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Sorbolo, la sfida si gioca su scuola e viabilità

Sorbolo, la sfida si gioca su scuola e viabilità
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Una sfida a quattro, con il centrosinistra «uscente» diviso e con il più alto numero di presenze femminili del Parmense. Sorbolo il 6 e il 7 giugno dovrà scegliere tra l'attuale primo cittadino Franco Picelli, il suo assessore Angela Zanichelli, il candidato di Pdl e Lega Claudio Catellani e la civica Marzia Donelli. Nella redazione della Gazzetta si sono confrontati sui problemi del paese. Con polemica finale. Ecco com'è andata.

Come si identificano le vostre liste?
Donelli «Noi siamo una lista di cittadini, non appoggiati da nessun partito, e ce ne vantiamo: siamo la vera lista civica del paese. Pensiamo solo al bene della persona in sè, senza velleità politiche. Abbiamo un programma vasto e ambizioso e speriamo di realizzarlo tutto».
Zanichelli «La nostra è una lista civica che ha il sostegno del Pd e dell'Italia dei valori. Rispetto alle precedenti elezioni manca Rifondazione comunista, che appoggia altri».
Catellani «Noi siamo un lista politica: Lega nord e Pdl. Visto che a livello nazionale l'alleanza è stata vincente, può esserlo anche qui. Anche perchè la sinistra è spaccata tra due liste simili. Noi siamo un'opposizione che vuole diventare maggioranza».
Picelli «Questa è una lista civica orientata sul centrosinistra che raccoglie persone con diverse esperienze, parte con esperienza amministrativa e parte no».

Ci sono due donne candidate. Picelli, sono toste...
Picelli
«Bene, vuol dire che c'è una buona qualità complessiva. La cosa più bella di questa tornata elettorale è che tanta gente nuova si è proposta all'interno delle liste. Significa che c'è un buon patrimonio e una predisposizione all'attenzione».

Ma alle primarie la Zanichelli...
Picelli
«Ma non ha vinto, però»
Zanichelli «Sì che ho vinto. Quando un candidato si ritira l'altro vince. O no?».
Picelli «Non mi risulta che sia così...».

Sorbolo ha l'immagine di un paesone dormitorio. E' vero? Come intendete muovervi?
Donelli «Sì, Sorbolo è denominato paese dormitorio: è vicino alla città e c'è questo problema. Ma noi abbiamo intenzione di svegliare queste persone: vogliamo fare amare il paese e portarle non a cercare lavoro fuori, ma qui, visto che ci sono ottime potenzialità. Sorbolo ha grandi risorse e dobbiamo solo cercare di sfruttarle al meglio».
Zanichelli «Da sorbolese faccio fatica ad accettare questa definizione. Sicuramente qui si può fare molto di più per una politica di marketing territoriale e per dare il via a iniziative che vadano oltre i confini del paese. Abbiamo la fortuna di esser vicini a Parma, al Reggiano, al resto della Bassa: dobbiamo tessere delle alleanze con le altre forze del territorio. Sono state fatte delle cose, ma tutte di basso profilo. Bisogna concentrarsi su alcuni eventi importanti che vedano la collaborazione delle forze produttive, della scuola, del volontariato. Non occorrono molte cose: delle idee e la capacità di metterle in pratica».

Tra l'altro si prevede che Sorbolo raggiunga fra alcuni anni i 15 mila abitanti. Siete favorevoli a questa crescita?
Catellani
«Beh, si può essere favorevoli, ma l'importante è avere i servizi da offrire, dalla scuola alla viabilità. Via Mantova alle 7.30 è critica. Oggi mancano servizi, e se si vogliono attirare altre persone bisogna cominciare a parlare di centri sportivi, ampliamento della scuola o nuovo polo scolastico. Per venir fuori da un paese dormitorio bisogna intervenire facendo leva sui commercianti, sulle imprese e su chi lavora qui, cercando di animare il paese non solo per la fiera».
Picelli «Non è vero che questo è un paese dormitorio: punto e basta. Ci sono 50 associazioni, i commercianti attivi, tantissime iniziative. Probabilmente va migliorato il loro marketing, ma ci sono iniziative di pregio. I commercianti, ad esempio organizzano da anni serate in cui il paese si riempie e si sta benissimo. Poi, Sorbolo non ha un centro storico e ci premureremo di ricostruirlo, perché i presupposti urbanistici e strutturali ci sono. La previsione di 15mila abitanti è contenuta nello strumento urbanistico adottato, ma si realizzerà nei prossimi 25 anni, e dipenderà da quanto tirerà l'edilizia. Il paese è appetibile per la sua posizione: si raggiungeranno presto le grandi aree d'espansione industriale e artigianale del comune di Parma forse senza nemmeno passare un semaforo. Questo vuol dire lavoro per molta gente».

