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Langhirano, la sfida si gioca su scuola e rilancio del centro

Langhirano, la sfida si gioca su scuola e rilancio del centro
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Quattro candidati per la poltrona: quella di sindaco di Langhirano. Mariarosaria Attanasio, Antonio Vicini, Stefano Bovis e Giovanni Torri si sono confrontati in redazione. Ecco com'è andata. Polemiche comprese.

Qual è il punto fondamentale del vostro programma?
Attanasio
«La partecipazione. L'obiettivo è superare il distacco tra popolazione e istituzioni  e fare in modo che il comune si riappropri del ruolo di rappresentanza democratica. Il bilancio partecipato consente ai cittadini di diventare consapevoli delle scelte. Poi ci sono   l'urbanistica partecipata e i consigli di frazione o i laboratori di quartiere. I problemi di un luogo li conosce bene chi li vive: questo consente di operare tempestivamente  su strade,  cura del verde,  illuminazione e marciapiedi». 
Bovis «Puntiamo sulla partecipazione soprattutto perchè nelle frazioni sta rinascendo l'interesse a  un ruolo attivo. I consigli di frazione sono “datati”: puntiamo sui gruppi d'interesse. Poi c'è  la scuola: le elementari devono trovare   una sede definitiva, e sarà uno dei primi punti da affrontare. C'è stato  un ripensamento  a causa del sisma e della percezione di sicurezza dei genitori. Tra le priorità, la sicurezza e il completamento del programma di viabilità e di fruibilità stradale,  necessario per un territorio in cui l'attività produttiva implica il passaggio di mezzi pesante».    
Vicini «Lavoreremo da subito sulla sicurezza, sia per quanto attiene agli organici di carabinieri, polizia, forestali che dei vigili. La polizia municipale va ripensata a livello sindacale come funzioni. Le forze dell'ordine devono poi trovare spazi adeguati anche per le unità familiari. Pensiamo inoltre alla scuola - sia per le strutture, sia per la  didattica -,   e allo sport,  potenziando gli impianti e rivedendo  le gestioni. Ma il nodo centrale è l'economia. Bisogna fare chiarezza sul Distretto del prosciutto: non c'è ancora una legge regionale ad hoc che consenta alle associazioni d'impresa di avvalersi di benefici fiscali  e  finanziamenti più accessibili. E  poi, non si può non affrontare il tema di una superstrada tra Parma e  l'asse pedemontano».
Torri «Per noi la sicurezza è di vitale importanza: con il pacchetto varato dal governo i sindaci hanno possibilità di intervento diretto. Langhirano non ha bisogno di ronde, ma di interventi seri e mirati. Il mio motto è: “chi lavora, è integrato e paga le tasse è mio fratello. Chi non si sa perchè è qui e vive arrabattandosi, deve essere spedito nei centri di  accoglienza”. E' questione di  correttezza. Credo anch'io che serva riorganizzare i vigili urbani, ma non mi interessa che facciano cassa...».
Vicini «Intendo che devono essere un punto fondamentale di informazione per gli altri».
Torri «Certo. Io voglio che i vigili vigilino su anziani, scuole, famiglie. Serve una soluzione per la caserma dei carabinieri e una sintonia sul sociale:  per le case io sono per dare priorità ai langhiranesi. E' necessario anche dare dignità al comparto dell'economia: l'Amministrazione deve farsi portavoce nelle sedi giuste, come il Ministero dell'agricoltura, e fare sinergia con le aziende».
Attanasio «Apprezzo che i miei avversari abbiano nel programma la nuova scuola, ma è un po' ridicolo: se siamo in questa situazione è grazie alle Amministrazioni precedenti. Io ho sempre denunciato scuole inadeguate e con problemi di sicurezza. Ora, e solo per campagna elettorale, Bovis ne  parla. Non è vero che con il terremoto ha cambiato idea:  la folgorazione  è avvenuta   solo dopo che il comitato genitori lo ha messo alle strette».
