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Colorno, la sfida è ridare la piazza ai cittadini

Colorno, la sfida è ridare la piazza ai cittadini
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Colorno ha iniziato il conto alla rovescia: il prossimo 8 giugno un nuovo sindaco si insedierà in Municipio. La Gazzetta ha invitato  i tre sfidanti - Renato Gabelli, Michela Canova e Michele Pallini - a un «faccia a faccia» sul futuro del paese. Ad animarlo,  un continuo scambio di «frecciate». Ecco com'è andata.

Qual è l'elemento fondante del vostro programma?
Canova «L'obiettivo principale è  ricostituire il tessuto sociale e commerciale del mio paese, che ha subito profonde trasformazioni. C'è stata un'intensa migrazione, e la nostra società non è più quella di 20 anni fa. Anzi, al momento non è nemmeno integrata. Bisognerà tornare a parlarsi e a vivere con piacere gli stessi luoghi: la piazza, ad esempio. Per rilanciare il settore produttivo e commerciale dobbiamo invece  puntare sul turismo, ma in un'ottica diversa. La Reggia  oggi rappresenta una tappa: arrivano i pullman e ripartono, il paese resta tagliato fuori e i turisti non apprezzano  tutto ciò che offre il territorio: l'asta del Po  e tutto ciò che è legato alla vita del fiume, alle attività produttive, alle peculiarità alimentari. Dovremo aiutare chi ha il coraggio di sviluppare una ricettività da turismo “lento” mettendoci in rete con le azioni avviate  da Regione e Provincia, creando percorsi ad hoc e occasioni di intrattenimento».    
Gabelli «Sono un po' polemico su ciò che ho sentito: questa Amministrazione ha  governato per 5 anni. Come mai queste cose positive non sono state portate avanti prima? Il nostro problema principale è invece dare efficacia alla sicurezza in paese. Attraverso un assessorato che collaborerà con le istituzioni competenti, vogliamo riorganizzare la polizia municipale perchè sia sempre più presente sul territorio, creare presidi territoriali nelle zona abitate e commerciali, aprire un ufficio sicurezza in cui raccogliere le segnalazioni, e installare le telecamere nei punti  sensibili del paese. Poi abbiamo pensato alla polizza assicurativa per la copertura dei primi interventi alle abitazione colpite da furti, e infine, all'illuminazione e altre iniziative in collaborazione con  le associazioni e i commercianti».   
Pallini «I nostri obiettivi sono la sicurezza, sì, e l'attenzione ai bambini e agli anziani. Per la sicurezza proveremo a vedere se la notte si può illuminare Colorno a giorno  grazie all'energia prodotta dai pannelli solari. In tema di servizi, quelli offerti fino ad oggi dal Comune mi sembrano buoni, ci sarebbe solo da migliorare alcune cose, ad esempio azzerare le liste di attesa negli asili e dare servizi ulteriori agli anziani, e fare un centro civico nuovo. Per il resto, ho visto i tre programmi, e credo che mettendoli insieme si arrivi al meglio per il paese. Alla fine della campagna elettorale ci troveremo a gestire il Comune e se si va d'accordo subito è meglio».

L'Aranciaia non è fruibile. Cosa vorreste farci? 
Pallini «Si era pensato ad un centro civico a disposizione dei cittadini. Ad esempio mettere 10 computer, rinnovare la biblioteca che c'è oggi a Colorno,  cercare di dare degli spazi a quei giovani che oggi non sanno dove andare. Lì c'è un parcheggio, non c'è una strada  primaria vicina: l'Aranciaia è il posto giusto. Poi ci sono state chieste altre cose: gli anziani cercano un altro posto nel caso dovessero spostarsi dalla sede attuale, e lì non c'è l'acciottolato per le carrozzine e si può arrivare con le auto. Non so se può essere compatibile un centro civico con il centro anziani, che ha avuto un prolungamento del contratto per 6 anni, ma oggi deve convivere con Alma. Vedremo cosa sarà possibile fare».
Gabelli «E' un discorso comune a tutti noi. Ma a nostro avviso bisognava portarlo avanti un po' di tempo fa, perchè sicuramente la costruzione e la visibilità si prestano alle possibili strutturazioni future: cioè la sala civica. So che la stanno sistemando, poi si potrà sfruttare, salvaguardando la presenza del Museo dell'ingegno popolare. Ma ci sono spazi anche per portare avanti l'idea della sala civica e di altro, visto che è molto grande. In più c'è il parcheggio esterno, che può essere sfruttato per tutte quelle manifestazioni che si possono svolgere all'interno. Un parcheggio che deve essere assolutamente realizzato perchè il paese ne è carente. La riqualificazione dell'Aranciaia è un'esigenza fondamentale per il paese».
Canova «L'Aranciaia è un discorso che parte da lontano. Con l'approvazione del Psc  abbiamo ottenuto dei sovraoneri di urbanizzazione con i quali andremo presto a fare interventi di ristrutturazione al tetto. Perchè oggi il problema dell'edificio è la sua messa in sicurezza. Consideriamo che con il ribasso d'asta si possano liberare le risorse per  l'ultima facciata, quella sul fronte strada, che è pericolante  per quanto riguarda i cornicioni e non decorosa per l'ambiente urbano che la circonda. A quel punto avremo la possibilità di decidere senza urgenza su un immobile sano, che non rischia di crollare. Sempre in seguito all'approvazione del Psc, l'area intorno all'Aranciaia è interessata da un cambiamento urbano notevole: la zona del vecchio distributore fatiscente sarà riqualificata, così come il lato dove c'è la cabina elettrica scollegata, che verrà abbattuta. Lì verrà ripristinata l'area verde. Sicuramente l'Aranciata si presta ad essere innanzitutto il contenitore di ciò che c'è adesso: il prezioso Museo etnografico, che va valorizzato. Ci sono spazi particolari che sono vincolati, con due immense stanze più alcuni piccoli spazi laterali. La sfida della riqualificazione sarà grossa. Ma ora vorrei rispondere a Gabelli, che diceva che sul turismo siamo in ritardo».