Trovate positiva questa vicinanza con la città?
Zanichelli «Certo, ma sicuramente non è stata fino ad ora sfruttata, solo subita. Invece è una risorsa: molti parmigiani scelgono di venire a vivere qui, perchè costa meno e ci sono in paese tutti i servizi, dall'asilo nido alla casa protetta. La sinergia con la città è da sviluppare, e se vinceremo, proporremo un'alleanza con il Comune di Parma per sviluppare modi comuni di far crescere il paese, in armonia. E va sfruttata anche la vicinanza al territorio reggiano».
Donelli «E' molto positivo che Sorbolo sia vicino alla città, ma non ci sono sufficienti servizi. Il nostro programma vuole ampliarli. Noi non vogliamo che le persone vengano ad abitare in paese solo perché i prezzi delle case sono più bassi, ma perchè la qualità della vita è diversa. Noi contiamo di dare servizi totali alle famiglie e alle persone, che oggi non sono sufficienti. Vogliamo attrarre in questo modo».

Come affronterete il problema della viabilità?
Donelli «E' impensabile credere di risolverlo da soli. Sorbolo è fra Parma e Reggio, ci sono realtà economiche molto importanti e bisogna coinvolgere la Provincia e gli altri Comuni per risolvere il gravissimo problema della via Mantova. Oltre al problema della viabilità siamo molto attenti al tema dell'ambiente, e vogliamo monitorarlo sempre. Questo - come in via Mantova - non sempre è stato fatto. Si tratta di lavorare per risolvere le situazioni di inquinamento, che a volte sono anche molto gravi».
Catellani «E' logico che sul fronte viabilità abbiamo grosse difficoltà: la via Mantova attraversa il paese, lo divide in due, e poi il ponte sull'Enza ormai è datato. La Provincia ha finalmente realizzato la strada dietro a Coenzo e Mezzani: in ritardo, e solo dopo che un paio di piene hanno fatto chiudere l'attraversamento e che Brescello ha avuto la tangenziale che collega direttamente all'autostrada. Manca ancora un ponte. Quello sarebbe un collegamento ideale e quasi una tangenziale per Sorbolo, perché parecchi camion girerebbero da via Burla, proseguirebbero allo Spip e verrebbero su a nord del paese. Avevamo già presentato un progetto simile in Regione, e adesso ci danno ragione perchè quello è l'unico modo per risolvere i problemi. Anche perchè a sud, secondo me, la via Mantova non si può nemmeno spostare».
Picelli «La viabilità è un grande nodo, e si gioca su tre opzioni: il completamento della Cispadana, il collegamento di via Forlanini con la zona industriale di Bogolese, e - finalmente - la circonvallazione di Sorbolo. La prima fa capo alla Regione: è all'interno dell'appalto dell'autostrada Reggiolo-Ferrara, e prevede il completamento della Cispadana da Reggiolo fino a via Burla e il risezionamento di strada Burla fino al casello dell'autostrada. Per quest'opera bisognerà attendere, credo, la fine del prossimo quinquennio. La strada di collegamento con lo Spip sta invece all'interno delle trattative tra Comune di Parma, Provincia e insediamenti produttivi grandi: stiamo chiudendo degli accordi. La circonvallazione, che compete alla Provincia, per noi era abbinata sin dagli anni Ottanta allo spostamento della ferrovia, e questa difficoltà oggettiva, i costi e la complessità del progetto hanno fatto slittare i tempi. Molte cose potevano essere risolte prima, ma arriverà nei prossimi quattro o cinque anni: i procedimenti sono avviati. E risolverà il problema dell'attraversamento di 20 mila mezzi al giorno».
Zanichelli «La viabilità è il nostro tallone d'Achille. Scontiamo un ritardo molto grave, che certo non è imputabile a questa Amministrazione, ma va colmato. Bisogna stringere un'alleanza forte con Provincia e Regione. Il Comune di Sorbolo non ha le risorse per fare queste opere».
Picelli «Non ha le competenze».
Zanichelli «E non ha le risorse. Ma i rapporti devono essere migliorati. Le tre opere già citate, oltre a rendere più vivibile il paese, daranno un sollievo grosso all'ambiente: la qualità dell'aria oggi è paragonabile ad alcuni punti della città, fra l'altro i più inquinati. L'impegno sarà grande. Inoltre vogliamo ripristinare la ferrovia Parma-Suzzara, che nel tratto da Sorbolo a Parma è stato interrotto. Abbiamo già avuto dei contatti con la Provincia per trasformarlo in metropolitana di superficie: andremo in città in 10 minuti senza inquinare, e sarà importante per gli studenti e per gli anziani».