Torri «Non mi sento tirato in causa.   Quando io e la Germontani abbiamo fatto arrivare i soldi del terremoto, li abbiamo impiegati anche per la scuola e davanti a Bertolaso ho chiesto  di verificare perchè la “Ferrari”, appena ristrutturata, era così danneggiata. Tra l'altro non condividiamo l'edificazione del nuovo edificio nel parco Allende: dove c'è il verde  resti il verde».  
Bovis «C'era un problema diffuso sulle scuole, e noi abbiamo portato un nuovo nido, ristrutturato l'elementare a Torrechiara, aperto la materna  a Pilastro. Quello della  “Ferrari” era un progetto di ampliamento nato nella giunta precedente e già finanziato. Non abbiamo messo mano all'edificio, ma l'abbiamo ampliato utilizzandone uno circostante: vergognosamente c'erano tre classi fuori da 10 anni, ma nessuno si lamentava, neanche il corpo insegnanti». 
Attanasio «Non è  vero».
Bovis «Abbiamo mantenuto un edificio storico, e chi è di Langhirano sa cosa vuol dire. Poi è arrivato il sisma, e abbiamo ripensato al meccanismo di distribuzione delle scuole. Quel che è successo in Abruzzo ci ha portato a  una nuova riflessione. E abbiamo   individuato la soluzione percorribile: l'unica, perchè non è possibile  fare un polo   materno-elementare. Chi lo propone non sa cosa sta dicendo».
     Attanasio «Forse è lei che non sa cosa sta dicendo».
Bovis «Beh, io ho governato per cinque anni».
Attanasio «Malissimo».
Bovis «Lasciamolo dire ai cittadini. E' nato un comitato, è vero, con firme che io non ho ancora».
Attanasio «Mille».
Bovis «Vorrei capire se da quel comitato è nata anche una lista».
Attanasio «La lista non c'entra».
Bovis «E allora la cosa mi lascia un po' di dubbi».
Attanasio «Da rappresentante sindacale e della sicurezza dei lavoratori nella scuola,   ho sempre denunciato la situazione dell'edilizia scolastica. Il sindaco sa benissimo che i lavori negli altri edifici sono stati fatti perchè l'Amministrazione  è stata messa con le spalle al muro, anche da esposti. Non è vero che i docenti non si sono lamentati: io ho sempre parlato come loro rappresentante. Ma Bovis non l'ha capito».
Bovis «Ho detto: “non si sono mai lamentati delle  classi fuori”».
Attanasio «Invece ci si lamentava: io faccio riferimento anche alle altre Amministrazioni, non solo alla sua. Sulla scuola di Pilastro, stendiamo un velo pietoso: è un prefabbricato...».
Bovis «Che ha azzerato le liste d'attesa».
Attanasio «...nato come provvisorio, costato 330 mila euro, con un Boc che sarà pagato fino al 2015, in cui i bambini stanno malissimo: spazi inadeguati e temperature elevatissime».
Bovis «C'è il condizionatore!».
Attanasio «No. Ci stanno malissimo. E per la “Ferrari”, questa Amministrazione si è ostinata a portare avanti il progetto della precedente.   Dopo la bocciatura della Soprintendenza della famosa passerella, Bovis o non so quale mente eccelsa ha pensato a quell'obbrobrio di tunnel che collega la palazzina vecchia alla nuova e costato un milione».
Bovis «Se le falsità sono caratteristica della tua lista, non vinci».
Attanasio «Il comitato genitori è nato per rivendicare i diritti dei bambini di fronte a un'Amministrazione che non ha preso a cuore il problema. La lista non c'entra: continueranno  questa lotta».
Vicini «Quando le questioni diventano critiche, vanno affrontate con serenità e tenendo conto dei mezzi a disposizione. Di fronte al terremoto e ai nuovi bisogni dovuti all'immigrazione ci impegniamo a fare uno studio veloce per dare risposte. Sono a favore  di un nuovo polo: le ristrutturazioni non hanno dato gli esiti attesi, lo ha dimostrato il terremoto. Ma l'aspetto per me più importante è la didattica. Comunque, Torrechiara deve rimanere, e Pilastro, centrale alla Pedemontana,  deve avere strutture adeguate. E' ora di ragionare insieme agli altri: Felino, Parma..».