Prego.
Canova «In realtà in questi 5 anni abbiamo messo basi importanti per arrivare nei prossimi 5  a risultati importanti. La riqualificazione dell'area verde  di Sacca è stata pensata, con l'aiuto dei fondi europei, per realizzare un punto di arrivo e di attracco dei battelli turistici che corrono sull'asse Mantova-Cremona e innescare il discorso del cicloturismo. Un secondo finanziamento dovrebbe prevedere infatti la ristrutturazione dell'attracco: il cabotaggio di queste navi è tale che oggi non è facile l'attracco a Sacca, e ci stiamo muovendo per intercettare i fondi, in collaborazione con la Motonautica. Così pure inizierà questo mese la ristrutturazione dell'intera facciata di San Liborio, della sua copertura e del piazzale circostante. E' un intervento che chiude un anello della Reggia, importantissimo dal punto di vista turistico-attrattivo. Sempre con il Psc abbiamo avuto la necessità di favorire la riqualificare di tutti gli spazi dell'ex ospedale psichiatrico. La Reggia sta diventando un centro di formazione legato al cibo, abbiamo Slow food e Alma e nuove iniziative potrebbero arrivare. Per questo, sempre pensando di riqualificare il paese anche come centro di servizi, abbiamo  autorizzato e urbanisticamente  favorito l'insediamento, qualora ci sia un privato  che voglia collaborare con il pubblico. Queste non sono state cose fatte negli ultimi mesi: per arrivare a decidere le linee guida dell'urbanistica colornese, che sono di mantenere l'abitato con la sua vocazione di centro rurale e architettonico di pregio, il percorso è stato lungo, partendo dal documento Colorno 2015 che dava linee direttive di ciò che i cittadini volevano per il loro paese. E l'urbanistica, rendendo più attrattivo il paese, è fondamentale anche per il turismo».