Parliamo di sicurezza. Volete fare le ronde?
Catellani «Non sono d'accordissimo sulle ronde dei cittadini. Non è semplice radunarli e mandarli in giro non sapendo chi si trova. Con i carabinieri o i poliziotti in congedo è un conto, ma comunque oggi Sorbolo non è un paese in cui ce ne sia bisogno. Più sicurezza, sì. Ma utilizzando maggiormente la polizia municipale: averla solo ad orari di ufficio o nelle serate in cui c'è già movimento di gente non serve molto. L'altra sera c'erano ragazzini che sfrecciavano a 200 all'ora e di vigili neanche l'ombra. Bisogna aumentare il loro numero per poterne usufruire fino a mezzanotte, almeno nelle sere d'estate quando girano auto, bici e pedoni. Invece i delinquenti bisognerebbe che restassero in carcere, e non mollarli fuori con l'indulto come hanno fatto i signori della sinistra e qualcuno della destra. Ma non la Lega».
Donelli «In tema di sicurezza la prima cosa che vogliamo fare, ed anche la più semplice, è aumentare l'illuminazione nei parchi e nelle zone più trafficate del paese. Vogliamo anche noi la polizia municipale fuori dagli uffici, più controlli notturni, collaborazione con le forze dell'ordine ma anche far capire alle persone che devono partecipare al controllo del territorio: una rete tra cittadini può essere di grande aiuto».
Zanichelli «Sono contraria alle ronde. Ciò detto, abbiamo bisogno sicuramente di aumentare la polizia municipale: è inadeguata e va rafforzata. Sono d'accordo sull'illuminazione e aprirò un discorso con la vigilanza privata, facendo un'alleanza con le industrie, le attività produttive e i commercianti. Ne abbiamo già parlato: invece di una sommatoria di piccole spese, un accordo potrebbe dare la possibilità di avere un presidio fisso. Ovviamente in collaborazione con i carabinieri e nelle forme che loro stessi ci suggeriranno. Bisogna promuovere anche il vicinato solidale, il controllo reciproco tra cittadini, che può diventare un deterrente e aumentare la sicurezza».
Picelli «Sulla sicurezza ci si può sbizzarrire come si vuole. Abbiamo già aumentato molto l'illuminazione dei parchi, ma il grosso problema è il blocco delle assunzioni deciso dal Governo. O cambia qualcosa o l'Unione continuerà ad essere retta da una forza di polizia municipale striminzita. Occorre raddoppiare il numero dei vigili e noi speriamo che si rivedano le leggi, per riuscire a fare una programmazione di controlli più soddisfacente. Alla fine si ricorrerà quasi inevitabilmente alla collaborazione con la vigilanza privata per la competenza che può dare, che è solo quella della sorveglianza e dell'informazione alle forze dell'ordine e ai vigili. Poi per fare sicurezza servono una solida struttura di anagrafe e solidi sopralluoghi: da noi questo funziona bene».