 Quale ruolo per Langhirano?
Vicini
«Importantissimo. Se mi sono candidato è anche perchè l'asse pedemontano, dimenticandosi degli otto comuni a monte e dividendo in due il territorio, ha indebolito  un Distretto di 13 Comuni che con poche aggiunte si identificava anche  con il Distretto del prosciutto e poteva avere un peso in Provincia, in Regione, a Roma e a Bruxelles. Dobbiamo ad esempio studiare una scuola superiore e un collegamento con l'Università, e bisogna che i Comuni del circondario agiscano in sinergia con Langhirano, a differenza di quanto fatto fino ad oggi. Langhirano è fondamentale per il territorio: i comuni a  monte possono avere qui un punto di riferimento in tutti i campi».  
Torri «Bisogna ripensare il ruolo di Langhirano, anche se non so come la potranno pensare gli altri Comuni. Si potranno aprire dei tavoli, ma per questa soluzione bisognerà far leva su una Provincia attenta, che accolga le istanze dei singoli e che riveda in Langhirano un ruolo di centralità. Diversamente è impossibile che il sindaco di Langhirano da solo possa ottenere la collaborazione di tutti, sia per questioni di profili politici, sia per i campanilismi. Però, se vogliamo parlare di Comunità montana, mi sembrerebbe corretto che Langhirano facesse un atto di umiltà e la cedesse a qualche comune più a monte».
Attanasio «Visti i tagli che i Comuni hanno subito, sicuramente è positivo consorziarsi con altre realtà per gestire alcuni servizi. Però il Comune deve rimanere autonomo nelle sue decisioni, senza sottostare a enti superiori. E la Comunità montana, può avere un futuro se riesce a gestire i servizi  con chiarezza e risorse certe».
Bovis «Un passo indietro:  non accetto l'astio con cui la lista “Cittadini in Comune” mi sta attaccando. Ci sono  amici al suo interno, che mi hanno parlato prima di aderirvi. Non accetto  toni simili: io non li ho mai usati».
Attanasio  «Molto peggio, con arroganza e maleducazione».
Bovis «Abbiamo sempre fatto scelte  in modo oculato. E quando abbiamo cambiato idea abbiamo avuto la forza di dire: “cambiamo perchè forse abbiamo sbagliato”. Il ruolo di Langhirano? Lo sta  già svolgendo: è Comune capo Distretto e capocomprensorio, di cerniera tra montagna e Pedemontana. Ha messo in moto la questione del Distretto del prosciutto, e  l'accordo sulla Massese è nato da un accordo tra Provincia e Comune sviluppato poi con la Comunità montana: siamo riusciti a portare  20 milioni di euro  lavorando insieme. Ogni tanto nascono conflitti con la parte pedemontana, ma  siamo riusciti a ricomporli perchè con la Provincia abbiamo fatto tavoli di concertazione. E siamo riusciti a portare a casa  finanziamenti in tutti i settori. Langhirano per la sua autorevolezza questo ruolo può giocarlo anche in futuro».
Vicini «Io non sono d'accordo con Torri sullo spostamento della sede della Comunità est. E lotto contro la divisione distrettuale: è comodo quando si vive in una realtà socioeconomica positiva sganciarsi da chi ha condizioni peggiori. C'è un errore culturale sul Distretto del prosciutto: non è un insieme di Comuni, è un'associazione di imprese che devono sviluppare una propria azione.  Se ci dividiamo non abbiamo la forza per reperire le risorse. La centralità di Langhirano ha portato tutti i servizi sul territorio. La sede di un ente non conta nulla: non è lì che si risolvono i problemi. I problemi della montagna si risolvono a Roma». 
Torri «Il Distretto del prosciutto: ho voluto incontri con il ministro Zaia perchè ragiono  con una visione di comparto. I soggetti giusti sono il Consorzio  e il ministero. I sindaci devono dare sostegno, non fare scelte  singole».
Bovis «Vero. Se no non avremmo fatto il Distretto».