A questo punto voi, Pallini e Gabelli, cosa pensate in tema di urbanistica e di turismo?     
Pallini «I parcheggi sicuramente sono una delle prime cose che sarà giusto fare. Un turismo senza parcheggi non esiste: si arriva in piazza e non si trova dove fermarsi. Noi avevamo pensato all'area Bilzi, dove fare anche un ottimo piazzale per il parcheggio, che tornerebbe utile anche ai commercianti per rivitalizzare le loro attività. Per l'ospedale psichiatrico, non sono ancora bene a conoscenza di ciò che esiste. Farò un incontro nei prossimi giorni e poi deciderò che posizione assumere. Se  ne sentono di tutti i colori, in paese, ma prima sarebbe meglio fare una visita e conoscere meglio la situazione».
 Gabelli «Io batto sul discorso dei tempi: la Canova dice che servono tempi lunghi per concretizzare queste situazione. Uno dei motivi per cui io credo di voler cambiare sistema è proprio quello dei tempi lunghi. Sicuramente i progetti elencati meritano una progettualità e studi ampi, ma i tempi per la realizzazione sono eccessivi. La macchina amministrativa del Comune, certo, è complessa, ma bisogna cambiare il modo di fare amministrazione. La giunta Gelati non la critico ferocemente, ma bisogna dire la verità. Gelati ha avuto un compito difficile con la sua coalizione, lo ha ammesso lui stesso. Con questo, ai suoi collaboratori esprimiamo stima e ringraziamento per l'impegno, ma purtroppo il loro impegno e le loro iniziative sono state insufficienti per il paese. Avranno dato il massimo, ma troppi sono stati gli insuccessi. Il rapporto del Comune con i cittadini è stato completamente trascurato, i dipendenti comunali sono insoddisfatti: si premiano solo quelli che obbediscono ai criteri di partito. E' mancato totalmente il controllo dell'immigrazione straniera, è fallita la consulta dello sport, quella degli stranieri, il bilancio partecipativo è stato abbastanza scadente. Bisogna denunciarlo: nascondendosi dietro il bisogno di  studiare, si rimanda e si rimanda. “Colorno 2015“ ”è un bel progetto ma rischia di essere una scatola vuota: forse ha ragione Pallini, bisogna rendersi conto di cosa c'è dentro l'ex ospedale psichiatrico. Ma queste cose si sapevano da tempo. L'area Bilzi è un altro incompiuto: ne parliamo, ne parliamo, ma poi non si fa niente. Ora dite di sfruttare l'Alma per il turismo: certo, ma andava fatto anche prima. Non abbiamo colto la possibilità di internazionalizzare Colorno. Capisco che ora siamo al punto di dover dimostrare qualcosa di più al paese, ma bisognava anticipare. Un altro esempio è la tangenziale: ora che finalmente è stata finita, non si è pensato a cosa poteva dare a Colorno. Già prima bisognava fare una programmazione di come sfruttarla, se crediamo nel bene del paese. Ritorno sul rapporto con i cittadini: noi ci vogliamo impegnare a dare risposte esaurienti in tempi brevi, e poi a concretizzarle. Tutto si è chiuso all'interno del palazzo. Anche noi vogliamo riconsegnare la piazza ai colornesi, dove oggi non c'è nessuno, ce ne accorgiamo tutti che il paese dorme, ma è perchè voi non avete fatto il necessario».      
Canova «Intanto, se la nostra Amministrazione si è caratterizzata è stata proprio per le azioni di partecipazione dei cittadini. Certo, non sempre la partecipazione ha successo:  anche il cittadino va educato a partecipare, ma nel tempo questo aspetto è andato in crescita. Nel bilancio partecipativo abbiamo avuto numeri di partecipazione assolutamente insperati. Tanto che, benchè quest'anno nel bilancio ci sia un problema di sforamento dei patti di stabilità che ci impone dei limiti sulla spesa corrente, abbiamo creato un capitolo ad hoc per iniziare a finanziare le priorità contenute nel bilancio partecipativo. E per l'area Bilzi, vero che è fondamentale per la fruibilità del centro e dei negozi, ma grazie al Psc, rispetto alle precedenti Amministrazioni, ha avuto un grado di avanzamento notevole: con lo strumento della perequazione abbiamo spostato l'edificabilità nell'area dell'unico nuovo quartiere che sarà realizzato nei prossimi 10 anni, e grazie a ciò l'area diventa  sicuramente più fruibile e certo nella direzione dei parcheggi. Su Alma, il paese si è fatto trovare pronto ad accogliere le opportunità che offriva: Alma spende sul nostro territorio per alloggi, derrate alimentari e altro. Siamo stati pronti ad accogliere le esigenze, e i ragazzi di Alma soggiornano e consumano qui, e non altrove. La tangenziale, poi, non ha portato altro che beneficio, perchè ha liberato il paese dal traffico pesante. A questo punto negli svincoli principali si potrebbero mettere dei cartelli turistici che invitino a scoprire le offerte del territorio. Però non ho capito una cosa: Gabelli parla tanto di quello che non abbiamo fatto ma, al di là delle telecamere, quali sono le azioni proposte per il cambiamento?»       
Gabelli «Lei fa del patto di stabilità un discorso positivo»
Canova «No, assolutamente»
Gabelli «Ci lasciate un'eredità pesante perchè avete fatto un grosso errore: avete edificato la scuola solo con i vostri mezzi e ora il patto di stabilità vi lascia senza possibilità di investire. Non è un fatto positivo. Dite che per l'area Bilzi avete fatto dei passi avanti, ma lentissimi. E' ancora tutto un progetto di là da venire, tanto è vero che c'è ancora un proprietario con cui si deve parlare. Ci sono tante cose belle da poter fare, ma voi vi muovete come un elefante. I ragazzi dell'Alma sono stati ospitati grazie ai privati, non perchè il Comune ha fatto grandi cose. Fino all'altro ieri non c'era nemmeno un mezzo per permettere loro di andare in città. Non possiamo dire che è stata un'Amministrazione completamente negativa, avete fatto quello che poteva fare chi c'era, ma mi spaventa ora sentir parlare di continuità! Continuità di cosa? Di quello che non si è fatto? Di quello che si poteva fare? Ci proponete le stesse persone e gli stessi argomenti. Mi auguro che la Canova riesca nel ruolo di ago della bilancia come   il professor Gelati, persona equilibrata, capace e sapiente,  ma ci sono troppe idee diverse ed è in aumento la presenza della sinistra. Io parlerei volentieri di cambiamento e di sviluppo».
Pallini «Io sono a Colorno tutti i giorni, e in entrambi i programi dei miei avversari ci sono ottime idee. Il problema degli stranieri è evidente e bisogna sistemarlo: io non posso uscire in piazza con i miei figli la sera. Possiamo mettere 2000 telecamere, ma il cittadino la piazza di Colorno non la vive più. Oggi è degli stranieri, e questo sicuramente va migliorato».
Gabelli «Ma è colpa tua?».
Pallini «No».
Gabelli «E' colpa mia? E' di chi ci ha governato fino ad ora».
Pallini «Però è difficile, e a Colorno tutti vivono giorno per giorno, nessuno si ribella.  Quindi ci vuole anche più forza per affrontare le cose». 
Canova «C'è la microcriminalità, è vero, ma sentendo le vostre parole sembra che ci sia una situazione da  Bronx, da chiedere la scorta prima di uscire»
Pallini «No, no».
Gabelli «Se fosse stato così avrei chiesto l'esercito, o le ronde. Invece non le abbiamo   chieste».
Pallini «No, io credo che questa situazione esista perchè ci sono molti punti nascosti che non si conoscono».
Canova «La riqualificazione urbana è fondamentale, lo ripeto, per mettere in sicurezza il paese».
Pallini «Noi a livello europeo indichiamo Garofano, e lui ci consiglia di illuminare  Colorno a giorno, mentre le ronde non servono a niente. Gli altri problemi da affrontare secondo noi sono le case popolari, che non sono messe molto bene. E poi migliorare le liste d'attesa nelle scuole. Non è giusto che uno di Colorno che ha sempre pagato le tasse si debba fare scavalcare da un extracomunitario e i nostri bambini li mandiamo a Torrile. A Torrile ci vadano loro».
Gabelli «E' giusto».
Pallini «Se il posto c'è a Torrile, che ci vadano loro. E poi noi pensiamo ai pensionati: volevamo creare per loro un locale sotto il Municipio, in cui di sabato mattina ci saranno   infermieri professionali per - di volta in volta - pedicure, prova della glicemia, della pressione. Non sarebbe un  grosso costo e sarebbe un servizio che può far piacere».  