Cosa intendete fare per le scuole e lo sport?
Picelli «La scuola è il problema più grosso. Quando nel 2001 sono stati superati gli 8500 abitanti, hanno iniziato ad andare in crisi - come dimensione e quantità - le strutture per la scuola e l'infanzia. Oggi sono piene. Per risolvere la situazione servono l'area per farlo e le risorse. Per intervenire sul polo scolastico noi abbiamo posto le condizioni per arrivare all'acquisizione dell'area e ora potremo partire. Ospiterà 1200 studenti, sarà divisa in stralci e avrà strutture accessorie come palestra e auditorium, che saranno anche a servizio del paese. Puntiamo a realizzare il primo stralcio, la scuola elementare, entro cinque anni. E un programma di ammodernamento è previsto anche per le strutture sportive».
Catellani «E' da tempo che diciamo che a Sorbolo c'è bisogno di scuole. Le Amministrazioni che si sono succedute hanno tergiversato, pur di fronte alla crescita evidente del paese. Si è cercato di tamponare una situazione difficile, ma non basta. Se vinceremo, utilizzeremo i nostri contatti a livello parlamentare e di governo per reperire i fondi e velocizzare l'iter per arrivare nei prossimi 3 o 4 anni alla costruzione di un primo stralcio. L'altra nota dolente è lo sport: hanno costruito impianti ma poi le gestioni hanno lasciato molto a desiderare. Ora sono comunque insufficienti: ci sono pochissimi campi di allenamento per il calcio, ad esempio. E noi cercheremo di metter mano anche lì: ampliando e realizzando strutture utilizzabili da tanti».
Donelli «Il polo scolastico è una delle priorità del nostro programma. Sono anni che se ne parla ed è una struttura molto importante, anche a livello finanziario. Però si può vedere. Ci sono progetti che possono essere presentati in Regione o anche a livello europeo. L'importante è presentare progetti per ottenere dei finanziamenti, e in più può entrare anche il privato, con il project financing. L'importare - ripeto - è fare progetti validi e presentarli. Vediamo se quest'anno il polo arriva. Perchè poi a livello sportivo c'è anche la piscina che vogliamo fare».
Zanichelli «Sicuramente il project financing è una strada che non è stata battuta a sufficienza. Ha lasciato un po' di amarezza tra i cittadini sapere che Mezzani ha raggiunto l'accordo per la piscina e iniziato il polo scolastico, mentre noi non siamo riusciti ad avere il progetto. Ci si è lavorato molto, ma un po' di amarezza rimane. Sicuramente è una priorità e bisogna tentare tutte le strade: stressare Provincia e Regione e provare la collaborazione coi privati. Bisogna far sì che nell'ampia area sia contemplata innanzitutto una palestra, poi campi da calcio. E la piscina potrebbe essere la ciliegina».
Picelli «Per fare progettazione occorrono le aree: è una cosa importante e un po' trascurata in questi dibattiti. Le aree si acquisiscono per accordi urbanistici e diverse sono le posizioni di Sorbolo e Mezzani: anche dal punto di vista finanziario la normativa cambia».
Donelli «Non per far polemiche, ma il nostro Psc è rimato bloccato per otto anni».
Picelli «Sì, ma quando lo hanno approvato? Nel 2003».
Donelli «Lo so, però il paese è bloccato. E anche tu Angela, critichi, ma sei al potere. Vogliamo fare qualcosa per Sorbolo?». Picelli «E' già sbloccato».
Zanichelli «Io ho fatto la mia parte, e i servizi sociali vanno alla grande, adesso. Non mi sono occupata di scuola, è vero. Ma la prossima volta lo farò».
Donelli «Vedremo. Però sentirti criticare quando sei al potere...».
Zanichelli «Ho avuto un assessorato, non sono stata né sindaco né vicesindaco».
Donelli «Intanto il paese è fermo. E il Psc è stato votato anche dalla Lega, che fuori, nelle piazze, è contro e poi dall'interno Zanichelli vota a favore».
Catellani «Il Psc si può votare: quello è lo sviluppo del paese».
Donelli «Sì ma avete tenuto fermo il paese. Dove si trovano i soldi per andare avanti?».
Catellani «Dietro al Psc c'erano persone che sono con voi. Noi non ci siamo allineati».
Donelli «L'avete votato 8 anni dopo, nel 2008».
Catellani «Nel 2008 non abbiamo votato niente»
Picelli «Calma: una cosa è il Psc e una è il Poc. Punto».
Catellani «Noi al Poc, che è il piano operativo, abbiamo sempre votato contro. Cominciate a venire alle sedute del Consiglio comunale prima di parlare».
Picelli «La gestione degli strumenti urbanistici è molto complessa, perchè complessi sono i meccanismi posti dalla legge regionale, che hanno tempi necessariamente lunghi».
Donelli «Ma non otto anni! Avete bloccato il paese»
Picelli «Ma come 8 anni? Io nel 2000 non c'ero»
Donelli «Potevate darvi comunque da fare per uscire da questa situazione»
Picelli «Noi il paese lo abbiamo sbloccato: ci sono sulla piazza 500 alloggi da costruire».
Donelli «Sì, ma quando?»
Picelli «Basta presentare i progetti».

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