza». 
Montanari  «Preciso: la gestione del Comune è anche far partecipare direttamente le persone. Credo sia un elemento caratterizzante. Noi siamo il centrosinistra».
Cantini  «Un po' meno oggi: siete più a sinistra».
Montanari  «No, tutto centro: è la sinistra che si è spostata» (scherzando, ndr).
Cerri  «Il centrosinistra senza la “c” maiuscola».
Montanari  «Sono effettivamente il candidato di un partito, il Pd, che penso sia uno strumento di capacità di sviluppo della società. Voglio che questo progetto che unisce l’esperienza cattolica e quella laica di sinistra possa rappresentare a Fidenza un modo nuovo di essere presenti. Il nostro messaggio è la coesione di tutte le forze della città».
Cantini  «C'è un’abile strategia comunicativa di Montanari che sposta il tema verso il futuro per non parlare di cinque anni di amministrazione e, soprattutto, di come si è conclusa. I fidentini sanno che è fallita: da ottobre è stata impegnata in discussioni, liti o addirittura una guerra tra bande, come l’aveva definita l’ex sindaco. La soluzione è stata trovata il 24 aprile, appena prima della scadenza prevista dai termini di legge: sono stati sei mesi impegnati a decidere chi faceva il sindaco e non cosa c'era da fare. Ci differenziamo perché vogliamo voltare pagina rispetto a questo sistema. Lo facciamo con una coalizione compatta che condivide pienamente programmi, progetti e assetti futuri».

 

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