  Che idee avete per lo sport? 
Canova «Ci sono impianti concorrenziali per i quali sarà importante continuare la manutenzione ordinaria. Stiamo aiutando le società e le associazioni con dei contribuiti e ci stiamo muovendo per sostenere gli sport minori, come la boxe e il tennis».
Gabelli «C'è una situazione di privilegio, con impianti importanti, ma va dato grande merito ai dirigenti e alle associazioni per quello che hanno fatto».
Pallini «Le strutture sono perfette. Servirebbe solo una tribuna coperta per il calcio e campi in sintetico. Vorremmo però investire molto nella piscina coperta, sia per bimbi che per gli anziani, coprendo di volta in volta la vasca dell'estate».
Gabelli «Ma c'è il progetto, no?
Canova «Sì».
Pallini «Allora non bisogna abbandonarlo».

  Cosa vorreste far comparire o scomparire da Colorno?
Pallini «Far scomparire la paura dei cittadini, mentre vorrei che si riniziasse ad aiutarsi l'uno con l'altro: in un momento di crisi c'è bisogno di stare uniti».
Gabelli «Vorrei un paese più bello, più vivibile, più sereno per i cittadini. E che la gente tornasse in piazza senza la presenza di troppi ospiti che annullano la presenza dei colornesi».
Canova «Io vorrei far comparire la riqualificazione di tutta l'area dell'ex ospedale psichiatrico perchè, essendo il cuore del paese, il rilancio parte da lì, con nuovi servizi e nuovi posti di lavoro». 

  Perchè dovrebbero votarvi? 
Pallini «Perchè sono giovane e sono sempre stato in mezzo a loro. Non sono un politico e quello che farò lo farò per i cittadini».
Canova «Perchè mi piace essere a servizio della gente».
Gabelli «Per il nostro programma di lavoro e perchè mi sono messo a disposizione dei cittadini con la mia esperienza e le mie conoscenze, che ritengo possano far bene anche all'Amministrazione e al paese».

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