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Caccia, la Provincia dice no ai collari elettronici sui cani

Caccia, la Provincia dice no ai collari elettronici sui cani
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Divieto di utilizzare collari con avvisatori acustici elettrici e elettronici sui cani da caccia. Questa, insieme alla chiusura anticipata della caccia alla pernice rossa e alla beccaccia e al divieto assoluto per la starna, una delle principali novità del calendario venatorio per la stagione 2008/2009, approvato di recente dalla giunta provinciale. Scelte, queste, che collocano la Provincia di Parma tra quelle più innovative in materia di caccia. Un’attenzione nel salvaguardare la fauna dimostrata anche dal terzo “Rapporto sulla gestione della Fauna in Italia”, l’Osservatorio Nazionale sulla Gestione Faunistica, promosso da Legambiente e Arci caccia in collaborazione con la Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali, la Confederazione Italiana Agricoltori e Anagritur. Da questo report emerge come la Provincia di Parma sia al secondo posto in Italia per qualità ed efficienza nella gestione della caccia, preceduta solo dalla provincia di Aosta, sede dello “storico” Parco Nazionale del gran Paradiso, e seguita da Firenze e Trento.
Il calendario venatorio, elaborato dalla Provincia di Parma con un ampio coinvolgimento territoriale, contiene tutte le indicazioni riguardanti i tempi e le modalità per praticare la caccia su tutto il territorio provinciale nella stagione 2008/2009 che avrà inizio il prossimo 21 settembre. Si tratta di indicazioni che vanno a integrare o a limitare quanto già stabilito dal calendario regionale, al fine di tutelare al massimo il patrimonio faunistico locale, e in particolar modo le specie definite a rischio di estinzione. “Il calendario – ha affermato l’assessore alle Risorse Naturali, fauna selvatica e ittica Ugo Danni presentando il documento nella sala Savani della Provincia – oltre a essere un atto tecnico che definisce modi e tempi dell’attività venatoria, vuole essere un segnale importante di responsabilità che consente, allo stesso tempo, di salvaguardare la fauna locale, far praticare l’attività venatoria e garantire al nostro territorio un equilibrio che è necessario per tutti. È importante sottolineare che il calendario è stato condiviso e approvato da tutte le realtà coinvolte, cacciatori, agricoltori e ambientalisti: questo dimostra come anche il mondo venatorio abbia acquisito responsabilità e consapevolezza sull’importanza di praticare la caccia nel rispetto dell’ambiente.”

IL CALENDARIO VENATORIO - Un aspetto del tutto innovativo del calendario 2008/2009 è rappresentato dal divieto di utilizzare sui cani da caccia collari con avvisatori acustici elettrici o elettronici, i cosiddetti “beeper”. La Provincia di Parma è tra le prime a inserire questo regolamento: un’importante disposizione che, insieme ad altre limitazioni previste nei singoli Atc per la caccia alla beccaccia, contribuisce non solo alla tutela e alla ripresa di questa specie in sofferenza, ma anche a salvaguardare il cane stesso. “Il divieto di utilizzare il beeper – ha sottolineato il dirigente del Servizio Risorse Naturali, fauna selvatica e ittica Antonello Barani - è un’importante passo verso un’”etica” venatoria. Grazie a questa proibizione, si torna a un modo più tradizionale di cacciare. Il cacciatore non potrà più sapere esattamente dov’è localizzato il cane e quindi la sua preda ma dovrà cercarli da solo, rischiando dunque anche di perdere il proprio “bottino”. Inoltre ne trarrà giovamento anche il cane che non dovrà più subire il rumore molesto degli avvisatori acustici”. Al fine di rendere la fauna più adatta all’inizio dell’attività venatoria è stato anticipato al 4 agosto l’inizio dell’attività di addestramento dei cani, in questo modo al momento dell’apertura della caccia gli animali si saranno già abituati alla presenza dei cani e dei cacciatori.  Tra le diverse disposizioni del calendario, è da segnalare la chiusura anticipata della caccia alla pernice rossa e alla beccaccia. Divieto assoluto di caccia invece per la starna, per la quale la Provincia è impegnata da tempo in un progetto di reintroduzione e valorizzazione.  Altre misure sono state adottate al fine di tutelare la fauna migratoria, cercando di uniformare la gestione per fasce territoriali (pianura-collina-montagna), ad esempio con la chiusura anticipata della caccia alla femmina del fagiano.  La lepre, specie molto ricercata dai cacciatori locali, sarà cacciabile fino al 7 dicembre, ad eccezione degli Atc (Ambiti territoriali di caccia) di montagna PR6 e PR9, nei quali è prevista una chiusura anticipata.
Diverse le misure adottate, come ogni anno, per disciplinare la caccia al cinghiale così da riuscire a contenere i danni causati da questa specie sulle produzioni agricole. L’apertura e la chiusura della caccia al cinghiale sarà uguale sia in Atc che nelle Aziende Faunistiche Venatorie, in modo da uniformare la gestione della specie su tutto il territorio. Inoltre, per cercare di ridurre la pressione venatoria soprattutto dei primi giorni su alcune specie, come le lepri, si è deciso di aprire la caccia al cinghiale contemporaneamente a quella alla fauna stanziale.
Il calendario autorizza l’apertura anticipata della stagione venatoria al 1° settembre in tre soli Atc (PR4, PR7, PR8): in questo periodo però sarà ridotto il numero di tortore abbattibili e sarà vietato cacciare il merlo.

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