Torri «Poi, sulla Massese: raddrizzare sei curve per arrivare a Monchio ci è costato 20 milioni. Non è un fiore all'occhiello...».
Bovis «Sette sono per Pilastro».
Torri «Prendo atto che Bovis ha dato seguito alla tangenziale. Anche se così com'è, bella non è. Se poi migliorerà...Attanasio «E pure stretta».
Bovis «Ma da lì vedi il castello di Torrechiara».
Torri «Si è pensato alla criticità della viabilità, però gli altri 13 milioni... Si poteva ripensare a una fondovalle invece di raddrizzare delle curve».
Vicini «Nell'accordo  per la Massese non c'era la variante di Groppo, che non ho mai condiviso. Confermo l'inderogabile necessità di un tratto stradale nuovo tra Parma e la Pedemontana».
Torri «Groppo l'ha fatta Bernazzoli, non noi».
Vicini «E Pastorello è indispensabile: è una vergogna che nessuna Amministrazione provinciale ci abbia lavorato prima».
Attanasio  «La tangenziale di Pilastro ha in parte risolto i problemi del traffico pesante».
Bovis «In parte?».
Attanasio  «Sì, c'è ancora malcontento tra la popolazione. E comunque è una strada inadeguata perchè è stretta e dovrebbe essere modificata. Noi però ci battiamo per non far costruire quartieri sulla tangenziale, se no fra alcuni anni ci vorrà la tangenziale della tangenziale. Poi, io non ho alcun astio personale:  la scuola mi sta a cuore, avevo già denunciato i problemi ma sono stata inascoltata».
Bovis «Sulla questione della tangenziale, il percorso alternativo è il punto più largo del collegamento tra Parma e Langhirano. Invece, sull'operazione Distretto, è vero che deve nascere tra le aziende ma se non l'avessero sollecitata i Comuni, forse le aziende non ce l'avrebbero fatta: sono più campaniliste dei Comuni. E comunque il Distretto porta anche benefici in termini urbanistici e di infrastrutture».
 Torri «Questo è certo».
Bovis «Il risultato c'è già: la Regione ha già finanziato il tratto di Pedemontana dalla rotatoria dell'Arianna fino a Felino a quella della Balestra. Alleggerirà il traffico verso Parma e ci porterà verso l'autostrada».
Vicini «Il ponte Medesano-Collecchio però lo prevedeva già».


Cosa intendete fare per il centro del capoluogo?
Torri
«Serve uno studio per vedere se ci possono essere delle peculiarità per renderlo più gradevole. Sicuramente c'è un problema: il municipio. Vogliamo  riportarlo agli antichi splendori?».
Bovis «Già fatto».
Torri «Il Comune deve uscire di lì, trovando un'altra ubicazione, magari nella scuola Ferrari una volta messa in sicurezza. E l'odierno municipio, concordandolo con il Consorzio del prosciutto, potrebbe diventare la sede di rappresentanza del Consorzio. Sono a favore  dei  negozi sotto casa, un servizio importante, e bisognerà intervenire sull'arredo urbano. Ma il problema più grosso  resta l'area Galbani: bisognerà  iniziare dei ragionamenti seri coi proprietari. Il Distretto deve avere sede in un luogo così, con un piccolo centro congressi e  un albergo. Non esiste che nel capoluogo  non ci sia ricettività».
  Bovis «L'area c'è».
Vicini «Il centro storico va ripensato con attenzione. Le scelte fatte a Parma e dalla Provincia per gli ipermercati hanno bloccato lo sviluppo commerciale. Nell'azione di sviluppo  bisogna dunque rivalutare complessivamente il centro inserendo le aree ex Illa, ex Galbani, il Bruno Monica, il Foro Boario e l'area Stocchi con un'intesa coi privati. Da queste operazioni potrebbe uscire anche ricettività, anche se bisogna dire che oggi non c'è grande domanda da parte degli operatori del prosciutto».
Bovis «Il centro è già definito “centro commerciale naturale” e vanno attuate politiche per rilanciarlo. C'è la pavimentazione da rifare, e bisogna ripensare all'arredo urbano. Il problema grosso sono i parcheggi: ne abbiamo realizzato uno, e  nel frattempo c'è da pensare a un utilizzo diverso della piazza. La risposta può venire dall'area Galbani. Il mio obiettivo è portarvi Cariparma e la posta, pedonalizzare via Ferrari, insediare  lì alcuni servizi comunali, il direzionale del prosciutto, l'Ipq e la ricettività. Siccome  questa operazione è un po' bloccata, sto pensando a una Stu, che permette di giocare dall'interno la partita Galbani. Tenendo conto che  il centro si è già rivitalizzato perchè abbiamo portato iniziative. E oggi sono i commercianti a proporsi».       
Attanasio «Vanno valorizzati commercio e artigianato e il centro storico va riqualificato: oggi è in stato di abbandono e i commercianti sono malcontenti. Le poche feste che vengono fatte, sono fatte solo grazie a loro. Per l'arredo urbano è necessario impegnarsi da subito perchè si avverte subito una certa trascuratezza, a partire dai marciapiedi. E' necessario ripensare al parcheggio in piazza e riportarla a “salotto” in cui incontrarsi e fare eventi. Vogliamo anche istituire una consulta dei commercianti e pensiamo a un'agenzia leggera che a livello comunale possa occuparsi di organizzare iniziative nel centro e nelle frazioni, oggi trascurate».
Vicini «Attenzione: il centro non si rivitalizza togliendo il ruolo istituzionale del Comune, della Comunità montana o gli istituti di credito. Se no si toglie gente: si crea una bella vasca nel fine settimana, ma poi gli altri giorni?».


Prendiamo gli estremi del territorio:  Pilastro e  Cozzano.
Attanasio
«Pensiamo a un progetto che prevede  il rilancio dell'Itsos e di Pilastro insieme:  una sede  in connessione con l'Università e le realtà produttive locali. A Cozzano vogliamo rilanciare l'area verde nella pineta attraverso  l'ex ristorante e incentivi all'apertura di attività». 
Bovis «A Pilastro proseguiremo a creare una realtà di paese: nel Psc ci sono  aree per la scuola, per lo sport e la piazza. Vanno poi rafforzati i servizi. Per Cozzano  ci sono già un finanziamento  di 150 mila euro per costruire percorsi nella pineta e l' accordo per riaprire “La perla” grazie alla mediazione del Comune».
Vicini «Pilastro deve avere una palazzina servizi che spazi  dal sociale al sanitario, fino alla ricettività. E serve una rivalutazione complessiva dell'impiantistica sportiva e del verde. A Cozzano bisogna rilanciare la pineta,  il turismo delle seconde case e puntare su b&b e agriturismi». 
  Torri «A Pilastro bisogna riqualificare i servizi a fronte della crescita abitativa. E poi, un occhio all'arredo urbano: l'ingresso di   un paese è il suo biglietto da visita. A Cozzano  si potrebbe costituire coi privati una società per  rilanciare la pineta. E' così vicina  alla città che è  sciocco non poter   fruire della sua bellezza».  


Cosa fareste scomparire o comparire da Langhirano?
Bovis
«Farei scomparire una bruttura: la sponda del fiume. Lavoreremo  sul parco fluviale».
Attanasio «Far scomparire l'edificio sull'incrocio di Pilastro».
Torri «Far comparire le telecamere nei luoghi cruciali del paese: scuole  e parchi».
Vicini «Far comparire il marchio “Langhirano” in Italia, in Europa e nel mondo».

Perchè votarvi?
Vicini
«Basta guardare la mia storia e il mio impegno».
Torri «Rappresento il nuovo,  ho idee concrete e perchè siamo alla guida di questo Paese».
Attanasio «Perchè sono l'unica vera  alternativa possibile e porto a termine gli impegni presi».
Bovis «Quando mi dicono “Ti votiamo perchè sei uno di noi”, è il più bel complimento. Sono un langhiranese che ama Langhirano, concreto nel realizzare i programmi e rispettoso di tutti». 
 

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